Europa League 2018/19 – Fase a gironi. Dudelange-Milan, presentazione.

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Il F91 Dudelange è la prima squadra del Lussemburgo a qualificarsi ai gironi di una competizione europea. Da qualche anno le compagini del Granducato compiono isolate imprese, avvicinandosi alla qualificazione. E’ stato il caso ad esempio del Progres Niedercorn, arrivato a trenta secondi dai supplementari con lo Ufa quest’anno, e capace di eliminare i Rangers Glasgow l’anno scorso; del Fola Esch giunto fino al terzo preliminare l’anno scorso ed eliminato dalla sorpresa Ostersunds; del Differdange uscito ai rigori contro il Tromso nel terzo turno (2013/14) dopo aver eliminato l’Utrecht; lo stesso Dudelange ha più volte passato il primo turno di Champions, giungendo fino al terzo nel 2012/13.
La formazione di Dudelange, centro di 20mila anime al confine francese, ha compiuto un miracolo sportivo ed è pertanto da rispettare. Al pari di Vardar Skopje, Sheriff Tiraspol, Ventspils e Dundalk (per citare esempi recenti) entra nel novero dei team più improbabili per tradizione calcistica del Paese o dimensioni dello stesso ad aver raggiunto una fase avanzata. Anche alcuni team kazaki e azeri hanno raggiunto questo stage, ma parliamo di formazioni pesantemente finanziate da magnati locali; il Dudelange è semplicemente una sorpresa sportiva.

Il Dudelange trova forza nei valori di squadra. A sinistra il capitano Pepe Reina (scherzo, è Jubert) chiede il massimo; a destra El Hriti dialoga con Toppmoeller durante una pausa di gioco, condividendo la propria opinione sulla posizione degli avversari

Il club ha vinto 11 degli ultimi 19 tornei del Lussemburgo, più 7 coppe e 2 supercoppe. L’età media della rosa è oltre i 27 anni, il valore 4 milioni di euro secondo transfermarkt, il più basso della competizione.
Il cammino è iniziato al primo turno di Champions League con l’eliminazione ad opera dei campioni d’Ungheria del MOL Vidi (ex Videoton), vittoriosi con un 3-2; all’1-1 in Lussemburgo è seguita una gara interamente dominata dal Dudelange in trasferta, ma conclusa con l’1-2 degli ungheresi semplicemente più cinici e cattivi (20 falli contro 8, tanto per sottolineare). Tre occasioni fallite dai lussemburghesi oltre il novantesimo hanno reso amara l’eliminazione.
Al primo preliminare di Europa League è toccata la sfida con i campioni di Kossovo del Drita, sconfitti 3-2 (2-1 in casa e 1-1 in trasferta); in entrambe le partite il Dudelange è passato in svantaggio per primo soffrendo non poco.
Al secondo preliminare i lussemburghesi hanno fatto già storia estromettendo i campioni di Polonia del Legia Warszawa; il 4-3 on aggregate è maturato grazie ad un 2-1 in Polonia, con un primo tempo dominato, seguito dal 2-2 in casa; il Dudelange, sempre in vantaggio nel confronto, ha dovuto solo gestire ad un certo punto il 4-1 complessivo contro un team che negli ultimi sei anni ha giocato due volte i gironi di Europa League ed una quelli di Champions, giungendo poi per tre volte alla fase ad eliminazione diretta di EL.
Apoteosi al terzo ed ultimo preliminare con la roboante vittoria sul Cluj campione di Romania; i romeni erano gli assoluti favoriti, ma il Dudelange ha vinto 2-0 in casa e poi distrutto gli amaranto con altri 3 gol in trasferta, prima di concederne 2 per il 5-2 finale. Grosse responsabilità della difesa dei romeni, incerta su 4 delle 5 reti, ma impresa leggendaria per un club praticamente di paese.

