Cesena Milan 0-0, piccolo commento del nulla

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Ad una settimana dall’inizio del campionato la fame di Milan è tanta, e l’atteggiamento con il quale ci mettiamo davanti al televisore per assistere all’ultima amichevole estiva della nostra squadra è quello di chi si siede ad un nuovo ristorante pregustando una bella cena.

La location è gradevole, il Manuzzi è sempre una piccola bomboniera con i tifosi affacciati direttamente sul campo, il menù sulla carta dovrebbe essere intrigante, con il nuovo maestro di cucina appena giunto a Milanello per proporre prelibatezze e sperimentazioni, il servizio magari lascia un po’ a desiderare, per i modi un po’ troppo ruvidi e sbrigativi dei camerieri cesenati, il prezzo bisognerebbe chiederlo ai clienti presenti sugli spalti, anche se ho il vago sentore che non siano entrati esattamente gratis (io nel mio piccolo ho versato un piccolo obolo di 4€ per un’attivazione temporanea di Milan TV, per quello che mi è toccato sentire fin troppi).

Alzandosi da tavola alla fine della cena, purtroppo, rimane in bocca un retrogusto amaro che contraddice tutte le aspettative della vigilia: lo chef può essere bravo quanto vuoi, ma se al momento gli ingredienti a sua disposizione sono gli stessi triti e ritriti che ben conosciamo puoi mescolarli in tutti i modi possibili e immaginabili che alla fine ne verrà fuori sempre la stessa pietanza, sciatta e senza gusto.

Uscendo dalla metafora culinaria, il Milan visto questa sera a Cesena è troppo brutto per essere vero, protagonista di un primo tempo letteralmente inguardabile, con i nostri giocatori incapaci di contrapporre al pressing volenteroso degli onesti pedatori bianconeri (neopromossi dalla serie D, ricordiamolo, quindi circa due categorie e mezza di differenza) nient’altro che uno sterile giro palla privo di qualunque sbocco offensivo.

Appena un filo meglio nella ripresa, quando complice il calo fisico dei nostri avversari e l’ingresso in campo di un paio di mezzali normodotate, la nostra squadra ha mostrato quanto meno a sprazzi un minimo di vivacità e costruito qualche sparuta occasione da rete.

C’è il fondato sospetto (la speranza?) che le gambe dei nostri giocatori fossero imballate per i duri carichi di lavoro accumulati negli ultimi giorni, dato che solitamente nella settimana che conduce all’esordio in campionato si fa soprattutto lavoro di scarico, perché se così non fosse le premesse per la prima di Udine di domenica prossima sarebbero tutt’altro che incoraggianti.

Ma siccome è inutile fasciarsi la testa prima di rompersela, petto in fuori ed ottimismo fratelli rossoneri, testa alta e giocare a calcio…

PROMOSSI

Donnarumma: inoperoso per tutta la partita, ma nell’unica circostanza in cui viene chiamato in causa risponde da campione ribattendo di puro istinto un colpo di testa a botta sicura da zero metri

Musacchio: sembra già in palla dal punto di vista atletico, e si produce in un paio di coast to coast degni di menzione

Paquetà e Kessie: entrano nella ripresa portando estro e vivacità e rendendo lampante la differenza di caratura rispetto ai loro sostituti, che il Signore ce li conservi in buona salute

RIVEDIBILI

Tutti gli altri

DA SPEDIRE SU URANO

André Silva: vanifica con la consueta mollezza un paio di buone occasioni in piena area di rigore, mi sbaglierò ma temo che un giocatore in queste condizioni risulterà impossibile da vendere, salvo magheggi del suo potente procuratore

Il Sumaro di Milan TV:  telecronaca tutta infarcita di banalità e di un digrignare di denti da destinare a miglior causa, mancava solo che segnasse il Cesena per far partire il leggendario Din-Don a lui dedicato… non posso fare a meno di rivolgere un pensiero commosso e partecipe a quei 15/20 abbonati che se lo devono sorbire a pagamento tutto l’anno, vi sono vicino.

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.