Il blues del Mandriano

15 gennaio 2017 | Di | Rispondi Di più

Il 24 giugno del 2015 l’Al Ahli, formazione degli Emirati Arabi, ufficializza tramite il proprio profilo twitter di aver raggiunto con lo Shakthar Donetsk un accordo per l’acquisizione di Luiz Adriano, attaccante brasiliano classe 1987 da 9 stagioni nella squadra ucraina (link). Il suo contratto da 4 milioni lordi a stagione è in scadenza al 30 dicembre 2015 ma la formazione araba vuol forzare i tempi. L’ufficialità del trasferimento tarda e tramite il proprio manager, Lucescu, lo Shakthar dichiara: “Il ragazzo non ha accettato la proposta del club emiro, per noi molto vantaggiosa. Ci dispiace, perché la nostra volontà è quella di venderlo ora, altrimenti a gennaio perderemmo il giocatore a parametro zero e non possiamo permettercelo. Se il Milan lo vuole deve sapere che non lo regaliamo. […] L’offerta per il cartellino di Luiz Adriano era di 8 milioni”. Il club ucraino fissa dunque il prezzo, tira in ballo ufficialmente il Milan ma annuncia anche di fatto che il brasiliano lascerà il club entro 6 mesi free agent.
Secondo calciomercato.com (link) alle 14.15 del 2 luglio 2015 Adriano Galliani e Gilmar Veloz, l’agente di Adriano, escono assieme dal ristorante Giannino dove hanno pranzato assieme anche a Kia Joorabchian; l’a.d. si produce nella solita cantilena di no comment mentre sia avvia col procuratore portoghese a Casa Milan. Alle 18.00 viene dato per fatto l’accordo fra le parti per il trasferimento al Milan del brasiliano dal 01.01.2016, a parametro zero; il giocatore infatti per la sentenza Bosman può già accordarsi senza incorrerere in penalità e senza che il suo club debba ricevere alcun indennizzo poichè il suo contratto residuo è inferiore ai sei mesi di durata. Ma si vocifera che Galliani stia lavorando per anticipare l’arrivo. Il ‘misterioso’ blitz si dipana in serata: Luiz Adriano è già segretamente in sede e posa per le foto di rito, l’affare è concluso: 8 milioni di euro allo Shakhtar Donetsk, 3 netti al giocatore fino al 2020. Dunque Galliani ha deciso di anticipare i tempi di arrivo, accontentando gli ucraini e puntando fortissimo sul 28enne brasiliano cui ha fatto sottoscrivere un quinquennale a cifre da top player per le casse rossonere; assieme a Montolivo e l’altro neo-acquisto Bacca, Adriano diviene infatti il più pagato della squadra.
Il 6 agosto 2015 il manager dell’Al Ahli Cosmin Olaroiu dichiara a Sky: “Per Luiz Adriano avevamo trovato un accordo con la società ed avevamo una promessa del giocatore, ma poi ha cambiato su consiglio del suo agente”. Che fortuna. Per la cronaca, al posto di Adriano a Dubai finisce Rodrigo Lima ex Braga e Benfica.
Dieci giorni dopo Luiz si presenta a San Siro contro il Perugia con un’ottima prestazione ed un gol, sembra poter formare una solida coppia con Carlos Bacca ed indossare onorevolmente la numero 9 rossonera. La settimana seguente Galliani ‘rinforza’ ulteriormente l’attacco milanista già forte di Bacca, Adriano, Niang, Menez, Cerci, Honda, Suso e Bonaventura (per 3 ruoli) con l’ingombrante Mario Balotelli e la concorrenza per il posto di prima punta si fa ancora più forte.

