La Trimurti: l’ortografia nella foresta di Fangorn

26 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

Il Congresso di Vienna

Ed eccoci alla seconda puntata della rubrica che prende in esame la Trimurti, cioè i tre pseudo editorialisti grandi cantori del Giannino, che non hanno fatto alcuna fatica a lasciare il loro stramaledetto e purulento carro per saltare su quello profumato di Fassone & Co. Parliamo sempre dell’Elfogiornalista, del Neisecolifedele e del Muezzin del canale servatico. In questi ultimi sciagurati anni del Giannino non hanno mai trovato difetti, non hanno mai avuto nulla da criticare, esaltando le gesta del Condorasino, visto come una divinità, come come un essere trascendente, come un essere supremo a cui dedicare la propria inutile esistenza giornalistica e i pietosi scritti, scritti che negli anni sono diventati degli inni all’incompetenza. Nessuno di questi tre, ripeto nessuno, ha mai avuto nulla da ridire sul monte ingaggi indegno e sulle pippe che infestavano la rosa. Adesso poi va tutto bene, Fassone & Co. sono straordinari e vai di radula. Ma esaminiamo gli ultimi vomitoriali.

Partiamo con l’Elfogiornalista, quello che giocava con i razzi artificiali di Gandalf e purtroppo uno esplose mentre si accendeva l’erba pipa, sempre quella buona, quella di Tobaldo Soffiatromba. Il botto fu tremendo e lo schiantò sopra Barbalbero nella foresta di Fangorn. Il trauma fu terribile ed ancora oggi vede nani, fate, elfi (appunto) e Pato più forte di Messi. Dopo la forte zuccata all’albero si rialzò tremebondo e sentenziò che, con Inzaghi allenatore, avremmo alzato l’ottava Champions. Nella foresta si fece ancora più notte, i pipistrelli, i ragni, i serpenti e ogni genere di bestia iniziarono ad emettere versi strazianti, per poi trovare un accordo tutti insieme e preferire di vedere la centosessantesima replica dell’ultimo concerto dei Pooh, quello del 1815, durante il Congresso di Vienna.

Se fossi Montella però avrei anche un’altra ambizione, meno arduo di quanto appaia . Essere il tecnico che ha guidato la squadra alla Seconda Stella. Diventare dunque  l’ erede di Nils Liedholm, l’allenatore del Decimo Scudetto.

Aridaje! Questo non capisce, questo non ci arriva, ma perchè andare sempre indietro nel tempo per sparare minkiate? Inzaghi avrebbe alzato l’ottava, Pato avrebbe segnato più di Nordahl e che altro? Ah si, se arriva Emerson (giusto il se perchè fu traslato dal museo egizio di Madrid) mercato sontuoso! Incompetente è dire poco.

Cogli la prima mela , anzi cogli altri due Scudetti ,caro Montella. Non è facile , ma l’allenatore campano non è così lontano dall’ entrare nell’empireo platonico, nella Hall of Fame,nella storia dei più grandi allenatori della Storia.

Il finale è delirium tremens allo stato puro, ormai si è ingollato una confezione famiglia di erba pipa; il richiamo a Branduardi non c’entra un cazzo, giusto per belare due scemenze. Addirittura già parliamo di Hall of Fame, quando invece ci troviamo davanti a tante Ball of Fame. Dimenticavo, la spaziatura prima e dopo le virgole e prima e dopo i punti è stata revisionata dopo la zuccata di cui sopra. Abbiate pazienza…

Possibile l’addio di Sosa, più difficile quello di Gomez, forse anche Josè Mauri troverà qualche giusto amatore perché il ragazzo ha sempre mostrato personalità e idee chiare nelle sue apparizioni estive.

Eeeeeehhhh come no, talmente chiare che ieri sera ha fatto così schifo che hanno vomitato tutti i cani macedoni a reti unificate. Lui stesso, Mauri, ha dovuto chiedere scusa per la prestazione. Trovalo tu, adesso, il giusto amatore. Io sono ore che cerco di convincere il presidente del Valmontone e quello dello Sporting Cabinda!

Andrè Silva ricorda Marco Van Basten, nelle movenze eleganti. Kalinic si ispira a Shevchenko. I  “tagli”, le  verticalizzazioni, le intuizioni in area di Cutrone portano la memoria alle prodezze di Pippo Inzaghi. Per la frenesia dei movimenti, la corsa e lo spirito di sacrificio ,Borini potrebbe essere paragonato a Massaro. Di “Beep Beep” deve imitare anche la lucidità nei sedici metri. Il Milan, poi, dai tempi di Roberto “Luci a San Siro“ Donadoni non vedeva, sulla fascia destra, un giocatore che sapeva coniugare classe e corsa, bellezza e concretezza, pericolosità e ispirazione. 

