Vincere non è l’unica cosa che conta

16 marzo 2017 | Di | Rispondi Di più

Fiero di non essere come voi

Anche questa sfida con la gobbaglia è passata, ma ciò che non passa mai è la loro spocchia, perché l’avversario dev’essere “cornuto e mazziato” e l’informazione deve essere gobbocentrica.
Ti fischiano contro un rigore oltre il 94° minuto che definire generoso è poco? Non c’è problema, si fanno vedere immagini di un’eventuale fuorigioco millimetrico di Bacca. Si scopre che l’immagine era errata e Bacca era in posizione regolare? Non c’è problema, si parla di giocatori del Milan che hanno devastato lo spogliatoio. Facciamo attenzione al termine usato, devastato, un verbo forte che fa venire in mente scene da hooligans, sommosse popolari se non proprio la discesa degli Unni sulla penisola italica. Insomma, i nostri devono aver messo a ferro e fuoco lo spogliatoio, ma  a quanto pare le immagini del passaggio dei discendenti del flagello di Dio devono essere state classificate come materiale “top secret” e secretate presso l’area51 al fine di non sconvolgere il corso dell’umanità, perché non le ha viste nessuno. Nel frattempo qualcuno ci fa sapere, ma sempre al condizionale perché di immagini nemmeno l’ombra, che i teppisti in maglia rossonera avrebbero addirittura rotto uno sgabello, dato dei pugni a delle riproduzioni di un qualche trofeo e scritto ladri sulle riproduzioni degli scudetti che non possono più vantare, ossia quelli 2004/05 e 2005/06. Porcaccia la miseria, direi che il termine “devastato” è proprio azzeccato, perfetto per distogliere l’attenzione da quanto accaduto in campo, che va ben al di là del calcio di rigore finale.
Dulcis in fundo non siamo d’esempio per i bambini o perlomeno così disse colui che si mise a litigare con Inzaghi davanti ai ragazzi del settore giovanile e si è appena sfanculato con sciacquati la bocca. Giustamente la memoria non dev’essere mai stata il suo forte visto che, a proposito di bambini, finora l’unica società che io ricordi sia mai stata multata per cori di offese fatti da pargoli è proprio quella sabauda. Questi non hanno il senso del pudore, chiagnono e fottono ed a sentir loro e tutta la disinformazione mediatica, sono una società modello…ma de che?

Era il 2007 (dieci anni fa, non tre secoli) quando veniva messa la parola fine al processo per doping e secondo quanto riportato da il giornale “La Repubblica” in merito a Giraudo e Agricola A salvare i due imputati dall’accusa di doping e di frode sportiva interviene però la prescrizione che estingue il reato.” aggiungendo i giudici della Cassazione, presieduti da Francesco Morelli, hanno dato ragione alle tesi dell’accusa perché “astrattamente condivisibile il ricorso presentato dalla Procura di Torino contro le assoluzioni”. In pratica è stata ritenuta provata l’illecita somministrazione di farmaci ai calciatori della Juve, eccetto l’epo, la famigerata eritropoietina.  Cala così un’ombra pesante sui più bei trionfi bianconeri della gestione Moggi-Giraudo: tre scudetti, una Champions League, due Supercoppe italiane, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale.” e questo non è il pensiero del più becero dei tifosi. Eppure i gobbi urlano come ossessi perché loro non sbagliano mai ed il mondo ce l’ha con loro.
Poi arrivano le motivazioni della Cassazione sulla cosiddetta Calciopoli e sempre dal giornale La Repubblica si leggono questi stralci della sentenza Più che di potere si deve parlare di uno strapotere esteso anche agli ambienti giornalistici ed ai media televisivi che lo osannavano come una vera e propria autorità assoluta”, si legge nel verdetto della Suprema Corte –  depositato oggi –  del processo conclusosi lo scorso 23 marzo. Secondo la Cassazione Moggi è stato “l’ideatore di un sistema illecito di condizionamento delle gare del campionato 2004-2005 (e non solo di esse)”. Un “sistema” che –  scrivono gli ‘ermellini’ nella sentenza 36350, quasi 150 pagine  –  “prende il suo nome”. Per i giudici Moggi ha commesso sia il reato di associazione per delinquere, sia la frode sportiva “in favore della società di appartenenza (la Juventus)”, ed ha anche ottenuto “vantaggi personali in termini di accrescimento del potere (già di per sè davvero ragguardevole senza alcuna apparente giustificazione)” .

