Stagione 2016-17: riflessioni sparse

1 giugno 2017 | Di | Rispondi Di più

Questo il ‘rooster’, suddiviso per minutaggio:
Milan 2016/17 ‘tipo’: Donnarumma, Abate, Paletta, Romagnoli, De Sciglio, Kucka, Locatelli, Pasalic, Suso, Bonaventura, Bacca.
Riserve: Calabria, Gomez, Zapata, Vangioni, Sosa, Montolivo, Bertolacci, Niang, Deulofeu, Lapadula.
Altri giocatori: Antonelli, Poli, Mati, Ocampos, Honda, Luiz Adriano, Cutrone
In rosa: Storari, Gabriel, Rodrigo Ely

Stagione super

Gigio Donnarumma è stato fra i migliori della serie A, con una costanza di rendimento assurda per un 18enne. L’imprecisione al rilancio lungo e qualche sbavatura davvero minima non possono inficiare una prova stagionale pazzesca e determinante. Come ben scritto da Seal ieri il Milan ha ‘prodotto’ un calcio parecchio distante da quello di vertice, tanto in attacco quanto in difesa; ma ha reso meglio di altre compagini. Gigio ha grande parte in ciò, con 3.8 salvataggi a partita è fra i portieri più impegnati della serie A assieme a quelli delle squadre minori (Skorupski, Cordaz, Rafael), ha concesso 1.18 reti a partita e chiuso il 30% delle partite a porta inviolata; il dato impressionante è il numero di salvataggi per gol: 3.14, contro 2.65 di Buffon, 2.45 di Szczesny e poi a scendere. Ancora, è stato il portiere con più palloni catturati a partita e respinte (3.74 e 3.74). Si, deve crescere sotto l’aspetto del carisma; ma è un fenomeno.
Cresciuto anche Romagnoli, difensore sempre più preciso e affidabile; è un centrale adatto al gioco poco speculativo e attendista come quello che dovremo osservare in futuro, già quest’anno ha commesso poche sbavature, dimezzato i falli.

Bacca nonostante 13 reti e 3 assist è stato protagonista di una stagione negativa culminata con l’accantonamento. Con 13 passaggi di media a partita, 1.9 interventi di testa, 0.7 passaggi chiave a match è fra le peggiori punte del campionato per partecipazione alla manovra. Non è una novità per il colombiano, giocatore da tap-in e movimenti rapidi che quest’anno ha vissuto una stagione da estraneo evidenziando anche logoramento fisico e scarsa reattività, e risultando anche fra i più imprecisi al tiro e inefficace nei dribbling . Dopo una serie di penose prove abuliche e nonostante occasionali golletti, alla fine ha perso il posto a favore di Lapadula che ha fatto poco meglio; falloso peggio di un difensore uruguagio, ha meritato lo spazio concessogli visti i demeriti del colombiano. Va detto comunque che si è espresso meglio da sostituto.

Prima di una lunga serie, l’unica diretta

Kucka e Paletta sono sul podio dei giocatori più indisciplinati della serie A, 8 gialli e 3 rossi lo slovacco e 4 gialli e 5 rossi l’argentino, il più espulso della divisione di sempre; il Milan è quattordicesimo nelle ammonizioni, ma primo nelle espulsioni dove spicca anche Josè Sosa con 2 rossi in 18 partite. Sono numeri da crisi epilettiche ma non sono frutto di scarsa disciplina piuttosto di alcuni errori individuali, ripetuti, che hanno fra l’altro impoverito la stagione decente di Kuco e Paletta. Il primo ha confermato pregi e limiti, soprannominato ‘Trattore’ non per nulla; il secondo ha vissuto una prima parte di stagione da leader, crollando poi e confermandosi come giocatore dalle caratteristiche decenti ma dal rendimento altalenante. Dignitosi, ma quanti errori.

