Presente, passato, futuro

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Jedda – In terra d’Arabia il Milan fa una buona figura, la juve offre la quasi solita prestazione scialba da gara secca, ma alla fine vincono i bianconeri. Gli sforzi rossoneri si spaccano sulla traversa colpita da un Cutrone generoso, dall’altra parte basta un colpo di testa centrale di Ronaldo, celebrato dalla stampa italiana più di Van Basten o Maradona ma in realtà autore di una prova complessivamente non spettacolare, inclusa la rete su cui le colpe di Donnarumma come da tradizione finale sono a mio avviso ampie.
Fatto salvo Zapatone, giocatore da me bistrattato per anni e invece certezza degli ultimi tempi, e Rodriguez a Jedda ha giocato un Milan praticamente under-23. Contro la corazzata juve piena di over-30, media 28 anni. Il campo è stato ben tenuto, con predominanza bianconera negli 1vs1 in virtù anche di diversi mismatch (velocità per quanto riguarda Douglas Costa-Rodriguez, fisico e disciplina nel duello Alex Sandro-Castillejo), ma con un gioco costretto a svilupparsi sulle fasce con conseguente minor pericolo per noi. Al Milan manca sempre cattiveria sui contropiedi, in campo aperto non c’è velocità del singolo e si paga spesso l’imprecisione dell’uomo più abile in transizione cioè Kessie. L’ivoriano ha provato anche ad alzare bandiera bianca per tutti i suoi compagni dopo il gol juventino andando a fare un fallo cretino secondo me giustamente punito col rosso, ma il Milan è rimasto in campo fino all’ultimo. A decidere la contesa Banti&co, che prima hanno inclinato leggermente il campo in favore juventus coi soliti due pesi due misure, sottili disparità di trattamento che diventano spesse nell’analisi complessiva, commettendo anche un errore marchiano nel bloccare Cutrone lanciato a rete per un offside che non c’era; poi hanno chiuso l’eventuale discorso ‘resistenza ad oltranza’ per noi negando un penalty abbastanza netto su Conti senza nemmeno rivedere il VAR. Romagnoli e Gattuso, puniti con squalifica a cui si è aggiunta quella del medico sociale per ‘frasi insinuanti’ captate dalla Stasi, hanno centrato il punto: si perde contro i più forti, si accetta, ma ci vuole rispetto. Quello che manca da anni verso ‘i comprimari’ di questo Campionato del Bengodi che è diventata la serie A, questo show privo di colori, che ieri ha regalato l’ennesimo atto che negli albi vedrà scritto ‘juventus’ ma nei cuori brucia col nome di ingiustizia. La parità di condizioni sul campo è un miraggio da otto anni, e pare oggi che l’osceno periodo di ruberie pre-Calciopoli fosse solo una prova generale per l’attuale regime.

Higuain – Ai titoli di coda l’esperienza del Pipita, colui che doveva chiudere ‘la maledizione della 9’ invece la conferma in modo pesantissimo. La vicenda è grottesca e per certi aspetti inquietante. Dopo gli ultimi due mesi di lentezza e scarsità, con continue pugnalate della stampa, fino a culminare con la presa di posizione (furbetta e priva di stile) di Leonardo, l’argentino è trattato alla stregua di Cassano o Balotelli: un michione, un fannullone, uno che non ha mai quagliato da nessuna parte. Peccato non sia così. Le domande che dobbiamo porci sulla gestione della società nella vicenda, a partire da quella che ci sembrò un’operazione incredibile e invece è una sòla pazzesca, sono molte più di quelle da fare a Higuain. Con 6 reti e 3 assist nei primi due mesi si era presentato per quel che era, la sfida con la juve lo ha rotto psicologicamente, ma fuori dal campo deve essere successo qualche cosa di ben peggiore. I ‘periodi no’ hanno interessato anche tanti altri grandi attaccanti, per stare al Milan ricordo Weah o Inzaghi con la lucetta spenta: tremendi; tanto quanto il Pipita. Per questo dico: si guardi la carriera prima di sparacchiare a zero manco parlassimo di Matri.
Come da anni è iniziata (anzi, prosegue) la lotta fra chi ‘la sa più lunga’, il Valetudo delle indiscrezioni sul perchè e percome il Pipita se ne va. Ognuno tira acqua al suo mulino. Stando ai fatti, si parte da Bonucci in uscita da Torino accalappiato a suon di promesse, scazzato dopo tre mesi, ripreso per la collottola da San Gennaro Ivan per un girone di ritorno da 39 punti e terza miglior difesa. Si prosegue con l’inevitabile rientro a Torino, in uno scambio con Caldara per il cui infortunio viene a volte messo alla gogna lo staff del Milan ma chissà, chissà. Insieme si fa all-in su Higuain, 146 gol e 37 assist nelle ultime 5 stagioni in Italia, preso a stipendio (per noi) fuori scala con formula non tipica per un giocatore di quel livello. E’ una mossa strategica di alto livello, nelle intenzioni, oltre che un enorme favore alla juventus. Risultato: tagliato dopo mezzo campionato. Per demeriti sul campo, ma questi sono arrivati prima o dopo il taglio? Per scazzo, ma questo è causa o conseguenza del taglio? Intanto San Gennaro Ivan continua a fare scudo, a difendere tutti, prima Higuain e poi il teatrino messo in atto per non farlo giocare a Jedda. Mi viene il dubbio che sia l’unico che tiene a cosucce tipo: spogliatoio, immagine. L’unico. La vicenda è stata gestita interamente con il culo, c’è poco da aggiungere. Non ci sono ragioni o torti da distribuire, è semplicemente deludente vedere come si riducono giocatori di un certo livello qui da noi. Meglio non insistere a riguardo, non siamo più in grado di gestirli.
Sempre stando ai fatti sarebbe pronto l’ingresso di Piatek, l’attaccante del momento, sempre che Gazidis lo ritenga un investimento adeguato. 23 anni, lo prendiamo ovviamente pagandolo parecchio visto il rendimento dei primi sei mesi. Si è presentato con 9 gol in 8 gare a Genova, dal 20 ottobre ne ha messi 4 in 11 (due rigori, un’autorete di Olsen, un gol a partita finita). 0 assist. Posso avere dei dubbi? Il polacco è un terminale offensivo micidiale, il suo unico scopo è tirare a rete. Avrà magari anche tecnica, ma finora si è distinto per il killeraggio e basta. In Italia ha avuto un impatto devastante (almeno, nel suo score, la sua squadra non è che viaggi nelle parti alte) grazie alle assistenze di Kouamè e tempi sui calci da fermo. Ha grandissima voglia di avere l’occasione della vita, anche se nel Milan di Gattuso non ce lo vedo proprio. Alla fine però con Cutrone + Kalinic/Andrè Silva abbiamo fatto un girone intero di buon livello e molti punti. Andiamo a prenderci questo rischio…al massimo ci penserà San Patrizio, sperando che a nessuno venga in mente di mettere in discussione pure lui in caso di digiuno.

