Europa League sedicesimi – Presentazioni squadre ultima parte

635

Completiamo le mini-presentazioni dei club rimasti in gara per l’Europa League. Potete trovare le puntate precedenti a questi link: introduzione, prima, seconda, terza parte.

Stella Rossa – Il club belgradese è giunto alla fase eliminatoria praticando un calcio difensivo ed essenziale, segnando tre sole reti nei gironi, incassandone due. Grande merito dunque alla coppia centrale formata da Vujadin Savic e Damien Le Tallec, protetti in avanti dai mediani Mitchell Donald e Nenad Krsticic, ex Samp e Bologna. Alle spalle della punta giocano Srnic, il gabonese Kanga e l’ex primavera romanista (e testa calda) Radonjic che costò a Sabatini ben 4 milioni ai tempi (3 di commissione all’agente Ramadani); non il massimo della creatività. In avanti spazio a Richmond Boakye, passato da prodigio per Genoa, Sassuolo (con zampa juve) e Atalanta, finito poi al Roda e a Latina; in Serbia ha trovato il rilancio: con la Stella Rossa è a quota 38 gol in 47 partite, in due anni, più 4 assist. Meno spazio in Europa per l’altro attaccante Aleksandar Pesic, anche lui ex Atalanta, che è però il capocannoniere di stagione della squadra.
Curiosità: l’olandese Mitchell Donald, che fu promettente under-20 nell’Ajax, ha quest’anno superato le 100 presenze in biancorosso e in estate è stato nominato Capitano; è il primo straniero nella storia della Stella Rossa a ricevere la fascia. 
Valore della rosa secondo Transfermarkt:
21,25mln

Il portiere Igor Akinfeev (qui su Andrè Silva in Confederations) sempre chiamato agli straordinari; è un pilastro del CSKA

CSKA Mosca – I rossoblù hanno salutato la Champions nonostante tre vittorie, di cui due sul Benfica; in campionato non stanno facendo bene, sono quinti, ma sono squadra solida e con possibilità di avanzare in Europa visto il turno non proibitivo. Il CSKA punta sulla difesa a 3 costituita quasi interamente dalla ‘Vecchia Guardia’: portiere Akinfeev, centrali i gemelli Aleksej e Sergei Berezutskiy, Sergei Ignashevich o Viktor Vasin; retroguardia datata ed esperta ma a quanto si dice non solidissima. La duttilità dei centrocampisti ed attaccanti consente a Goncharenko di schierare un centrocampo a 5 con 2 mezzali molto offensive e 2 punte, oppure a 4 con 2 trequartisti e 1 ariete. Molto importante per la variazione di sistema è Pontus Wernbloom, che può giocare al centro delle due mezzali come mediano/incursore oppure come punta di peso, come accaduto nelle ultime 5 gare di campionato e in Champions. Inamovibile anche Aleksandr Golovin, che ad ascoltare le voci si accaserà presto in Premier, 21enne mezzala offensiva; l’altra mezzala è l’israeliano Bibras Natkho, esperto centrocampista con lunga militanza in Russia che qualcuno ricorderà per essere stato nelle mire di Galliani in fase di scadenza contrattuale col Rubin Kazan nel 2014. Le corsie laterali sono occupate a sinistra da Schennikov e a destra da Marìo Fernandes, nato a Sao Caetano ma naturalizzato russo, pedina fondamentale del CSKA ed anche dei padroni di casa del prossimo Mondiale; dotato di buona accelerazione, con 2.6 contrasti e 2.6 duelli aerei vinti a partita è importante in interdizione. In avanti, dietro o ai lati di Wernbloom, o in coppia, l’eterna ‘promessa’ ormai quasi 28enne Dzagoev e il brasiliano Vitinho, temibile per volume di tiro, capacità di dribbling, vena realizzativa. Nel mercato invernale è tornato a Mosca Ahmed Musa, precedentemente acquistato dal Leicester; l’attaccante nigeriano proverà a riscattarsi dopo una stagione e mezza in Inghilterra totalmente insufficiente.
Curiosità: Akinfeev, i gemelli Berezutskiy e Ignashevich erano in campo con la maglia rossoblu del CSKA anche 13 anni fa a Lisbona, quando il CSKA sconfisse 3-1 lo Sporting nella finale di UEFA. Il portiere (31 anni) e il capitano Ignaschevich (38) hanno disputato assieme oltre 500 partite; con i Berezutskiy sfiorano le 400.
Valore della rosa secondo Transfermarkt:
102,3mln.

