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	<title>larry &#8211; Milan Night</title>
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		<title>Feyenoord-Milan presentazione</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 07:22:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Due squadre indecifrabili e altalenanti a confronto; una, il Feyenoord, è stata indebolita dal mercato invernale ed ha appena sostituito l’allenatore chiamato in estate all’improbo compito di non far rimpiangere Slot;  l’altra, il Milan, ha pigiato il bottone del RESET a fine dicembre utilizzando la finestra dei trasferimenti per mettere pezze e (pare) costruire anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Due squadre indecifrabili e altalenanti a confronto; una, il Feyenoord, è stata indebolita dal mercato invernale ed ha appena sostituito l’allenatore chiamato in estate all’improbo compito di non far rimpiangere Slot;  l’altra, il Milan, ha pigiato il bottone del RESET a fine dicembre utilizzando la finestra dei trasferimenti per mettere pezze e (pare) costruire anche il futuro. Proprio partendo dal famoso ‘centravanti vero’, Santi Gimenez che con 5 reti ha condotto il Feyenoord ai playoff e stasera e nel ritorno proverà ad eliminarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Riassunto della stagione ’24-25 finora: ci siamo complicati la vita. Da Fonseca al mercato, all’assemblaggio della rosa, ad alcuni sconcertanti risultati (vedi Zagabria), nonostante il trofeo messo in bacheca ne abbiamo combinate di ogni. Inesperienza, arroganza e ostinatezza in una gestione sbagliata combinate con la follia di alcune americanate dette e fatte ci hanno condotto ad un passo dal dissesto idrogeologico prima che la pressione della protesta e la pupù liquida di qualcuno nell’osservare che no Champions nel ’25-26 = no party (poi toccava cercarsi un lavoro vero), portassero a prendere la decisione più semplice del mondo, quella che doveva essere presa a febbraio ’23, a maggio ’23, nell’estate ’23, nell’autunno ’23, nell’inverno ’23-24, ad aprile ’24, a maggio ’24, nell’estate ’24, nell’autunno ’24: affidare, prima di tutto, la squadra ad una guida inflessibile e coerente, un tecnico in auge non per motivi ‘tattici’, modaioli o altre stuzzicherie bensì con personalità, idee ordinate e sensate, carisma, senso di responsabilità quasi eccessivo e una sana dose di antipatia. Il tutto per porre rimedio ad uno dei problemi principali: il piolismo, penetrato nella mentalità e nella fibra dei giocatori, ormai altalenanti nelle prestazioni, nel seguire le indicazioni, nella concentrazione e finanche nel professionismo.<br />
Con Sergio Conceicao si è presa tardivamente una strada, ripeto, inevitabile. La strada della rottura, del sacrificio, un percorso che conterà diversi passaggi a vuoto, rischioso perché oltre ai Calabria (di cui frega a pochi) si potrebbero perdere anche i Theo; un percorso fastidioso per alcuni, perché questo genere di allenatori rompe sempre, invariabilmente, le palle.<br />
Inevitabile, a differenza di questi maledetti playoff che, in una delle crisi di rigetto che purtroppo caratterizzerano questo percorso, abbiamo meritato smutandandoci a Zagabria. Al de Kuip troveremo lo stesso ambiente, e lo stesso approccio: gli olandesi hanno già sbandierato la loro volontà di aggredire e giocarsela senza nulla da perdere, rendendola ancora più evidente esonerando Priske alla vigilia del match. Sergione, che ha la mia massima fiducia, ci ha messo del suo in Croazia; vedremo stasera. La condanna per il mister portoghese è che, a parte Walker, Pulisic e pochi altri, atteggiamento e approccio dipendono sempre e solo da lui; le abitudini specie della ‘vecchia guardia’ sono andare in campo come viene viene e correre come polli senza testa verso la palla. Non ci si può rilassare mai.<br />
E’ anche la nostra condanna, ahimè, perché nemmeno dopo questo doppio round in caso di esito positivo potremo riposare la mente visto che dalle palline potrebbe uscire l’ennesimo, fottuto, evitabile derby.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pericolo più grande portato dal Feyenoord di Bosschaart è non sapere cosa aspettarsi, salvo la carica ambientale. Non sappiamo se giocherà con 4231 verticale, veloce e offensivo come chiesto dal predecessore, o se opterà per maggiore cautela e adattamento all’avversario. La perdita di Gimenez è pesante, la guida Priske ha avuto delle Fonseca vibes: risultati altalenanti, a volte sorprendenti (vittorie contro Bayern e City), complessivamente pessimi, infortuni, poca chimica coi giocatori. Le possibilità del Feyenoord saranno soprattutto sulle transizioni sulle fasce, oppure nostri errori; Theo e Tomori, i meno in palla dei veterani, sono avvisati. L’avversario è comunque abbordabile, l’occasione per far strada rimediando al disastro di Zagabria è ghiotta.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Larry</strong></em></span></p>
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		<title>Tanti auguri dall&#8217;Associazione Cazzate Harvard</title>
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		<dc:creator><![CDATA[larry]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2024 05:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella giornata di domenica Milannews ha pubblicato alcuni estratti del documento di analisi della Harvard Business School relativo alla gestione del Milan. La pubblicazione è stata frammentata, come da tradizione editoriale del portale, così da creare un pomeriggio oserei dire memorabile per la quantità, varietà e qualità di assurdità profuse in un crescendo che a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella giornata di domenica Milannews ha pubblicato alcuni estratti del documento di analisi della Harvard Business School relativo alla gestione del Milan. La pubblicazione è stata frammentata, come da tradizione editoriale del portale, così da creare un pomeriggio oserei dire memorabile per la quantità, varietà e qualità di assurdità profuse in un crescendo che a mio parere supera, e in un unico pomeriggio, il quinquennio abbondante del Giannino.<br />
Gerry Cardinale e l’intero board dell’Associazione Cazzate Harvard, fu Associazione Calcio Milan, hanno illustrato dettagliatamente perché il popolo milanista contesta e deve contestare ad oltranza e in maniera sempre più diretta e concreta loro, la loro visione e tutti gli obiettivi che si pongono questo intrallazzatore e il suo manipolo di parvenu.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dal succo: il modello di business. A fronte di risultati sportivi che sempre più giustificano i mal di pancia di tifosi, fino a qualche mese fa visti come ‘le solite critiche dei criticoni’ dai soliti quaqquaraqquà che da decenni infestano l’opinionismo milanista, ci sono invece a detta di qualcuno mirabili progressi economico-finanziari. E qui bisogna adesso attaccare, perché mi pare che i risultati anche nel campo dove Redbird-Furlani dovrebbero essere magistrali siano altrettanto scarsi, se non ora in prospettiva.<br />
Chi scrive non è antiamericano e antibusiness, né un nostalgico. Al pari dell’attivissimo salutatore di amiche e amici Ale Johnson, ho preso atto della disfatta ‘dei Sogni’ occorsa nell’estate 2022 ed atteso nuovi sviluppi con una certa calma e freddezza. Sperando di non finire come i nativi nordamericani, sperando di trovare almeno un punto positivo o in comune con questi alieni. Il problema è che Redbird&amp;co sono alieni non solo per noi tifosi, ma anche per il mercato in generale: è chiaro, e dopo il papello appena pubblicato addirittura cristallino, che del mondo del calcio non capiscono niente e la quadratura delle cifre sin qui ottenuta è solo frutto di contenimento costi e investimenti, saccheggio risorse e risultati sportivi pregressi.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggere il Furlanipensiero è un viaggio à la Alice nel Paese delle Meraviglie, ricco di assurdità e contraddizioni. La più manifesta delle quali è l’insistente refrain “<em>dobbiamo aumentare i ricavi, e per farlo dobbiamo puntare sui risultati sportivi. E’ un ciclo virtuoso</em>”. Un ciclo interrotto appunto dal biennio di gestione del genietto from Harvard, che ha preso una squadra scudettata e l’ha trasformata nell’ammasso di pippe attuale, che giace a -14 punti dal primo posto a girone di andata nemmeno concluso: zero tituli, zero competitività, zero prospettive.<br />
Sulla gestione finanziaria dei giocatori leggiamo nuove assurdità: reinvestire i soldi delle cessioni in modo virtuoso? Dipende dal contratto! Non da quanto è utile e forte il giocatore acquistato, non dal rendimento della squadra in cui il giocatore si innesta, ma dal contratto; perché una pippa pagata 50 milioni può valere 0, ma col contratto giusto può valere 30. Oppure 20 come De Katelaere, che però pippa non è giusto Furly?<br />
O magari si potrebbero anche non prendere delle pippe, ma per farlo indovina un po’ occorrono un Direttore Sportivo e un progetto tecnico, cose per cui c’è una forte allergia.<br />
Furlani è la dimostrazione che non bastano titoli di studio, artifici linguistici, agganciucci finanziari e qualche trick “contabile” (termine generoso) per avere successo in un campo diverso dal trading della fuffa. Adesso è un po’ preoccupato della <em>volatilità</em> di quel che pensano i media e i tifosi, e fa bene perché purtroppo andando avanti così ne voleranno ben altre di cose…non sono ahimè tutti civili come noi.</p>
<p style="text-align: justify;"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-34971 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/12/DALL%C2%B7E-2024-12-23-08.36.51-A-powerful-and-nostalgic-scene-of-a-1990s-football-stadium-depicting-a-fiery-atmosphere-with-red-and-black-flares-emitting-thick-smoke-embers-floati.webp?resize=300%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/12/DALL%C2%B7E-2024-12-23-08.36.51-A-powerful-and-nostalgic-scene-of-a-1990s-football-stadium-depicting-a-fiery-atmosphere-with-red-and-black-flares-emitting-thick-smoke-embers-floati.webp?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/12/DALL%C2%B7E-2024-12-23-08.36.51-A-powerful-and-nostalgic-scene-of-a-1990s-football-stadium-depicting-a-fiery-atmosphere-with-red-and-black-flares-emitting-thick-smoke-embers-floati.webp?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/12/DALL%C2%B7E-2024-12-23-08.36.51-A-powerful-and-nostalgic-scene-of-a-1990s-football-stadium-depicting-a-fiery-atmosphere-with-red-and-black-flares-emitting-thick-smoke-embers-floati.webp?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/12/DALL%C2%B7E-2024-12-23-08.36.51-A-powerful-and-nostalgic-scene-of-a-1990s-football-stadium-depicting-a-fiery-atmosphere-with-red-and-black-flares-emitting-thick-smoke-embers-floati.webp?resize=696%2C696&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/12/DALL%C2%B7E-2024-12-23-08.36.51-A-powerful-and-nostalgic-scene-of-a-1990s-football-stadium-depicting-a-fiery-atmosphere-with-red-and-black-flares-emitting-thick-smoke-embers-floati.webp?resize=420%2C420&amp;ssl=1 420w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/12/DALL%C2%B7E-2024-12-23-08.36.51-A-powerful-and-nostalgic-scene-of-a-1990s-football-stadium-depicting-a-fiery-atmosphere-with-red-and-black-flares-emitting-thick-smoke-embers-floati.webp?w=1024&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />“Commercialmente”, un termine che ricorre ovunque nella ricerca condivisa ieri. Praticamente tutti gli interessati si prodigano in spiegoni sull’importanza del merchandising per la crescita del club, il che ci aiuta a chiarire due punti. Primo, che l’unico modo noto per creare danno a Redbird&amp;soci è boicottare shop, stadio e sponsor senza nessuna pietà. Secondo, che questi pensano di parlare con dei primitivi, pensano di arrivare con un baule pieno di specchietti a meravigliarci. Il Milan è stato forse il primo club ‘mondiale’, e parte di ciò che sta faticosamente raccattando, ancora per poco, Redbird deriva appunto da questo status acquisito a suon di investimenti, trionfi e propaganda coerente. Investimenti avvenuti PRIMA di lanciare sul mercato maglie blu, gialle e pupazzi; PRIMA di andare in Giappone e in Australia a fare amichevoli. PRIMA.<br />