Strategie – Higuain, preso; Fabregas, Ibra trattati, magati anche Ramsay e qualcun altro. Voci incontrollate su mega-offerte per Milinkovic-Savic. I fatti però sono che tutto questo disegno è finito nel cestino e il DS Leonardo non ha uno straccio di cosa concreta in mano come alternativa, dopo l’affare Paquetà (operazione da sceicchi) si è mosso con ritardo e confusione. Piatek è una soluzione rischiosa che valuteremo fra sei mesi, certo non ci vuole programmazione per andare a prendere l’attaccante di Preziosi; o meglio, ci vuole se è veramente ambito come lo fu ai tempi Milito (che infatti non venne ahimè al Milan). Sul polacco c’era il solito West Ham, al Real non credo. Il resto è una girandola di nomi ma stavolta tutti under-23 o al massimo 25, alcuni ‘da scouting’. Il cambio di linea è evidentissimo. Il grande mistero è perchè si sia preso Higuain quest’estate.
Da un lato bisogna guardare gli aspetti positivi: futuribilità, diverso impatto economico, rientro più rapido nei parametri; in particolare il monte stipendi del Milan è altissimo e va troncato se i risultati continuano a essere questi. Chiaro, il problema può essere lo stipendio di Higuain oppure il cumulato Montolivo+Bertolacci, oppure il rapporto qualità-prezzo di Paperumma e si può agire di conseguenza. Dipende da quanta fretta si ha e quanto si è bravi. Inoltre coi giovani si possono costruire squadre di grande livello, non c’è nulla che lo impedisce a parte quanto sopra: fretta e bravura. Aspetti negativi della strategia: l’ambiente Milan non la può al momento supportare. La comunicazione è disastrosa e incentrata sul passato, la guida tecnica è a tempo (lasciamo perdere un attimo i discorsi adeguato/non adeguato) e soprattutto il progetto tecnico non è seguito dal DS, che compra a occasione; si promettono mari e monti e questa incombente necessità del quarto posto mal si sposa con la mancanza di esperienza (dunque mestiere, dunque capacità di dosarsi, dunque abitudine al successo) della rosa. Se si punta sui Piatek, Danjuma, Batshuayi come sui Cutrone, Calabria & co non si può avere fretta. E i tifosi non possono avere giudizi così netti, mi viene anche da aggiungere. La sòla può manifestarsi subito, come dopo tre mesi, come dopo un anno e mezzo (vedi Kessie); come pure il campione.
Gazidis, mia opinione personale, percepisce quello stipendio perchè ha una mission di un certo tipo. Le pulizie costano care. Deve capire alla svelta che qua siamo ancora legati al passato, alle fregnacce, alla propaganda. E’ li che deve iniziare a pulire. Non sia mai che il Milan 2019/20 dei giovani targato, che so, Gasperini inizi con una bella domanda su Sacchi e sulla Champions League. Passeremmo da una distopia a una ucronia, coi medesimi risultati.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.