Suso ha siglato 7 gol e 9 assist, di cui 5 e 6 nel girone di andata. Numeri da giocatore importante, ma anche poco costante. Si è trattato del ‘peso’ di una leadership tecnica ottenuta improvvisamente, di un calo fisico oppure di un ridimensionamento? Lo scopriremo il prossimo anno, quando lo spagnolo dovrà incrementare costanza e peso delle prestazioni; probabilmente avrà anche davanti e intorno a sé giocatori più abili a sfruttare cross e giocate ma cresceranno anche le aspettative.
Deulofeu invece conclude la sua esperienza con 4 reti e 3 assist risultando utile per sostituire l’involuto Niang (e purtroppo anche Bonaventura). Pur se a volte inconcludente i suoi strappi e la qualità, di parecchio superiore a quella del cavallone francese, hanno lasciato una buona impressione; 3 assist nei primi 2 mesi, poi più attenzione alla rifinitura con la ricerca spesso della soluzione personale. Con 2.5 passaggi chiave a partita è risultato il miglior suggeritore potenziale. Si sapeva comunque fin da subito che in caso di prestazioni positive il giocatore avrebbe preso altre strade.
Bonaventura è il rammarico di stagione: 19 partite giocate fra centrocampo e attacco, un’evoluzione tattica e di prestazioni interrotta da un brutto infortunio di gioco. Ci sarà tutto il tempo di rifarsi.

Deve crescere molto, ma con noi

Su Locatelli ci siamo ‘cascati’: subito grinta e gol pesanti e belli ma è pur sempre un ragazzo giovane; ci vuole pazienza, chi critica Montella per averlo dosato nel ritorno non ha forse ben presente il minutaggio medio di un Under-20 nei massimi campionati europei. Sono solo 10 i giocatori di quell’età più usati di Manuel in tutta Europa, 8 dei quali militano nella Ligue1, e ha giocato con maggiore continuità rispetto ai vari Havertz, Pulisic, Mbappè. Rapportando il rendimento all’età si può essere davvero soddisfatti dell’esordio del centrocampista, che anche caratterialmente sembra ‘uno dei nostri’. La sua gestione per me deve rimanere interna.
Sul resto della truppa di mezzo c’è poco da dire. Sosa e Mati hanno lampeggiato qualche assist ma per il futuro sono impresentabili, il primo per caratura e il secondo per affidabilità; Poli è stato totalmente accantonato, Bertolacci ha fatto peggio dell’anno scorso confermandosi un bidone epico. Montolivo è rimasto fuori per due terzi di stagione ma non è mancato, nonostante non avesse una vera e propria riserva, e ciò dovrebbe far riflettere. Pasalic è stato arma tattica importante, le sue 5 reti e l’abilità in inserimento potrebbero spingere al riscatto; la qualità in palleggio, costruzione e interdizione no anche perchè il Chelsea non svende.

Zapata, Gomez, Vangioni: pensate che c’è pure di peggio in giro. Il colombiano si conferma altalenante, come sempre alcuni suoi posizionamenti errati sono costati gol; il neo acquisto paraguaiano è il suo degno erede, sperando che entrambi vengano spediti altrove quest’estate. L’alieno venuto da Vangio non ha fatto rimpiangere Antonelli, che è rimasto ai margini tutta la stagione; giocatori modesti e non più presentabili quando l’asticella verrà alzata. Menzione finale per Keisuke Honda, lasciato in disparte fino ai teatrini di fine anno; sappiamo bene della sua professionalità e del mangiare sano, ma francamente non mi è mai capitato di vedere un 10 più assurdo e fuoriluogo, in generale. Era effettivamente doveroso mostrarlo il meno possibile, con 220 minuti è stato il meno impiegato (eslcusi Cutrone e Mandriano), ancor meno dei lebbrosi e degli amputati. Qualcosa avrà voluto dire.

Dopo tre tentativi a vuoto è giunto il famoso sesto posto, conquistato grazie a un girone d’andata al di sopra delle possibilità e una maggior tranquillità mentale nonostante il never ending closing e qualche eccesso propagandistico volto a esagerare alcuni tratti della squadra (carattere, età, ridicoli nazionalismi); non si possono ignorare le prestazioni timide di una Fiorentina in declino e il cammino tragico dell’Inter, che hanno certamente favorito. Il ‘gruppo’ dei residui del Giannino è stato gestito con più intelligenza e meno scleri da un Montella anche molto fortunato a non avere fra i coglioni il Presidente; dettagli di poco conto come poca è la differenza fra questo sesto posto ‘glorioso’ e la metà ingloriosa della classifica. Ma è comunque una differenza. Se vi dicessi che mi sono divertito mentirei; diciamo che mi sono incazzato di meno. Gli avanzi del Giannino hanno prodotto tutto sommato il massimo sforzo possibile. Questa parentesi va ora chiusa definitivamente e senza rimpianti, i costi di gestione di questo team sono folli e insostenibili alla luce di ciò che vediamo, con poche differenze, di anno in anno; ci sono sì alcuni giovani da cui ripartire ma per fare davvero un salto avanti occorre il coraggio di rifare quasi tutto.

Larry

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.