Oettle: “<em>Abbiamo tre principali flussi di entrate che possiamo controllare e che non sono direttamente legati ai risultati sportivi: primo, sponsorizzazioni e partnership; secondo, retail, merchandising e licenze; terzo, la monetizzazione delle nostre strutture, principalmente lo stadio.”.</em> Penso che commentare l’affermazione &#8220;i ricavi del club non sono direttamente legati ai risultati&#8221; sia superfluo.<br />
Stefanelli: “<em>Se limitiamo il nostro business ai circa 40 euro che i tifosi pagano in media per il biglietto, non cresceremo. Abbiamo bisogno di luoghi dove possano mangiare e bere, dove possano acquistare merchandise, e dobbiamo avere aree di ospitalità aziendale adeguate.</em>”. Il valore di 40€ è ottenuto dalla media fra il prezzo del biglietto medio per gli abbonati, e i 5€ discount dopo 2 mesi di partite di merda. Corretto?<br />
Moreno: “<em>Mi si spezza il cuore per le famiglie con bambini che vogliono assistere a una partita: di solito non vivono una grande esperienza. Hai fame, sete, o bisogno di andare in bagno? Buona fortuna</em>”. Se vuole le facciamo un elenco nutrito di esperienze e anche qualche disegnino per farle capire meglio; mi limito a condividere la mia <em>first reaction</em>, che è poi anche uno dei motivi per cui da più di 30 anni tifo (e spendo per) il Milan: anni Novanta, San Siro, primo blu. Stessi tornelli e gradoni di adesso. Non mangiai nulla, non bevvi nulla, non andai in bagno. Fumogeni e lapilli, tamburi tutta la partita, lancio di arance e cori poco politicamente corretti. Mi ricordo quello, e mi ricordo soprattuto <strong>IL MILAN</strong>.<br />
Il Milan E&#8217; L&#8217;ESPERIENZA che dura nel tempo. L&#8217;atmosfera è ciò che resta. La Coca-Cola e il cesso, sinceramente, ce li ho anche a casa.<br />
Redbird con la sua condotta &#8216;aperta a nuovi orizzonti&#8217; tradotto pronti a vendere il marchio Milan anche all&#8217;Inter, se mai dovesse pervenire un&#8217;offerta, è qui esclusivamente a saccheggiare.</p>
<p style="text-align: justify;">E arriviamo a Cardinale, il proprietario che non lo sembra. “<em>La passione dei tifosi (nel 2022) è stata incredibile. Non avevo mai visto niente del genere. Ho inviato le foto alla mia squadra a New York e ho detto loro: &#8216;È meglio che vi prepariate</em>” ed evidentemente non l’ha ascoltato nessuno; comunque non tema Gerry, la stessa passione la vedrà quando si leverà dai piedi, roba da riempire le strade per giorni.<br />
A livello gestionale, al posto di avere professionisti, ha scelto di “<em>creare un &#8216;ufficio del CEO&#8217; che operi sotto la mia direzione e riunisca le varie discipline necessarie per far evolvere la proprietà del calcio europeo: Giorgio, Stefano (Cocirio, CFO Milan, ndr), Geoffrey Moncada, Zlatan Ibrahimović e il mio team presso RedBird</em>”. Da un punto di vista darwiniano, Gerry ha sicuramente indirizzato l’evoluzione delle proprietà europee: saranno tutto l’opposto di questa roba.<br />
Della cessione di Tonali non sa nemmeno le cifre contenute nel bilancio, degli stadi non ha capito nulla, dei tifosi neanche. Tutto ciò che ha ottenuto è un bilancio in attivo che serve esclusivamente a pagare gli emolumenti del Team Integrato e qualche centinaio di milioni di costi occulti. Quindi utile al Milan come un sesto dito del piede.<br />
“<em>Vincere campionati è ovviamente un obiettivo importante. Ma bisogna bilanciare questo con il ‘vincere con intelligenza.’ L’Inter ha vinto lo scudetto l’anno scorso e poi è andata in bancarotta</em>”. Infatti vediamo tutti come sta malissimo l’Inter, serpeggia preoccupazione. La speranza è che gli americans sbucati anche dall&#8217;altro lato del Naviglio possano mettersi a sistemare intelligentemente le cose anche lì. Unica, mesta speranza.<br />
“<em>I tifosi fanno il loro lavoro, ma il problema è che la maggior parte degli altri componenti della catena rende più difficile per noi offrire il meglio”</em>. Che bello sarebbe se non ci fosse la pioggia, il Governo ladro, gli altri avversari, le partite e il campionato: potremmo cementificare a destra e manca, vendere Coca-Cola e sparare magliette 24h 365 giorni l’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">E Ibra? Meglio torni a giocare, farebbe migliore figura di sicuro. Da Leone a Pelledileone, la triste caduta di un Mito.<br />
Su Rocco Maiorada invece, se avremo tempo, faremo un capitolo a parte. Lui che tutti i lunedì chiama Mr. Bean per farsi consigliare. Nel mentre speriamo ci illustri come mai da Vinicius e Bellingham siamo passati a Chukomuko, Musahcchio e E’Merdson perché non è molto chiaro anzi no valà, è chiarissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbe andare avanti per ore, e magari lo faremo in Live.<br />
Perché tutto questo sbigottimento che si trasforma in lucido e analitico disprezzo non sia solo una sfogo, bisogna iniziare a boicottare Redbird e tutti i suoi finanziatori noti, e aspettare. Già questa pubblicazione mi pare una panic reaction: siamo sulla strada giusta.<br />
Auguri di Buone Feste a tutte le lettrici e lettori e purtroppo, come mi toccò scrivere anni fa, milanisticamente parlando Buon Natale un cazzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Larry</em></strong></span></p>
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		<title>Lich</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 05:09:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa qua è veramente una brutta storia. Solo 2 anni e 4 mesi fa, più o meno all’ora in cui sto scrivendo questo pezzo, mi trovavo al centro del campo del Mapei Stadium di Reggio Emilia con altri due ragazzacci, Ale Johnson e Claudione Raoul Duke, a celebrare quasi increduli la fine una lotta non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questa qua è veramente una brutta storia. Solo 2 anni e 4 mesi fa, più o meno all’ora in cui sto scrivendo questo pezzo, mi trovavo al centro del campo del Mapei Stadium di Reggio Emilia con altri due ragazzacci, Ale Johnson e Claudione Raoul Duke, a celebrare quasi increduli la fine una lotta non di 90 minuti, non di una stagione, ma di un decennio. Uno scontro fra i sogni, le passioni, le abitudini, finanche la famiglia, il Credo; e la razionalità, il dubbio, il disamore, la rabbia. Il bambino contro il ragazzo contro l’uomo, l’uomo contro tutti incluso se’ stesso. L’onore stracciato da anni di <em>banter era</em>, di Giannino. L’abbruttimento che abbiamo passato ci ha lasciato cicatrici e vergogne. La sconfitta ci ha segnato per sempre: avevamo un Top Club, con dei privilegi unici, non lo abbiamo difeso a sufficienza. Questo è quanto.<br />
La mia penitenza è il Milan Night.<br />
E la penitenza degli altri Redattori di Milan Night, è sopportare me. Va beh questa è una cagata, però bisogna smorzare sti toni che, veramente, se no poi ci prendiamo troppo sul serio.<br />
Io sono milanista. Io ho combattuto per restare qua, per la mia Fede, per 10 anni. Noi abbiamo combattuto. Ripeto, con noi stessi prima, e con la sofferenza. E il 22/5/22 avevamo pensato di avere chiuso quella lotta. E’ andata male.</p>
<p style="text-align: justify;">Elliott-Redbird è il Lich, una creatura immonda, repellente, impensabile, indescrivibile, implacabile; un orrore lovercraftiano avvolgente, un nemico quasi ancestrale nel suo essere tutto il contrario di tutti i nostri sogni, di tutte le nostre speranze, aspirazioni, volontà. Nel suo muoversi all’opposto di tutto, di tutti, nel suo esprimersi attraverso le sue diverse emanazioni con questi oscuri bisbigli e queste mossette oscene, che risucchiano tutta la luce, come il terribile personaggio di Pendleton Ward. Ogni volta che parla uno fra Scaroni, Furlani o Cardinale, è come se un incantesimo malvagio ci colpisse e ci immobilizzasse.<br />
Alla sua apparizione, io ho sbagliato perché ho voluto capire questo mostro. E ho sperato che riuscissimo ad educarlo, a dargli una forma e uno scopo. Noi, così più giusti. Al primo attacco, la cacciata senza comunicati di Maldini, ho reagito rifugiandomi nello Sun Tzu: <em>non combattere battaglie che non puoi vincere; conosci il tuo nemico</em>. Fabio Massimo in quanto a temporeggiare mi lustra le scarpe.</p>
<figure id="attachment_34001" aria-describedby="caption-attachment-34001" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="size-medium wp-image-34001" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/09/Immagine-3.jpg?resize=300%2C227&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="227" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/09/Immagine-3.jpg?resize=300%2C227&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/09/Immagine-3.jpg?resize=80%2C60&amp;ssl=1 80w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/09/Immagine-3.jpg?resize=554%2C420&amp;ssl=1 554w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/09/Immagine-3.jpg?w=569&amp;ssl=1 569w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-34001" class="wp-caption-text">Certi misteri, tipo dove cazzo è Ibra, non possono essere svelati</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il Lich ci ha messo 28 mesi per riportare il Milan indietro di 5 anni, con la prospettiva di arretrare di 10 anni se l’andazzo si confermerà l’attuale, nel mentre portandoci a ritoccare qualunque record storico negativo fatto salvo (ancora per poco forse) il piazzamento finale.<br />
Il Lich ha cancellato la direzione sportiva e l’ha sostituita con un imprenditore cazzo, un “<em>imprenditore” </em>che<em> “per motivi personali e strategici non vuole rivelare natura e luogo dei propri impegni”</em>, pensate te che cosa ci tocca leggere. Praticamente abbiamo come massimo dirigente tecnico il James Bond del cazzeggio, l’unico consulente il cui ruolo è non consigliare, non presenziare, non analizzare, non intervenire. Al suo fianco Moncada, il capo scout fantasma che infesta i boschi di Milanello, l’unico dirigente sportivo al mondo a non parlare davanti ai microfoni, a non rilasciare interviste, a non mettere la faccia su nessun momento della vita della squadra. 8 mesi dall’ultima (e unica) intervista, fra l’altro una chiaccherata <em>staged</em>.<br />
Questi gestiscono <em>telefonicamente </em>e forse anche telepaticamente le insubordinazioni, le sconfitte, il mercato, la vita quotidiana e le crisi; lavorano con l’imposizione delle mani da località segrete; scoprono Emerson Royal.<br />
Hanno scelto per una squadra imbambolata, disunita, divisa, fuori giri, fuori tempo e stranita da una stagione e mezza di debacle specie stracittadine, un mister <em>che ha bisogno di tempo</em>, che predica un calcio per addetti ai lavori e anche un po’ vecchierello, che non ha appeal, non ha idee forti, non ha autorità, non ha cazzimma, non ha capacità né voglia di stare davanti alle telecamere, non vince nulla da 5 anni. Un uomo elegante, di cultura anche calcistica, ma non di categoria. Lo hanno scelto e poi lo hanno lasciato da solo nella confusione, imbastendogli una squadra tardi e a cazzo, raffazzonando una scarpa qua, una ciabatta là, un sandalo, una babbuccia.<br />
