Europa League sedicesimi – Presentazioni squadre seconda parte

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Dopo il pezzo introduttivo e le prime 8 squadre, procediamo con le presentazioni di altre 8 formazioni che si contenderanno l’Europa League 2017/18.

Stemma grandioso per la sorpresa d’Europa

Ostersund FK – Il club svedese fondato nel 1996 da una fusione fra varie realtà locali ha per simbolo un falco dorato che spiega le ali su sfondo rossonero, colori ispirati proprio all’AC Milan. Cazzuto come l’ascesa della formazione dello Jamtland, che ha come protagonista il tecnico Graham Potter, ex calciatore inglese che nel 2011 venne contattato dagli svedesi mentre allenava la squadra dell’Università di Leeds. L’Ostersund ottiene due promozioni consecutive e nel 2013 disputa già la serie cadetta svedese. Nel 2015 raggiunge l’Allsvenskan dove ottiene un 8° e un 5° posto al termine di questa stagione (conclusa ai primi di dicembre) e vince la Coppa di Svezia 2016/17 approdando in Europa. In questa prima campagna: 12 match, 7 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte con vittime illustri come Galatasaray, PAOK e Herta ai gironi. Lo stadio è un buco ghiacciato dove la neve viene spalata a mano dagli spettatori prima dell’incontro. La squadra è un organizzato crogiolo ultra-multiculturale; ben metà della rosa è composta da africani o svedesi di origine africana, o svevo-iraniani come l’attaccante Saman Ghoddos, nato a Malmo ma che ha scelto l’Iran (con cui andrà ai Mondiali); qui golazo contro lo Zorya, ma ha castigato con supergol anche Galatasaray e PAOK. Svevo-iracheno invece il capitano Brwa Nouri; completano il melting pot il comorense Fouad Bachirou, centrocampista brevilineo e duttile cresciuto nel PSG, il greco-svedese Papagiannopoulos, centrale fisico di sorprendente grande rendimento, e il laterale inglese Curtis Edwards, ex accademia Boro finito a giocare in terza divisione svedese all’Ytterhogdals e da lì consigliato dal suo giovane tecnico a Potter. Pare che ognuno dei giocatori di questo piccolo club abbia storie incredibili da raccontare; forse ne vogliono una in più. Indiscutibilmente squadra-simpatia.
Curiosità: il primo DS dell’Ostersund era molto amico di Roberto Martinez, attuale CT del Belgio allora allo Swansea; gli svedesi diventarono club satellite dei Cigni accogliendo qualche giovane in prestito per un paio di stagioni.
Valore della rosa secondo Transfermarkt: 12,63 mln

