Bigamia

10 luglio 2017 | Di | Rispondi Di più

Benvenuto! Io aspetto anche un altro Andrea, ma tu mi piaci.

Benvenuto, Andrea! Tu ci volevi. Noi ti volevamo. Tutti contenti! Sei la settima, e non ultima, sinfonia di un Mercato che mi piace. Niente a che vedere con il solito calvario estivo, tristemente foriero di stagioni avvilenti. Musacchio mi sembra una nota un po’ stonata? Be’, io non ho orecchio. E non mi pare ne abbia tanto neppure Costacurta. Borini non mi attizza? Darà sicuramente il suo contributo. Caro Zvone, mancano i campioni? Vedi, noi abbiamo un’intera squadra da rifare e non possediamo un budget illimitato. Qui siamo di fronte a un progetto serio e intelligente. Arrivasse pure un fuoriclasse come Modric, sarebbe apoteosi, delirio, catarsi. Se viene un Lucas al posto di un Luka, però, io mi accontento. E come! L’importante è panchinare Montolivo. E retrocederlo a seconda linea pure tra le riserve, comprando magari un forte giovane tedesco, sconosciuto a me e ai più ma non a Mirabelli.

Non ditelo a mio marito, ragazzi, mi raccomando. Mi sto follemente innamorando di Fassone e Mirabelli. Proprio di tutti e due, eh! Lo so, la bigamia non è una cosa bella. Una bigama è una donna con un uomo di troppo. E la monogama? Pure! Bando agli scherzi. Passare da Galliani e Maiorino al MiraFax è stata un’esperienza elettrizzante. Entusiasmante.  Non siamo a posto così! “ Passiamo ora alle cose formali” .  E vai, Marco! Questa frase è diventata un must per noi tifosi. Fax e Max, ci avete regalato la voglia di veder giocare il Milan. Un’emozione unica, tenera e dolcemente frenetica, che si era persa nella notte dei tempi. Grazie!

In fatto di centravanti non sono bigama. Il mio cuore se l’è preso uno solo. Chicchiricchì! Si tratta di un sogno irrealizzabile? Pazienza. Non accadrà, d’accordo. Ma, se accadesse, non sarei più rintracciabile sulla Terra nell’immediato. Volerei sopra le nubi a cogliere stelle nelle azzurre praterie del cielo. Come non detto, dai. Mi sembra che cominciamo a muoverci bene anche sullo spinoso terreno delle cessioni. Buoni i 6 milioni incassati per Kucka. Belle le parole d’addio di Juraj. Io avrei tenuto il ragazzo come riserva, visto che, pur nella sua modestia, era tra i migliori nel nostro desolante centrocampo. Ma abbiamo colto al volo la possibilità di monetizzare e di fare un po’ di plusvalenza. Provate voi a vendere, anche a zero, nullità come Montolivo e Sosa, se siete capaci! A meno di miracoli ce li dobbiamo tenere sul gobbo. O vogliamo compartecipare per tre quarti al pagamento del loro ingaggio, secondo le modalità usuali del Giannino? A Ualla, grazie al cielo, il Giugno prossimo scade il contratto. A spanne ci costa 9 milioni all’anno. Un affarone in tipico stile Condor. E poi chissà che la fotocopia sbiadita di un capitano, a furia di fare panchina… Per Bertolacci il prestito mi sembra l’unica via percorribile. A patto che gli altri si accollino l’intero stipendio, però. Mica facile…..

E veniamo alla telenovela Donnarumma. Parlare di lui mi dà fastidio. Ieri era un amore bellissimo. Solo da parte nostra. Oggi è convivenza senza passione. Da entrambe le parti. Domani sarà divorzio, se riusciremo a portare a casa congrui  alimenti. Anche in questo caso la Dirigenza (torno a usare la D maiuscola) si sta comportando al meglio. Il progetto di Raiola e del Condor era di portarlo a zero ai Gobbi nel 2018, intascando il prezzo del cartellino. Sai che bello? Una montagna di soldi e la libidine di vedere la nuova Società cornuta e mazziata. Contatti con Real e Psg sono, forse, subentrati  dopo  la reazione forte del MiraMax, che ha giustamente dato evidenza mediatica alla cosa, spiazzando il Gatto e la Volpe. I sei milioni più uno per quattro anni non mi danno fastidio. L’importante è che Raiola prenda solo una commissione normale. Già, le commissioni. Non si può generalizzare. Ce ne sono di due tipi: ragionevoli e no. Gli otto milioni per Rodrigo Ely e i sei per Luiz Adriano, per esempio, sono rapine alle casse societarie. Davvero curiosa, poi, la storia della commissione elargita dal Condor al pizzaiolo, per aumentare lo stipendio a Donnarumma, senza ottenere un prolungamento del contratto. Si è mai vista una roba simile? Ma c’è un’altra incredibile stranezza. Il procuratore incassa il doppio del suo protetto. Poche storie. Queste sono cose raccapriccianti. Potevano accadere solo al Giannino.