Luiz Adriano gioca come prima scelta d’attacco, partner di Bacca, 7 delle prime 8 partite della stagione ‘15-16, mettendo a segno 1 gol e 1 assist entrambi contro l’Empoli. Dalla partita contro il Torino del 17 ottobre 2015 viene accantonato, dopo soli 2 mesi, per incompatibilità col modulo, preferenza verso altri giocatori e prestazioni non esaltanti. Fino al 9 gennaio, match contro la Roma, Adriano gioca comunque 10 delle 11 partite di campionato (ma 2 sole da titolare) e nei 2 match di Coppa Italia, mettendo a referto 3 gol e 1 assist.
Il 12 gennaio 2016 Luiz Adriano non viene convocato per i quarti di finale di Coppa Italia. Sorpresa: è stato ceduto. Galliani per concludere i dettagli dell’operazione abbandona l’evento per gli 80 anni di Dan Peterson e ‘scompare’ per qualche ora (link). Il giorno seguente vengono diramati i dettagli: si parla di un’offerta di 14 milioni di euro per il Milan, e 6 a stagione (+2 di bonus) per il calciatore; il tutto ufficializzato entro 4/5 giorni. C’è entusiasmo per la maxi plusvalenza teorica, nonché per quei milioni che potrebbero essere investiti su un mercato invernale dove, dopo il fallimento dell’operazione El Sharaawy-Monaco, l’unico colpo potrebbe essere Boateng a parametro zero. Luiz ottiene il visto per la Cina il 18 gennaio e parte per Nanchino con tanto di sciarpa della sua nuova squadra, all’aeroporto viene accolto da una folla ed è costretto a chiamare la sicurezza perché non riesce ad uscire.
Il 20 gennaio, dopo due giorni di ‘negoziazioni’, Luiz riprende il volo per l’Europa. Il trasferimento è clamorosamente saltato (link) per problemi economici; da un lato il brasiliano sostiene che i cinesi non hanno rispettato gli impegni non fornendo le necessarie garanzie per l’ingaggio pattuito, dall’altro fonti cinesi sostengono che l’entourage del giocatore avesse alzato la posta. Ad ogni modo questi problemi sono insolubili: Luiz Adriano rientra a Milanello e torna in panchina ad Empoli il 23 gennaio. Per la cronaca: la formazione cinese che lo voleva è lo Jangsu Suning di Zhang Jindong; si quel Suning e quel Jindong. La stessa società spenderà nelle successive 2 settimane 80 milioni di euro per i basiliani Texeira e Ramires, più 23 milioni di ingaggi all’anno. Più 270 milioni di euro per l’Inter. Ma per Luiz Adriano non davano le necessarie garanzie.

Fino al 13 marzo 2016 l’attaccante si fa notare solo per il cambio di pettinatura. Rimane ai blocchi, ufficialmente prima per una contusione poi per un infortunio alla gamba; nel girone di ritorno gioca 8 gare, 3 da titolare, siglando 1 gol su rigore e 2 assist. In aprile la società Milan rilascia il bilancio, e su Luiz Adriano figura una discrepanza significativa fra le cifre del trasferimento dichiarate alla stampa e ufficialmente dallo Shakthar sul proprio sito e quelle dell’esercizio milanista. Stando ai media tradizionali l’attaccante è costato 8 milioni di euro, ma nel rendiconto finanziaro è iscritto a 14 milioni di euro, con una differenza di 6 milioni di euro. Come riporta Calcio&Finanza (link) “è abbastanza usuale inserire nella cifra da ammortizzare i costi di gestione relativi ad agenti e simili”. Pertanto in estate non solo Galliani ha forzato il trasferimento assicurando allo Shakthar quanto offerto precedentemente dagli emiri, ma ha probabilmente trovato un accordo particolare con l’agente Gilmar Veloz, accordo che potrebbe essere alla base del ‘ripensamento su consiglio dell’agente’ che ha portato il giocatore a rifiutare l’Al Ahli. Una strategia discutibile e svergognata dal campo, dove il puntero brasiliano è parso più un Mandriano in cerca del gregge che un attaccante meritevole di un investimento di ben 44 milioni di euro; tanti sono i quattrini fra cartellino, commissione, e totale dell’ingaggio quinquennale, che Galliani ha pensato di investire nel luglio del 2015 in un pomeriggio da Giannino. E in inverno, dopo soli 6 mesi, ha pensato di rifilarlo in Cina alla stessa cifra d’acquisto per coprire l’errore/orrore, senza comunque realizzare alcuna plusvalenza (al contrario di quel che si pensava) e smenandoci i 3 milioni dei primi 6 mesi di ingaggio.

