Gita a Torino?

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L’ultimo decennio della nostra storia nei confronti della juve sia costellato da sonore bastonate, da un clamoroso (e giustificato) complesso di inferiorità e da un abisso tecnico sportivo e manageriale difficilmente colmabile. Nonostante tutto questo la partita di domani avrebbe potuto possedere le caratteristiche per essere finalmente un viaggio allo juventus stadium non caratterizzato da sconfitta certa. La juve ormai campione d’Italia per l’ennesima volta, l’imminenza della trasferta di Amsterdam per quella Champions che ormai è ossessione per il club bianconero, l’assenza di Cristiano Ronaldo… insomma pareva tutto apparecchiato per rendere più o meno fattibile non dico vincere ma raccattare un punto in terra piemontese. E ricordiamo ai naviganti che nel ‘nuovo’ stadio dei gobbi abbiamo SEMPRE perso in campionato. SEMPRE.

E invece dal fischio finale (o iniziale) del derby il nostro amato Milan si è terribilmente incartato e avviluppato e attorcigliato in un vortice negativo, mirabilmente descritto da Larry stamane nel suo come sempre ottimo articolo. Le incertezze sulla e della guida guida tecnica sommate agli infortuni (Donnarumma, Paquetà, Suso, Kessie, ecc) e alla condizione fisica largamente approssimativa ci hanno sprofondato in un periodo nero che ahimè corrisponde al momento decisivo della stagione.

Un momento in cui rischiamo di veder sfumare i due obiettivi, quello stra primario della qualificazione alla prossima Champions League e quello comunque prestigioso della finale di Coppa Italia in cui provare a prendersi la rivincita rispetto alla debacle dello scorso anno.

Un momento in cui si va, per l’ennesima volta, a Torino con l’animo di quelli già sconfitti e con le possibilità di sfangarla ridotte al lumicino.

credits Getty Images

Personalmente, ma proprio come Larry non mi permetto di dare ‘indicazioni’ ad uno staff di professionisti visto che sono meno di nessuno, andrei lì con un basico 442 rispolverando Borinaldo e cercando di ritrovare quantomeno la compattezza e l’animus perduti. Grattare un punto dalla sfida di domani sarebbe un brodino importante in vista delle due partite senza ritorno contro la Lazio e delle rimanenti sfide di campionato. Metterei Piatek e Castillejo di punta e che il dio del calcio se ne esiste uno ce la mandi buona in qualche maniera.

Capisco molto bene la frustrazione la stanchezza e l’esasperazione di tanti di noi. E’ la stessa che sto vivendo io, nonostante fino al fischio finale (o iniziale?) di martedì sera avessi sempre cercato di mantenere piuttosto alta l’asticella dell’ottimismo. E’ una frustrazione che mi rende difficile vedere un futuro roseo e mi rende difficile continuare a stare sul pezzo nel seguire questa squadra e questa società. Riflettevo negli scorsi giorni che i tifosi nati tra il 1985 e il 1990 hanno vissuto l’epopea ancelottiana e poi stop. Solo letame e prese per il naso. Alcuni di quelli nati dopo il 1990 hanno visto la coda del grande Milan di Carletto, Ibra e poi solo letame a badilate. Altri, i più giovani, hanno visto solo il cargo strapieno di letame scaricato sulle loro spalle di giovani tifosi sommato col triplete e la tirannia bianconera che ormai è talmente lunga da sembrare inscalfibile e infinita.

Su queste basi è difficile non comprendere chi non ne può più, sia tra i ‘vecchi’ che hanno visto i tempi belli e sono stufi marci di questo tunnel buio, sia tra i ‘giovani’ che da una parte non hanno la pietra di paragone dei periodi di goduria ma che dall’altra non possono neanche aggrapparsi ai ricordi.

Nonostante tutto questo ovviamente domani pomeriggio sarò, come la stragrande maggioranza di voi, in pole position per assistere all’impari sfida contro la vecchia signora e a tifare questa squadra in cui non è facile purtroppo riconoscersi nelle ultime settimane, nelle quali poco o nulla è stato gestito come si deve. Si è andati a scalfire il labile equilibrio che di riffa o di raffa ci aveva portato al quarto posto. E perdendo questo equilibrio rischiamo di ritrovarci, come sempre nell’ultimo decennio, a ciccare gli obiettivi e a dover sempre ripartire da zero a giugno. Senza una linea, senza una visione, solo con correzioni in corsa dovute alle urgenze, alle mode o alle paturnie del momento.

Che dire… nonostante tutto questo… FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO come sempre

Raoul Duke

ps: alle 14.30 c’è stata la conferenza stampa di Gennaro Gattuso. Il post che leggete è stato scritto prima. Ovviamente mi affido ai vostri commenti e alle vostre impressioni su quello che ha detto il nostro allenatore in vista della partita di domani

 

 

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!