Il Milan dall’11 aprile 2024 ha vinto 1 gara ufficiale su 12 disputate. I giocatori non sono consapevoli, preparati, uniti, felici, né agguerriti; non sono organizzati, vanno davanti alle telecamere affermando di non sapere cosa fare in campo, parlando di compagni che sono stati ceduti oppure si schierano all’opposto rispetto a tutta la squadra.<br />
Non c’è squadra più devastata del Milan o peggio gestita. Il Lich ci vuole diversamente competitivi. Chi (giornalista) non ha letto questa situazione in giugno, dovrebbe pensare a cambiare mestiere; chi la difende ancora oggi, è un nemico da combattere.</p>
<figure id="attachment_34000" aria-describedby="caption-attachment-34000" style="width: 207px" class="wp-caption alignleft"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" class="wp-image-34000 size-medium" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/09/Immagine-2.jpg?resize=207%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="207" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/09/Immagine-2.jpg?resize=207%2C300&amp;ssl=1 207w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/09/Immagine-2.jpg?resize=289%2C420&amp;ssl=1 289w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/09/Immagine-2.jpg?w=295&amp;ssl=1 295w" sizes="(max-width: 207px) 100vw, 207px" /><figcaption id="caption-attachment-34000" class="wp-caption-text">La mia Intelligenza Artificiale con 30mila lira la faceva meglio -cit.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il Lich ci ha messo 28 mesi per dilapidare l’entusiasmo dei tifosi e creare buchi sugli spalti. Qualcuno dice che questo mostro è esperto di marketing, di finanza, e lo incorona settimanalmente Re dei Bilanci, ma la realtà è che solo fra qualche anno vedremo i risultati dell’operato del Lich e sarà orribile anche in questo campo. Il ciarpame messo a bilancio a livello di parco giocatori è lì da vedere, l’operato degli scienziati della direzione tecnica è talmente maldestro che non riusciamo a vendere nessuno, e realizziamo queste plusvalenze della minkia <em>sulla rivendita</em> quindi affidandoci al lavoro degli altri.<br />
Il ciarpame messo nello store è anche peggio: io quando sento parlare di valorizzazione del brand da parte di Redbird diciamo che mi scaldo ecco, e mi viene voglia di cocktail. Molotov.<br />
Il Lich pensa, in questo momento di merda, di cannibalizzare la nostra immagine e la nostra storia. E quale migliore metafora dei suoi metodi, e dei suoi risultati, di quel pattume osceno inverecondo indegno imbarazzante vomitevole, di quell’aborto frutto di un accoppiamento innaturale fra due specie diverse che è il logo dell’Associazione Varie ed Eventuali (purchè non sia Calcio) Yankees Milano.<br />
“<em>Con il lancio della collezione ACM x New York Yankees, celebriamo un momento unico nella storia”</em>. Ma io penso qua siamo all’apice, al top assoluto, siamo in un ambiente talmente alto alto che l’aria essendo rarefatta manca e si creano dunque delle allucinazioni, dei vuoti, dell’onirico. Sono gli effetti del sortilegio, del maligno. Un cazzo di aborto fatto CON PAINT e non dite di no su, guardatelo, è il gioco di un ragazzino. E’ fatto con paint, nemmeno con una IA dai cazzo c’è persino un pezzo della “Y” che copre parte del 1899!!!!!<br />
Selezionato il logo di quelli là, appiccicato a cazzo sul nostro, allo scopo di fare spicci sulla fuffa.<br />
E questo è anche il riassunto di RedBird.</p>
<p style="text-align: justify;">E lo stadio. No va beh CAPOLAVORO. Infatti mi stavo preoccupando per Stadioni, mittico, da un po’ che non si sente. Evidentemente c’è stato qualche intoppino, perché Comune e Regione sembrano parlare ora la stessa lingua: fatelo insieme…e i club si sono scambiati le carte…Che poi nel caso dell’Inter in realtà la carta del ‘progetto’ è solo un jpeg di uno screenshot di google maps con un rettangolo rosso (sempre disegnato col buon paint) su un campo vicino a Rozzano.<br />
Cosa avrà stoppato Gerry? Chissà, magari dopo aver ascoltato i racconti favolosi di Scaroni sull’area San Francesco in San Donato è voluto venire a vederla di persona; e si è ricreduto!<br />
E Gerry caro, potevi chiamare, così come ho fatto da cicerone a un amico che come Ibra, è un consulente un po&#8217; così diciamo, potevo farlo pure a te dato che ci abito a ridosso. Un luogo bucolico, un luogo ameno. Un luogo a-meno appunto, un luogo che non costava un cazzo…perché non c’è un cazzo. Le ambizioni di un Impero, stoppate dal Cartello dei Frati di Chiaravalle. O forse dal Cartello e basta, quello di Medellin, o di Melegnan.<br />
Ieri c’era un povero cristo vicino alla ferrovia, uno di quelli che si grattano un po&#8217; troppo le braccia, e guardava nel vuoto delle sterpaglie oltre i binari; immaginava forse il nostro stadio: perché ormai per farlo bisogna essere conciati così.<br />
Ferrovia ecco, ho letto un post su X di questi conglomerati incomprensibili di milanisti che boh, io spero vengano pagati per fare da elastici delle mutande di questo Lich a cui non frega nulla di coprirsi, fra l’altro…che parlava di volontà incrollabile di Redbird che, se servirà, costruirà le proprie infrastrutture. Indecisione fra il Frecciaredbird e il Nient Express (grazie Seal). Delirio, ripeto, siamo al delirio.</p>
<p style="text-align: justify;">Squadra marcia, risultati di merda, investimenti inutili, ridotti, assenti; stadio svanito, merchandising da bruciare, vuoti a San Siro, crisi, piagnistei, giorni di ferie extra, nessuno che parla, che dice, che fa, che agisce, che comunica.<br />
Si noi questa battaglia non la possiamo vincere, sulla carta. Ma il Lich ha commesso un errore: ci ha spinti all’angolo, senza lasciarci vie di fuga. E da questa posizione compromessa ma che porta alla lotta inevitabile, per non soccombere indegnamente, noi milanisti ora reagiremo. Dobbiamo reagire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">Larry</span></p>
<p></em></strong></p>
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		<title>Coccodrioli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[larry]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 04:45:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il ciclo di Pioli al Milan è nato per necessità di normalizzazione. Nell’estate del 2019 il Milan venne sostanzialmente rifondato da Maldini-Boban, con sei innesti (Theo, Leao, Benna, Krunic, Duarte, Rebic) e un cambio di guida in panchina. Il quinto posto, a 1 punto dalla Champions, non bastò a Gattuso per guadagnarsi la riconferma e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il ciclo di Pioli al Milan è nato per necessità di <em>normalizzazione</em>.<br />
Nell’estate del 2019 il Milan venne sostanzialmente rifondato da Maldini-Boban, con sei innesti (Theo, Leao, Benna, Krunic, Duarte, Rebic) e un cambio di guida in panchina. Il quinto posto, a 1 punto dalla Champions, non bastò a Gattuso per guadagnarsi la riconferma e subentrò Marco Giampaolo.<br />
Si arrivò dunque al novembre del 2019: la nostra squadra titolare era sostanzialmente per 5/11esimi (6 contando Romagnoli) quella che nel maggio 2022 vincerà lo Scudetto a Reggio Emilia; ma il peggiore allenatore della nostra Storia, e per distacco, la stava guidando al quattordicesimo posto. Arrivò dunque il momento di Pioli: Spalletti non venne liberato dall’Inter, altri candidati convinsero meno e il mister parmense che si diceva indirizzato a Genova (sponda Viperetta) venne intercettato e, dopo un breve casting, messo in fretta e furia sulla panca rossonera. Paolo-Zvone si assunsero le proprie responsabilità, e alla faccia del #pioliout andarono dritti per la (probabilmente) unica strada percorribile in quel momento.<br />
Interista, ex allenatore dell’Inter, dopo l’auto-esonero di Firenze Pioli cercava un improbabile rilancio ad alto livello: la sua traduzione italiana dei massimi trend del calcio anglo-teutonico, quindi <em>gegenpressing</em>, verticalità e imprevedibilità sugli esterni, aveva reso bene alla Lazio, all’Inter e alla Fiorentina solo per brevi periodi, risultando in un arco temporale medio un pasticcio osceno, improduttivo e inguardabile condito da decine di infortuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Stefano per il Milan è stato l’uomo giusto al momento giusto, e per lui il Milan un mondo ideale dove atterrare. Arrivato nel momento di massimo attrito fra Gazidis e l’area tecnica, si pose subito a metà convincendo il manager di Elliot a confermarlo nonostante un avvio mediocre. Pioli fece vedere che non serviva un Rangnick: perchè poteva esserlo lui stesso.<br />
Non che i risultati iniziali ispirassero granchè: pronti-via, dopo 1 mese arrivò lo 0-5 di Bergamo. Ma arrivò provvidenziale lo stop per il Covid e nella pausa forzata emersero le capacità gestionali del mister. Il cambio di marcia del team, unito ai tanti sinceri messaggi dei giocatori in questi giorni di saluti, sono testimonianze inoppugnabili del suo lavoro. Gli innesti di Ibra, di Kjaer si, furono fondamentali, come il supporto di Maldini. Ma Pioli le sue fortune se le è costruite anche da solo, sfruttando l’irripetibile occasione offerta dal campionato più posticcio di sempre: con stadi vuoti e il rischio rinvio sempre in agguato, e una situazione sociale pesante, la pressione era minima, e non c’era alcuna aspettativa. Memorabile, iconico, fondante il 4-2 alla juventus del 7 luglio 2020: 0-2 gobbo fino al 60esimo, razionalmente corretto e inoppugnabile, frutto dei valori tecnico-tattici. Poi una squadra letteralmente inesistente, scomparsa anzi mai apparsa, sorse come un’alba infuocata: breve, splendida, inesorabile, a introdurre una giornata magnifica.<br />
Il Milan di Pioli è stato probabilmente questo: una irrazionale vampata, nella Storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo striscione di risultati utili nel campionato-Covid dette modo al mister di lavorare con calma, rinsaldando la propria posizione. Dopo una breve estate, con l’innesto di Tonali, con Maldini e un Ibrahimovic in stato di grazia sempre al fianco, crescemmo fino a vincere il titolo di inverno 2020-21: effimero, ma significativo. In quei mesi probabilmente il miglior Milan di Pioli: un mix di leggerezza mentale e potenza, di strapotere fisico e coraggio tattico. E una condizione inscalfibile, quale fosse lo scalpo portato a casa (prendemmo quello di Inter, Napoli e Lazio con l’iconico gol di Theo al 92esimo): quella di Underdog. juve, Atalanta, Spezia e Inter ci rimisero in riga; in particolare lo 0-2 subito al Picco fu tremendo, un prodromo inquietante di alcune delle folli, assurde, inspiegabili Caporetto tecnico-tattiche che seguiranno.<br />
10 gol alle torinesi, e il 2-0 di Bergamo permisero a Pioli il primo traguardo: riportare il Milan, con un secondo posto, in Champions.</p>
<figure id="attachment_32920" aria-describedby="caption-attachment-32920" style="width: 256px" class="wp-caption alignright"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-32920 size-medium" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/05/Immagine-256x300.jpg?resize=256%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="256" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-32920" class="wp-caption-text">Per sempre</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">L’estate degli svincoli vide lo sbarco a Milano di Mike Maignan, Oliviero e Ale Florenzi. Turbolenze fino al 23 agosto, poi il fischio di inizio della stagione segnò l’avvio della prima fondamentale sgasata <em>pioliana</em>, un marchio di fabbrica: 12 risultati utili consecutivi,  di cui 10 vittorie e 2 pareggi in rimonta contro juve e Inter. Eppure sul finire di novembre, l’infermeria si riempì, altro marchio di fabbrica: il Milan perse 3 partite delle ultime 7 dell’andata. Dramma, depressione ma anche ritorno nell’habitat ideale del mister parmense, quello degli sfigati sfavoriti.<br />
