Le vedove del giorno

18 giugno 2017 | Di | Rispondi Di più

Se uno aveva dei bimbi che non dormivano bastava fargli vedere per 5 minuti il programma soporifero che conduceva a mezzanotte su Sky, meglio di un primario di anestesia…

Capisco l’indignazione del popolo milanista, ma che Donnarumma fosse destinato a partire era chiaro a tutti da tempo.
Quindi quando baciava la maglia ci prendeva per il culo recitando come De Niro…

C’era in campo un contratto troppo atipico. Si diventa professionisti a 18 anni, Donnarumma è uno dei pochi a esserlo diventato nei fatti molto prima, cioè quando ancora i contratti non servivano, era anzi illegale farli.
Come il gobbo Kean che manda tanto in brodo di giuggiole la servaglia gobba…

Questo lo ha portato senza pietre davanti a tutto il grande calcio. A quel punto perderlo è stato un attimo. Stupisce semmai la linea lucida, rigorosa della società, capace di gestire una storia complessa con grande linearità. Lascerei da parte la storia delle bandiere, esistevano quando i vincoli dei giocatori erano a vita, sono praticamente finite appena si è potuto trattarne il prezzo. Credo sia molto umano. D’altra parte tutte le società si comportano alla stessa maniera. Il Milan ha comprato nel tempo molte bandiere di altri, da Rivera a Andrè Silva. Funziona così.
Rivera è arrivato al Milan a 16 anni, come poteva essere una bandiera dell’Alessandria?
Andrè Silva giocava in una squadra che è diventata nel corso degli anni una sorta di emporio di calciatori, come può essere una bandiera?
Te lo fornisco io un esempio: Conti dell’Atalanta. Ma anche in questo caso stiamo parlando di una cosa differente. Andrea Conti, per quanto bravo, non è una bandiera dell’Atalanta! Così come non lo era Gagliardini o uno dei 146 affari trattati in entrata ed in uscita dalla squadra bergamasca.

Né si possono dare troppe colpe allo stesso Donnarumma. Ha avuto una grande offerta dalla migliore società al mondo, una garanzia perenne di risultati. Cosa avrebbe dovuto rispondere? Non conosco la sua vita privata, ma peraltro il paesello natale, la sua piccola patria, l’aveva già lasciata per trasferirsi a Milano. E se dovessi parlare da padre, mi augurerei che i miei figli partissero per il mondo chiamati da un buon lavoro.
Quindi prendere 5 milioni abbondanti di euro all’anno non è essere “chiamati da un buon lavoro”. Curioso…

Capisco la gente milanista, si finisce per fidarsi di chi ti interpreta, soprattutto se è molto giovane.E spesso si pensa la vita solo dal nostro piccolo punto di vista.
Capisce la gente milanista? No, non ci è arrivato nemmeno vicino. Eppure è facile, basta guardare facebook e twitter oppure leggere i commenti di milannight o radio rossonera. E’ un diluvio di insulti nel quale nessuno, ripeto nessuno, dice una parola di comprensione nei confronti di un diciottenne viziato o di un venditore di cinismo.

Per Donnarumma è una grande occasione. Se si ragiona con il cuore credo si possa capire. Altrimenti si commette lo stesso errore che vorremmo imputare a Donnarumma, l’egoismo. In sintesi Donnarumma pagherà la sua colpa con i soldi del Real. È lì che il Milan dovrà essere bravo a strappare il meglio. Facendo l’affare e trovando poi la forza di dare il buon viaggio al suo vecchio ragazzo.
Però vi siete esaltati, come la stragrande maggioranza dei tifosi del Milan, per l’addio di Totti, ultima grande bandiera del calcio italiano! Non abbiamo bisogno delle vedove del regime gallianesco e delle lodi, implicite o esplicite, dell’operato dei suoi emuli e discepoli. Continui pure a scrivere di Juventus e Cristiano Ronaldo, ci sembra assai più competente.

Nelle vedove di oggi arriva secondo Sandro Sabatini di Mediaset Premium che da settimane esprime seri dubbi sulla bontà di mercato del Milan. Ma leggiamo le dichiarazioni dell’ex portavoce nerazzurro:

La mia è una posizione impopolare rispetto a ciò che dicono i tifosi milanisti. Cinque milioni all’anno per un 18enne sono, agli occhi di tutti, moltissimi, un’esagerazione. Faccio però un discorso economico-finanziario: quando un giocatore viene considerato da 100 milioni – cosa che è in questo momento Donnarumma – i parametri dello stipendio vanno adeguati a quella valutazione. Il tifoso milanista si può ribellare, ma mi metto anche nei panni di Raiola: Donnarumma praticamente gioca gratis da due anni. Ci sono diritti e doveri. Farei questo discorso per qualsiasi altro giocatore: Messi è legatissimo al Barcellona, ma fin da giovane ha guadagnato soldi da Messi. Donnarumma è il numero uno dei portieri e vuole un ingaggio da numero uno al mondo”. Su Mino Raiola: “Quello del portiere è un ruolo particolare: giochi solo contro tutti. Il portiere è suscettibile alle pressione psicologiche, molto più di qualsiasi altro giocatore. Fossi stato in Raiola, avrei valutato fino in fondo la possibilità di tenerlo al Milan. Sulla possibilità di restare in panchina per un anno: “Criticare Fassone e Mirabelli è uno sport troppo facile e non mi metto nella schiera di chi lo fa. Però mi sento di dire una cosa: un ragazzo di 18 anni non può essere bullizzato verbalmente, minacciando di lasciarlo in tribuna per un anno. Così si va allo scontro”.

Che bella vedovella addolorata e inconsolabile, lo ascolto da mesi tutte le mattine e non ha mai avuto una critica per l’amichetto Galliani, anzi trovava ingenerose le nostre critiche. Delle due l’una: o sei un totale asservito o non sei capace di fare il tuo mestiere; noi propendiamo per entrambe. Donnarumma può anche pensare di essere un alieno, ma le motivazioni che stanno affiorando riguarderebbero più la solidità finanziaria del Milan cinese. Ma visto che vale 100 milioni, in caso di fallimento sarebbe messo in vendita subito e visto che viene da Marte un compratore si troverebbe sempre. Non ha vinto nulla, quindi questa valutazione non ha ragion d’essere. Avrebbe guadagnato più di portieri campioni del mondo che avrebbero compensato abbondantemente i due anni da schiavo senza un euro. A questo aggiungiamo che da settimane il vedovo in questione porta avanti delle continue critiche all’operato di Fassone e Mirabelli; il tutto, sia chiaro, è legittimo, ma quando l’amichetto Galliani portava Bertolacci a 20 milioni o Constant a 8 lui dove stava? Ecco, caro vedovello disperato, quando ti sarai ripreso dal lutto che ti sta lacerando dentro, facci sapere dove stavi.

Milan Night

PS: a proposito di cose di cui abbiamo bisogno, la nostra necessità primaria, ora più che mai, è di ricostruire la nostra identità di milanisti dopo un decennio di abusivismo del Giannino. Andiamo a ricercare le nostre origini: ci vediamo domenica 25 giugno 2017 davanti all’ingresso principale del Cimitero Monumentale di Milano per andare a rendere omaggio al nostro grande padre fondatore ed intraprendere una serie di iniziative che riportino, finalmente la nostra storia ed i nostri valori al centro della scena.

Ci vediamo li per un abbraccio collettivo in rossonero e per tornare a gridare insieme FORZA MILAN

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Categoria: Comunicazione, Giornalisti, Mondo Milan

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