Grigliata mista in attesa della Macedonia

16 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

Era stanco, troppi cori da gobbo nello spogliatoio…

Domani sera la squadra di Montella, forse per la prima volta con tutti i nuovi acquisti meno l’infortunato Biglia, affronta il suo avversario macedone. Nell’attesa di questo evento quasi ferragostano che riuscirà comunque a portare un discreto pubblico a San Siro ci dedichiamo ad alcune riflessioni sparse, una bella grigliata mista.

Io due domande me le farei – Come in occasione della finale di Cardiff la schifentus è riuscita nel difficile risultato di unire l’Italia calcistica. Ormai non ci sono più nemmeno gli indifferenti, solo schiere di “haters” per una squadra che ottiene risultati nettamente al di sopra delle proprie possibilità, gode di inspiegabili appoggi arbitrali e di palazzo, gode di una stampa che definire asservita è poco. Un sistema di potere che non ha ne precedenti ne tantomeno valide giustificazioni. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, siamo arrivati a livelli di disprezzo che non erano stati raggiunti nemmeno negli anni del massimo sviluppo del Club anti Juventus. Io due domande me le farei. Il problema con questi è che a farsi la domanda sono in pochi visto che per la maggior parte i loro tifosi hanno un livello di comprensione del calcio infima. E quei pochi che se la pongono danno la risposta più superficiale e sbagliata: perché vinciamo tanto. Il Milan di Sacchi vinceva tantissimo ma lo faceva nel rispetto e tra gli applausi degli avversari. Costine di maiali

Due parole sul numero due – A proposito di stupidità calcistica e di campagne sui social. Noi lo avevamo detto che nello “scambio” indiretto tra Bonucci e De Sciglio ci avrebbe guadagnato il Milan. Ma questi asini sono andati avanti per settimane a dire che Leo per loro contava poco, che era sopravvalutato e che vincevano di più senza lui in campo (tutta roba letta e sentita per davvero); oppure che De Sciglio sarebbe rinato, che noi non sapevamo gestirlo, che sarebbe stato la versione 2.0 di Andrea Pirlo. Per carità, tutto può ancora accadere e il giovane Giaciglio a maggio verrà convocato trionfalmente in nazionale alla fine di una stagione meravigliosa e dopo aver trascinato la gobba al triplete. Difficile ma non impossibile. Rimangono due dati certi: la riscoperta juventinitá (simpatico il video nel quale trascina i cori nei compagni in piedi su un tavolo e sventolando un asciugamano…) e la scarsa propensione all’aggressività di Mattia. Cosa che, se rappresenta un handicap per un calciatore in generale, è una mancanza gravissima per un difensore. O tira fuori i “maroni” oppure Mirabelli passa alla storia come quello della grande rapina al treno. Cosce di pollo

#comprooriginale – Nei giorni scorsi il gruppo dei “Non evoluti” ha lanciato un’iniziativa che faccio mia volentieri lanciando l’ashtag #comprooriginale. Se è vero, come è vero, che il calcio italiano deve crescere tale crescita deve passare anche attraverso una cultura della legalità che, ahimè, manca in ogni aspetto della vita del nostro paese. Indipendentemente dal sostegno che il nuovo Milan merita anche sotto il profilo economico. Riempire lo stadio per le partite di coppa è un segnale importante come lo è raggiungere quota cinquantamila abbonati ma, non nascondiamoci dietro ad un dito, è al contempo insufficiente. Il supporto alla società passa anche attraverso l’acquisto legale delle partite e del merchandising ufficiale. Più soldi al Milan dovrebbero teoricamente trasformarsi in maggiori acquisti per la squadra. Solo allora potremo affrontare, da soli o insieme alla società, battaglie come quelle contro il “secondary ticketing” o contro il prezzo del merchandising ufficiale troppo alto.
Costata di Chianina IGP

