Milan-Dudelange Europa League 208/19 Fase a gironi – Presentazione

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Inutile stare a parlare del Dudelange. La squadra del Lussemburgo è ben messa in campo ma composta da giocatori di livello basso/bassissimo, all’andata ha messo in campo tutto il possibile davanti al proprio pubblico come anche contro l’Olympiakos bloccato sul pari fino al 66esimo (poi vincitore 2-0); a San Siro verrà a fare un gita, al netto di eventi letteralmente epocali. I contenuti tattici saranno inesistenti, come quelli dell’andata, come quasi sempre quando squadre di livelli diversissimi si scontrano; conterà solo vincere passando una serata tranquilla, in questo l’andata fu un fallimento visto il nervosismo serpeggiante sul terreno di gioco già dopo i primi venti minuti. Nel gran rimescolamento di uomini che vedremo spero restino a riposo Kessie, il cui logorio è evidente, e Calhanoglu; mentre mi auguro l’impiego di Bertolacci, che da qui a gennaio volenti o nolenti troverà spazio quindi meglio farlo girare un po’. Potrebbe esserci un’occasione per Halilovic e Simic. I due sono stati ‘invocati’ da molti già per la sfida di Roma, agitati dall’impiego ‘fuori ruolo’ di RR e Abate, e dalla forma non eccelsa del turco; mi auguro che l’andamento della gara abbia ricondotto alla ragione. L’ex enfant prodige croato e l’ultimo residuo degli scambi ‘plusvalenti’ col Genoa di Preziosi possono tornare utili ma non devono essere gettati nella mischia della serie A a cazzo. Poco importa che il numero 77 sia il 10 della Croazia Under-21, numero indossato nel recente passato da Coric e Rog (che comunque vedono raramente il campo), ma pure da Dejan Glavica, Antonini Culina, Nikola Moro. Chi??? Appunto. Nel calcio europeo il ragazzo è un enne-enne, e non va gettato nella mischia in emergenza specialmente se ha davvero delle qualità da esprimere. Il 23enne ceco invece è stato titolare a Crotone nel novembre scorso per qualche gara, ma dopo l’esonero di Nicola per i cattivi risultati ha giocato solo 50 minuti; vista la delicatezza del ruolo meglio andarci molto piano. Contro il Dudelange potrebbero provare il primo assaggio di Milan, potremmo pure rivedere Josè Mauri per una serata alquanto folkloristica.

Dico la mia sul match contro la Lazio: 1 punto guadagnato, al costo del giramento di palle finale. L’emergenza totale è stata affrontata con preparazione e attenzione. E’ mancata freddezza davanti alla porta in alcuni momenti, Calhanoglu si conferma abbastanza sciagurato nella realizzazione dall’area di rigore, ma nel complesso si sono viste cose decenti dopo i primi 10 minuti inquietanti. Bakayoko si conferma il più in palla del momento, con tendenze cleptomani e verticali, a un tocco, che danno l’impressione di essere uscite da un mondo calcistico diverso rispetto al nostro consueto piattume. La Lazio ha tirato cinque volte in porta, tre dopo il nostro gol, in forcing; non male per un Milan che doveva prenderne sette senza passare la metacampo. C’è rammarico per i cambi non fatti; un rimpianto a posteriori: francamente non me ne ero nemmeno accorto sul momento, né posto il problema durante il finale di partita. Purtroppo mi trovo in questi dettagli troppe volte in sintonia con Gattuso, troppo coinvolto emotivamente, a volte ingenuo; lui se ne deve accorgere. Va bene non cambiare nulla dietro, ma davanti serviva brio e ossigeno per affondare negli spazi lasciati dai biancocelesti e costringere i laziali a guardarsi le spalle e/o allungarsi. Correa ha comunque fatto un gran gol, un bel gesto individuale, c’è poco da fare.
Se lo stesso piglio e la stessa attenzione verranno messi anche nelle sfide prossime ci toglieremo qualche soddisfazione, ma attenzione perché l’emergenza rimane assoluta e non bisogna dare nulla per scontato. Sarà un dicembre di lotta e sofferenza a prescindere dall’avversario.

NO COMMENT

Chiaramente noi giochiamo con un regolamento diverso dagli altri per alcuni aspetti, questo mi pare assodato. Siamo ultimi per numero di falli commessi, ma solo sestultimi per cartellini gialli; Inter, juventus e Atalanta che hanno commesso 30/40 falli in più hanno subito meno provvedimenti disciplinari. La Lazio commette 11 falli, noi 5, ma usciamo dal campo con gli stessi ammoniti. E questo alla lunga pesa, anche perché l’indicazione di contenere ma non colpire mi pare proprio dettata dal tecnico, è una scelta che nell’insieme può avere del senso come ad esempio concedere meno calci di punizione dal limite o, appunto, subire meno provvedimenti disciplinari. Ma al primo fallo: taaac. E questo ci penalizza. Per non parlare delle proteste.
Da LazioNews24: “Questa Lazio ha troppo cuore e, a volte, perde la ragione. Tanto da essere la squadra con più ammonizioni per proteste verso l’arbitro: ben 7 da inizio campionato. A riferire il curioso dato è il Corriere dello Sport che evidenzia come i due giocatori con l’animo ‘più acceso’ siano Immobile e Luis Alberto: due gialli a testa, gli unici in Serie A. A seguire il temperamento biancoceleste, c’è il Milan con 6 cartellini, poi Roma e Bologna con 3”.
Tuttavia a sfalsare la ‘media’ della Lazio c’è proprio la sfida contro di noi: 0 gialli per proteste, solo un rosso ritardatario alle buffonate di Inzaghi, iniziate ben prima del suo allontanamento. Ad uscire con il giallo per proteste è solo Donnarumma, reo di…nulla…
Higuain è stato giustamente criticato e squalificato per la sua scenata, ma che dire di Immobile, Parolo, Luis Alberto che hanno iniziato a lamentarsi e sbraitare al minuto 1 e finito al minuto 93? Beh per loro niente critiche perché l’arbitro non li ha nemmeno richiamati. Immobile! Ci crediamo che non è stato ammonito? Un indemoniato. Uno che si è gettato a terra in area almeno due volte, rialzandosi urlando, sbracciando, smoccolando all’arbitro. A quanto pare, anche visti i record, solo contro di noi può fare il bamboccio ad ogni contatto e uscire impunito.
In un anno dove finalmente ce la possiamo giocare queste cose iniziano francamente a sommarsi e infastidire.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.