Il resto è Storia: il derby di Giroud, i 4 pareggi e altrettanti <em>ciapa no</em> dell’Inter, la follia di Radu, in gol di Sandro all’Olimpico. Fiorentina, Verona, Atalanta e Reggio Emilia: <em>Pioli is on fire</em>, con lui tutti noi. Non c’è molto di razionale da aggiungere: dall’alba, alla giornata meravigliosa che abbiamo vissuto è tutto scritto nei nostri cuori e troppe parole non possono altro che rovinare il sentimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ultime 2 stagioni sono state invece un triste, oscuro tramonto. Il Milan di Pioli, quello che possiamo dire <em>vero</em>, quello a cui è legata la sua legacy e anche molto dell’opinionismo di professione, morì lentamente nell’autunno del 2022. juve e Inter vennero sconfitte, e il girone di Champions passato, dopo ben 10 anni, con doppio 4-0 a Zagabria e Salisburgo. Maldini rinnovò il contratto di Pioli, acclamato ancora dal pubblico e soprattutto dalla proprietà nel frattempo cambiata e lentamente in divenire verso l’ondivaga entità attuale.<br />
Poi un buio sempre più pesto, che è faticoso da scrivere. Chi scrive ha sempre, purtroppo e inevitabilmente, fatto il <em>Cassandro</em> su Pioli e sul piolismo per ragioni personali. A me il buon Stefano non è mai piaciuto (come tecnico), dai tempi di Bologna. Che ci devo fare.<br />
Ma giunto il momento del crack, è giunta in me anche la tristezza e la depressione di chi sa che il Destino è segnato. Lo dico: non ho mai creduto che il Milan potesse ripetere l&#8217;impresa di ri-vincere con Pioli in panchina. Non posso descrivere il buio degli ultimi due anni, perché l’ho largamente evitato saltandone interi mesi. Non sono morto sul campo: sono morto prima di voi.<br />
Le classifiche finali, così come la semifinale di Champions, sono l’esempio concreto e tangibile che senza una bella storia, entusiasmo e imprese, e una efficace e coerente narrazione, tutto ciò che si ottiene nel calcio a parte la vittoria è il nulla assoluto. E nessuno è stato capace, né lo sarà, di narrare il Milan 2023-2024 in modo positivo. Pioli ci ha condotti ad essere macellati dall’Inter, in 6 derby che peseranno sul nostro umore per i prossimi 15 anni almeno, e i nostri rimasugli derisi da plebaglia varia a suon di goleade epiche. Di incredibile nel nostro percorso c’è solo la relisilienza con cui il gruppo si è ricompattato attorno al parmense nel momento in cui il collasso sembrava inevitabile; solo per trascinarsi alla deprimente, avvilente, oscena figura contro la Roma in Europa League.</p>
<p style="text-align: justify;">Stefano Pioli è stato un allenatore pronto, utile, vincente e longevo. Tuttavia il mister, divenuto coach, è anche il condottiero sotto la cui guida il Milan che abbiamo conosciuto, ammirato, contestato, e amato in tutte le sue forme, sia quella vincente che perdente, si è snaturato totalmente e fatalmente. Nel corso della gestione Pioli il ‘dna Milan’ è mutato. E’ vero, un tale cambiamento è solo in parte dovuto al lavoro di Stefano. Ma ogni Era ha il suo simbolo, e Pioli lo è di questa.<br />
Tutti abbiamo vissuto debacle e goleade nella nostra storia, ma mai con questa sistematicità, con questa estensione e contro avversari d’ogni tipo; tutti abbiamo le cicatrici di qualche dolorosa uscita europea, ma quelle più deturpanti resteranno le ultime.<br />
Fino al 2019 MILAN ha evocato sogni e immagini di calcio spettacolare unito a pragmatismo difensivo, in Europa  più che in Italia. E sottolineo ‘evocato’, non sempre siamo stati all’altezza, non sempre siamo stati questi.<br />
Al termine del quinquennio di Pioli restano solo i sorrisi dei suoi giocatori e dei dirigenti; ma di sogni non ne abbiamo più, le immagini che restano sono quelle di uno sconcertante 1vs1 di massa, da ripetersi a cazzo di cane in ogni situazione: senza ratio, senza scopo. In Europa il nostro status è quello di un Monaco qualunque. Come scrivevo all’inizio delle precedenti esperienze del parmense: arriviamo alla fine del piolismo come un pasticcio osceno, improduttivo, inguardabile condito da decine di infortuni.</p>
<figure id="attachment_32921" aria-describedby="caption-attachment-32921" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-32921 size-medium" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240518-WA0027.jpg?resize=300%2C173&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="173" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240518-WA0027.jpg?resize=300%2C173&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240518-WA0027.jpg?resize=1024%2C592&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240518-WA0027.jpg?resize=768%2C444&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240518-WA0027.jpg?resize=696%2C402&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240518-WA0027.jpg?resize=1068%2C617&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240518-WA0027.jpg?resize=727%2C420&amp;ssl=1 727w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240518-WA0027.jpg?w=1080&amp;ssl=1 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-32921" class="wp-caption-text">Oggi siamo questa roba qua</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Pioli ha raccattato un’armata Brancaleone di reduci della banter era (tifosi inclusi), di Leggende non in grado di incidere nel presente, di dirigenti poco italiani e poco sportivi, di neo-idoli, di giovani e meno giovani pressati e stressati dai ricordi, dal passato, dal confronto con l’Epica ma anche con l’Odissea di un club arrivato ad eguagliare il Real Madrid nella Leggenda, e poi gestito per diversi anni come il Monza. E li ha messi tutti insieme con mestiere e con furbizia, entrando sottopelle soprattutto ai più giovani, cogliendo l’assist irripetibile del “reset” di una stagione tragicomica, dovuto al Covid, e sfruttandolo per segnare un gol memorabile.<br />
Il prezzo da pagare: la perdita totale di un’identità. Il Milan esce dal quinquennio del parmense totalmente disconnesso, vuoto e privo di Anima. Pioli è stato l’incredibile trait d’union fra un Milan perdente e mediocre, un Milan affamato e vincente, e un Milan frivolo e non competitivo.<br />
Fu vera, storica, indimenticabile, bellissima vittoria. La Gloria invece, profusa e sbandierata anche nel comunicato societario di saluti, scemerà purtroppo rapidamente.<br />
D’altronde a certificare lo status tutto sommato non eccezionale di Pioli non siamo noi ma ahimè i suoi stessi alleati, ammiratori, amanti: sostituendolo con Fonseca.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Larry</em></strong></span></p>
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		<title>Comunque c&#8217;è di peggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[larry]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2024 06:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[No, non sono un ottimistone. Penso tuttavia che per puntare bene la critica e sparare nel modo giusto sul bersaglio giusto non si possa prescindere, a volte, dall’osservare bene il campo largo. Io spero che questo sia il primo e ultimo Milan targato Furlani-Cardinale, e lo spero per lo stesso motivo per cui ho accolto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">No, non sono un ottimistone. Penso tuttavia che per puntare bene la critica e sparare nel modo giusto sul bersaglio giusto non si possa prescindere, a volte, dall’osservare bene il campo largo.<br />
Io spero che questo sia il primo e ultimo Milan targato Furlani-Cardinale, e lo spero per lo stesso motivo per cui ho accolto positivamente il ricambio estivo, poi in realtà molto più nel mercato che nella gestione: perché questo mostriciattolo a due teste non può andare da nessuna parte. Come, del resto, il Milan post-scudetto, non solo comandato da più fazioni ma anche con più anime in esso: perciò certamente fallimentare. Spero che al più presto possibile il chiaccherone americheno prenda il controllo pieno della sua nominale proprietà, con i suoi uomini, e amen, andiamo avanti.<br />
Premesso ciò, bisogna ammettere che c’è anche di peggio rispetto a questo accrocchio di dirigenti e giocatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto il video degli highlights del match contro la Lazio, su youtube, ci sono diversi commenti negativi rispetto alla prestazione offerta. Mi ha colpito in particolare quello di un tifoso polacco che in soldoni scrive: “Il Milan di Pioli e Cardinale non lo seguo, perché non mi piace la mentalità, non riconosco il MIO Milan e gioca in modo confusionario da molto tempo”.<br />
Caro amico polacco, non potrei essere più d’accordo: faccio talmente fatica a seguire il Milan che, per correttezza, spesso evito di scrivere e tiro il pacco agli amici del Night.<br />
Tuttavia parliamo di una squadra che è abbastanza saldamente terza in classifica nell’autoproclamatasi “Marotta League” quindi, in buona sostanza, seconda per gli standard sportivi (certo se poi consideriamo il VAR a intermittenza e altre ‘agevolazioni’, terza). E’ agli ottavi di Europa League dopo essere scesa dalla Champions per un rigore inesistente assegnato al 96esimo ai beduini parigini; e soprattutto, tutto sommato è uscita e anche abbastanza bene, dalla potente risacca post-scudetto. Il management perennemente sotto esame di Pioli ha portato nell’arco di 4 anni a risultati più che buoni: un ciclo da 4 (probabili) qualificazioni Champions, 2 (probabili) podi, 1 scudetto, 1 semifinale di Champions in 5 anni; dopo 7 anni che, come spesso analizzato, hanno rappresentato il massimo down storico per il Milan, fatto salvi i primi anni ’80 con le due discese in B. Sempre il parmense, l’unico allenatore negli ultimi 30 anni che riesce a proporre un calcio che mi impedisce quasi totalmente il godimento delle partite della mia squadra (e voi direte giustamente ‘cazzi tuoi’, ma tant’è), è dato per morto, finito, sbroccato. Eppure è uscito dalle sacche pericolosissime del novembre nero, ed è riuscito bene o male a far fruttare praticamente tutti gli acquisti del (va detto!) buon mercato estivo. Che sia realtà o facciata, c’è di peggio, anche perché per reggere (eventualmente) una facciata ci vuole comunque un livello di professionismo e dedizione che, spesso, non attribuiamo ai nostri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ibrahimovic, l’operazione di facciata per coprire le magagne? Si si, di supercazzole ne abbiamo lette per carità, e lo svedese probabilmente sta facendo i propri interessi bellamente e grassamente. Tuttavia se vogliamo semplificare enormemente (e ci piace farlo quando contestiamo) dal rientro dello svedese a Milanello, pur con veste poco chiara (per noi) la squadra è uscita dallo stato di catastrofe. Detto fuori dai denti, con un novembre appena appena dignitoso un certo turco che si crede Seedorf scoreggerebbe di meno; in quel momento lì però sembrava tutto perduto. Com’è, come non è, sono arrivati 14 risultati utili (11 vittorie) in 17 partite, con rimonte, successi allo scadere e in generale un livello di cazzodurismo e resilienza maggiore rispetto all’inizio del torneo. Poi, a mio avviso, la squadra è buona e i risultati sono sempre alla portata. Ma, senza fare paragoni sull’uomo o sulla Leggenda, se attribuivamo poteri taumaturgici a Maldini perché non a Ibra, a fronte sempre dell’evidenza dei numeri? Non voglio dire che è iniziata una nuova Era. Ma che c’è di peggio, sicuramente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Inter ha scelto i risultati e la politica sportiva come mezzo per restare competitivi nel mondo, e non finire a gambe all’aria schiacciata da costi troppo elevati. Siccome è anche una scelta, un mood, molto familiare a noi over 30, non possiamo che guardare rimbecilliti la loro potenza e superiorità e sperare che Marotta faccia anche qualche cazzata, esageri e venga rimesso al suo posto (come palesemente è accaduto nel 2022, altrimenti non avremmo vinto proprio un bel niente), oppure che quest’anno si siano gonfiati talmente tanto da esplodere. Non pensavo un giorno di provare qualcosa di diverso dallo schifo per i cugini (l’Inter di MouMou fu l’effetto di una costipazione del sottosuolo islandese, praticamente un grande peto, né più ne meno), eppure mi tocca citare capitan Calabria: giusto fargli i complimenti*.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>*ma anche giusto dire che questo campionato se lo sono accomodati peggio della juve moggiana e della juve ’11-12. MAI cedere su questo, possono vincere 30 campionati in fila reinventando il gioco del calcio: oggi stanno barando, va detto e ribadito.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