Spartak MoscaL’anno scorso, dopo 13 anni senza titoli, lo Spartak guidato da Carrera ha vinto il campionato. Quest’anno a 8 giornate dal termine, in pausa, accusa 8 punti dalla Loko ma è in serie positiva da 13 turni (8 successi); in Champions dopo aver strappato un pari al Liverpool e annichilito il Siviglia 5-1 è comunque uscito malamente, incassando 7 pere ad Anfield. Il 4-2-3-1 del tecnico italiano è ben definito negli uomini chiave. Anzitutto Fernando e Glushakov davanti alla difesa, giocatori che si complementano bene, con l’ex doria fondamentale in interdizione e costruzione, 66 passaggi e ben 10 lunghi a partita. Il deus ex machina dei biancorossi è il nazionale olandese Quincy Promes (qui 2 gol e 2 assist contro il Siviglia in Champions), a quota 60 reti in 4 stagioni, utilizzato perlopiù come ala sinistra ma all’occorrenza anche come destra o punta; 3.1 passaggi chiave, 1.8 cross, 6 assist, 3.8 tiri in porta e 1.5 dribbling a partita. Lo Spartak lo sta trattenendo a fatica. A beneficiare del talento dell’olandese al centro dell’attacco troviamo il nostro amato Luiz Adriano, che in Russia ha numeri prevedibilmente ben differenti che in Italia; proprio per questo non si capisce perché i moscoviti abbiano beneficiato del regalo del cartellino + buonuscita al calciatore: una delle operazioni meno chiare del Condor, frettoloso nel regalare il cartellino e 3 milioni di euro al brasiliano poco prima del closing, dopo averne regalati 8 allo Shakthar e 6 al suo agente l’anno precedente. Idolo della Torcida è Salvatore Bocchetti; peggio per loro, che vi devo dire. Riserva di lusso è Mario Pasalic, entrato nella storia del Milan col rigore di Doha, che in Russia fatica a trovare spazio da titolare in quanto come abbiamo avuto modo di vedere dotato di eccellenti capacità di incursione…e basta, perché con la palla fra i piedi è poco più che banale. Nel mercato invernale i moscoviti hanno investito 8 milioni per il trequartista franco/algerino Hanni, prelevato dall’Anderlecht.
Curiosità: l’ultima partita dello Spartak in EL risale all’agosto 2013, e fu una scioccante sconfitta per 2-4 in casa contro l’FC San Gallo; i russi furono eliminati al preliminare.
Valore della rosa secondo Transfermarkt:
124,10mln.

L’idolo dei baschi biancorossi, Aduriz, litiga nel derby con l’idolo dei baschi biancoazzurri, Inigo Martinez. L’Athletic ha però pagato la clausola assicurandosi le prestazioni del bravo centrale