Caratteristiche squadra
Il 442 di Toppmoeller è molto fluido. La formazione tipo è: Joubert; Malget (Jordanov), Schnell, Prempeh, El Hriti; Stolz, Kruska, Stelvio, Couturier (Melisse); Turpel, Sinani (Stumpf). Difficile tuttavia vedere in campo sia la linea a 4 dietro che quella centrale. Spesso il Dudelange difende a 3 (due centrali e un mediano) più i terzini pronti a ripiegare per andare a 5, e imposta con 2 uomini a ridosso del centrocampo e il mediano vicino in un 3-4-3 abbastanza spregiudicato, e attacca ampiezza e profondità con 4 uomini in linea e 1 a supporto.

Il Dudelange può difendere a 4 in linea o come in questo caso 3 più i terzini che scappano all’indietro

E’ una squadra che prova a superare i limiti fisici e tecnici dei singoli, assolutamente non di livello europeo, con un calcio organizzato. Nei turni eliminatori ha mostrato propensione al possesso (50.31%) e alla costruzione manovrata (c.ca 400 passaggi in media) con precisione (82%). In mancanza di pressione organizzata il Dudelange preferisce uscire palla al piede salendo con gli effettivi e poi accelerando, per saltare il centrocampo avversario, con una giocata di prima; se pressato invece punta sul lancio lungo (circa 50 lanci a partita di media). Gioca un calcio comunque diretto ma non speculativo. Non potendo contare su 1vs1 efficaci, talento, fantasia o velocità il team di Toppmoeller ha finora puntato a far correre la palla veloce e in maniera intelligente, cercando di sfruttare subito eventuali cattivi piazzamenti degli avversari e aggredendo il recupero; credo sia stato anche molto sottovalutato. Con solo 4 cross a partita, 2 conclusioni da piazzato e 3 da angolo il Dudelange punta sulle azioni manovrate e palla a terra, o gli errori avversari. Tuttavia solo il 20% dei posizionamenti offensivi si traduce in un tiro. 1.38 l’xG medio (1.71 gol) e 1.57 l’xGa (1.29 gol subiti). Nelle eliminatorie c’è stato cinismo e qualche errore dell’avversario ha pesato, ma non eccessivamente; la qualificazione è stata meritata e non episodica.
La mentalità è positiva e determinata, il gruppo ha un peso enorme sui risultati finora ottenuti e pare ottimamente gestito e molto affiatato.

Il Dudelange è troppo lento nell’1vs1 e nei raddoppi, lascia troppi spazi e viene sorpreso. L’uomo a sinistra è libero di ricevere, a destra per Prempeh c’è un 1 vs 2 sul cross lungo. Sulla respinta del portiere sul primo tiro Danko (nato stanco) punisce i lussemburghesi

Pur facendo un’ottima preparazione delle partite si nota comunque una certa scolasticità; l’adattamento in-match è scarso e i ripieghi difensivi non sempre celeri. Se il Dudelange non può manovrare la palla a terra per lunghi periodi va subito in debito di ossigeno e fa fatica a non regalare il possesso, non può affidarsi ai cross e in difesa alta (cross e piazzati) è semplicemente terribile. Ha pagato caro ogni errori di impostazione, a volte grossolano, contro squadre di Kossovo e Romania; immagino che nel girone sarà tutto ancora più estremizzato. Perciò mi attenderei un approccio meno rischioso, con meno giocate di prima.
Sulla carta 1 o 2 punti nel girone sarebbero un ottimo risultato per loro, magari fatti contro le nostre rivali.