Il Milan ha scelto invece un modello di gestione sostenibile che centralizza gli obiettivi di bilancio, che punta per lo sviluppo futuro ad uno stadio in solitaria, per provare ad autodeterminare il proprio destino in tutto e per tutto. Sportivamente il successo non è la mission aziendale, è un obiettivo certo (io su questo non mi smuovo: se non vuoi vincere, non vinci, non è che ti casca uno scudetto addosso perchè non riesci a scansarti…), ma è da ottenersi con mezzi poco ortodossi ed estremamente complicati da replicare.<br />
Se dovessi mettere 10€ per farne 10000 su chi vincerà di più nei prossimi anni, non avrei dubbio alcuno. E ciò fa male, perché comunque va considerato che negli ultimi 15 anni abbiamo vinto meno del Napoli, e juve e Inter si sono spartite tutto e di più…noi abbiamo fatto un exploit e nulla più: è triste.<br />
Tuttavia: in primis non possiamo sfogare le nostre ansie e frustrazioni su questo nuovo management; la ‘Tradizione’ va bene quando ci solletica il pancino con le Storie e i Miti, ma ricordiamoci chi ci ha fatti sprofondare e perché. Poi oh, c’è anche chi ha acquistato una squadra in Italia da anni e non ha vinto un cazzo, e non ha progetti per costruire un cazzo. C’è chi ogni anno davvero vende i migliori e compra la fuffa o i giovanissimi; noi alla fine (penso che dopo 8 mesi si possa anche dire) abbiamo venduto un giocatore che forse riprenderà l’attività in agosto prossimo venturo per acquistare 3 titolari e 2 riserve di tutto rispetto. E lo dicono i rendimenti, non la carta.<br />
Anche qui, cosa voglio dire, che va tutto bene e dobbiamo solo sorridere e gioire? No. Semplicemente, che c’è di peggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché è importante essere consapevoli che ci sono situazioni e rendimenti peggiori? Perché pur subendo il periodo d’oro delle Merde (indiscutibilmente sotto il profilo del rendimento, vedremo nei risultati…se si fermano a 2 scudetti, una finale di Champions e un po’ di argenteria varia FIRMO), pur stanchi di Pioli, pur perplessi dal management…dobbiamo essere pienamente consapevoli che questo Milan NON è il peggio gestito ed il peggio allenato di sempre, e migliorare sarà più difficile che peggiorare.<br />
Poi in questo preciso momento vale tutto, non è cambiato molto da agosto quando scrissi che (come suggerisce lo Sun Tzu): bisogna conoscere il nemico, e il terreno, prima di muovere battaglia. E no, non lo conosciamo, perché a parte la spaccatura Redbird-Elliot che è facilmente intuibile, e non significa che si pestano in assemblea ma semplicemente che hanno scopi diversi, non saprei davvero cosa dire PER CERTO su questo management, sulle loro idee, sul futuro.<br />
Tocca attendere, sperando nel mentre di avvelenare la torta dei cugini con un exploit europeo.<br />
C’è anche di peggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Larry </em></strong></span></p>
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		<title>Back to banter era</title>
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		<dc:creator><![CDATA[larry]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 06:15:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[We are back, baby! Back to banter era. Qui non siamo in crisi di risultati, siamo proprio nella merda e occorre non una mossa padronale ma un tornado, che prima di tutto faccia volare fuori dai coglioni il coach del nulla. A Pioli sono veramente girati bene 4 mesi di calcio bersagliero in pieno Covid, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">We are back, baby! Back to banter era.<br />
Qui non siamo in crisi di risultati, siamo proprio nella merda e occorre non una mossa padronale ma un tornado, che prima di tutto faccia volare fuori dai coglioni il coach del nulla. A Pioli sono veramente girati bene 4 mesi di calcio bersagliero in pieno Covid, che hanno entusiasmato e compattato squadra e tifosi, motivato IL leader (Ibra), e generato un Sogno culminato nel maggio del 2022. Non poco, anzi, il meglio successo da anni.<br />
Ma da tempo la squadra ha (aveva) bisogno d’altro: di un tecnico di alto livello, che rispecchiasse attraverso metodi, scelte e atteggiamenti le nuove ambizioni. Con altre idee e altra personalità. Pena rimpicciolirsi a dimensione, immagine e somiglianza del mister parmense. Ovvero dove siamo oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo schifo di calcio pastrocchiato, un ibrido fra l’imitazione italiana della scuola tedesca e una versione squinternata dello zemanismo, è giunto alla fine. Stiamo crollando perché persino il più piolista dei pioliani in rosa non è più in grado di immaginare qualcosa di diverso dal far cagare. Dopo dodici mesi di puttanate tattiche coperte in parte da solismi, mentalità e momenti di strapotere fisico, nessun giocatore ha capito un cazzo di cosa deve fare, dove deve stare. Sempre che non sia zoppo.<br />
D’altronde se uno pretende di aggredire la serie A e l’Europa facendo rinviare lungo il portiere, con la squadra alta, larga, sfilacciata, con 30 metri di campo vuoto alle spalle della difesa, con le istruzioni di ogni singolo che cozzano con quelle del compagno, con l’1vs1 come unica arma sia davanti che dietro; se uno sbilancia la squadra a morte per produrre letteralmente un cazzo se non una rete di passaggi scontati; se uno pretende di vincere senza schemi, velocità, preparazione dei piazzati, cross, filtranti, combinazioni, pressing organizzato e cattiveria agonistica…boh. Che lo spiegasse lui che cosa ha in testa perché nessuno lo capisce più. Specie i giocatori.<br />
Fra le righe è ciò che abbiamo visto in 4 anni al minimo calo di tensione o fisico, o appena il livello è salito troppo; è la tendenza di tutte le idee di Pioli, il vertice che ha sempre raggiunto nelle sue avventure: una palude dove non si segna nemmeno con le mani, dove si hanno 12 indisponibili, dove tutti i giocatori sembrano incapaci di intendere e di volere. E dove i risultati sono, ovviamente, impossibili da ottenere.</p>
<p style="text-align: justify;">Veniamo all’area tecnica. Le cazzate sull’algoritmo vanno bene giusto sulla stampa italiota, che considera esotica e stregonesca la lettura delle statistiche; questi signori non fanno niente di strano, o di innovativo, o di particolarmente diverso: è quello che vi ho scritto tutta estate. Voi magari l’avete letta come una ‘difesa a priori’ di Moncada&amp;co, ma era semplicemente una constatazione. Hanno un metodo e provano ad applicarlo, ed io non sono né preoccupato né stupito da questa cosa. C’è sempre e solo un modo per valutare il lavoro: il campo.<br />
Il campo dice che la squadra è partita bene, i nuovi si sono inseriti anche in fretta, ci si è ripresi da una batosta di campo prendendo la testa della classifica. Ma una volta giunti in mare aperto i nuovi acquisti si sono tutti persi, e andando avanti così non sopravviveranno in molti. Specie ai preparatori atetici.<br />
La ciurma più navigata sta abbandonando la nave, i nuovi non hanno purtroppo in testa la mentalità giusta per sostituirli alla guida. Molto semplice.<br />
E arrivano dunque le dure lezioni per i nostri piccoli nerd: anzitutto i risultati sono una cosa, le prestazioni un’altra. Confermare Pioli per uno Scudetto lo posso capire, ma per una semifinale di Champions raggiunta con tre contropiedi, e dove siamo stati ridicolizzati, è incomprensibile. Bisogna guardare le partite: il Milan bersagliero è finito nell’inverno del ’21; sono seguiti un Milan in tranche agonistica (pilotato da Maldini, Ibra e un Sogno), poi un Pioli-bis che si è lettermalmente scatafasciato nel gennaio scorso. Proseguire col tecnico emiliano è stato un errore enorme, marchiano, banale e che mette in discussione tutto il ‘progetto’. A proposito qualcuno chieda a Moncada qual è, perché o non lo stiamo più seguendo e allora bisogna prendersi responsabilità; oppure se è questo i prezzi di San Siro vanno dimezzati.<br />
Bisogna avere sensibilità, le grane che sono esplose in queste settimane covavano e andavano affrontate: il Milan ormai ha giocatori importanti in rosa, non solo ragazzini, e vanno gestiti. Quando Calabria ( C ) arriva a manifestare pubblicamente d’essersi rotto il cazzo di subire imbarcate, non si può far finta di nulla anzi bisogna vergognarsi perché vuol dire che si è stati assenti e colpevoli di ignavia.<br />
Bisogna anche avere equilibrio nelle scelte, e coerenza. Gli obiettivi dichiarati sono Scudetto e competitività in Europa. L’impatto di Pulisic e Ruben è stato di un certo tipo; quello degli altri d’altro tipo. Non serve aggiungere altro: a gennaio, a giugno, serviranno mosse di livello sul mercato e a livello organizzativo. Inoltre devono sapere Moncada e D’Ottavio che esistono pure gli avversari; lo sanno?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma parliamo anche di Furlani, uno che personalmente non conoscevo. Io ho preferito l’attesa al dargli contro subito. Mi pare che per lui possa valere il detto milanese <em>ofelè fa el so mestè</em>, ovvero (non letteralmente) che ognuno dovrebbe occuparsi di ciò che sa. Sarà pur bravo a fare il finanziere e il gestore, c’avrà pure il pelo sullo stomaco, ma del calcio e delle sue dinamiche tecniche e/o comunicative non capisce una minchia.<br />
Si è certo programmato un buon avvio di incarico, lanciando la bomba atomica Tonali lontano da Milano, sistemando anche il bilancio; si è inserito bene nel “Mondo Milan” dove pare evidente che governa il pollaio. Poi pure lui appena la nave è salpata è finito in balia dei marosi, anzi dei marottosi, perché il dirigente nerazzurro che già gli ha messo in quel posto il calendario gli sta certamente preparando altro, e non mi pare che si sappia replicare; ma è soprattutto ostaggio della ciurma, che non governa per niente. Quattro veline sui giornali e qualche scemenza folkloristica à la Galliani non lo aiuteranno di certo. Furlani con tutto il rispetto può stirargli la cravatta. Per non parlare di quale umilissimo compito potrebbe al momento svolgere per il suo predecessore Ivan Gazidis.<br />
Il Milan è una non squadra squallida con il 25% della rosa indisponibile a tempo indeterminato: vanno prese decisioni impattanti sull’oggi e sul domani, di quelle non programmate, mettendoci la faccia: e vediamo di che pasta è veramente fatto Giorgetto, e quali assi tiene nella manica. Perché ne ha, giusto?</p>
<p style="text-align: justify;">E arriviamo ai giocatori. Su Tomori ho già scritto: Leader Maximo. Calabria, Giroud, Florenzi non hanno mollato, anche se i primi due hanno cantato. Leao vive un momento di crisi: a Pioli deve molto, forse è colui che più sta soffrendo il collasso della guida tecnica. Ipotizzo eh. Altri invece hanno proprio rotto il cazzo, in primis ovviamente Theo Hernandez, probabile pretoriano delle “Vedove di Maldini”, che voglio sperare siano poche e isolate perché diversamente staremmo parlando di un gruppo di ignobili e di fucilati mentali. Maldini, appunto, si vergognerebbe di loro.<br />
