La lettera scarlatta

16 giugno 2017 | Di | Rispondi Di più

Giuda minaccia querele per chi osa accostarlo a questo qui

Sbaglia chi vede in Donnarumma un Giuda. Fossi in Giuda, lo querelerei per diffamazione. Ho voluto bene al numero 99 con tutta me stessa. Questi sono i risultati. Ma la cosa strana è che ora non sto nemmeno soffrendo. Ho perso un campione, è vero. Però ho trovato una Società, per la quale provo stima, rispetto e amore. Raiola è quel che è. Io non ce l’ho tanto con lui. Sono schifata dalla famiglia Donnarumma. I genitori considerano il figlio una gallina dalle uova d’oro. Gli interessa solo trovare il becchime che ritengono adatto a fargliene produrre sempre di più. Non brillano, però, per intelligenza. Non si pongono il problema di evitare becchimi drogati. E  gettano  il ragazzo in grembo a un fornitore senza scrupoli. Chissà come sarà felice il Condor! Questa è un’altra, tremenda, polpetta avvelenata, che ci ha rifilato. L’ultima, grazie al cielo. D’ora in poi saremo finalmente liberi. La libertà ha un prezzo salato, ragazzi. Io lo pago volentieri. Ma ci sono Abate e Jack? Calma. Sono situazioni che affronteremo senza fretta. Risolveremo il problema. Definitivamente!

  Per descrivere i sentimenti che mi suscitano i Donnarumma, dovrei andare in prestito dal linguaggio delle bettole. E non voglio scadere alla loro bassezza. Il tweet del cognato è significativo. Ora staranno sghignazzando con Raiola e Galliani, i furboni. Non capiscono che il vero male non l’hanno fatto a noi ma al ragazzo, gettandolo in un tritacarne pazzesco. Sarà marchiato a fuoco con la “T” di traditore. Una lettera scarlatta più bruciante della “A” del romanzo di Hawthorne. E i traditori non piacciono a nessuno. Anche chi si avvale delle loro prestazioni per pura opportunità in fondo li disprezza. Al numero 99 non verrà più perdonato nessun errore. Una situazione psicologica pazzesca, destabilizzante, enormemente rischiosa per gli equilibri psicologici di un diciottenne. Nessuno nega che i soldi siano importanti, per carità. Tanto è vero che gli avevano offerto un quinquennale da cinque milioni. Una cifra astronomica per un ragazzino. Non è bastato. Sembra che gli assistiti di Raiola tengano agli interessi del procuratore non meno che ai loro. Quindi o clausole capestro pro domo Mino o nisba. Una cosa davvero singolare.

Qua la mano, Max e Fax! Io ho piena fiducia in voi. Mira, ti sei macchiato di una colpa davvero imperdonabile. Hai osato parlare personalmente con i genitori di un tuo giovanissimo stipendiato, scavalcando mammasantissima Raiola. Come ti sei permesso, insomma? Mica è colpa tua se ti devi rapportare con persone che aumenterebbero notevolmente la loro massa cerebrale, ingoiando un moscerino. Le cose erano state decise da tempo. Io non penso al Real. Difficile, anche se non impossibile, che si vogliano mettere in casa un Raiola’s boy. Credo che sotto ci siano i Gobbi. Il modus operandi mi pare quello tipico made in Sabaudia. Vada pure lì. Non avrà vita facile. Sarà il bersaglio di tutti i tifosi non bianconeri. E, anche in casa, subirà l’ingombrante confronto con Buffon. C’è, però, un intoppo. L’anno di transizione prima del parametro zero. Max e Fax hanno costretto l’onnipotente ad anticipare i tempi. E allora? Se ne vada subito dove vuole per 40 milioni.  Ce ne offrono 10 o 20? Rimane. E mica gli faremo mobbing, eh! Per mantenerlo in forma per la sua prossima squadra, lo affideremo alle cure di un personal trainer davvero eccezionale: Gennaro Gattuso.

Mira, mi dicono che tu sia fuori dalle grazie di Dio. Ne hai ben donde. Me ne frego dei tuoi trascorsi nerazzurri. Ora sei uno di noi! Grazie, Max! Ma in questo momento bisogna rimanere calmi. Valutare le cose con freddezza. La vendetta è l’unica cosa dolce che non ingrassa. Va studiata bene. Mi raccomando, non puntate su Neto. Non possiamo pagare ai Gobbi un portiere che hanno acquisito a zero. Piuttosto andiamo su Skorupski.  Uno scambio con De Sciglio? Potrebbe andare bene solo con un buon conguaglio per noi.  Asteniamoci da Reina, eh! E’ veramente troppo scarso. Come Hart. Ho perso un campione e un ragazzo di cui mi ero follemente innamorata. Ho guadagnato una Società. Bene così. Non mi piace fare la superiore, la buonista, l’ipocrita. Non è nel mio carattere. Niente falsi auguri al numero 99 e alla sua splendida famiglia. Ne seguirò le gesta con fastidio, sorretta dalla speranza che le cose gli vadano malissimo. Non derogo dalla mia ammirevole finezza, per dirgli dove si può ficcare quel bacio alla maglia. Sulla sua maglia io vedrò sempre una lettera scarlatta: la “T” di traditore. E neanche riesco a tifare per l’Under 21, profanata dalla sua sgradevole presenza. Occhio, ragazzo, a quando ti farai la barba la mattina. Se in qualche meandro nascosto, non raiolizzato, della tua anima è rimasto un debole barlume di coscienza, rischierai di tagliarti. Ti farà schifo guardarti allo specchio. Forza Società! Forza Milan!

Chiara

 P. S. Billy, potevi risparmiarti quelle parole. Ti hanno qualificato per quel che sei. Poca cosa. Pensa che Pier ieri si aggrappava alla tua maglia…

P. P. S. Giovanni Galli è una grande persona. L’ha dimostrato quando la vita l’ha messo crudelmente a durissima prova. Lo ribadisce ogni volta con le sue parole da uomo bello dentro. Un forte abbraccio, Giovanni.

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.