Lo stadio dell’Ostersund prima del match contro lo Zorya

Arsenal – Jamie Redknapp, ex centrocampista di Liverpool e Tottenham, da opinionista di Sky Sport ha recentemente dichiarato che questo Arsenal è il peggiore che abbia mai visto. Dopo un decennio a guerreggiare con lo United, e un altro ai margini della bagarre per il titolo inglese ma sempre entro le prime 4, i londinesi sembrano decaduti dalla lussuosa posizione di rendita che occupavano. Ormai per il secondo anno di fila sono scarse le possibilità che centrino una delle prime quattro posizioni del campionato. Rimasti in corsa in Coppa di Lega, che non vincono dal ’93, ed eliminati dall’FA Cup dal Forest, ecco che i biancorossi potrebbero riversare le proprie energie sul trofeo europeo; cosa che finora Wenger si è guardato dal fare schierando le riserve nel girone, comunque agevolmente passato contro un BATE tragico, Colonia in crisi e una Stella Rossa piatta. Le conseguenze di un eventuale secondo anno fuori dalla Champions potrebbero essere dure per un club abituato a spendere serenamente 50/100mln di euro a sessione ormai da un decennio, e soprattutto da sempre forte nel sedurre talenti che potrebbero anche accasarsi altrove ma inesplicabilmente ‘vogliono’ l’Arsenal. Una seduzione dovuta anche alla costante presenza nell’elite europea dal 1998, crediamo. Arsene Wenger quest’anno ha ripreso il lavoro iniziato a metà della stagione precedente, adeguando il suo credo tattico alla moda del momento: 3-4-2-1 quasi à la Conte. Cech in porta, nei tre dietro in teoria Koscielny, Monreal e Mustafi, ma il tecnico continua a mescolarli fin dalle prime partite e nelle ultime ha preferito inserire due classe ’95, Calum Chambers e Rob Holding. Nell’ultimo turno è tornato a 4 dietro; insomma, una discreta confusione. Esterno inamovibile a destra: Hector Bellerin; a sinistra Kolasinac (attualmente alle prese con fastidi alla caviglia) o il 21enne Maitland-Niles messosi in luce proprio in Europa. Al centro del campo la regia di Xhaka non è sicura come ai tempi del Gladbach, dove le prestazioni erano di tutt’altro spessore specie in interdizione; Ramsey dovrebbe essere l’interno più offensivo titolare, ma ecco che Jack Wilshere pare aver ritrovato il posto proprio grazie alle buone prestazioni in EL. In avanti il tridente Ozil-Sanchez-Lacazette (19 reti e 12 assist in tre) è stato scomposto dal mercato, col cileno in partenza per uno scambio con Mkhitaryan; la fase offensiva dei Gunners dovrà essere rivista. Anche Theo Walcott ha lasciato Londra in gennaio, destinazione Everton, aveva ben fatto in Europa League; spazio dunque ad Alex Iwobi come primo cambio. Le ultime di mercato danno i Gunners forti su Aubameyang, che sarebbe un grande acquisto. Anche senza il gabonese la squadra rimane complessivamente temibile, ma la crisi ‘di sistema’ è evidente. Come detto in Europa hanno giocato perlopiù giovani e accantonati come Coquelin o Giroud, ma Wenger non sottovaluterà i turni a eliminazione diretta una volta tanto che può giocarsi, in teoria, un obiettivo di prestigio senza sforzi sportivi che sono sempre stati al di fuori della portata dei londinesi.
Curiosità: l’Arsenal giunge da una serie di otto eliminazioni consecutive agli ottavi di Champions, il primo turno ad eliminazione diretta della competizione.
Valore della rosa secondo Transfermarkt: 485.9mln

Real Sociedad – Andamento altalenante per i baschi finora, 15esimi in Liga. 433, possesso, posizione e gioco sulle fasce sono il credo di Eusebio Sacristàn che ha plasmato una squadra capace di una media di oltre il 55% del possesso palla a partita, con il 78% delle azioni che si sviluppano sui lati, spesso da lancio lungo o verticalizzazione. La Real non è però uno sciatto passaggiodromo o un team con un approccio monotematico; la scorsa stagione è stata una delle migliori squadre per organizzazione tattica in Europa e in teoria disporrebbe ancora di un mix di giocatori di buon livello, che si complementano e giocano insieme da anni. Ma qualcosa comunque al momento non sta decisamente funzionando. Il sistema di gioco poggia sull’intelligenza e la capacità di passaggio del regista Asier Illaramendi (73 passaggi, 86% precisione, 3 assist in Liga), e dei centrali di difesa Diego Llorente e Inigo Martinez (attualmente infortunato), che anche in fase difensiva assicurano qualità. I terzini Odriozola e Rodrigues, con 6 assist complessivi, sono molto coinvolti nella manovra; lo spagnolo nativo proprio di San Sebastian ha margini di crescita, anche se al momento è troppo leggero in fase difensiva. Mezzala destra l’idolo de los Txuri-urdinak Xabi Prieto: nativo anche lui di San Sebastian, tutta la carriera in biancazzurro, oltre 500 presenze e 73 reti e 44 assist negli ultimi 7 anni; a sinistra l’altro veterano Zurutuza o il giovane Zubeldia, anche lui talento casalingo. Al centro dell’attacco Willian Josè, forte centravanti brasiliano, con buon volume di tiro, passaggio e colpo di testa; è a quota 9 centri in Liga e 5 in EL (qui il suo intelligente gol contro il Barça, su cross del solito Xabi Prieto). Sulle ali spazio a destra a Adnan Januzaj, fu fenomeno, abbandonato dallo United; la passata stagione il compito di creare scompiglio spettava a una altro anarcoide, Carlos Vela, ora è il belga-albanese a provarci con 2.4 dribbling a partita (ben 6 in Europa), 2.5 falli guadagnati, 1.4 passaggi chiave a partita, 2 reti e 3 assist. A sinistra cresce il fenomeno locale, secondo i baschi il migliore dai tempi di Griezmann, Mikel Oyarzabal; il piedone (47 di piede, ma solo 1,80 di altezza) può giocare su ambo le corsie, o sinceramente in qualsiasi altra posizione offensiva. E’ intelligente, aggressivo, mai statico; può e deve migliorare il ritmo di gioco, ma ha già la caratteristica ‘da grande’ di incidere tanto senza eccedere. Nelle due competizioni è già a quota 8 reti e 4 assist, se c’è qualcuno che può trascinare la Real prima magari di strappare un grande ingaggio altrove, è lui. Da menzionare il ‘jolly’ Sergio Canales, ex Real Madrid e Valencia, impiegabile nei tre al centro o davanti, fra i top dell’EL con ben 5 assist. I baschi visto il pessimo andamento in campionato potrebbero concentrarsi sull’Europa.
Curiosità: ben 14 dei 22 giocatori utilizzati quest’anno da Eusebio sono usciti dal settore giovanile, e solo il 17% della rosa non è spagnolo.
Valore della rosa secondo Transfermarkt:
172mln.