Questa la collocazione a bilancio di Luiz Adriano. 14 milioni di euro, 8 allo Shakthar e 6 a? All’agente? Agli Angeli? Beneficienza?

Non abbiamo finito, manca la parte migliore. Oltre ad aver bloccato il mercato invernale, il Mandriano blocca pure quello estivo. Nonostante la stampa scriva che viene richiesto a destra e manca per cifre anche elevate, non lo piglia nessuno. Montella per fortuna riesce a rivalutare per la prima parte di stagione buona parte dei giocatori-comparse che giacciono a Milanello; ma col top-player che nel frattempo si cambia pure numero di maglia perché dopo avergli fatto infangare la 9 pensano bene di dargli la 7, proprio non ce la fa. 7 presenze, 1 da titolare dove gioca però solo un tempo, 121 minuti; questo lo score del ’16-17, senza reti e senza assist. Ecco dunque arrivare la sessione di mercato dello sbolognamento. E’ un classico della gestione Galliani, quel tipo di gestione dove non ci sono i soldi per prendere nessuno ma i giocatori con gli stipendi più elevati e che sono costati di più vengono regalati a zero. I quotidiani partono dai 6 milioni del CSKA, a salire, che sfida lo Zenit, scrivono di un interesse della Bundesliga poiché molte squadre vantano ottimi rapporti con Gilmar Veloz; ma evidentemente non così ottimi come quelli di Galliani. Si scivola verso l’inevitabile cessione a poco o nulla: lo Spartak a fine dicembre decide di accollarsi l’ingaggio del brasiliano smentendo l’agente russo Seljuk: “Solo un idiota corrotto lo comprerebbe”. Sbagliato: un idiota corrotto, o lo Spartak Mosca. Inizia un lento percorso che porta alla definizione dell’operazione, con Luiz in vacanza in Brasile ad oltranza e poi le visite mediche da sostenere in Russia, poi in Germania, infine a Milano, dove avviene anche l’incontro definitivo ovviamente a cena fra Galliani e gli uomini del club russo. Al momento in cui scriviamo non c’è ancora l’ufficialità dopo ben due settimane dall’annuncio ‘ufficioso’ del trasferimento. Per le casse del Milan non si sa che introito, presumibilmente nessuno o forse un bonus nel caso i russi vincano il proprio campionato. Sempre che prima o poi non appaia pure la liquidazione come successe per Robinho. Sempre Calcio&Finanza (link) si è già premurato di fare le proiezioni di bilancio sulla cessione del giocatore a zero: si tratta di una minusvalenza di quasi 10 milioni di euro: un affarone. Galliani ha dunque investito 14 milioni di euro per un anno e mezzo a 3 milioni (6 lordi) di un giocatore che non è servito a nulla; fanno 23 milioni buttati nel cesso. Più la minusvalenza, rilevante a bilancio, realizzata per evitare di pagare altri 21 milioni di euro di stipendio al Mandriano in un maldestro tentativo di coprire la magagna. Volutamente abbiamo ignorato le non confermate voci sull’ingaggio del Mandriano che per il 2016 sarebbe schizzato secondo alcuni media a 5/6 milioni netti (10/12 lordi); scopriremo la verità dal bilancio: vorrebbe dire aver ricevuto un aumento a seguito del rientro dalla Cina e avere dunque percepito per un anno il terzo stipendio d’Italia dopo Higuain e De Rossi. Un fatto che se confermato sarebbe davvero da fantascienza.

La risolzione di Luiz Adriano si avvicina molto alla ipotesi ‘a zero’. Complimenti!