Kalinic, il sostituto – E così, alla fine, arriva anche un croato alla corte di Montella. Purtroppo non è Modric ma si tratta pur sempre di un suo compagno di nazionale. Nikola Kalinic nasce a Salona il 5 gennaio del 1988 e quindi compirà 30 anni a metà campionato. Ha esperienze nell’Hajiduk di Spalato, nel Blackburn Rovers, nel Dnipro e nella Fiorentina. 145 gol in 357 partite (0,4 gol per ogni allacciata di scarpe contro lo 0,5 di Carlos Bacca) per un centravanti di “lotta e di governo” capace di aiutare in fase negativa, partecipare alla costruzione dell’azione e garantire una discreta produzione di gol. Kalinic, l’incubo dei tifosi del Milan; almeno a quanto pare leggendo Twitter e la solita stampa che crea zizzania nelle fila dei rossoneri. Però guardando bene si scopre che non è affatto vero e che molti milanisti stanno dalla sua parte. Come il sottoscritto, per esempio, che lo apprezzava già ai tempi del Dnipro quando trascinò, facendo coppia con Jevhen Konoplianca, gli ucraini alla finale di Europa League. Non è un top player ma, ammesso che ci si possa intendere univocamente sul concetto, viene a sostituire Carlitos “il pescatore” Bacca che non è nemmeno lui ascrivibile in quella categoria. E poi veniamo da centravanti che si limitavano a finalizzare la manovra e ci siamo lamentati per anni, e giustamente, che il nostro calcio faceva schifo; adesso con Bonucci in difesa, Biglia a metà campo, Suso e Chalanoglu sugli esterni Kalinic potrebbe essere quel valore aggiunto che permetterà al Milan di tornare nel mondo di quelli che giocano a pallone. Poi se volete continuare a farvi ossessionare dal sostituto di Bacca dopo undici nuovi acquisti, liberi di farlo.
Grigliata del pescatore.

Le foglie esterne dell’insalata – Quando andavo con mia madre a fare la spesa al mercato mi colpiva sempre il gesto del fruttivendolo quando compravamo l’insalata con il quale toglieva le foglie esterne. Mi hanno spiegato che lo si fa perché sono le più rovinate e le più dure. Max Mirabelli il fruttivendolo sta facendo lo stesso con La Rosa del Milan. Almeno per quanto gli è possibile. Dopo i mancati rinnovi di giugno e le cessioni di luglio con Bacca riparte la campagna di sfoltimento. Io sono un estremista e vi confesso che faccio il tifo per il “verduraio”. La vecchia guardia nel nuovo milan può essere solo un problema sotto mille profili. Montolivo, Abate, Antonelli, Sosa, Zapata e Niang non devono rimanere in rosa ma comprendo che potrebbe non essere possibile farlo guadagnando qualche soldo e, se vogliamo essere una squadra con un progetto importante nel tempo, dobbiamo fare i conti con qualche concetto economico. È uno dei peggiori lasciti della dirigenza precedente, una rosa infestata di giocatori sopravvalutati e costosissimi che hanno partorito anni di fiaschi. Su questa battaglia sono al fianco della nuova dirigenza perché comprendo che si tratti di un solitario di difficilissima soluzione anche a costo di tollerare la permanenza in rosa degli invendibili. I quali, dal canto loro, dovrebbero avere la dignità di comprendere che sarebbe meglio andarsene aiutando la società a trovare una soluzione degna invece di fare i capricci sulla destinazione (Bacca e Sosa), protestare per la fascia a Bonucci (Montolivo, Abate e Antonelli a quanto pare). Non sarà facile ma più foglie togliamo e migliore sarà l’insalata.
Radicchio alla griglia.

Tutte chiacchiere da bar in attesa della macedonia di domani sera. Sto fremendo per vedere la partita, ho già vinto.
Forza Milan.

Pier

 

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Categoria: Calciomercato, Cazzeggio, Mondo Milan

Sull'autore ()

La prima volta che sono entrato a San Siro il Milan vinceva il suo decimo scudetto. Ai miei occhi di bambino con la mano nella mano di suo nonno quello era il paradiso. Migliaia di persone in delirio, i colori accesi di una maglia meravigliosa e di un campo verde come gli smeraldi. I miei occhi sulla curva e quello striscione "Fossa dei leoni" che diceva al mondo come noi eravamo diversi dagli altri, leoni in un mondo di pecore. Da allora ogni volta, fosse allo stadio, con la radiolina incollata all'orecchio o davanti alla televisione la magia è stata sempre la stessa.