E’ innegabile che qualcuno dovrebbe comunque gestirlo e magari ascoltarlo, senza giustificarlo; bisogna sempre imparare dai Grandi: fingere che i problemi non esistono è la più grande scemenza che si può fare specie in un contesto, quello calcistico, dove i risultati sono richiesti tutte le settimane.<br />
La nostra nave comunque si chiama MILAN e per gli ammutinati, quale che sia il motivo, c’è la legge marziale. Guardassero, lui e tutti, molto bene cosa succederà domani a chi ha voltato le spalle al Diavolo.<br />
Prima si da tutto, poi eventualmente si parla, poi si ridà tutto: specie quando le cose vanno di merda. Se la Fascia ce l’ha Davide e non Theo c’è un motivo, ed è Sacrosanto.</p>
<p style="text-align: justify;"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-30800 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2023/11/01gpxn3txy305wc1dtee-300x169.webp?resize=300%2C169&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="169" />Al signor Cardinale va spiegato forse cosa è stata la “Banter Era” milanista e perché ci siamo quasi di nuovo dentro, e lo facciamo coi numeri: nel corso del 2023 il Milan ha disputato 45 partite in tutte le competizioni e ne ha vinte 19, pareggiate 12 e perse 14. Ha segnato 57 reti subendone 49, in 14 partite non ha segnato (30%) e in 12 ha subito più di un gol. Contro romane, juve, Inter e Napoli ha disputato 17 incontri in tutte le competizioni perdendone 8 (6 derby) e pareggiandone 4, segnando 19 gol e subendone 24. In Europa ha giocato 9 partite, vincendone 2, pareggiandone 4 e perdendone 3, segnando 3 gol e subendone 7. Nella buona sostanza: il Milan di Cardinale è finora una squadra di merda asfittica, efficace solo nel contropiede e col vizietto dell’umiliazione stracittadina (5 derby persi su 5) e della goleada subita (ben 5 cappottate in questo anno solare). A titolo di esempio quello che è considerato l’ultimo Milan “Banter Era”, quello di Gattuso 2018/19, ha disputato 49 partite vincendone 24, pareggiandone 12 e perdendone altrettante; 74 gol fatti, 47 subiti, e un quinto posto fra l’altro sfortunato frutto più di paperonze del portiere che altro. Ricordo fra l’altro sconfitte e derby persi, ma mai imbarcate.<br />
Nei numeri siamo già sotto, e fra poco toccherà anche a tutto il resto visto che non si è cambiato anzitutto il modo con cui la comunicazione semi-ufficiale si approccia a questi momenti, e le persone fra l’altro sono sempre gli stessi lacchè che con i loro “j’accuse” ai tifosi e le loro puttanate in stile nordcorea fanno solo incazzare. Non si è creata una mentalità coinvolgente, e caro Gerry: non la ri-creerà certo Ibra che, al pari di Maldini, ha fornito la visione e il contributo fondamentale per vincere lo Scudetto ma l’anno scorso non ha inciso per nulla.<br />
Ibrahimovic saprà sicuramente sorprenderci, ma non è accettabile che sia questa l’idea per impedire lo scivolamento.<br />
Soprattutto “Banter Era” per me è stato un periodo scelte cretine, stolte, incomprensibili, e di enorme competitività fra le “fazioni interne”, più ancora che con le rivali, che sono tornate prontamente a mangiarci in testa. Con “l’affaire” Maldini, su cui non tornerò mai più, abbiamo già iniziato a lottare come le tribù dei beduini, e questo soprattutto perché nessuno, né Furlani né Cardinale, ha spiegato un cazzo o ha semplicemente detto “<em>Grazie Paolo per quello che hai fatto, da oggi però comando io e il responsabile sono io</em>”.<br />
Ecco io quando vedo Pioli che si autoaccusa dei fallimenti, da Responsabile Unico, e la conferma affidata ai bisbigli dei soliti 4 servi, mentre han capito anche i sassi che “il commissario” Ibra sarà eventualmente pronto a schermare il debuttante Abate…come faccio a non sentirmi tornato indietro nel tempo?<br />
Cardinale il calcio è semplice: scegli a che livello vuoi stare, guardi e impari dagli altri, accomodando le tue idee e il tuo metodo secondo le logiche universali sempre valide. E se il tuo metodo è più giusto e valido, e sei uno cazzuto, emergerai vincente. Vuoi stare al top? Questi non sono i risultati giusti nè le prestazioni giuste.<br />
La situazione è cristallina: serve un uomo forte a gestire le teste dei ragazzi, e serve un uomo ancora più forte a gestire la tattica, la preparazione e le partite; un Top manager, un vincente, che controbilanci con competenza e cazzo duro le derive nerdistiche e finanziaristiche di uomini che sicuramente sono capacissimi, ma sono troppo distanti dal campo. Il test &#8220;faidatè&#8221; è fallito.<br />
Non tutti sono particolari ed invadenti come Maldini o Ibra, ci sono anche (soprattutto) i professionisti di ruolo: si pagano, e vengono. Il resto sono cazzate.<br />
Tutto qua, parola a voi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Larry</em></strong></span></p>
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		<dc:creator><![CDATA[larry]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2023 05:57:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Finalmente ai nastri di partenza e finalmente ha termine una delle estati culturalmente più impegnative, milanisticamente parlando. In realtà le difficoltà erano iniziate già dall’autunno dello scorso anno, con alcune cassandre fra cui ahimè il sottoscritto a profetizzare, stante l’orrendo mercato estivo, di evidente indebolimento, e il riavvolgimento del nastro tattico al 2021, tempi più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Finalmente ai nastri di partenza e finalmente ha termine una delle estati culturalmente più impegnative, milanisticamente parlando.<br />
In realtà le difficoltà erano iniziate già dall’autunno dello scorso anno, con alcune cassandre fra cui ahimè il sottoscritto a profetizzare, stante l’orrendo mercato estivo, di evidente indebolimento, e il riavvolgimento del nastro tattico al 2021, tempi più cupi. Impossibile però prevedere il tracollo di gennaio, seguito da un’improbabile corsa alla finale di Champions a suon di contropiedi e resilienza, tutto l’opposto rispetto a quanto seminato in stagione, interrotta da un catastrofico doppio derby che passerà agli annali come uno dei confronti più umilianti della nostra storia. Il tutto a meno di 12 mesi da un trionfo leggendario, proprio a scapito dei cugini, e con gli stessi protagonisti. Il tutto a meno di 12 mesi dall’insediarsi di una nuova proprietà, mai presentatasi né presentata, né in comando fino alla fine di maggio del corrente anno.<br />
A margine di questa baraonda, è scoppiato anche di peggio. Prima Maldini silurato insieme a Ricky Massara senza troppe spiegazioni lasciando campo a ogni illazione, scenario e ipotesi; poi la cessione di Tonali, a fronte di un’offerta irrinunciabile soprattutto per lui, e tanti saluti a “Capitan Futuro”. Poi ancora l’apparizione di dirigenti misconosciuti, vissuti nell’ombra lontano dai riflettori, che scopriamo essere (anche per evidente affinità di modus operandi col recente passato) i manovratori del nostro amato Milan e non da oggi. Quindi un mercato numericamente importante, a tratti esaltante, ma che ad una attenta analisi pare ai più velleitario, impegnativo, squilibrato. E Pioli è sempre lì, speriamo meno confuso che nell’ultima stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’estate divisiva al massimo, con ogni evento a creare nuove fazioni: il tribalismo milanista è risorto dopo la grande festa dello Scudetto. Ognuno ha le proprie convinzioni, ed ovviamente se le tiene e se le porta avanti come meglio crede. In dieci anni (penso) di Milan Night dopo aver articolato molti pezzi critici a volte anche complessi, le Gianniniadi, avere introdotto analisi e ricerche statistiche sui giocatori e sulle squadre, e avere spesso attaccato i ‘pronti’ culturali preparati dai menestrelli ma non solo, non ho certo la pretesa di modificare le idee di nessuno. Ho rivendicato però, e rivendicherò, il diritto ad avere una opinione libera e non schierata in faziosismi cretini o intrappolata in un ‘giorno della marmotta’ auto-imposto, in evoluzione piuttosto che statica: il Giannino con tutti i suoi codici è finito. Rispetto chi è in disaccordo, non rispetto invece chi cerca di infilare il mio pensiero, o analoghi pocho graditi, in qualche presunto schieramento pro-questo o contro-quest’altro, per propria comodità.<br />
Ho accettato il licenziamento di Maldini, prendendolo come il segnale della discesa in campo di Redbird, che ha acquistato il Milan e pertanto trovo un bene che comandi; non mi piacciono i pregiudizi in generale, dunque non ne ho verso uomini e metodi che non conosco, e non mi condizionano certo un film con Brad Pitt o quattro scemenze belate dagli autarchisti nostrani (che mi stanno enormemente sul cazzo fra l’altro, specie calcisticamente parlando). Ho accettato la cessione di Tonali, che ha ricevuto un’offerta irrifiutabile e per fortuna ha dato anche modo al Milan di sedersi a un tavolo e trattare delle condizioni decenti, anche se la tempistica di uscita è stata troppo ‘furba’ per essere a sorpresa. Accetto che l’ambizioso quanto pretenzioso Furlani sia, e sarà, l’uomo dietro alle politiche che ci condizioneranno nei prossimi anni; che non significa che mi piaccia, ma prima di dargli addosso (a lui come a Cardinale) gradirei capire <em>come</em>, visto che tutti gli assertori de ‘<em>poveraccio</em>’, ‘<em>non saranno capaci di comprare nessuno</em>’, ‘<em>venderanno tutti</em>’ ecc. sono stati annichiliti in 1 mesetto scarso.<br />
Accetto un po’ meno che un mercato da ben 8 innesti fra cui 0 difensori, 0 registi, 0 punte sia definito ‘capolavoro’ (cit. Oscar Damiani) prima di un adeguato responso del campo, visti anche i nostri precedenti storici con i mercati &#8216;grassi&#8217;, come anche una certa deriva bimbominkioide del clima pre e post-gara e la sensazione che, in generale, manchino gli occhi della tigre.  Mi sembriamo ancora più freskoni dell’anno scorso, e dopo 5 derby persi in 5 mesi la cosa mi agita.</p>
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<p style="text-align: justify;">Comunque quest’estate anche affermare: “aspettiamo qualche gara ufficiale” è diventato un gesto politico…mi auguro che fra 5 giorni le etichette possano sparire come anche le perlopiù assurde divisioni, e si torni al solito clima iperteso, elettrico e greve…ma pacifico.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Larry</em></strong></span></p>
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		<title>Preghiamo San Francesco?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[larry]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 06:35:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con la situazione San Siro bloccata in attesa della decisione della sovrintendenza sul vincolo che scatterà nel 2025 sul secondo anello (che compirà 70 anni), il Milan prova a portarsi avanti con il lavoro che lo attende per avere un impianto in autonomia nell’area “San Francesco” di San Donato. […] la società Sportlife City, passata per il 90% sotto il controllo del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Con la situazione <strong>San Siro</strong> bloccata in attesa della decisione della sovrintendenza sul <strong>vincolo che scatterà nel 2025</strong> sul secondo anello (che compirà 70 anni), il <strong>Milan</strong> prova a portarsi avanti con il lavoro che lo attende per avere un impianto in autonomia nell’<strong>area “San Francesco” di San Donato</strong>.<br />
[…] la società <strong>Sportlife City</strong>, passata per il 90% sotto il controllo del Milan, ha inviato al Comune di San Donato una comunicazione per aprire un percorso che ha come l’obiettivo la valutazione di una <strong>variante urbanistica al Programma integrato di intervento</strong> relativo per quell’area. A confermare tutto questo ci ha pensato l’<strong>assessore Massimiliano Mistretta</strong>. Ottenere la variazione permetterebbe al club rossonero di avere un <strong>quadro più chiaro sulle tempistiche del progetto.<br />