Atletico BilbaoIl club basco sotto la guida di Ernesto Valverde ha vissuto un periodo di grande lustro; dopo la partenza del coach per Barcellona alla guida dei Leoni è giunto dalla squadra B ‘Cuco’ Ziganda, e le cose non stanno andando per il verso giusto. A parte la clamorosa eliminazione dalla Copa del Rey per mano del Formentera i biancorossi sono incastrati nella metà destra della classifica. In EL dopo un pari contro Herta e Ostersund e un clamoroso k.o. contro lo Zorya, i baschi si sono ripresi centrando i sedicesimi con autorevolezza. Il turnover Liga-EL è stato cortissimo. Il 4-2-3-1 prevede l’impostazione dalla difesa con i giovani Laporte e Unai Nunez come maggiori passatori di squadra, con davanti Iturraspe e San Josè o Rico ad aiutare, anche in fase difensiva dove finora il Bilbao è parso facilmente aggredibile in transizione; con la cessione di Aymeric Laporte per 65 milioni al City l’Athletic non si è fatto sorprendere andando a rilevare Inigo Martinez dalla Real Sociedad, giocatore con caratteristiche simili al ceduto. In avanti spazio all’esperienza con l’ex Atleti Raul Garcia, che l’Europa League l’ha già vinta nel 2009, l’anno scorso protagonista con 11 gol e 7 assist in tutte le competizioni e quest’anno un po’ più in difficoltà; a destra il capitano Susaeta, e in avanti Aritz Aduriz: 37 anni, già nuovamente in doppia cifra reti stagionale (per il sesto anno di fila), già 5 reti nei gironi in EL. Un pericolo costante in area di rigore, soprattutto in transizione, sui piazzati e di testa; gran rigorista anche, un finalizzatore ‘alla Inzaghi’ che nelle gare ad eliminazione può risultare letale. Finora un po’ sotto le aspettative, probabilmente eccessive, la stagione del ‘basco nero’ Inaki Williams; l’idolo locale pur confermando abilità e potenziale e tutto sommato fornendo discrete prestazioni sta faticando particolarmente a caricarsi la squadra; non ha brillato nemmeno in EL. Ha comunque tutto per riprendersi e stupire.
Curiosità: Aduriz è il miglior marcatore della storia del Bilbao nelle coppe europee con 31 reti; il secondo è Fernando Llorente con 16. E’ stato anche, nel 2016, il primo giocatore ad aver realizzato 5 reti nella stessa partita di Europa League, competizione di cui è il secondo miglior realizzatore in assoluto.
Valore della rosa secondo Transfermarkt:
172,90mln.

Tanguy Ndombelè, Houssem Aouar, Lucas Tousart: il centrocampo del Lyon, il futuro della Francia

Olympique Lyonnaise – ll club allenato da Genesio proverà certamente ad avanzare verso la finale, che si giocherà nell’impianto di casa dell’OL. In Ligue1 si sta giocando solo la seconda piazza, nonostante lo scalpo del PSG preso a fine gennaio e dè reduce da due sconfitte consecutive. Il 4-2-3-1 (o 4-3-3) dei transalpini è molto definito, la squadra sa tenere e circolare la palla, esprime il suo meglio con attacchi nello spazio e lungo le fasce. Lopes fra i pali, davanti a lui i centrali Marcelo e Morel, ai lati il nazionale olandese Kenny Tete (scuderia Raiola) e Marçal; a centrocampo Tousart è l’interditore e N’Dombele l’incursore, entrambi 20enni saranno i pilastri anche del centrocampo dell’Under-21 bleus. Più offensivamente agisce Aouar, 19 anni, rivelazione della Ligue1; il nuovo gioiello di casa attacca quasi sempre dalla sinistra, la sua specialità sono gli uno-due e gli inserimenti in area anche su cross dalla parte opposta (come in questa rete contro il Dijon). A trasformare il Lione da semplice outsider di Francia a squadra davvero temibile è il capitano e trascinatore Nabil Fekir, quest’anno esploso con medie realizzative impressionanti, già 18 reti e 6 assist fra campionato e Europa; 3 tiri, 2.3 passaggi chiave a partita, 3.7 dribbling e 3.9 falli conquistati lo rendono uno dei giocatori d’attacco di maggior rendimento d’Europa in questa stagione. Sulla sua destra agisce Maxwel Cornet, molto veloce e abile ad attaccare la profondità; puntero il dominicano ex Real (per lui 14 presenze e 5 reti l’anno scorso in blanco) Mariano Diaz, attaccante capace di approfittare di qualsiasi distrazione e molto bravo nel movimento in area. Ad incrementare le possibilità offensive dei lionesi ci sono Bertrand Traorè e Memphis Depay, entrambi ali veloci e tecniche; l’olandese costato 20 milioni probabilmente non si rivelerà, come pareva, uno dei maggiori talenti d’Europa per gli anni a venire ma in Francia sta ritrovando serenità e incidendo con già 11 reti e 7 assist quest’anno. L’OL pare complessivamente molto bene attrezzato.
Curiosità: l’anno scorso il Lione ha raggiunto le semifinali di EL eliminando a sedicesimi l’AZ Alkmaar, agli ottavi la Roma, ai quarti il Besiktas e fermandosi poi contro l’Ajax; determinante nel 4-1 dell’andata per i lanceri fu proprio Traorè con una doppietta, poi acquisito dai francesi assieme a Tete.
Valore della rosa secondo Transfermarkt:
296,95 mln.

