Dilly ding dilly dong!

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Hey man we are in Champions League. We are in Champions league man! Dilly ding dilly dong. Come on!
Rispondeva così il buon Claudio Ranieri in una celebre conferenza stampa del Leicester dei miracoli per la raggiunta qualificazione alla coppa dalle grandi orecchie prima dell’impresa sportiva più stramba e straordinaria del calcio moderno che lo porterà a conquistare la premier league.
Perchè recuperare questa frase proprio nel giorno della sfida contro il Liverpool? Beh, il Milan manca dalla massima competizione europea da ben 7 anni dopo avervi partecipato ininterrottamente dall’anno della sua nuova denominazione fino alla stagione 2013/14 quando venne eliminato da quell’Atletico Madrid che riaffronteremo proprio nel girone.

Foto IPP/CordonPress/Miguel Lopez
 – Italy Photo Press –

Come si può vedere da questa foto l’ultima nostra formazione ad aver sentito la musichetta aveva dell’agghiacciante, roba da far venire i brividi o quasi. Sono passati quasi otto lunghissimi anni, un’eternità per me che di coppe dei campioni/champions ne ho viste alzare cinque, figurarsi per i giovani milanisti di oggi che questa coppa, la sua atmosfera, non sanno nemmeno dove sia di casa con i suoi mal di pancia, nervoso, riti scaramantici e quant’altro, dove le ore che separano dal fischio di inizio appaiono interminabili. Allora è giusto viverla con il loro contagioso entusiasmo, con adrenalina e mutande piombate ma anche col loro sorriso e quella tremenda voglia di vincere ogni partita perchè fanculo se il Liverpool è più forte hey man we are in Champions league man! Dilly ding dilly dong. Come on!
Hanno ragione questi ragazzi ad esaltarsi, hanno ragione i nostri giocatori a viverla con tanta di quella tensione addosso da far sembrare Rebic quasi una persona normale. Li avete letti un secondo dopo la partita? Pensavano solo ad Anfield. E’ giusto e sacrosanto perché se non vivi per i grandi eventi cosa diamine giochi a fare? Poi potrà giocare brutti scherzi, portare ad errori pacchiani o altro ma chi se ne frega. Siamo qui per giocarci le nostre possibilità, poche o tante che siano, perché è così che abbiamo svoltato in campionato e così dovremo affrontarli sfruttando la nostra vera arma: giocarcela con tutti. Dilly ding dilly dong!

Questo Liverpool è una vera corazzata e ad Anfield non abbiamo mai messo piede, però ehy man adesso giochiamo a calcio, finalmente abbiamo qualcosa in cui credere dopo anni di letame fumante. Sono un fan di Klopp della prima ora e solo il Signore sa quanto lo vorrei vedere sulla nostra panchina, però i progressi di questo Milan sono notevoli sia nella crescita dei giocatori che nel gioco grazie ad un calcio moderno ancorché semplice nei principi, qualcosa che sa entusiasmare giocatori e folla. La partita di domenica pomeriggio è stata con buona probabilità la nostra miglior prestazione da eoni e l’esaltazione dello stadio è giustificata da un Milan con un’idea di calcio ben precisa, propositiva e di grande ardore. Guardate Calabria o Tonali con quale piglio affrontano la partita, Brahim un nanerottolo che li rincorre tutti, Theo che al novantesimo è capace di farti una progressione stile Jacobs. Il Milan è questa roba qua e tra l’ultimo undici visto in Champions e questo non c’è paragone.
I reds cantano you’ll never walk alone, io molto più realisticamente dico che è il modo con cui si indossa la maglia a renderti speciale o meno e questa squadra merita l’entusiasmo contagioso visto domenica a San Siro, la gioia dei ragazzini che per la prima volta vedono il Milan in Champions ed il tifo sfrenato delle grandi occasioni. Come on!

Che Liverpool troveremo stasera? Sicuramente in salute sia di risultati che di uomini, eccezion fatta per il giovane talento Harvey Elliott (vittima di un brutto infortunio nell’ultima sfida di campionato contro il Leeds), Firmino e forse Minamino. Affronteremo una difesa tosta che ha nel solo Matip il punto meno forte con una sfida sulla fascia tra Alexander-Arnold e Theo davvero notevole roba da Champions league man!
L’onda d’urto del loro attacco sarà notevole perché arginare due schegge come Salah e Mané è impresa ardua al limite dell’umano. Occorreranno prove difensive pressochè perfette dei due terzini (non esattamente il miglior pregio di Theo) oltre a una serie di chiusure preventive dei centrocampisti per disinnescare la manovra avvolgente dei reds. Anche noi abbiamo le nostre carte da giocarci perché la velocità dei nostri furetti dietro la punta può davvero fargli male specie nel recupero palla con rapida transizione con un Liverpool non sempre efficace nella chiusura di queste occasioni. L’aggressione dei loro centrocampisti sarà la chiave per mettere in seria difficoltà una corazzata come i reds perché in fondo we are in Champions league man! Dilly ding dilly dong. Come on!

Forza Milan!

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.