</strong><strong>“</strong><strong>Sportcity Life [..] </strong></em><em> si è detta interessata a presentare una richiesta di modifica al Piano integrato di intervento, un atto per formalizzare delle </em><strong><em>modifiche ai contenuti,</em></strong><em> per realizzare al posto di una arena da 20 mila posti </em><strong><em>uno stadio da 70 mila</em></strong><em>.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ una notizia un po’ vecchia quella del possibile stadio Milan a San Donato, ma non ne abbiamo forse mai parlato. Un po’ per l’esasperazione dovuta a continui rinvii, progetti e controprogetti, nuove aree che sbucavano ogni settimana; un po’ perché per qualche tempo il mood generale impediva di dibattere su questa tematica senza che venisse inghiottita nel pessimismo.<br />
Va anzitutto detto che il Milan per esporsi su San Donato finora ha “solo” rilevato una società, Sportcitylife, che nel 2021 ha proposto, e visto approvare, un progetto per una “Cittadella dello Sport” nell’Area San Francesco appunto. Qui un primo punto di riflessione: San Donato = Eni, diciamo che c’è una certa ‘presenza’ del colosso energetico; Scaroni mi pare che qualche rapporto con l’Eni l’ha avuto e lo intrattiene, e la sua presenza al Milan pare avere un preciso scopo. Gli intenti si sono uniti ora, oppure è stato messo il piedino nella porta per poi spalancarla al momento buono?</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziale progetto per l’area era sostanzialmente un ‘quartiere sportivo’, con un’arena da 20mila posti di destinazione non precisata, campi da tennis e altre attività. Francamente non so quale possa essere la redditività di un progetto del genere in una zona che (ne parliamo poi) senza grosse modifiche alla viabilità è abbastanza remota; pare difficile non pensare che fin da subito ci fossero altri interessi. Comunque sia ad oggi il Milan non ha presentato alcun progetto, quindi potrebbe essere la solita mossa di pressione, di sfogo, di disturbo o campata per aria. A giudicare però dalla risolutezza della società in altri ambiti, potremmo invece essere al punto di svolta.<br />
Il progetto così come raccontato da giornalisti vicini al mondo Milan sarebbe per uno stadio da 70mila posti, sede, museo, hotel, attività commerciali e parco giochi per i bimbi. Un’operazione da 1 miliardo di euro. Altro spunto: investimento per provare a generare nel tempo risorse che ci possano catapultare di nuovo, e stabilmente, nell’elite del calcio internazionale senza doversi agitare ogni anno per la tenuta del bilancio, follia, o speculazione?</p>
<p style="text-align: justify;"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-29925 size-large" src="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2023/07/area-san-francesco.jpg?resize=696%2C491&#038;ssl=1" alt="" width="696" height="491" srcset="https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2023/07/area-san-francesco.jpg?resize=1024%2C723&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2023/07/area-san-francesco.jpg?resize=300%2C212&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2023/07/area-san-francesco.jpg?resize=768%2C542&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2023/07/area-san-francesco.jpg?resize=100%2C70&amp;ssl=1 100w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2023/07/area-san-francesco.jpg?resize=696%2C491&amp;ssl=1 696w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2023/07/area-san-francesco.jpg?resize=1068%2C754&amp;ssl=1 1068w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2023/07/area-san-francesco.jpg?resize=595%2C420&amp;ssl=1 595w, https://i0.wp.com/www.milannight.com/v2/wp-content/uploads/2023/07/area-san-francesco.jpg?w=1170&amp;ssl=1 1170w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />L’area San Francesco, lo dico e chiaramente subito, è oggi, dal punto di vista del tifoso che immagina sé stesso andarci con la sciarpa e la maglietta, una zona di merda. Ci abito a 5km (e 5 minuti secchi di auto), ci vivo nei pressi da sempre, e frequento le campagne circostanti quando devo fare sport. L’area è oggi sostanzialmente un pratone incolto con qualche manufatto abbandonato (un casotto della ferrovia, probabilmente c’era uno scambio, un moncone di cavalcavia autostradale), e qualche macchietta boschiva, adiacente alla stazione di San Donato; una terra di risulta incastrata fra ferrovia, A1 e raccordi vari. Su google maps è identificata come “area per passeggiate” ma basta guardare le foto allegate perché passi la voglia di andare a passeggiarci e infatti non ho idea di chi possa andarci o addirittura assegnare all’area 4/5 stelle…<br />
Contrariamente a quanto leggo, non è ‘vicina a Milano’ o ‘vicina a Rogoredo’ nel senso: in linea d’aria e in auto lo è, ma pensando all’uso futuro per renderla davvero ‘vicina’ nel senso di raggiungibile occorrerebbero grosse modifiche alla viabilità non solo automobilistica con implementazione di strade, percorsi pedonali e ciclabili e treni di collegamento; non c’è la metro, che arriva certo a San Donato ma a 3 chilometri dalla zona, e l’attuale collegamento ferroviario è abbastanza inquietante. Sicuramente ha del potenziale, perché essendo appunto incastrata fra ferrovia e autostrada si possono pensare ad ‘enne’ soluzioni.<br />
Certo, se l’alternativa proposta dal sindaco di Milano Sala è veramente viale Puglie (dove c’è il Cyrque du Soleil) dove c’è spazio per spostare forse lo stadio del baseball, attualmente al Saini, così passiamo da 25 posti a 50, e già l’attuale mercatino del “usato” della domenica causa paralisi mortale della zona, bisogna necessariamente fare ciaone.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ ovviamente sorto il “comitato del no” allo stadio, solo il primo dei molti ostacoli; il principale sarà appunto secondo me quando si parlerà di viabilità oppure quando il Milan dovrà trattare gli altri terreni con l’ostico ente Parco Agricolo Sud Milano. Senza offesa a nessuno, e comprendendo che lo spazio verde attuale (seppure schifoso) è comunque un tampone che probabilmente ha la sua efficacia, anche se poco stimabile, a livello climatico/sociale…qua non stiamo parlando di un lussureggiante ecosistema, o del “bosco di Gioia” che seppur cittadino aveva il suo perché.<br />
Qui parliamo di un’area quasi irraggiungibile frequentata perlopiù da tossici di passaggio che, sfollati da Milano 3 anni quando fu (quasi interamente) eradicata la piazza di spaccio del Porto di Mare/Cassinis si riversano nella campagna circostante fino appunto a San Donato, un’area senza alcun valore storico e afflitta appunto da viabilità impossibile da sviluppare ‘a fondo perduto’, quindi destinata a rimanere rifugio per qualche disperato. Francamente mi piacerebbe si facesse qualunque altra cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso che il progetto San Donato, e lo scopriremo presto, potrebbe essere un altro bluff oppure una soluzione rapida per i risoluti americani, e tutto sommato sia una buona idea al netto della fatica ad immaginarmi come possa poi essere sviluppata la viabilità dell’area.<br />
Voi cosa ne pensate?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Larry</strong></em></span></p>
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		<title>Scorrettezze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[larry]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2023 07:40:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Non so se avete notato, ma negli ultimi 15 anni, con impennata negli ultimi 5, gli investitori americani hanno acquisito a maggioranza piena i seguenti club: Arsenal, Aston Villa, Atalanta, Bologna, Bournemouth, Burnley, Chelsea, Crystal Palace, Fiorentina, Le Havre, Leeds, Mallorca, Manchester United, Olympique Lione, Olympique Marsiglia, Parma, Roma, Saragozza, SPAL, Standard Liegi, Tolosa, Venezia. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non so se avete notato, ma negli ultimi 15 anni, con impennata negli ultimi 5, gli investitori americani hanno acquisito a maggioranza piena i seguenti club: Arsenal, Aston Villa, Atalanta, Bologna, Bournemouth, Burnley, Chelsea, Crystal Palace, Fiorentina, Le Havre, Leeds, Mallorca, Manchester United, Olympique Lione, Olympique Marsiglia, Parma, Roma, Saragozza, SPAL, Standard Liegi, Tolosa, Venezia. E Milan.<br />
Parliamo di maggioranza, perché se dobbiamo invece considerare anche le partecipazioni l’elenco triplica.<br />
Gli USA, con vari livelli di organizzazione, stanno invadendo l’Europa. Non ci piace? E’ così.<br />
Come sottolineato anche da Ale Johnson non sono qui a trastullarsi, ma a fare business a 360°. Il che non significa automaticamente che faranno anche i nostri interessi di tifosi, ma nemmeno il contrario; sicuramente vuol dire rischio, vuol dire cambiamento. Ma se pensiamo di avere a che fare con dei coglionazzi è possibile che ci sbagliamo. E’ anzi possibile che su quello che sta diventando il loro terreno, il loro gioco, lo saremo noi.<br />
Fatico a comprendere il nostro senso di presunta superiorità, soprattutto culturale. In particolare nel calcio europeo se non ci sono i soldi USA ci sono quelli di altre latitudini che associamo ai piatti di riso o alle grida belluine, comunque subculture sportive, che dileggiamo. Eppure il circo va avanti solo grazie a questi capitali, dato che al netto dei magheggi contabili delle grandi proprietà “”””””italiane”””””” altri investimenti non se ne notano.<br />
“<em>Il calcio è nostro, gli americani non capiscono nulla di calcio”.</em> Vero, in teoria. Peccato però che non ci sia stato nessun imprenditore italiano disposto a rilevare, che so, il Milan di Berlusconi che proprio in questi giorni è stato celebrato giustamente come eccellenza. Anzi scusate se turbo la vostra commozione, sperando di non essere tacciato di mancanza di rispetto scrivendo la verità…ma l’ Angolritmo del Moncanerd (grandi Gian e Lupin) ci tocca soprattutto grazie a Silvio, che ha lanciato il Milan in una dimensione Mondiale e forse anche oltre…per poi lasciarlo alla deriva. E piuttosto che vendere direttamente ad un altro Patron ha preferito il “clouseausing” con un <em>‘chinese gentleman</em>’ (cit. Furlani), un passaggio che purtroppo ha aperto le porte del nostro feudo a Pinchi e Pallini di ogni sorta.<br />
Quindi, anche se non per colpa nostra, non siamo molto nella posizione di poter rompere le balle o disquisire non solo sulla nazionalità ma pure sul modello di gestione che i proprietari decidono di adottare, senza sembrare dei bimbi viziati e capricciosi.<br />
Possiamo e dobbiamo attaccare, contestare e criticarne i risultati; sulla mentalità e i metodi personalmente non condivido tutte queste resistenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Arriviamo all’elefante nella stanza: Paolo Maldini. Il suo licenziamento è stato preoccupante, ma ovvio, e non cambia molto nelle prospettive. Mi spiego.<br />
Non occorrono premesse su Paolo, è stato un idolo. Ho sperato negli anni del Giannino che arrivasse come dirigente, è arrivato. Non ho mai nascosto che mi sarei aspettato altro. Fondamentalmente Paolo è stato il <em>trait d’union</em> fra ieri e oggi, il problema è che il “ieri” non comprendeva solo la mentalità della Dinastia Maldini e il carisma personale unico, ma anche una quota parte del desueto metodo operativo “Fininvest”. Maldini dirigente è un accentratore intuitivo, generatore di estremi: Giampaolo e lo Scudetto, Leao e De Katelaere.<br />
