Europa League sedicesimi – Anticipazione

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La seconda competizione continentale giungerà in febbraio al primo turno a eliminazione diretta, che vedrà protagoniste prime e seconde classificate della fase a gironi e terze classificate dei gironi di Champions. Visto l’ampio distacco in campionato rispetto agli obiettivi prefissati è possibile che in Europa il Milan trovi, come spesso, le motivazioni adatte per fare qualche passo avanti nel gioco e nei risultati, e togliersi qualche soddisfazione. Vogliamo dunque dedicare alla rassegna continentale un’ampia panoramica divisa in cinque puntate: una generale, e le prossime quattro in cui prepareremo delle mini-presentazioni per ogni squadra rimasta in gara.

Squadre qualificate – I sedicesimi non spiccano per sfide ‘di vertice’, anche se alcune gare come ad esempio BVB-Atalanta o Lipsia-Napoli potrebbero essere piacevoli e combattute, ma i turni successivi si preannunciano estremamente caldi con squadre forti e anche blasonate. Su trentadue squadre sono sei quelle che hanno già alzato nella loro storia una UEFA/Europa League, ben sei le squadre che hanno vinto una o più Champions, complessivamente dodici quelle che hanno vinto una o più competizioni continentali; sei squadre hanno vinto il titolo nazionale nell’ultima stagione. L’Italia schiera quattro formazioni, come Spagna e Russia, che porta ben tre formazioni di Mosca che è la città più rappresentata. Tre sono le squadre francesi, due tedesche, due serbe, due portoghesi. Una squadra per Danimarca, Ucraina, Grecia, Austria, Svezia, Kazakhstan, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Scozia e Inghilterra.
Favorite per il successo finale sono l’Atletico Madrid, che ha già costruito e ricostruito le sue fortune proprio in Europa League, e l’Arsenal che proverà magari a seguire il ‘buon esempio’ dello United che impossibilitato a centrare la Champions nella terribile Premier ha puntato tutto sul successo europeo l’anno scorso. Qualche passo indietro collochiamo BVB, forte ma in crisi ‘di passaggio’, il rodato Napoli di Sarri sempre con un occhio al campionato (giustamente), il Lione che giocherà la finale in casa. Le squadre ‘sorpresa’, quelle più in forma o mine vaganti potrebbero essere Atalanta, Sporting Lisbona o magari una russa: Zenit e le moscovite, specie la Lokomotiv, vanno forte e sono attrezzate; attenzione alla ‘solita’ outsider spagnola, Real Sociedad in testa, o alle bizze dell’Olympique Marsiglia, dotato sulla carta di un organico interessante. E il Milan? Servirà, sinceramente, un mezzo miracolo; ma la voglia di rivalsa (speriamo) e la possibilità di misurarsi in scontri diretti dove l’aspetto ‘garra’ può contare molto, potranno dare ai ragazzi di Gattuso qualche chance di successo.

Squadre eliminate – L’Europa League è un torneo facile e scontato, con difese allegre (cit. Sconcerti) e poco indicativo. A riprova di ciò finora nessun club italiano è stato in grado di vincerlo, né di accedere ad una finale; anzi più di uno ha provocato grande ilarità con eliminazioni clamorose (vedi Beer Sheva). Chi scrive crede nel valore di una competizione che serve a fare esperienza tecnica e mentale utilissima per il futuro, oltre a ritenere il torneo piacevole e redditizio per l’immediato. Inoltre non credendo nell’opinione ‘se non fai l’Europa League fai meglio in campionato’ penso che senza le serate rumene e viennesi mi sarei già sparato. Vedremo anche ad esempio cosa faranno quelli dell’Internazionale (di nome) in Champions l’anno prossimo, se vi accederanno, dopo aver snobbato l’Europa peggio che il Giannino fra scansate e gite a Praga. Nel mentre sotto i colpi di squadre anche folkloristiche, ma che comunque devi scendere in campo e battere, anche quest’anno sono caduti scalpi significativi: la batteria tedesca Hoffenheim, Herta Berlino e Colonia; l’Everton ai gironi; Rangers, Galatasaray, Fenerbache, Dinamo Zagabria, Brugge, Ajax e Panathinaikos nelle eliminatorie. Vedremo quali sorprese riserveranno i sedicesimi, sperando di rispettare il pronostico.

