Empoli-Milan Serie A 2018/19 – Presentazione

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E’ già l’ora dei successi obbligati. Dopo il doppio pari contro Cagliari e Atalanta il Milan deve fare il corsaro e saccheggiare Empoli e Sassuolo se vuole guadagnarsi la chance di progredire tranquillamente scacciando i soliti fantasmi. Diversamente sarà il solito panico-paura cui siamo da anni abituati.
Per descrivere il match contro il Cagliari cito questo dato: Casteddu xG 0.25, Milan xG 3.12. Cioè i sardi hanno creato 6 occasioni da rete, l’ultima delle quali al sedicesimo del primo tempo, concretizzando l’unica di una certa portata qualitativa. Il Diavolo ha invece effettuato 20 tentativi, di cui 3 macroscopici, accumulando un disavanzo fra la quantità e qualità di occasioni e gol fatti davvero troppo elevato. Tre punti strabuttati, pensando che persino il Dudelange ha rappresentato una minaccia (statistica) più elevata del Cagliari. Non è però mancata solo la finalizzazione, un altro numero interessante è l’indice di passaggi concessi per azione difensiva (PPDA), una misura grossolana ma indicativa del ‘livello di pressione’ messa all’avversario. Ed è stato pari nell’arco del match: 14.71 passaggi ogni azione difensiva concessi dal Cagliari al Milan, 14.69 l’inverso, con un picco negativo per noi fra il 16esimo e il 45esimo con l’indice fra 20 e 41, per poi scendere nella ripresa, mentre in contemporanea anche il Cagliari ci concedeva comodo possesso. Traduzione: abbiamo aspettato per mezz’ora il Cagliari che ci aspettava; un nonsense.
Contro l’Atalanta sono invece emersi altri problemi. La concretezza è mancata ma abbiamo pur sempre prodotto 4 tiri in porta contro i 6 della Dea, xg 1.8 (più il gol annullato a Jack) contro il 2.92 dei bergamaschi. Eppure abbiamo sostanzialmente dominato il primo tempo, aggredendo a sprazzi fino al 60esimo (PPDA fra 6 e 10, turnover fra Atalanta e noi molto veloce) contro un avversario basso e disinnescato nel gioco; eppure le occasioni toccate a Toloi e Pasalic (33esimo), Zapata (50esimo), Zapata e De Roon (89esimo) oltre alle situazioni che hanno causato i gol sono sintomo di una difesa non buona soprattutto quando la palla è in aria; non si possono subire 8 tentativi negli ultimi 11 metri in casa, c’è qualcosa che non gira a livello organizzativo. Certo Calha e il Pipita potevano chiuderla prima, togliendo ogni dubbio e ogni pressione. It’s a long way to the top…

