Frequenze

29 maggio 2017 | Di | Rispondi Di più

Bentornato, Rino! Qua la mano, indomito guerriero! Gigio, impara.

E chi ce lo ha portato il Giannino? Giusto che la sua deprecabile era sia finita con il marchio di fabbrica della casa: una scialba sconfitta. Io, essendo una faina, avevo fiutato la cosa. E mi sono astenuta dal vedere la partita. Ho portato il mio Ben alla manifestazione “ 4 zampe a Castellaro”. Non che lui sia rimasto entusiasta della festa, eh! Ben è uno spirito libero. Comunque, orgogliosamente accompagnato dall’ Orrendo, ha sfilato alla mostra canina. Oddio, “sfilato” è una parola grossa. Ha trascinato il suo accompagnatore giù dalla passerella, non volendone più sapere di risalire. La faccenda mi è piaciuta un sacco e non la smettevo più di ridere. “ Vedrai che ci penserà il risultato del Milan a farti passare il buon umore”, pensavo. In effetti…. A dire il vero, però, la sconfitta non mi ha procurato fastidio. E neanche mi turbo, sentendo parlare della solita, imbarazzante, impalpabile prestazione di parecchi mediocri comprimari di cui vorrei tanto liberarmi. Sono felice che il campionato sia finito, perché ci si stanca a vedere la propria squadra giocare sempre male. Questa, purtroppo, è una spiacevole sensazione che mi accompagna da una vita. Stavolta, però, non sono ammorbata e annientata dal terrore di dover affrontare un Mercato formato calvario. Sì, ora posso sperare. Mi elettrizza sentire un Ad educato e competente, che dice cose sensate e condivisibili.  Mi sembra di essere in un altro mondo. E la sensazione mi mette addosso un pizzico di euforia. Il sesto posto, secondo me, è il massimo che si potesse ottenere, data la mediocrità della rosa. Per questo, diversamente da molti, non riesco a prendermela con Montella. Il mio interesse vola verso la prossima stagione. Credo che Vincenzo meriti di affrontarla con una squadra decente. Poi si potranno dare giudizi su di lui. Era utopistico pretendere un bel giuoco, considerato il materiale a disposizione.

Ora mi libero dal passato e mi sintonizzo sulle frequenze del futuro. Senza angoscia, risentimento, paura e acredine. Finalmente torno a sperare. Nessuna certezza e nessun trionfalismo, per carità. Sto con i piedi ben piantati per terra. Saranno i fatti a parlare. Nessun dubbio, comunque, che ci troviamo di fronte ad un salutare ed impetuoso vento di rinnovamento. Fossi in Montolivo, uomo di basse frequenze sia di passi che di pensiero, non sarei così sicura di rappresentare una parte importante del nuovo progetto. Non credo si possa puntare a Modric, Nainggolan o Fabregas. Penso, però, che arrivi senz’altro qualcuno in grado di panchinarlo. Fosse pure un Biglia o un Badelj qualsiasi. O, magari, qualche giocatore che io neppure conosco, non sfogliando gli album della Panini, come fanno quelli capaci. Noi tifosi torniamo ad essere importanti per la nuova Società. E, ovviamente, cominciamo ad amarla. Questo è bellissimo. Allora, ragazzi, al di là delle legittime e naturali differenze di pensiero, sintonizziamoci tutti sulle stesse frequenze. Le frequenze delle speranze, dei sogni, dell’amore infinito per la nostra maglia, che, tra l’altro, ora è bellissima anche esteticamente. E le frequenze della Radio Rossonera, naturalmente. Dimostriamo all’avvocato La Scala e al nostro Pier di che pasta siamo fatti. Non vedo l’ora che arrivi il 6 Giugno. Si apre uno spazio di “milanismo” e di libertà che potremo occupare tutti, esprimendo le nostre opinioni. Il rossonero torna ad essere il colore dei sogni. Le emozioni non rispondono alle leggi della Matematica. Sono l’unica merce che si moltiplica, quando viene divisa. Ci saranno delusioni? Certo. Ma, condividendole, le sentiremo più leggere. La Società commetterà degli errori. E’ normale. E non possiamo pensare che costruisca immediatamente una cattedrale sulle macerie. Già sarebbe un’impresa rimuoverne una buona parte, accasando altrove un congruo numero di pippe lasciate generosamente in eredità. La sensazione che ora nelle stanze dei bottini si lavori alacremente per il bene del club è elettrizzante. Come il ritorno di Gattuso. Sono felice, Rino. Molto felice. Io e te siamo sempre stati sintonizzati sulla stessa frequenza.