Red Bull Salisburgo – Gli austriaci hanno mancato la Champions a causa di un doppio pareggio molto stretto contro il Rijeka, dominato in ambo le gare; sono approdati in Europa League rifilando 7 reti in aggregato ai campioni di Romania, poi sono usciti primi e senza sconfitte dall’insidioso girone con Vitoria Guimaraes, Konyaspor e Marsiglia. In venti partite stagionali hanno subito una sola sconfitta e hanno una differenza reti in campionato di +26, anche se al momento hanno davanti lo Sturm Graz. La rosa è fra le più giovani: nemmeno 24 anni di media. La squadra è il modello di riferimento del ‘sistema Red Bull’: giovane, tatticamente reattiva, aggressiva, dinamica in ogni fase dell’incontro; costruita investendo per prospetti e talenti, senza però sacrificare gli obiettivi sportivi. I talenti più interessanti sono Diadie Samassekou e Amadou Haidara, 21 e 19 anni, titolari del centrocampo dei campioni d’Austria ed entrambi lanciati dal FC Liefering ovvero il club di seconda divisione sempre proprietà Red Bull, che assolve un po’ la funzione di ‘squadra B’ che il Salisburgo ha per il Lipsia; potrebbero seguire lo stesso percorso appunto di Laimer, Naby Keita, Upamecano, Bernardo giusto per citare alcuni talenti cresciuti in Austria e passati in Germania. Fondamentale anche Valon Berisha, nato a Malmo ma di nazionalità kosovara e norvegese; quest’anno già 7 gol e 7 assist, gioca mezzala. A guidare la difesa il 21enne croato Duje Caleta-Car, che insieme a Paulo Miranda compone una coppia molto forte di testa e di fisico. Davanti i talenti sono il 22enne giapponese Minamino e il 18enne Hannes Wolf, miglior giocatore della scorsa Youth League che il Salisburgo ha vinto; il rifinitore è l’israeliano Munas Dabbour, 17 reti e 7 assist quest’anno. Formazione piacevole e solida, da non sottovalutare.
Curiosità: l’allenatore Marco Rose prima di essere promosso in estate a tecnico della prima squadra ha seguito per due anni la Under-16 e per due la Under-18, vincendo la competizione continentale di categoria; la sua prima esperienza da coach fu curiosamente alla Lokomotiv Lipsia, ‘cugina’ de facto del Red Bull Lipsia.
Valore della rosa secondo Transfermarkt: 50,50mln

