Domani è un altro giorno (per fallire)

11 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

Diciamocelo, ogni pausa per le nazionali è buona per fallire, un appuntamento imperdibile per gli esperti di giornalismo creativo, coloro per i quali il condizionale rappresenta la regola aurea per buttare giù pensieri in libertà, perché dei fatti chi se ne fotte, dar voce alle chiacchiere è molto più bello! C’è da presagire un futuro spettrale? Eccoli subito in prima fila perché un po’ di fango addosso al Milan è diventato sport nazionale, dando tra l’altro un volto e una popolarità a personaggi che prima del closing erano dei signor nessuno (e per il sottoscritto continuano ad esserlo) ed oggi godono di attenzione solo perché sparano nel mucchio.
Nonostante il loro impegno il Milan si ostina nel fallire il fallimento, ma la risoluzione del contratto con Adidas ha ringalluzzito all’ennesima potenza gli avvoltoi che volteggiano su Milanello e dintorni per i quali probabilmente nella migliore delle ipotesi l’anno prossimo scenderemo in campo con mutandoni e canottiera alla mago oronzo, con macchie di sugo per fare le strisce rosse, o in alternativa porteremo i libri in tribunale, ormai di moda in ogni sosta di campionato.
Per quanto mi riguarda tutta questa gente potrebbe andare a raccogliere ortiche a mani nude e dei loro giudizi me ne fotto, ma d’altro canto credo che la società ogni tanto debba farsi sentire zittendo questo gregge di pecoroni, perché quando si inizia una battaglia bisogna avere ben in mente i vari obiettivi ed i risultati finale da raggiungere.

Siate rossoneri perchè questo siamo!

A proposito di obiettivi da raggiungere, il derby rappresenterà per noi una tappa decisiva e i numeri sono lì a dirlo e dimostrarlo. Con uno score stagionale di 4 vittorie e 3 sconfitte ogni risultato diverso dal successo rappresenterebbe un disastro sia in termini relativi che assoluti per il nostro campionato.
L’ottava giornata difatti proporrà lo scontro tra le prime sei della classifica con due anticipi estremamente importanti in grado di indirizzare il campionato verso dei binari ben precisi. I nostri continui inciampi non ci permettono di tergiversare oltre perché davanti non si fermano (le prime cinque in totale hanno perso 12 punti noi da soli ben 9) e una volta per tutte dobbiamo tirare fuori quello che abbiamo.
Alcuni mi daranno del catastrofista, ma è l’esatto contrario: dobbiamo dimostrare ciò che valiamo e non c’è migliore occasione di un derby! Il derby è una partita a sé, priva di razionalità dove spesso l’emozione travalica tutto il resto anche sul campo. E’ una battaglia ed è l’ora di essere combattenti, qualunque sia l’undici che calcherà l’erba di San Siro.
Dei “progressi” contro la Roma francamente me ne infischio, voglio carattere, quello vero, voglio gente che ringhia e sputa sangue per questa maglia, voglio gli occhi della tigre. Basta scaramucce, giocatori che fanno gli offesi quando entrano dalla panchina o non esultano al gol vittoria all’ultimo secondo. Mi sono rotto i cosiddetti. Se qualcuno ha dei problemi si chiarisca, e in fretta, anche a voce grossa se serve, ma dopo voglio unità d’intenti, sacrificio, raddoppi e corsa, tanta corsa. Me ne sbatto di chi fosse il preparatore atletico, se fosse vegano, onnivoro, fruttariano o venusiano, io me ne strafotto: domenica non c’è santo che tenga voglio undici rossoneri con la bava alla bocca per dimostrare che le sconfitte contro lazio, samp e roma sono solo un passato che non si ripresenterà. Voglio furore e palle in abbondanza.
A chi dice “visto come siam messi va bene anche un pareggio” rispondo no, perché questo è il momento di svoltare, di dare finalmente un segnale al campionato, ma soprattutto a noi tifosi, che il Milan torna a pensare in grande. Il derby non si gioca, si deve vincere perché quelle strisce lo impongono e chi indossa quei colori deve avere nella vita come obiettivo grandezza e immortalità.
Non serve essere fenomeni per vincere un derby, ma serve essere uomini, dimostrare di avere attributi e io questo chiedo loro, dal primo che entra in campo all’ultimo che siede in panchina. Ci sono i resti del giannino che rompono? Li sbattessero in tribuna, per domenica abbiamo bisogno solo di uomini veri in grado di tirar fuori il meglio di sé dalle difficoltà. Basta atteggiamenti da soap opera, basta crollare alla prima avversità, guardate cos’è la storia del Milan, dei suoi grandi capitani e dei suoi grandi uomini, cercate in quelle coppe cosa vuol dire vincere, capite il vero significato di quei colori e ascoltate Kilpin: “Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari!”
Siate rossoneri!

Forza Vecchio Cuore Rossonero!

Seal

Tags: ,

Categoria: Comunicazione

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.