Assenza pesantissima

Eppure dando un primo sguardo agli indici complessivi della serie A la nostra efficienza realizzativa non è bassa, anzi. Ci è mancato il killer instinct come ha ben scritto l’amico Raoul Duke, ma mediamente (con tutto ciò che significa) possiamo avere ben pochi rimpianti. Piuttosto la difesa deve far pensare; lo stacco xGA (gol attesi concessi) rispetto ai gol effettivamente concessi è solo -1 (xgA 6 e rotti, concessi 7) ma abbiamo il quarto rapporto xG per tiro concessi, dietro a (gulp) Chievo, Genoa e Cagliari. Traduzione: concediamo occasioni nitide. E infatti abbiamo subito gol in ciascuna partita in questo avvio.
Diamo anche a Rino e i ragazzi quel che spetta. Per me questa non è la squadra del finale dell’anno passato e ha più possibilità di ottenere risultati sul lungo periodo. Dove abbiamo lavorato rispetto all’anno passato: dribbling, siamo terzi nella graduatoria media e primi per percentuale realizzativa; c’è più coraggio, l’anno passato eravamo nel pacchetto con le retrocesse. Tocchi in area, siamo terzi, significa che quantomeno ci arriviamo. Nei duelli difensivi abbiamo più qualità, anche se quantitativamente contrastiamo poco. Siamo una squadra molto precisa in tutti gli aspetti del passaggio: i più precisi in generale, sui lanci lunghi (e siamo anche la squadra che ne effettua di più), e anche nei passaggi nella trequarti avversaria, dove siamo noni per numero di palloni giocati ma con un buon numero di filtranti e smarcanti e maggiore qualità rispetto, ad esempio, a Lazio e Fiorentina.
Dove dobbiamo migliorare: siamo primi per offside medi sui 90 minuti, quindi ci manca qualcosa nelle intese; ultimi per falli subiti cosa che avendo buoni tiratori non è il massimo, anche se per quanto riguarda questo aspetto personalmente preferisco che i ragazzi stiano in piedi e continuino, un passaggio di mentalità fondamentale. Ho notato contro l’Atalanta che in un paio di occasioni l’accenno di tuffetto o protestina si è risolto in nulla; forse dopo l’indegno show delle cadute offerto in Lussemburgo da Frignolacci & co qualcuno si è incazzato.
Punti chiave: concediamo in media 16.78 passaggi per ogni nostra azione difensiva, e siamo quarti in questa graduatoria cioè fra le squadre che ‘lasciano giocare’ di più. Facciamo pochissimi falli, 8.63, ultimi. Nei duelli aerei non facciamo bene soprattutto a livello qualitativo. Insomma non siamo intensi né aggressivi, magari per leggerezza mentale ma è bene che lo staff tecnico si domandi se c’è anche altro. Siamo ‘giovani’ e forse un po’ freschi, ma lo sono anche altre squadre. Noi ci specchiamo un po’ troppo nell’ansia di fare brutta figura, e poi la facciamo. Se pensiamo alla negatività eccessiva che contraddistingue noi tifosi, non possiamo non pensare che allo stesso modo anche nei giocatori in certi momenti vengano fuori ansie da prestazione ormai radicate e a volte ingiustificate.
Abbiamo ancora tre/quattro match per dimostrare che non siamo quelli che mollano davanti alle difficoltà, scoraggiando l’atteggiamento di molte nostre avversarie (soprattutto medio-piccole) che preferiscono attenderci e metterci sotto fisicamente per qualche decina di minuti a partita; tanto può bastare. Soprattutto siamo ancora troppo meccanici, il più fantasioso della squadra è Higuain ma non può far tutto lui, e siamo indietro nella capacità di sfruttare i momenti della partita, abilità fondamentale per avere una qualsiasi chance di finire nelle prime quattro.

Dunque andiamo al Castellani con qualche dubbio di troppo. L’Empoli ha vinto un’unica partita all’esordio, rimediando nelle seguenti un pareggio e tre sconfitte. Non ha molti mezzi ma Andreazzoli è un bravo allenatore, preparato ed equilibrato, e lo imposta col 4312 anche se la mancanza del trequartista Zaijc per squalifica potrebbe portarlo ad adottare il 442. E’ una squadra che può fare un buon possesso e tanti passaggi, abbastanza aggressiva; attenzione soprattutto ai tagli e gli inserimenti di Krunic e Acquah (quest’ultimo probabilmente out), favoriti dagli elastici di Caputo che è bravo creare spazio dietro a sé, dinamica osservata in molte azioni pericolose dei toscani. L’altra punta La Gumina è ancora alla caccia del primo gol in serie A, con Mraz pronto ad avvicendarsi o entrare nel tridente se Andreazzoli vorrà osare qualcosa in più. Si rivedranno Matias Silvestre, uomo d’esperienza per la retroguardia empolese, e forse Luca Antonelli; il redivivo ‘figlio di Dustin’, talmente spesso infortunato che non mi riesce nemmeno di considerarlo un ex (o meglio, lo era già da due anni) si è alternato con Veseli in questo avvio di stagione. La Lazio in Toscana ha dominato le occasioni ma non il gioco, rischiando in due momenti specie al 95esimo su centro di Caputo da pochi metri.
Per noi le scelte di Gattuso sembravano ricadere sui soliti, con il possibile innesto di Laxalt a sinistra per Rodriguez o Calha e forse la defezione di Calabria per febbre che avrebbe obbligato ad un altro utilizzo di Abate (ma la tremenda circostanza sembra essere scongiurata). Tuttavia per un problema all’adduttore non sarà della contesa Higuain, al suo posto speriamo possa rientrare San Patrick e in buona forma altrimenti saranno esperimenti.
Forza e coraggio, parola al campo.

Larry

I dati statistici sono ottenuti in collaborazione con Wyscout.com

 

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.