Tre cantano e due ballano

23 febbraio 2017 | Di | Rispondi Di più

Rocco in un’immagine di repertorio

E’ oggi il momento di Rocco Mandarino, il quale in ben 12 anni si è visto poco ‘perché è lo stile’ si è tenuto a precisare. Lo stile-Giannino è infatti farsi vedere poco, fra karaoke, calamarate e citofonate con 165 giornalisti al seguito. Tuttavia sono tre mesi che anche lui compare a sorpresa, come un erpes, accompagnato dal’ex Muezzin, per arricchire a voce un curriculum scarno. Cohibenta, himbianca e stuccha; ma non solo. Ha scoperto Suso, certo; sebbene nel gennaio 2014 la vox populi fosse ben diversa. Gazzetta e Corriere infatti celebrarono per l’intuizione Bronzetti, agente Fifa e amico di Galliani, e Fabrizio De Vecchi attuale manager dello spagnolo. Fu dunque una dritta del vecchio volpone oppure un colpo di scouting? Intanto Ernesto è morto. Il buon Rocco ha anche scoperto Deulofeu nell’under-18; che poi sarebbe l’under-19; quindi nel 2011. Però Gerard è arrivato nel 2017, in prestito, perché c’è stata l’occasione. Eppure ci fa notare il nostro Andrea che dal 2011 di occasioni ce ne sarebbero state tante; i 6 milioni che l’Everton ha investito l’anno scorso per il talento spagnolo sono finiti ad esempio a Gilmar Veloz per l’affare Adriano, sono andati all’agente di Josè Mauri e fratello, a Raiola per Rodrigo Ely. Ci potevan stare comodi tre Deulofeu a titolo definitivo, ne abbiamo uno per sei mesi; come mai? Quindi dobbiamo celebrare questo tizio per due giocatori decenti, uno temporaneo, e intanto comunque siamo sempre settimi; ma chi dobbiamo ringraziare per le minchiate di cui sopra? E per gli altri panchinari e tribunari, per Bertolacci che fa la riserva di uno in prestito? Questo è il Giannino, fino all’ultimo: fuffa che si regge su bufale da quattro spicci. Si sono inventati un direttore sportivo…per una squadra che da 10 anni compra dai procuratori e per i procuratori, che ha svenduto e regalato centinaia di giocatori senza ricavare un cazzo. Solo al Giannino può esistere uno come questo qua, un esperimento frettoloso che già solo a guardarlo sembra un abbozzo incompleto. Un dirigente creato dal nulla e destinato al nulla salvo che questa finzione alla fine non paghi.

Milannews tramite un sottoprodotto propagandistico del Muezzin, che suona molto DDR, annuncia che Sosa visto l’ottimo primo tempo di domenica è un giocatore sottovalutato; e lo fa chiamando in causa la balistica. Nella ripresa è invece intervenuta la scientifica per le rilevazioni sul cadavere. Siamo alle solite, ogni anno la stessa storia: certi soggetti non attendono altro che mezza partita decente di qualche giocatore di quelli che non piacciono per rinfacciare il fatto che non piacciono. Intanto siamo sempre settimi, sempre con gli stessi difetti e limiti, sempre raffazzonati; e questo è quanto, questo quel che conta. Per alcuni però ci sono sempre questi giocatori, intuizioni di Galliani e che dunque non piacciono, sono discriminati, ma che sono determinanti. Persino il twitter ufficiale ci illustra che Sosa è ‘top’; come lo è stato Lapadula, o Bertolacci quando con un colpo di naso segnò al Torino. Top, determinanti. Certo, non sempre; diciamo balisticamente, oppure per un tempo, dalla panchina, nello spogliatoio, per la coesione, come ricambi, o più semplicemente in un’azione o una partita; a stagione. E intanto la classifica non si muove da tre anni; e intanto, dal luglio del 2015 sono stati spesi per questi popò di giocatori sottovalutati circa 145 milioni di euro in 3 sessioni di mercato. L’ultima la abbuoniamo perché al Condor poverino non han dato altri soldi da infilare nel cesso. Tantissimi passi avanti, come al solito: quest’anno abbiamo preso il Guerriero delle serie cadette, il fenomeno della balistica, il nuovo Modric, il nuovo Serginho ecc.; ma siamo sempre fermi là. Allora perché Milan News non dedica spazio a chi ci spiega il perché di questo? “145 milioni per fare un cazzo”, una storia vera; e senza balistica. Perché no?

Intanto per la nuova proprietà si prepara un’accoglienza particolare: budget già definito, acquisti già sbandierati, confronti già pronti. Ma non con l’ultima gestione Berlusconi-Galliani ovvero quella dei miliardi di euro buttati, deserto di idee, prese per il culo, cessioni discutibili, slogan farlocchi, risultati scadenti e nessun investimento strutturale. Infatti stando ad esempio a Furio Fedele dovranno istantaneamente riportare il Milan almeno in Europa League, fare bene in fretta, poche parole molti fatti, non tergiversare; capito? Sbrigarsi su, cazzoni, che qua ci sono fior di giornalisti pronti col frustino. La nuova proprietà eredita non una squadra ferma al pleistocene tecnico e tattico, a fatica a ridosso della zona europea, piena di difetti, poco attraente, incerta, in bilico fra il discreto e il mediocre, da rifare. Stando a Furio Fedele è un Milan che non si è mai dato per vinto, con uno spirito alimentato da campioni (??) e rigeneratosi sempre (???) col passare degli anni; un Milan da 7 vite. Forse intendeva da 7imo posto. Domanda: il gruppo cinese sta comprando il Milan di oggi o quello dieci anni fa? Altra domanda: ma se il Milan è tutta sta mirabilia di gestione e tradizione perché poi tutti poi fanno liste della spesa da 2-300 milioni? Tutti poi che scrivono che i cinesi dovranno riportare in alto il Milan, nessuno che ci dica come mai non siamo più in alto. Perché non lo dicono? Forse perché sarebbe come implicitamente ammettere che negli ultimi anni si è fatto schifo che peggio non si poteva. Qua serve tabula rasa. Invece qualche fossile sogna dei nuovi magnati (o delle nuove magnate, magari) che facciano opere di bene. In che senso, nei loro confronti? Nulla di nuovo, da un tempo ormai immemore leggiamo solo sboronate, nomi di giocatori a caso e vuoti proclami. Tutti, fino all’ultimo, a non capirci un cazzo. Ci sono o ci fanno?

C’è un’espressione popolare greca che dice: “tre cantano e due ballano”, per indicare una situazione grottesca e farsesca; penso renda bene l’idea dello stato attuale della fanfara del Giannino.
Adesso è giunta ora di chiudere il locale.

Larry

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Categoria: Mondo Milan

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22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre.

Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto.
Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli.
Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.