E i milanisti dovrebbe prendere esempio di stile da questi? Io da milanista mi vergogno ogni santo giorno delle luci di Marsiglia, della vicenda Galliani/Meani e di questa società, ma da chi espone lo striscione “il fine giustifica i mezzi…grazie triade” dopo la retrocessione ed ha come motto “vincere è l’unica cosa che conta” non ho nulla da imparare, specie se poi ostenta trofei revocati a significare che delle regole se ne infischia.
Magari io ho le allucinazioni, ma lo strapotere mediatico citato dalla Cassazione per vicende di dieci anni fa lo rivedo tutt’oggi. Sicuramente non c’è nulla dietro, dato che l’azzerbinamento ai potenti è sport nazionale, ma il fatto che la figc revochi due titoli ai diversamente eretti e questi si permettano di esibirli, senza che la prima adotti un qualche provvedimento, è quantomeno anomalo. E’ poi divertente sapere che la procura federale della figc si occuperà dei danni allo spogliatoio e magari chiederà di risarcire gli scudetti di polistirolo da essa fatti revocare. Sai le risate!
C’è poi la vicenda sui presunti rapporti con la ndrangheta per la questione biglietti. Non so se ci sia qualcosa di vero o meno, ma mi pongo una domanda: quanto abbiamo sentito parlare di questa notizia fino ad oggi? Quante trasmissioni avete sentito a riguardo? Quanti giornali hanno riempito pagine di inchiostro su questo potenziale scandalo? Se un’accusa del genere fosse stata mossa a qualsiasi altro club di serie A questi sarebbe già stato messo alla gogna da tempo immemore.

Venerdì quel popolo milanista diviso in mille fazioni da una società ormai allo sbando si è riunito sotto le gesta di un ragazzo di 18 anni, che più di ogni altro ha rappresentato lo spirito di chi non ci sta a subire in silenzio da cornuto e mazziato. Gigio ci ha fatto dimenticare l’indifferenza della società, la sordità del presidente e ci ha stretto attorno ai nostri colori per difenderli, perché non bisogna chinare la testa di fronte a simili scempi. Questo portiere che tutto il mondo ci invidia ha le stigmate del campione, perché alla sua età è già un calciatore dominante, uno di quelli che abbina a grandi qualità tecniche, il carisma e l’animus pugnandi, incarnando per molti milanisti, specie i più giovani, l’ultima speranza di ricostruire il nostro spirito prima che il Giannino ci annienti del tutto. Ricordate il post “ladri di sogni” in cui vi raccontai di mio nipote? Per lui la maglia da comprare era quella di Donnarumma e come sempre i bambini hanno ragione perché vedono senza filtri.

Sabato sera arriva la banda del gormitaro reduce dalla sconfitta nel derby della Lanterna. La classifica nonostante tutto rimane corta, ma è altrettanto vero che rappresentiamo l’ultima ruota del carro nel trenino europeo sia per punti totalizzati che per gol segnati e subiti. I jolly ce li siamo giocati con udinese e samp per cui non ci resta che vincere e sperare nel passo falso delle rivali.

Seal

P.S: conoscere la storia del Milan credo sia un dovere per ogni casciavìt, ma non sempre è facile trovare materiale e ancor più difficile è trovare immagini di repertorio. Per chi volesse conoscere le vicende rossonere degli anni settanta consiglio https://sites.google.com/site/settantamilan . Ne vale davvero la pena.

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Categoria: Comunicazione, Mondo Milan

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l’ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.