Milan Genoa presentazione

4286

Radu; Biraschi, Romero, Criscito, Pereira, Romulo, Sandro, Bessa, Lazovic; Kouamé, Piatek.
Vuoi per infortuni vuoi per scelte tecniche, da quando Juric si è seduto sulla panchina del grifone è questo l’undici titolare schierato nelle due sfide contro Juventus e Udinese.
Il Genoa gioca un classico 352 che in fase di non possesso si trasforma immediatamente in un 532 con gli esterni a protezione dei tre centrali. I rossoblu sono una squadra ben organizzata in cui il mix tra giocatori veloci e di sostanza permette di ottenere una giusta compattezza tra i reparti.

In fase offensiva il gioco passa soprattutto per i piedi dell’italobrasiliano Daniel Bessa giocatore dotato di buona tecnica e velocità che fa degli inserimenti il proprio punto di forza. Lui e Romulo sono i valori aggiunti del centrocampo perché abbinano buone doti sia in fase offensiva che difensiva: difficilmente si vedrà l’ex Benevento Sandro (perno di centrocampo) andare in difficoltà proprio perché i due giocatori più tecnici tornano a coprire le posizioni rapidamente.
Sono loro gli uomini più pericolosi insieme al capocannoniere Piatek autentica spina nel fianco delle difese avversarie. Il polacco non corre moltissimo, ma sa fare benissimo a sportellate permettendo alla squadra di salire agevolando gli inserimenti; tira qualunque pallone gli capiti tra i piedi non disdegnando affatto la conclusione da fuori con buonissimi risultati. L’intesa col compagno di reparto Kouamé (una sorta di Niang) è buona e non capita di rado vedere i due scambiarsi la posizione con il polacco vero terminale offensivo supportato, come già detto, da Bessa capace di infilarsi tra le linee sorprendendo le difese avversarie.

foto di Genoa CFC Tanopress

Il Genoa è una squadra che corre, ma soprattutto è una squadra che “picchia” come testimoniato dai difensori centrali spesso alla ricerca dell’anticipo, ma autori di molti falli. Quando un centrale si alza per l’anticipo è Sandro a cercare di fornire più copertura, ma è proprio la cattiva lettura di questa situazione a causare dei problemi ai rossoblu rischiando l’inserimento di un centrocampista avversario o il duetto tra le punte. Nonostante il gol subìto da Kevin Lasagna, è proprio nel gioco aereo che brilla maggiormente la difesa genoana che al contrario tende a subire i cross rasoterra dal fondo con cattive letture e seconde palle in area in grado di fare le fortune degli attaccanti avversari.
L’ultimo tassello è il giovane portiere in prestito dall’inter Andrei Radu. Partito come riserva di Marchetti, le prestazioni dell’ex lazio gli hanno fatto guadagnare la maglia da titolare fornendo inizialmente prestazioni più che rivedibili per poi trovare un rendimento comunque discreto.

Juric ha affermato che cambierà qualcosa per far rifiatare qualche elemento, certamente dovrà fare a meno dello squalificato Romero al centro della difesa e vista l’assenza di Spolli sarà con tutta probabilità il turco Gunter a prenderne il posto. Della linea difensiva genoana Romero rappresenta di certo l’elemento che cerca con maggiore insistenza l’anticipo anche in modo piuttosto irruento. Chissà che la sua assenza non modifichi in qualche modo l’atteggiamento difensivo dei liguri.
Nel complesso il Genoa sa stare bene in campo facendosi sentire fisicamente. Pur avendo tra le proprie doti la capacità di compattarsi rapidamente la difesa soffre gli inserimenti in velocità e i cross rasoterra dal fondo.
La sfida non va sottovalutata, ma è ampiamente alla portata degli uomini di Gattuso chiamati a dar continuità alla vittoria contro la Samp.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.