I giocatori
Il portiere titolare e capitano del team Jonathan Joubert sarà fuori per la rottura della tibia occorsa durante il match con il Cluj. 39 anni, in rosa dal 2004, è il giocatore col maggior numero di presenze nella storia del club (419, di cui 53 in Europa) e quarto nella storia della Nazionale del Lussemburgo; peccato per lui. Al suo posto Joè Friesing, il secondo, dovrebbe essere scavalcato da Landry Bonnefoi appena rilevato dallo Strasburgo; il 34enne francese vanta una rispettabile carriera da titolare in Ligue2 e riserva in Ligue1 e pare perciò più affidabile.
Il pacchetto difensivo punta sull’affiatamento. Al centro il casalingo Tom Schnell affiancato da Jerry Prempeh, a destra o come centrale aggiunto Malget. A sinistra diverse alternative, ultimamente preferito Aniss El Hriti che il Dudelange ha prelevato dal Tours (Ligue2); ad inizio carriera ha giocato pure nel Garges Djibson, squadra dell’Ile-de-France militante nella Prima Divisione di futsal francese assieme a Ben-Yedder, prima di intraprendere una carriera poco brillante nel calcio a 11. Possibili alternative sono Jordanov, terzino destro con caratteristiche molto offensive e molta esperienza nelle categorie minori tedesche, o Bryan Melisse a sinistra, giocatore più propenso al dribbling e di personalità. L’ex PSG, Lione e Lazio (15 presenze e 1 gol nel ‘15/16) Milan Bisevac è dato attualmente in ritardo di condizione e dovrebbe essere out.
A centrocampo il numero 10 Dominik Stolz occupa la fascia o la mezzala destra; ha siglato 3 assist nelle qualificazioni. Al suo fianco Marc-Andre Kruska, 31 anni; dal 2004 al 2009 ha giocato nel Borussia Dortmund (107 presenze e 2 reti), trasferendosi poi nel Club Bruges, Energie Cottbus e nel FSV Frankfurt. Sceso in 3.Liga col Paderbon prima, e col Werder Brema II, è stato rilevato dal Dudelange quest’anno. Ha giocato e talvolta anche vestito la fascia da capitano (proprio contro il Lussemburgo in due occasioni), nell’Under21 tedesca di Neuer, Hummels, Boateng, Howedes, Khedira, Ozil e Kroos che vinse il campionato europeo del 2009; non partecipò alla fase finale.
Il giocatore chiave è l’angolano (poteva mancare?) Stelvio Rosa da Cruz o per gli amici solo Stelvio. E’ nato calcisticamente nello sporting Braga, con cui disputò la Coppa UEFA ‘08/09 in cui i portoghesi incrociarono proprio il Milan; nell’unico match con noi (il girone era a cinque) non risultò convocato, giocò comunque diverse gare fino agli ottavi della competizione. Agisce come mediano di impostazione. Dalla sua ha un gran fisico, l’unico dei suoi, ottima abilità di testa, tecnica decente, precisione e sei anni in squadra, che lo rendono insostituibile. Può rendersi pericoloso anche con inserimenti.
A completare i possibili titolari Couturier, prelevato dal Les Herbieres finalista di Coppa di Francia, autore di buone prove finora, condite da una certa verve nel dribbling e gol pesanti.

Dopo una lunga azione palla a terra da sinistra a destra, il Dudelange riceve in area. Stolz proverà un tiro, ma aveva anche altre alternative. Si noti come i giocatori d’attacco si trovano tutti in posizioni diverse rispetto a quelle di partenza.

In attacco è Daniel Sinani che può fare la differenza; può giocare tutti i ruoli dell’attacco complementari alla prima punta. A 21 anni è il maggiore talento del Lussemburgo, ed ha appena segnato le prime due reti in Nazionale. Preciso nei passaggi e molto bravo nel supportare la punta, fa poche cose appariscenti ma le fa bene. Dave Turpel è invece più utile nelle sponde, col suo 1.88, ma comunque mobile; come prima punta agisce spesso anche largo. La sua media-gol è altissima, 99 reti in 134 partite col Dudelange e 24 assist; l’ultima stagione si è laureato capocannoniere con 32 gol in 26 partite. Le alternative sono Stumpf e Ibrahimovic, quest’ultimo infortunato.

Il tecnico
Dino Toppmoller è il figlio di Klaus, che allenò il Leverkusen vice campione d’Europa 2002. Anche il fratello e i due cugini sono allenatori nelle serie minori tedesche. Dino, 37 anni, nel 2014 dopo una carriera da attaccante perlopiù in 2.Liga (più un passaggio senza presenze al City) è passato allo Hamm Benfica in Lussemburgo come allenatore/giocatore; da due anni allena il Dudelange con contratto fino al 2019. Chissà che l’impresa fin qui ottenuta possa valergli qualche chance di maggior livello.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.