OGC Nizza – Dopo un sorprendente campionato i rossoneri di Lucien Favre hanno attraversato un brutto momento di crisi culminato a fine novembre con uno 0-5 a Lione che ha fatto vacillare la panchina dello svizzero. In Europa è stato impossibile il passaggio delle eliminatorie in Champions: troppa disparità col Napoli; in Europa League comunque i nizzardi hanno approfittato di un girone ‘morbido’ con la Lazio come unica avversaria di spicco. Nel duttile schema tattico basato su equilibrio difensivo, passaggi e velocità sulle fasce ha particolare peso Jean Michel Seri, che insieme a giocatori come Jorginho, Verratti e Fernandinho è fra i principali giocatori in Europa per numero di passaggi e precisione (media 88.1/90.5%; addirittura 101/93.7% in EL), e fra questi è quello che offre più passaggi chiave a partita; fondamentale anche il giovane Allan Saint-Maximin, seconda punta o ala con grande capacità di dribbling in grado di giocare su ambo le fasce, anche se ancora grezzo nella tecnica e nella disciplina. Non hanno funzionato gli inserimenti degli esperti Jallet e Sneijder, attualmente inutili, ed il capitano Dante non è certo migliorato col tempo; con Koziello in fase interlocutoria stanno emergendo i nuovi acquisti Tameze e Lees Melou, autore di 5 assist quest’anno e primatista di squadra insieme al sempre utile Alassane Plèa. Determinanti per la rapida risalita in classifica le reti di Mario Balotelli, a caccia di un nuovo ingaggio (o inganno, se preferite) vista la scadenza a giugno; con 16 reti stagionali conferma grande prolificità.
Curiosità: il Nizza ha una scarsissima storia europea; ha partecipato per due volte alla Coppa dei Campioni negli anni ’50 (battuto dal Real ai quarti), una apparizione in Coppa Coppe e due in UEFA senza passare il primo turno. Nelle due precedenti presenze in EL è stato eliminato ai preliminari nel 2013 e ai gironi lo scorso anno.
Valore della rosa secondo Transfermarkt: 124,50mln

Aleksey Miranchuk ha condotto i suoi alla vittoria in Coppa di Russia

Lokomotiv Mosca – i ‘ferrovieri’ sono primi in campionato, fermo per la sosta, con ben 8 punti di vantaggio; e piazzarsi davanti a potenze economiche come Zenit, Spartak e CSKA è certamente una grossa impresa. Il coach è Yuri Semin, già guida del club dal 1992 al 2005 periodo in cui la Lokomotiv ha vinto 9 dei suoi 13 trofei, fra cui i due campionati in bacheca finora. I russi hanno iniziato la stagione schierandosi a 3 in difesa, ma l’adattabilità della rosa ha permesso al tecnico di plasmare ora un 4-2-3-1/4-4-2 con poche variazioni di uomini che sta macinando risultati anche in Europa. Quasi intoccabili i due centrali Pejcinovic e Kvirkvelia, a destra spazio per Ignatjev (al momento uno dei migliori terzini dell’EL); centrocampo esperto con Denisov, Tarasov o Klomeytsev: età media alta e concretezza. Essenziali in avanti Manuel Fernandes, centrocampista completo spesso in azione a sinistra, e Aleksey Miranchuk, uno dei migliori talenti emergenti in Russia in grande crescita quest’anno; la tecnica per diventare un giocatore di grande livello c’è tutta. Nella squadra gioca anche il gemello Anton, suo discreto omologo. In avanti oltre all’oggetto misterioso Ari la Lokomotiv può schierare Edèr, il giustiziere della Francia agli Europei, ma il titolare fisso resta l’inossidabile peruviano Jefferson Farfan, che dopo la lunga militanza allo Schalke04 sembrava aver abbandonato l’Europa per la ‘pensione’ negli Emirati ma a Mosca ha già siglato quest’anno 12 reti e 6 assist (qui doppietta e assist nel big match contro lo Zenit), motivato anche dalla partecipazione della sua Nazionale ai Mondiali.
Curiosità: nella Champions 2002/03 la Loko incrociò il Milan, al secondo girone; l’ostica formazione guidata anche allora da Semin fu regolata 1-0 in entrambe le gare: rigore di Rivaldo a Mosca, tap-in di Tomasson dopo tiro di Inzaghi a Milano. L’anno seguente giunsero fino agli ottavi dopo aver eliminato nei gironi Dinamo Kiev e Inter.
Valore della rosa secondo Transfermarkt:
63mln

La ‘vera’ Steaua. Non si sa se stiano presentando il nuovo allenatore o preparandosi per un’evacuazione