Villarreal – Il ‘sottomarino giallo’ è a ridosso delle madrilene e del Valencia di Marcelino in campionato, ma la stagione era iniziata con ben altro piglio. Il 24 settembre a seguito di una sconfitta clamorosa per 4-0 a Getafe, la terza nelle prime sette giornate, l’allenatore Escriba fu esonerato; al suo posto il tecnico della squadra B Javier Calleja ha fatto decisamente meglio cogliendo un sorprendente 54% di partite vinte (13 su 24) e facendo risalire la squadra fino ai margini della Champions; domenica il primo stop dopo sette turni positivi impreziositi da successi di pregio contro Real e Valencia. Il Villarreal è la squadra che ha segnato più reti in contropiede e che gioca maggiormente nella propria trequarti della Liga, è impostata con un 442 in cui difesa e fasce assumono molta importanza, come anche le verticalizzazioni per le punte, che sono la giocata chiave. L’11 titolare, quasi sempre il medesimo, prevede davanti a Barbosa (o Sergio Asenjo) il sempre ottimo Mario Gaspar a destra, Jaume Costa a sinistra, Gonzalez e Victor Ruiz al centro; primo cambio: Daniele Bonera, l’ex sciagura di casa Giannino che per qualche inspiegabile motivo ai gialli pare andar bene (qui l’espulsione rimediata nell’ultimo turno di campionato; non era cattiveria, ma solo tremenda lentezza). La coppia di centrocampo è fondamentale: Manu Trigueros con la sua qualità assicura transizioni precise, mentre Rodri è un mediano con buone doti di palleggio e soprattutto grandi capacità di interdizione (2.8 contrasti, 1.7 intercetti, 3 chiusure, 2.7 duelli aerei vinti a partita). Sugli esterni agiscono due talenti abbastanza giovani: Pablo Fornals e Samu Castillejo. Il primo, prelevato dal Malaga per soli 12 milioni, punta ai Mondiali e con la sua tecnica e visione ha già messo a segno 3 reti e 8 assist; il secondo è a quota 2 reti e 4 assist. Sono entrambi dinamici, abili a muoversi negli spazi e a leggere bene i movimenti dei compagni; loro riserve sono Nicola Sansone e Roberto Soriano, deludenti finora. A beneficiare di un centrocampo ben costruito abbiamo Carlos Bacca che con gli spazi e le verticalizzazioni va a nozze; il simpatico colombiano è felicissimo della sua situazione al Villarreal e speriamo dunque che possa fermarsi lì, dove al momento ha realizzato 7 reti in campionato e 2 in Europa. Con la palla fra i piedi Carlos è rimasto il solito, con soli 13 passaggi a partita (1/3 sbagliati) certifica la sua utilità solo ed esclusivamente come rifinitore; la sua media-gol in relazione a ciò non è comunque esaltante ed il ‘Sottomarino Giallo’ chiederà parecchio sconto quest’estate. Il nostro benvoluto ex era affiancato prima del mercato invernale dal rapido Bakambu, capocannoniere con 12 reti, volato però in Cina; per sostituirlo in casa si attende l’esplosione, per ora tutt’altro che nell’aria, del talento turco Enes Unal pagato 14 milioni quest’estate al City.
Curiosità: il Villarreal ha disputato 3 semifinali di coppa UEFA/Europa League, perdendole tutte e tre; l’ultima due anni fa contro il Liverpool.
Valore della rosa secondo transfermarkt:
178.15mln

A settimana prossima con la presentazione dei nostri avversari.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.