Lazio-Milan presentazione

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Ritroviamoci

Siamo nel bel mezzo di uno dei periodi più negativi degli ultimi anni, che se la batte solo con il febbraio-marzo 2021. Un Milan brutto, lento, svuotato, senza energia o voglia, senza spunti né gioco o solidità. Dall’85’ di Milan-Roma fino allo 0-3 di Riyad, i disastri si sono susseguiti peggiorando, e non sembrano esserci miglioramenti, idee o possibili soluzioni. Chi per un motivo, chi per l’altro, i giocatori danno l’idea di essere completamente svuotati: ci sono Theo e Giroud reduci dalla batosta al Mondiale, Tomori snobbato dalla sua Nazionale che inanella errori su errori, Diaz e De Ketelaere evanescenti, impalpabili, senza un briciolo di grinta, Messias da cui comunque più di tanto non ci si può aspettare, così come Tatarusanu, eccetera, eccetera, eccetera. Sarà il periodo e le condizioni individuali, ma ciò che è peggio è che il Milan, oltre ciò, non sembra più una squadra coesa, unita, solida, con un obiettivo comune in testa e nel cuore come la scorsa primavera. È tutt’altro Milan, purtroppo.

Come siamo arrivati fin qui può avere tante spiegazioni, alcune razionali, altre meno. La più solida è la spiegazione tecnica: da un anno all’altro hai perso Kessié e lo hai sostituito, di fatto, con Diaz/De Ketelaere. Il Milan ha quindi perso solidità senza, ahinoi, guadagnare pericolosità offensiva. C’è poi la spiegazione psicologica: lo scorso anno hai vinto, le tue avversarie non si sono rafforzate più di tanto (Juve a parte, almeno sulla carta) o si sono indebolite (sempre sulla carta, come il Napoli che perde Ruiz e Koulibaly, oltre Mertens e Insigne) e ti sentì già pronto per il bis Scudetto. Razionalmente, a mio avviso è un mix tra entrambe, con l’aggiunta dell’ immancabile spruzzata di infortuni cronici che flagellano ciclicamente la rosa. Piangere sul latte versato, comunque sia, è inutile. L’unico modo di uscire dal tunnel e cementare quello che è l’obiettivo minimo annuale, vale a dire la qualificazione in Champions, è vincere. La fortuna dei rossoneri è che comunque in questa stagione, Napoli a parte, anche le avversarie dirette stanno faticando a trovare la giusta continuità. E proprio perché stasera si gioca contro una di queste avversarie, la partita vale doppio. Triplo, se ci diamo anche l’obiettivo di ritrovare noi stessi, di ricominciare a correre e di credere di nuovo in noi stessi, come dopo Lazio-Milan dello scorso anno, la svolta della stagione.

Avremo di fronte la seconda miglior difesa di Serie A, con quel Romagnoli che appena qualche mese fa ha alzato da capitano la coppa dello Scudetto rossonera. Una squadra, quella di Sarri, ondivaga e non facilmente leggibile, capace di battere l’Inter e poi pareggiare contro la Sampdoria. La metamorfosi da squadra di Simone Inzaghi a squadra di Sarri non ha portato i risultati sperati, almeno finora. I capitolini puntano sulla qualità di un centrocampo di alto livello e di un attacco che si sposa bene con la mediana, ma nessuno dei due ha finora fatto fare ai biancocelesti il salto di qualità. Per un Felipe Anderson in più, c’è per esempio un Immobile a quota solo 7 reti, un magro bottino per quel che ci ha abituato. Immobile che, tra l’altro, stasera sarà assente. Zaccagni sta dal canto suo ritrovando i livelli di Verona con una discreta continuità, e Lazzari sull’out di destra è definitivamente entrato nelle grazie di Sarri, garantendo prestazioni all’altezza. Probabile formazione (433): Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Milinkovic-Savic, Cataldi, Luis Alberto; Felipe Anderson, Pedro, Zaccagni.

Nel Milan bando a Kjaer, ancora fuori forma e in difficoltà, torna titolare Kalulu. Out Theo per affaticamento, al suo posto Dest a sinistra. A destra in avanti Saelemaekers dà il cambio a Messias. Per il resto, formazione tipo. Probabile formazione (4231): Tatarusanu; Calabria, Kalulu, Tomori, Dest; Tonali, Bennacer; Saelemaekers, Diaz, Leao; Giroud.

Questa è la partita più importante della stagione, almeno finora. Poche chiacchiere, ci aspettiamo fatti tangibili. Non un pareggino per sfangarla, né una vittoria striminzita: più che il segno in schedina giusto, dobbiamo ritrovare noi stessi e il nostro spirito. Possiamo farcela. Forza Milan!

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.