Betis-Milan Europa League 2018/19 – Fase a gironi – Presentazione

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Nel match di andata il pessimo stato mentale e il delirio post derby hanno inciso molto sulla sconfitta, maturata meritatamente ma non senza la sensazione che il Milan avrebbe potuto comunque ottenere un miglior risultato. Nel forcing finale, infatti, i biancoverdi hanno mostrato alcune delle loro maggiori lacune a livello difensivo, nei singoli e nella tattica, ed anche mentali perchè poco inclini ad un contesto di sfida ‘guerresco’. L’ingresso impetuoso di Cutrone e un Castillejo aggressivo per non dire nervoso hanno insistito per 20 minuti sulla linea comandata da Marc Bartra trovando un gol, un palo e un rigorissimo non assegnato. Non abbastanza a equilibrare la frittata Reina-Romagnoli, e il supergol di Lo Celso. La qualificazione al prossimo turno europeo è stata pertanto messa in seria discussione e tocca andare a Siviglia a fare punti. Possibilmente tre, per cercare di scaricare di importanza l’impegno di Atene, che sarà già abbastanza caldo e denso di melliflui e stucchevoli ricordi di Champions, di quelli che poi sul campo si vede sovente tramutarsi in acido lattico.

Ora è il Betis ad essere in difficoltà, al netto comunque che le pressioni per loro non sono certo quelle che gravano sui rossoneri. Contro il Getafe e il Celta i nostri avversari hanno raccolto un solo punto, e si trovano nelle posizioni basse della classifica peraltro in ottima compagnia con Valencia, Athletic, Villarreal in un campionato che potrebbe riservare qualche sprofondo eccellente. I betici hanno sempre cercato di giocare il loro calcio fatto di lunghi possessi, costruzione bassa e azioni ragionate ma come accaduto spesso in questa stagione hanno raccolto ben poco. A San Siro per la verità hanno avuto un approccio più diretto; la sensazione è che avessero impostato la gara su ritmi lenti, cercando insistentemente il corridoio giusto ma si siano poi trovati di fronte praterie, specie sulle corsie laterali dove spesso i filtranti immediati dalla difesa ci hanno fatto male. Hanno sfruttato clamorose falle ed errori che gli abbiamo concesso con quel filo di opportunismo finora mancante. Ma questo risultato positivo non ha spinto l’integralista Setien ad apportare qualche modifica nel contesto spagnolo e il Getafe lo ha severamente punito; il 2-0 patito dai betici contiene tutto quello che al Betis può fare male: pazienza, opportunismo, solidità. Bartra e Canales, chiamati a giocare un centinaio di palloni a partita in due ogni tanto si concedono qualche ‘pausa’ mentale e la reattività sui loro errori diretti, o quelli dei compagni immediatamente nei pressi, può fare la differenza.
Nell’ultima partita contro il Celta Vigo, invece, la squadra di Setien ha regalato momenti di calcio spettacolare rtirovando confidenza con il gol oltre che con il palleggio. Il primo tempo è stato dominato sul piano delle occasioni e chiuso in vantaggio con gol di Moron; proprio questa rete, con lancio del portiere a scavalcare due linee di pressing, avanzata con allungo di prima del terzino, filtrante, tacco smarcante e gol è probabilmente la sintesi del meglio che può fare la squadra di Setien. A seguire del clamoroso palo di Sergio Canales, i biancoverdi si sono espressi al massimo raddoppiando ancora con un’azione pregevole; ma sono poi letteralmente usciti dal campo palesando limiti mentali e fisici. In men che non si dica il Celta ha pareggiato (’63-’69) ed è poi passato in vantaggio all’85esimo. A determinare il 3-3 finale una punizione capolavoro di Canales, trascinatore degli uomini di Setien e in questo caso anche ‘scaccia-crisi’; o quantomeno la ha posticipata.

Una squadra dunque ferita, ma non rassegnata a cercare soluzioni diverse. Attenzione quindi a tutto ciò con cui ci siamo fatti male a San Siro, alle individualità di Lo Celso e Canales, e alla velocità di pensiero di tutto il Betis, che contro una squadra ‘molle’ può sembrare davvero una grande squadra (e non lo è). A Siviglia bisogna andare duri. La fresca doppietta subita da Maxi Gomez la dice lunga sulla capacità dei biancoverdi di marcare l’attaccante in area e difendersi sui cross; c’è una vulnerabilità data dai singoli e una di sistema, perchè la squadra di Setien è molto organizzata si, ma al limite del ‘troppo’ e alcune meccaniche di gioco vanno letteralmente in corto quando l’avversario riesce a recuperare la palla alta. Il Milan punterà forse su un 352 molto fluido, già visto contro Genoa e Samp, con poco turnover ovviamente vista anche la situazione; a risultare determinanti sarà la compattezza difensiva in primis, l’avversario non dovrà trovare scarichi facili dalla difesa alla fascia, da dove sono partite tutte le situazioni pericolose del match d’andata. Altri fattori importanti le invenzioni di Suso, chiamato agli straordinari, i movimenti senza palla e la cattiveria di Cutrone, e visto l’avversario mi sento di dire anche le doti cleptomani di Bakayoko. Il francese ha doti da ‘rimbalzista’, con la capacità innata di recuperare seconde palle e palle in uscita dalle difese avversarie innescando poi la manovra con verticalizzazioni e cercando linee di passaggio più fini e con tempi più rapidi di quelle che normalmente provano Bonaventura o Kessie; è partito davvero malissimo, culminando la sua fase negativa proprio contro il Betis in una partita letteralmente disastrosa. C’è un po’ più di fiducia dopo le ultime prestazioni, vediamo. Non era tutta merda prima, non è tutto oro adesso.
La ‘coppetta’ è secondaria e poco interessante giusto? Certo…finchè non si perde. Poi tutti a chiedere teste e invocare punizioni e paventare crisi. Allora cerchiamo di tenere basso il clamore: facciamo il nostro, con pazienza, senza timore di un avversario complicato ma pieno di punti deboli.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.