Inutile andare a scannerizzare meriti ed errori, penso siano davanti agli occhi di tutti, come anche i risultati raggiunti che sono molto positivi; il commento, forse unico, fatto dalla società è stato: ha fatto bene, ma vogliamo fare anche meglio. Loro hanno sparato questa cazzata, pertanto io mi metto qui e aspetto.<br />
Penso sia difficile far meglio nelle condizioni che si prospettano, ed anche se credo che Maldini appunto <u>nelle condizioni che si prospettano</u>, non in senso generale, non avrebbe fatto che disastri come e peggio di quelli dell’ultimo mercato, non sono certo disposto a dare credito a Moncada o Pioli, che fra l’altro come ben sapete ritengo ampiamente a fine ciclo.<br />
L’adorazione che c’è nei confronti di Paolo e ciò che rappresenta ha spaccato in due l’ambiente, ma<br />
Maldini nel 2020, dopo il licenziamento di Boban, ha operato una scelta: lavorare nelle condizioni imposte da Elliot, attraverso Gazidis. Maldigerendo queste condizioni e spesso esprimendosi contrariamente ha guadagnato uno status di “oppositore del regime” che ho sempre trovato ridicolo, poiché il lavoro svolto è stato pienamente in linea con le richieste.<br />
Come sottolineato da Gazidis dopo essere stato criticato da Maldini post-Scudetto: Paolo è stato (da lui) assunto tre volte; che è un modo brillante di dire che almeno due volte era stato congedato. Spiace, ma il dirigente non si sostituisce alla proprietà ed il fatto che Paolo abbia più volte espresso un’opinione contraria, è stato virtuoso ma inutile. Operativamente Maldini è rimasto nei binari imposti, ha vinto insieme a squadra e allenatore uno Scudetto meraviglioso, ha scritto nuovamente belle pagine.<br />
A proposito: Gazidis, sbeffeggiato all’arrivo e nemmeno salutato alla partenza, è riuscito a raddrizzare il baraccone Milan senza perdere l’occasione di vincere, permettendosi anche Maldini nei quadri operativi (quindi non a mò di marionetta): ma su di lui non vola una mosca. Non dico stracciarci le vesti, ma almeno ammettiamo che forse non è Paolo ad aver retto il Mondo Milan da solo per 4 anni, e non è Paolo l’unico nell’Universo con una visione vincente.<br />
Qui sta la mia reale preoccupazione: all’implacabile equilibrio gestionale di un manager con competenze nello sport, è subentrata una apparente arroganza metodica di persone troppo legate al mondo finanziario. La rimozione di Maldini e Massara, pur indelicata e priva di uno stile quantomeno cordiale, era ovvia; ma la sostituzione è spericolata! Come dice Seal, il sentore non è quello della scelta di campo ma del giochino di potere; cioè l’autonomia chiesta da Maldini (per me assolutamente non lecita) e rigettata, è poi comunque finita ad altri.<br />
A livello di Mondo Milan ritengo la scomparsa di Maldini più o meno come lo spegnimento della lucetta della buonanotte: stesso identico ambiente di prima, ma i bimbi si sentono meno sicuri. All’esterno tuttavia sarà ben più complessa la faccenda. Più che calpestare la Storia del Milan si è ignorato quella recente. Di solito queste scelte azzardate, e rischiose, sono atte all’ottenimento di grandi dividendi; ma in questo caso mi sfugge davvero quali siano.</p>
<p style="text-align: justify;">Le interviste a Cardinale, rese assieme ad altri uomini d’affari del mondo sportivo (es. Pagliuca dell’Atalanta) e non con una webcam con vista credenza, mi paiono abbastanza chiare. Cardinale non parla la nostra lingua, né gli interessa farlo. Ha degli scopi che, di massima, sono quelli della quasi totalità delle proprietà che sono entrate o stanno entrando nel mondo del calcio. Ha puntato più alto di tutti (Milan) e ritiene di avere una “formula magica” con cui ottenerli, e di poter fare a meno dell’affetto del popolo rossonero, dei media e del mondo del calcio in generale. Non gliene frega niente di comunicare con noi.<br />
Io credo che questi metodi siano per noi difficilmente comprensibili, e pericolosi.<br />
Possiamo quindi secondo me, per elevarci un pelo, fare 2 cose: boicottare l’AC Milan non andando allo stadio e non usufruendo del merchandising, nella speranza che succeda qualcosa e <strong>-SPOILER ALERT-</strong> non succederà un cazzo. Oppure cercare di capire, il che richiede un enorme sforzo. Soprattutto di umiltà.<br />
Che non vuol dire prostrarsi di fronte allo Yankee, ma accettarne la presenza e il fatto che il nostro futuro dipenda da Redbird.<br />
Infatti ridurre tutto all’idolatria di Maldini, allo stracciamento delle vesti, al faziosismo con contorno di aspettative preistoriche, chiudendosi a ricco, è penso il miglior modo per lasciare campo libero alla subcultura made in USA, che volenti o nolenti ha già attaccato il nostro modo di intendere lo sport e lo sta cambiando, e lo cambierà.<br />
Tutto sta a capire non se si fermeranno o falliranno, perché non accadrà, ma anzitutto se fra tutti gli americani sbarcati nel calcio ci è toccato il più furbo o il più scarso (spazio per la via di mezzo, visti i metodi, non penso ci sia). E poi se tutti i Valori che diciamo di possedere e la Tradizione che esibiamo saranno in grado di resistere, in qualche forma, e magari contro-contaminare gli invasori.<br />
Sui risultati, invece, al momento non mi preoccuperei più di tanto. La mancanza di costanza nei successi è il nostro male e la cura sarebbero le coppe. Piccole, medie, grandi. Con le orecchie, senza orecchie. Ma è un trend ventennale: il Milan non vince due trofei in fila da 12 anni, due trofei nella stessa stagione da 16 anni e due campionati in fila da 29 anni; in Europa manca un alloro da 15 anni, la Coppa Italia manca addirittura da 21 anni.<br />
Che questa aridità finisca attribuita, senza nemmeno sapere bene chi sono, a Redbird o che addirittura a questi si chieda di invertire con mosse di mercato spericolate una tendenza più che generazionale penso sia scorretto da tutti i punti di vista.<br />
Contestiamo a Cardinale di non parlare la nostra lingua, ma quello che diciamo noi spesso non ha alcun senso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Larry </em></strong></span></p>
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		<title>Ciaone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[larry]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 05:45:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serie A]]></category>
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					<description><![CDATA[“Benvenuti nel mondo vero”. Ed inizia così la parte di Matrix in cui Neo prende coscienza della realtà dietro la finzione. E finisce così una  ampia parte della mia vita, quella da tifoso religioso. Religione è Rito e Fede ma se scopri per certo che sono tutte cazzate…ti tieni i valori, ti tieni gli amici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Benvenuti nel mondo vero”.<br />
Ed inizia così la parte di Matrix in cui Neo prende coscienza della realtà dietro la finzione. E finisce così una  ampia parte della mia vita, quella da tifoso religioso. Religione è Rito e Fede ma se scopri per certo che sono tutte cazzate…ti tieni i valori, ti tieni gli amici e i compagni di avventure, ti tieni le simpatie; ti tieni la filosofia dei mille concetti che hai sviluppato. Ma non è che puoi davvero crederci più.<br />
Non so, magari quando sarò più vecchio e non avrò nulla da fare forse, ma oggi non si può.<br />
Che la juventus fosse quella roba lì non è che servisse un patteggiamento per saperlo. Anni fa feci un parallelo con i campionati di Stato della DDR e lo confermo; ma quello che non sapevamo forse del tutto è quello che sono gli altri, e quello che siamo noi: complici e servi. Partono, stanno partendo, sono già arrivate le <em>razionalizzazioni</em> del tutto, gli ammorbidimenti, gli annebbiamenti. La realtà è che si è certificato che la Serie A (e probabilmente anche tutto il resto del bailamme calcistico) è un torneo di Wrestling, né più né meno, e che la Superstar è la juventus.</p>
<p style="text-align: justify;">Nove anni fa la (allora) più importante società sportiva di basket italiana, Mensana Siena, vincitrice di 8 scudetti nei primi anni Duemila (7 consecutivi), 5 coppe italiane, 6 supercoppe, e in gara in 4 final four di Eurolega, scompare a causa delle vicissitudini che seguono il tracollo finanziario, causato dalla gestione fraudolenta dei suoi amministratori e che include: falso in bilancio, associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, pagamenti in nero dei giocatori e dirigenti. Alcuni titoli furono revocati, visto e considerato che la società si era iscritta ai campionati esclusivamente grazie al falso in bilancio; la società fu rifondata partendo da categorie minori, in cui giace tutt’ora.<br />
Francamente l’unica differenza con la juventus è che Siena non era, ovviamente, quotata.<br />
Il basket italiano ha moltissimi problemi oggi. Uno di questi non è però la credibilità sportiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuo a sentire parlare di juventus, ma ripeto questi qua sappiamo come sono fatti, cosa hanno fatto e cosa faranno. Ce la prendiamo con Gravina, che nella sua oscenità è comunque onestamente osceno ed è il volto più vero del calcio italiano. Le serie A viene propagandata con volti tipo Osimhen, Leao o Vlahovic: in realtà l’Uomo Immagine è un politico settantenne interpretato da Herbert Ballerina.<br />
Ma io vorrei sentir parlare e leggere qualcosa su di noi, invece. Perché anzitutto non ho percepito (finora, magari) reazioni adeguate dai nostri proprietari e sommi dirigenti e francamente c’è da pretenderle incazzati. A maggior ragione siccome la proprietà ci informa sempre solertemente che “senza stadio di proprietà facciamo fatica a competere” e “occorre essere oculati negli investimenti” mi piacerebbe sapere se è invece più semplice competere ed investire sapendo che, nei precedenti 3 anni almeno, uno fra i principali competitor probabilmente nemmeno avrebbe potuto iscriversi al torneo; e cosa intendono fare a riguardo magari.<br />
Maldini invece, oltre a proporre a cadenza trimestrale il suo infallibile consiglio, lo ricordo bello aggressivo (contro Gazidis) sulla questione Superlega. Mi aspetto qualcosa, voi no?<br />
Ma la domanda che vi pongo è: visto e considerato che il campionato è stato truccato e falsato nel modo più palese possibile, il tutto senza alcuna conseguenza, come fate a crederci ancora da oggi in avanti?<br />
Nel Wrestling d’altronde ogni tanto si fa vincere chi non ti aspetti. Il mio problema infatti in questo contesto non è accettare le sconfitte, ma le eventuali vittorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Il futuro è abbastanza chiaro: dopo questa pagliacciata, è tutto pronto per IL RITORNO della juve, la rinascita, la vendetta, chiamatela come cazzo volete. Ed abbiamo già assistito a questa roba nel 2010 (e poi per 9 fottuti anni); ma la volete veramente rivedere?<br />
Ovviamente come ci ha fatto capire Report, che in pieno bailamme sulla juve si è messo a fare &#8216;inchiesta&#8217; sugli altri (minchia lo squallore) qualche mese fa, tutto si poggia su ricatti e controricatti: se tu vuoi che io pago devi pagare questo ecc. ecc. Quindi, come ha scritto giustamente qualcuno qua e là, per essere arrivati al punto di dichiararsi colpevoli la juve deve averla fatta davvero gigantesca; e probabilmente RITORNERA’ ma lentamente.<br />
Ma non è che questo aiuti la credibilità.<br />
Il calcio ormai va bene per bere una birretta con gli amici e fare un po’ di casino. Il problema è che senza Religione e Leggenda, retrocesso a sport di intrattenimento, fa anche cagare.<br />
Non di meno, prendere seriamente la serie A da oggi in avanti è impossibile, a meno di non iniettarsi una dose di stupidità letale.<br />
E questo anche no.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Larry</em></strong></span></p>
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