Ecco qua, ci risiamo, lo vedo tremebondo come dopo la zuccata a Barbalbero nella foresta di Fangorn. Lo status intellettivo è quello, le minkiate pure. E risento anche i latrati laceranti delle bestie della stessa foresta, latrati di protesta, latrati di dolore, latrati di indignazione. Ma ecco che cala il silenzio, anche questa volta hanno preferito sentire la duecentonovantaduesima replica dell’ultimo concerto dei Pooh, quello del 732 a Poiters, concerto che allietò la battaglia in cui Carlo Martello distrusse i mori.

Manca solo questo tassello, il sostituto di “Que Sera, Sera”, per chiudere una campagna acquisti intelligente, rapida, efficace, funzionale, rivoluzionaria.

E le campagne acquisti del tuo vecchio padrone? Credibilità ZERO!

Ora passiamo al Neisecolifedele, grandissimo esperto di buffet e crociere a cui ripensa con malinconia e forte lacrimazione. Qui ci troviamo difronte ad un vero e proprio lottatore: da anni infatti lotta contro la punteggiatura. E’ una gara impari, lei vince tutte le volte perché ha sempre ragione. Non è giusto essere perseguitati dalla punteggiatura, non è umano questo stillicidio! Serve un esorcista che faccia uscire dal corpulento giornalista l’animaccia della punteggiatura!

Gli esami non finiscono mai quando vuoi, pretendi ed è giusto che tu voglia diventare il primo della classe. 

E qui la vedo dura, qui la vedo veramente dura. Se una delle prove è il tema d’italiano che Zingarelli ci aiuti, non Zingaretti…, Zingarelli, quello del vocabolario.

Come ai bei tempi si intravede già un accenno di record (4 vittorie consecutive ufficiali, 12 gol fatti, zero subiti…) con l’opportunità di poter allungare la «striscia» domani sera a Skopje e domenica, sempre sotto la luce dei riflettori a San Siro contro il Cagliari. record, chiama record. Dopo aver valicato quota 100.000 nel doppio turno casalingo di Europa League, Bonucci e i suoi compagni di squadra devono trascinare allo stadio almeno 50.000 tifosi in media fra abbonati e paganti. Anche e soprattutto nelle partite cosidette non di cartello. Per dimostrare che San Siro è tornato un feudo rossonero, praticamente inespugnabile.

Qui mancano virgole a tutto spiano, manca la maiuscola dopo il punto, c’è una virgola che non serve…, insomma per leggere questo periodo servirebbero due bombole di ossigeno per le profondità della Fossa delle Marianne. Lo stesso Enzo Maiorca avrebbe avuto difficoltà.

Basti pensare che Montella per poter collaudare ed eventualmente varare la difesa a 3 ha bisogno proprio di Romagnoli a sinistra che completerebbe la linea con Bonucci centrale e Musacchio a destra.

Anche qui il quantitativo di virgole era finito e da un pezzo; forse pensava che le passasse il Milan come il buffet.

Addio Bacca, con un po’ di rancore… In arrivo Kalinic, Cutrone non si tocca! adesso tocca ad Andrè Silva ma sta per scatenarsi il valzer dei bomber. Ibra, Aubameyang, Belotti, Mbappè, Martial: l’effetto domino è in agguato…

Qui l’errore è addirittura nel titolo…

Le grandi manovre del Milan possono proseguire e, a breve, verrà annunciato anche Kalinic. Che potrebbe contribuire a sfoltire l’organico di Montella nel momento in cui la Fiorentina accettasse, oltre a un poderoso indennizzo (25 milioni di euro) anche uno fra Antonelli e Paletta. Anche se sembra che la Viola possa ambire ad entrambi i difensori. EFFETTO DOMINO. Mai come quest’anno sembra proprio che il mercato dei bomber sia intenso, forfse fin troppo.

Le virgole e i pronomi relativi sono scagliati sul testo da una distanza ragguardevole, pare che li tiri da quasi quattrocento metri con una penna a mirino telescopico e non è mica semplice metterli tutti nel posto giusto. Provateci voi! E il “forfse” è un tocco letterario non da poco…, roba da fine ‘500 “forfse” inizi ‘600.

John Isner è un tennista americano, un ragazzone alto più di due metri (208 cm) capace di tirare la prima palla di servizio ben oltre i 210 km/h; possiamo quindi dire che Isner ha un “servizio potente”. Poi abbiamo l’ex Muezzin che adesso è diventato il paladino di Fassone & Co., guai a chi osa porre una critica, guai a chi osa mettere in dubbio la santità della nuova dirigenza che arriva lui, l’ex Muezzin, capace di sviscerare nella storia accadimenti, cronologie e situazioni per difendere i nuovi signori del Milan. Possiamo quindi dire che l’ex Muezzin è al “servizio dei potenti”! Non avevamo dubbi in merito, sapevamo che l’animus servandi avrebbe esteso i suoi effetti, e così è stato. Nessuno poteva minimamente criticare la vecchia gestione che subito scattavano le divisioni in caste e la consegna “brevi manu” di patenti di tifo, cosa che ha poi fatto dei degni discepoli, un manipolo di idioti. Ma perchè parliamo di ex Muezzin? Beh…adesso non c’è più la vecchia elegia da difendere, ma c’è il forte! Sono mesi che ce la mena che lui è rimasto a guardia del forte, ma quale forte? Forte Giannino! Non parliamo di Milan, non ci proviamo proprio! Giannino era e Giannino rimane, un dipendente di quella razza lì, e, parafrasando Mirabelli, andrebbe rispedito lì… Ed ecco quindi che non abbiamo più il Muezzin, ma il Generale Custer! Signori, c’è una nuova figura a difesa dei colori rossoneri, abbiamo il Generale Custer con il Settimo Cavalleggeri.