Goleador – I capocannonieri del torneo, per la fase a gironi, sono Moraes della Dinamo Kiev, Emiliano Rigoni dello Zenit e il nostro Andrè Silva con 6 reti; seguono Kokorin dello Zenit, Aduriz del Bilbao e Willian Josè della Real Sociedad a 5. I migliori assistman sono Sergio Canales, Real Sociedad, con 5 suggerimenti, Rapahel Holzhauser dell’Austria Vienna con 4, e 12 giocatori a 3 passaggi decisivi fra cui i nostri Borini e Calhanoglu. La miglior coppia assistman-goleador risulta al momento Calha-Andrè Silva con 3 centri.

Top11 – La “formazione tipo” secondo il sito dell’Europa League –link– è: Keita (Ostersunds) – Lainer (RB Salisburgo), Papagiannopoulos (Ostersunds), Luftner (Copenaghen), De la Bella (Real Sociedad) – Rigoni (Zenit), Canales (Real Sociedad), Freuler (Atalanta), Verbic (Copenaghen) – Aduriz (Atletico Bilbao), Andrè Silva (Milan).

Pescando invece fra i giocatori con più di 4 presenze nei gironi e utilizzando le statistiche e i ranking di Whoscored scopriamo che Aly Keita (Ostersunds) e Milan Borjan (Stella Rossa) sono i portieri maggiormente chiamati in causa in partita fra quelli che hanno subito meno reti; il serbo-canadese è uscito con 4 clean sheet in un girone complesso.
Fra i terzini destri spiccano per qualità nei contrasti Stefan Lainer (Salisburgo), autore anche di due assist e Vladislav Ignatjev (Loko Mosca); fra i terzini sinistri Domenico Criscito (Zenit) è di gran lunga il migliore della competizione con 6 tackle, 3 intercetti, 4.6 chiusure a partita e 1 assist. Menzione anche per il kazako Dmitriy Shomko (Astana) che ha servito ai compagni 2 assist.
Il miglior centrale è a sorpresa Sotiris Papagiannopoulos (Ostersunds); il greco ha garantito il passaggio del turno ai suoi con 6.7 disimpegni e 1.7 tiri bloccati a partita, oltre che con la rete del pareggio con l’Herta nell’ultimo match. Bene anche Paulo Miranda (Salisburgo), 8.2 disimpegni e 5.2 colpi di testa a partita. Fra i migliori anche Mattia Caldara (Atalanta) e Diego Llorente (Real Sociedad), assieme all’enorme ceco Luftner (Copenaghen), più incerto in fase difensiva ma autore di due reti.
Fra i centrocampisti protagonisti della fase a gironi c’è Remo Freuler (Atalanta) con 1 rete, 1 assist, 1.5 passaggi chiave e ben 4.3 tackle a partita. Hakan Calhanoglu (Milan) rende in Europa il doppio rispetto a quanto fatto finora in campionato con 3.2 passaggi chiave su 46.2 passaggi a partita, impreziositi da 3 assist e 1 gol; il turco è anche fra i primi per passaggi bloccati. Anche Manuel Fernandes (Loko Mosca) e Patrick Twumasi (Astana) con 3 reti ciascuno si sono distinti in zona di attacco; da segnalare fra i migliori Kerem Demirbay (Hoffenheim), Sergio Canales (Real Sociedad), Christian Noboa (Zenit) e Rodrigo Esgaio (Braga). Menzione per Mehdi Bourabia (Konyaspor), uscito dalla competizione, ma uno dei migliori a livello difensivo per intercetti e qualità nel gioco aereo.
A brillare nella prima fase fra gli attaccanti oltre ai capocannonieri Andrè Silva (Milan), Emiliano Rigoni (Zenit) e Moraes (Dynamo Kiev) anche il ‘Papu’ Gomez (Atalanta) con 2 gol, 2 assist e 2 passaggi chiave a partita, e Theo Walcott e Jack Wilshere (Arsena – qui in combinazione tipo playstation assieme a Giroud) che Wenger ha ‘relegato’ all’Europa League e stanno dando il massimo contribuendo con 4 gol e 3 assist collettivamente. Bene anche Mario Balotelli (Nizza) che ha trovato 4 volte la rete con 22 tiri (terzo in questa graduatoria); Nabil Fekir (Lione) è il primo per dribbling riusciti, anche se in Europa è meno in stato di grazia che in Ligue1. Aritz Aduriz (Bilbao) con 5 reti è divenuto il secondo marcatore della storia dell’Europa League. Jan Kopic (Viktoria Plzen) con 2 gol, 2 assist e 2 passaggi chiave a partita, e Constantin Budescu (Steaua) con 3 gol, 2 assist e ben 3 passaggi chiave a match sono i migliori fra i meno conosciuti.