FCSB Eliminati (di brutto) dallo Sporting al preliminare Champions, non dominatori né in campionato né nel girone di EL da cui sono usciti al pelo dopo due sconfitte contro Beer Sheva e Viktoria Plzen. I talenti sono Budescu, più che altro nei piazzati (qui in gol da corner contro la juventus tarocca di Bucarest; no, non volevo che vedeste realmente questo gol, ma la juve fuffa) e Florin Tanase, 22 anni e capitano, che insieme a Dennis Man o Florinel Coman, entrambi 19enni, compone la coppia di esterni a supporto del franco-senegalese Gnohèrè, il rifinitore; ma la Steaua ha diverse alternative di mestiere come l’ex Inter e Bologna Denis Alibec e il 37enne Felipe Teixeira. Dalla cintola in giù spazio ad esperienza e fisico. La sensazione è che la Lazio si troverà davanti un’avversaria poco più che rocciosa e dovrà fare attenzione più che altro ai calci da fermo e la ruvidità dei romeni.
Curiosità: il 31 marzo scorso l’Alta corte di cassazione ha vietato l’uso del nome ‘Steaua’ su ricorso del Ministero della Difesa, contrario allo sfruttamento del marchio da parte dell’imprenditore proprietario del club, Becali; una formazione dal nome Steaua Bucarest, gestita dall’esercito, è ripartita dalla quarta divisione, mentre l’attuale club rossoblù è denominato ufficialmente FCSB (acronimo di Fotbal Club Steaua Bucuresti). La federazione romena non riconosce all’FCSB i titoli vinti prima del 1997, anno dell’acquisizione da parte di Becali; l’UEFA invece si.
Valore della rosa secondo Transfermarkt: 26,90mln

Lazio – Biancocelesti tutto-per-tutto su un quarto posto molto sorprendente, o pronti a giocarsela anche in Europa? Finora non hanno avuto questo problema, grazie ad un girone facile che ha permesso turnover. Il duttile 352 di Simone Inzaghi funziona a meraviglia, purtroppo per noi che dovremo scontrarci con gli aquilotti tre volte in un mese. Solida la difesa, con De Vrij a guidare con piede intelligente e personalità un reparto composto da Radu e a rotazione Bastos, Wallace o Patric; insomma non Nesta, Pancaro e Mihajilovic ma altamente organizzati. A centrocampo Parolo con ben 4 gol e 5 assist regna nel suo habitat; incredibile lo stacco fra quando veste biancoceleste e azzurro. Ai fianchi Lulic abbina esperienza e concretezza, Marusic ha strappato il posto a Basta con prestazioni di livello. Lucas Leiva interpreta bene il suo ruolo principalmente di rottura, mentre Milinkovic-Savic spacca le difese con qualità e fisico; il serbo è sempre al centro del gioco, ha compiti di inserimento che assolve con capacità fuori dal comune, finalizza le azioni con precisione e cattiveria. È uno dei maggiori talenti europei, un box-to-box favoloso che diverrà preda del migliore offerente (o purtroppo della juve, se Lotito avrà interesse a guadagnarci meno in dinero e più in qualcos’altro). Mancando Felipe Anderson ecco spuntare un’altra grande sorpresa dal cilindro di Igli Tare: Luis Alberto; innegabilmente la rivelazione della serie A con 7 reti (alcune sublimi) e 8 assist, lo spagnolo con 2.7 passaggi chiave a partita, 2.3 dribbling, 2.2 tiri e quasi 50 passaggi (tanti per una seconda punta) è il miglior giocatore del campionato secondo il ranking di Whoscored.com. Cosa dire poi di Ciro Immobile? Solo Kane nei maggiori campionati ha realizzato tanti gol quanto l’attaccante della Lazio, a quota 20 in serie A e 26 totali, più ben 9 assist; numeri clamorosi, solo parzialmente gonfiati da exploit tipo quello contro la SPAL. In Europa League ha ben figurato anche la sua riserva Caicedo.
Curiosità: la Lazio in Coppa UEFA/Europa League ha raggiunto una finale e una semifinale; le ultime squadre ad eliminarla sono state due ‘outsider’: lo Sparta Praga nel 2015/16 e il Ludogorets nel 2013/14.
Valore della rosa secondo Transfermarkt: 267,75mln

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.