Nessuno di noi è un romantico ingenuo che pensa a obsolete e irreali questioni di cuore. Il numero 99 con un rinnovo sollecito avrebbe ottenuto un sacco di soldi. Poi, valutando l’evolversi della situazione, si  sarebbe trovato in una condizione invidiabile. Due le opzioni per una scelta tranquilla. Rimanere come bandiera in una squadra competitiva ai massimi livelli, se la Società si fosse mostrata solida economicamente. Andarsene senza problemi  in un club più forte, previo pagamento del cartellino, in caso contrario. Non mi sembra un ragionamento difficile da capire. Ma qui le vere poste in gioco sono i guadagni di Raiola. E questo mi fa imbestialire. I Donnarumma antepongono gli interessi del pizzaiolo a quelli del Milan. Al di là di valutazioni etiche, non mi pare una decisione intelligente. Io diffiderei di un procuratore tanto vorace pro domo sua e me lo leverei dalle scatole.

 Faccenda esami di maturità. Si può anche capire che un ragazzo, in condizioni psicologiche particolari, non si senta di affrontare un esame impegnativo. Cosa fa allora? Va dalla Dirigente della scuola o, almeno, la chiama. Spiega la sua situazione e si scusa. Si dichiara dispiaciuto e mortificato verso la commissione che, dopo aver adempiuto ai normali compiti istituzionali, si è tenuta a disposizione espressamente per lui. Insomma, si comporta da persona educata, con la testa sulle spalle. Non se ne va a Ibiza, fregandosene di tutto. Qui la maggior responsabile è la famiglia, che avrebbe dovuto indicargli la strada da seguire. Alla faccia di Raiola. Si può sentire che abbiamo l’accordo con i Donnarumma ma non con il loro procuratore? Pazzesco! Siamo su Scherzi a parte?

Discorso clausola. L’avrei preferita da 100 milioni e solo per l’estero, per una questione di principio. Ma anche 70 o 80 possono andar bene. Il numero 99 non sarà mai la nostra bandiera, perché ha scelto di essere quella di Raiola. Non andremo avanti insieme per molto. L’importante sarà monetizzare bene e, possibilmente,  non dai Gobbi. Però mi viene anche un dubbio. Consideriamo pure la giovanissima età, l’ambiente che lo circonda, i cattivi consiglieri. Il ragazzo,  comunque, non mi sembra un’aquila. Mi sa che si sia gasato troppo. Le doti tecniche non bastano per essere un campione. Ci vuole la testa. Temo che possa subire una brusca involuzione. Mica gli verrà perdonato più niente e per lui sarà più difficile giocare. Non vorrei che finissimo per trovarci prigionieri di un contratto faraonico. Scaccio il pensiero. E, comunque, è un rischio che dobbiamo correre. Sempre che la firma arrivi, eh! Non fosse così, o un cinquantello subito  o un anno in panchina a 250mila euro. Devo essere cattiva, perché quest’ultima è la soluzione che preferirei  a pelle, dal punto di vista prettamente emotivo.

Torniamo a cose belle, dai. Anzi, a cose formali, che mi piace tanto. Nel mio piccolo, anch’io ho fatto Mercato. Sono andata a comprare un paio di splendide calzature. Mi servivano per via della famigerata prova costume. Così ho figurato benissimo. Di ciabatte. Ecco, a me sembra che, dopo anni di indecenza, ora il Milan stia superando la prova costume. E io ho voglia di vederlo. Con o senza Donnarumma. Grazie, Fax e Max. Con voi due ho scoperto il piacere della bigamia. Alla faccia di mio marito. Tanto lui è interista….. Oppsss…. Lo eravate anche voi.  Me ne frego. Completatemi questo bel Mercato, fatemi sognare la zona Champions e la mia bigamia di nome MiraMax diventerà ufficiale. Forza Milan!  

Chiara

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.