Giovani – Nella competizione vengono spesso lanciati o si affermano giovani promettenti; ecco i migliori sempre con gli stessi criteri usati prima.

Fra i portieri spazio perlopiù agli esperti, fra gli under-21 degni di menzione ovviamente Gianluigi Donnarumma (Milan) e Andriy Lunin (Zorya), 18enne che ha però incassato 9 reti pur risultando fra i migliori della sua squadra.
Fra i terzini esordi positivi per Reiss Nelson e Ainsley Maitland-Niles (Arsenal), quest’ultimo sta trovando spazio regolarmente anche in campionato. Il 22enne Alvaro Odriozola (Real Sociedad) è stato fra i migliori per precisione dei passaggi e passaggi chiave; il pari età ucraino Eduard Sobol (Slavia Praga) con 2 assist, 3 contrasti e 2.5 intercetti a partita è fra i top giovani per rendimento fra i laterali.
Anche il centro della difesa è perlopiù territorio per ‘vecchi’; si sono comunque distinti il gigantesco croato Duje Caleta-Car (Salisburgo), che oltre al fisico ha pure discreto piede, ed Emanuel Mammana (Zenit), 100 volte accostato al Milan ed ora in Russia dopo un trasferimento estivo costato 16 milioni, giustificati dall’eleganza e precisione al contrasto e al passaggio del 21enne argentino.
Fra i centrocampisti positivo il 21enne Rodri (Villarreal) che ha nel colpo di testa e recupero le doti migliori. Tanguy Ndombele e Houssem Aouar (Lione – qui in rete in combinazione), 21 e 19 anni, formano un tandem promettente che ha spesso giocato in questo torneo. Il primo è un diamante grezzo, prelevato in fretta dal Lione a fine agosto dopo il debutto in Ligue1 con l’Amiens, è potente, estroso ma diligente, ha istinto e tecnica (si, mi piace parecchio). Il secondo è un regista moderno, brevilineo e tecnico, forte nel contrasto, praticamente l’erede ‘fatto in casa’ di Tolisso. Altro tandem di giovani impressionanti: Diadie Samassekou e Amadou Haidara (Salisburgo); i due maliani sono quasi identici nel fisico e formano una coppia di mediani temibile con 7.9 contrasti, 4.1 intercetti e 4.1 contrasti aerei a partita collettivamente. Il top però è il 22enne Bryan Cristante (Atalanta), che sta attraversando una stagione prodigiosa confermando quella ‘predestinazione’ alle grandi cose che qui al Milan fu prima ‘pompata’ e poi dimenticata causa frettolosa cessione; per lui medie gol da attaccante e eccellenza difensiva e di testa, cosa chiedere di più?
Nonostante la prematura eliminazione Davie Selke (Herta Berlino) ha lasciato il segno con 4 gol in 3 partite. Mikel Oyarzabal (Real Sociedad – in questo golazo dell’anno scorso si mangia ahimè Musacchio) con 2 gol, 1 assist e 2.3 passaggi chiave a partita si sta mettendo in luce come uno dei talenti maggiori. Mancino che può giocare su ambo le fasce, tecnica, precisione, ma anche istintività nell’accelerare il gioco e tiro letale; ha l’istinto del goleador ma anche la sensibilità dell’uomo assist, non a caso corteggiato dal Napoli. Dall’est Europa interessante Viktor Tsygankov (Dinamo Kiev), anche se un po’ lezioso; vedremo invece se complici i Mondiali sarà l’anno di Aleksey Miranchuk (Loko Mosca), già autore di 3 assist e 1 rete, abile nel dribbling (2.2 a partita, 1.6 falli guadagnati) e nel servire i compagni. Il 22enne russo è un giocatore completo, scopriremo se il suo talento resterà confinato in patria, come quello di tanti, o saprà affermarsi in Europa. Menzione d’obbligo per il nostro Patrick Cutrone (Milan), ragazzo che deve crescere molto sotto l’aspetto della conduzione di palla, dialogo coi compagni, precisione, ma con 4 tiri a partita e 3 gol dimostra fame e grinta non comuni.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.