Inutile girarci intorno. La prima grana da affrontare si chiama Donnarumma. Io adoro il ragazzo. E’ l’unico che mi abbia davvero regalato emozioni. L’unico campione presente nella nostra malinconica rosa. Non sono d’accordo con chi dice che, in fondo, è solo un portiere. Per me quello del portiere è un ruolo chiave. Quindi desidero il rinnovo di Gigio con tutta me stessa. Mi sembra che la Società stia affrontando bene il problema. Molto chiare e apprezzabili le parole di Fassone. Bravo anche Montella.  La proposta economica importante, come lui merita, c’è. E così pure il progetto di rafforzamento della squadra, altro aspetto fondamentale. Se Gigio e la sua famiglia decideranno di seguire altre strade, ce ne faremo una ragione. Non possiamo essere perenni ostaggi di Raiola. Ma io credo in una positiva soluzione della vicenda. Ho fiducia in Fassone e nel ragazzo. Naturale che sia disorientato da tutto ciò che accade intorno a lui. Ci penserà bene prima di abbandonare un ambiente che lo adora, per tuffarsi in un’avventura in cui i soldi sono una rete che rischia di diventare un boomerang. Se uno  ricopre d’oro te e il  procuratore per strapparti dalle tue radici, poi pretende moltissimo. Ai primi errori ti crocifigge, perché ti vuole, sì, ma non ti ama. Sei giovanissimo, Gigio. Rimani da noi, che non ti offriamo certo dei bruscolini. Diventa il nostro simbolo. Scrivi pagine indimenticabili della nostra Storia, tu che sei un cuore rossonero. Hai davanti a te tutto il tempo, per valutare come si evolveranno le cose. Hai visto l’addio di Totti, Gigio? Io mi sono anche un po’ commossa. E mi è salito pure un moto di disgusto per gli “osservatori” della nostra curva. Sono stati complici della Società pure nel rovinare la festa di una leggenda di nome Paolo Maldini. A pensarci bene, il nostro irreversibile declino è iniziato con la chiusura della “ Fossa”. E te lo raccomando il trattamento riservato dal Condor ad Ambro, l’ultimo vero Capitano.

Aspetto a breve l’ufficialità per Kessie e Ricardo Rodriguez, due acquisti che mi piacciono. E poi sono in attesa di qualcos’altro di sostanzioso. Non so se l’ho già detto, ma il mio sogno è Belotti. Non credo proprio che ci vogliano cento milioni per realizzarlo. Sarà un caso se, quando al mattino mi sveglia un “ Chicchirichì”, mi corrono piacevoli brividini lungo la schiena? Bah, staremo a vedere. Qualcuno di buono arriverà. E’ completamente cambiata la mia disposizione d’animo verso la Società e, quindi, verso il Mercato. Mi viene in mente l’Effetto Fotoelettrico. Permise ad Einstein di vincere il Premio Nobel per la Fisica. La radiazione elettromagnetica non riesce ad estrarre elettroni da una piastra metallica semplicemente in base alla sua intensità. Solo se possiede una certa frequenza minima, la cosa va a buon fine, perché il fotone è un quanto , la cui energia è direttamente  proporzionale alla frequenza. Certo, raggiunta la soglia minima, l’effetto è poi proporzionale all’intensità della luce , come prevede la Fisica Classica. In caso contrario, però, nisba. Il numero di fotoni non conta nulla, se non possiedono l’energia giusta. Altro che competitività numerica. Ecco, la frequenza con cui vibrano le corde della mia anima è aumentata alla grande dopo il closing. La dismissione del Condor mi ha letteralmente mandato in orbita. Ora i miei fotoni sono in grado di estrarre da ogni fibra del mio corpo gli elettroni dell’entusiasmo. Ovvio che l’intensità della luce dipenderà da ciò che accadrà nei prossimi due mesi. Adesso, comunque, si può sperare, ragazzi. E sarà bello farlo insieme sulle frequenze della Radio Rossonera. Un grazie all’avvocato La Scala e a tutti i promotori dell’iniziativa. Un bacione al nostro immenso Pier, che si sta spendendo alla grande per questo progetto. Vietato illudersi, per carità. Il gap che ci separa dalle prime della classe è enorme. Un conto, però, è sentire la tua Società come nemica. Un altro è vivere insieme a lei momenti di difficoltà, di sconfitte anche brucianti, sapendo che ci si adopera, nei limiti del possibile, per rendere sempre più forte il Milan.

Cala il sipario su questa stagione. Viste le scialbe premesse, io mi accontento di Doha e dei preliminari di Uefa League. Lo United l’ha appena vinta per la prima volta nella sua storia, staccando così anche il preziosissimo biglietto Champions. Già mi viene l’acquolina in bocca. Lupin non credeva alla salvezza del suo Crotone. Sono felice per lui e per una squadra che non ha mai mollato, raccogliendo alla fine un giusto premio. Mi pare che il Napoli più della Roma meritasse il secondo posto. Ma gli dei del calcio non hanno voluto che l’addio di Totti fosse macchiato da una delusione cocente. E’ stato bello così. A dire il vero, sullo sfondo c’è ancora una cosetta che ci interessa e che può incidere notevolmente sul nostro umore. Non nutro grandi speranze. In questo caso la mia frequenza va di pari passo con la lunghezza d’onda della rassegnazione. Però…. Si sa mai che una stella blanca possa brillare nella buia notte di Cardiff. Magari una Pulsar che ruota a frequenze vorticose, mandando fuori giri anche le pulsazioni del nostro cuore. Il futuro ci aspetta, ragazzi. E questa, più che la solita minaccia, sembra finalmente una promessa. Forza Milan!

Chiara

 

 

 

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.