Quella di Luiz Adriano è una delle peggiori operazioni di mercato della gestione Galliani, destinata all’olimpo delle bidonate assieme con altre leggende: Josè Mari, Javi Moreno, Matri, Ricardo Olivera; curiosamente tutti attaccanti in qualche modo simili. Si colloca in un contesto storico di dichiarata ristrettezza di fondi, dove ogni risorsa dovrebbe essere dunque investita oculatamente, ma in una sessione di mercato con larga disponibilità di denaro; la campagna acquisti 2015 è stata infatti la più dispendiosa della storia del Milan anche grazie alle corpose discrepanze fra i ‘prezzi ufficiosi’ dei calciatori e quelli poi risultanti dal bilancio. Con buona pace di quelli che “se Galliani avesse i soldi…. Soprattutto è una vicenda grottesca e per molti aspetti inspiegabile. Una mala gestione che sconfina nell’incuria assoluta, nel menefreghismo, nell’improvvisazione totale da parte dei personaggi, Galliani in testa, che poi propinano ai tifosi del Milan le solite menate sull’impossibilità di fare mercato. E’ una vicenda non spiegata inoltre, perché alle richieste all’amministratore di delucidazioni sulle corpose differenze a bilancio nel 2015 (fra cui quei 6 milioncini che ‘ballano’ nell’operazione Luiz Adriano) fatte in assemblea venne rifiutata la risposta. Dunque diviene lecita qualsiasi supposizione personale, anche la più indecente.

Grandissimi, enormi e sentiti complimenti alla stampa sportiva italiana che salvo rarissime eccezioni (mi è capitato solo su Fantagazzetta e Calcio&Finanza, se ce ne sono altre segnalatecele) non ha bollato questo giro come un disastroso esempio di come non si dovrebbe gestire una squadra di calcio, come una presa per il culo, nonché il motivo assieme ad altre operazioni simili per cui il Milan da anni non ha le risorse necessarie ad attrezzarsi correttamente per raggiungere i propri obiettivi ma si deve arrangiare con come risultato 3 stagioni fuori dalle Coppe. No, per la maggioranza della stampa è stato un grande risparmio. RISPARMIO, capito? Corriere, Gazzetta, Milan News, Calciomercato.com, Corsport, Tuttosport…tutto il sistema stampa ha definito regalare Luiz Adriano, costato 14 milioni + 9 di ingaggio per l’anno e mezzo in cui ha pascolato al Milan, un grande risparmio per le casse della società.
Siete in difficoltà? Fate fatica ad arrivare alla fine del mese, vi servono nuove risorse? Provate a risparmiare anche voi come vi suggeriscono i migliori giornalisti, i più indipendenti ed onesti: fate dei debiti per comprare ad esempio un’automobile; che sia costosa mi raccomando, e cosa importante: non deve servirvi a un cazzo. Poi dopo un anno e mezzo la regalate a qualcuno. Quando i vostri creditori vi chiederanno indietro i soldi che avete usato per acquistarla ditegli che avete risparmiato in benzina, assicurazione e manutenzione che avreste dovuto fare in futuro. Poi quando avranno finito di ipotecarvi la casa andate a cercare i fenomeni del Corriere, Gazzetta, Milan News, Calciomercato.com, Corsport, Tuttosport e spiegate anche a loro che si tratta di una grandissima stronzata.

Parafrasando quello spot pubblicitario: “Prima in montagna, poi al mare…ma hai avuto l’aumento?
No. Ho risparmiato gli ultimi 3 anni di ingaggio di Luiz Mandriano

STI GRAN CAZZI!

Vergognatevi tutti.

E via Galliani dal Milan subito. Questo si che sarebbe un grande risparmio.

Larry

p.s.: ringrazio Calcio&Finanza da cui ho preso le scansioni del bilancio e la tabella di impatto. E grazie a Lupin per la foto, mitico.

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Categoria: Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre.

Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto.
Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli.
Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.