Ma soprattutto la tifoseria, mai così a guardia del forte come oggi. I centomila di San Siro delle due partite contro Craiova e Shkendija sono idealmente legati ai cancelli di Casa Milan e Milanello, in difesa totale di qualsiasi attacco portato al Club. E dietro di loro ben altri strati di migliaia e migliaia di tifosi che non vedevano l’ora di tornare a identificarsi con i vertici del Milan. 

Qui il concetto di forte che ritorna insieme ad un maldestro tentativo di riunire una tifoseria e mettersene a capo. Ma noi non dimentichiamo, con noi non attacca. E come mai ci sono migliaia di tifosi che non vedevano l’ora di tornare ad identificarsi con i vertici? Ma come, andava tutto bene, noi eravamo il male, poi però arrivano quelli nuovi e zac…taglio con il passato e salto carpiato dal carro al forte! Ahahahaha ridicolo.

Non suoni ingeneroso il concetto nei confronti di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani che, negli ultimi anni duri in cui bisognava “contemperare” e “ponderare”, ritenevano che per i tifosi milanisti tutto fosse sopportabile dopo 25 anni di gloria e di investimenti. Invece nel calcio di oggi in cui una notizia di dieci minuti prima è ormai vecchia, non conta più lo ieri. 

Ah no? E lo scopre adesso? Quando lo dicevamo noi eravamo tutti tastieristi, eravamo quelli che avvelenavano i pozzi! Inaccettabile, vallo a raccontare a quel manipolo di sfigati che ti ha dato ragione in questi anni, raccontalo a loro mentre entrate nel forte. Non ci crede nessuno a queste fandonie, non ci crede più nessuno. Sono soltanto patetici tentativi di ritagliarsi una posizione.

Le persone vanno in spiaggia e l’isola è bella e verde come sempre. Non è cinismo, ma la realtà. A meno che le anime delle della solidarietà post-terremoto abbiano deciso di trasformarsi in branchi desiderosi di parlare solo di panico, abusivismo, confusione e altro. E’ un isola non assistita e non sopportata. Non ha bisogno di aiuto e se la caverà da sola. Ma almeno non mettiamone in ginocchio l’occupazione, disegnando scenari da antro della sibilla che non esistono.

Qui si torna a Ischia. Dopo aver per anni perorato, a livello mediatico, le sorti dell’Ischia Calcio e averne decretato la fine (l’Ischia Calcio è retrocesso e praticamente scomparso) adesso la colpa delle problematiche ischitane sono le sibille che disegnano scenari sinistri. Un terremoto ridicolo ha sbriciolato delle case con la morte di due donne e il salvataggio di tre bambini che ha del miracoloso e la colpa di chi è? Ma dei tastieristi sinistri, questa volta non noi, che potrebbero mettere in ginocchio l’economia di un’isola in cui le abitazioni abusive sono tantissime, tanto da aver deturpato la natura. Non sarebbe magari meglio muovere qualche critica agli amministratori locali? O anche qui ci sono dei potenti da servire? Niente, siamo alle solite. Speriamo che arrivi presto una Little Big Horn.

Gianclint

P.s. A beneficio dei soliti rosicatori faccio presente che, con il video di oggi di Lupin, arriviamo ad un introito di 4.568.021 euro, con cui pagheremo la buonuscita a quella pippa di Niang e al tempo stesso, con grande gioia, vi comunico che Max e Seal entrano nell’A.C. Milan con il compito di chiudere profili Twitter di cretini e blog senza visite. Lo sa anche un babbuino che YouTube controlla tutto e a malapena ci da il permesso di pubblicazione, figuriamoci se ci permette di monetizzare migliaia di euro. Fortunatamente un gruppo di Tifosi Rossoneri “non udenti” ci ha chiesto una mano per rendere questi video leggibili anche per loro e ci stiamo alacremente lavorando. Questo ci ripaga, ben oltre i milioni di euro di cui sopra, delle cretinate dei coglioni che ci sono in circolazione, la cui ignoranza alligna nelle menti come il fango nella tana del maiale.

 

 

 

 

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Categoria: Comunicazione, Giornalisti

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.