Mancanze

19 maggio 2017 | Di | Rispondi Di più

Ragazzi, ho paura. Ho paura di essere felice. Dopo anni e annorum vedo finalmente uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Sto cominciando, sia pur timidamente, a sognare. E, brutalmente educata da tanti scempi, da tante sofferenze, temo un brusco risveglio. L’assemblea dei soci mi ha portato una ventata di aria fresca e frizzante. Una manna , dopo i troppi, fetidi miasmi che mi avevano spento ogni entusiasmo e avvizzito l’anima. Un regalo bellissimo per il mio compleanno, che, manco a farlo apposta, cade proprio il 18 Maggio. Una cosa non perdonerò mai a … quelli lì. Di avermi distrutto anche la speranza. L’anno scorso di questi tempi si ufficializzavano gli sciagurati rinnovi a Montolivo e Zapata. Avrei impalato qualcuno. Non sapevo che, per ottenere il sospirato sì del mediocre Colombiano, ci fossero voluti due milioni e mezzo di commissioni. Ma la cosa non mi stupisce. Per dilapidare costantemente, tra fatturati e buchi di bilancio, trecento milioni di euro all’anno, occorrono incomprensibili spese di commissioni a go go, finalizzate  ad acquisire delle nullità. D’altra parte, se alla proprietà andava bene così….  Perfino il cartellino di Bacca, con una clausola rescissoria di 30 milioni, è costato 33. Ho detto tutto. Io avrei potuto  capire, anche se non approvare, il depauperamento della squadra a fronte di bilanci in attivo. Insomma, la classica storia del vivere infelici e scontenti, perché costa meno. Invece no. Costi da top club a fronte di una cifra tecnica modestissima e, conseguentemente, di risultati men che mediocri. E’ chiaro che qualcosa non torna. Più di qualcosa. Alla faccia dei petrodollari e della fiscalità spagnola. Magari avessimo gestito il Milan io o Paperino. Possediamo entrambi un’apertura mentale da far invidia a certi crani glabri, duri e compatti. Con noi sul ponte di comando, saremmo rimasti stabilmente in zona Champions. Tornarci adesso, dovendo colmare un gap enorme con le altre, è molto difficile. Ma non impossibile.

Che bella un’assemblea dei soci serena, in cui l’Ad parla con competenza e risponde con disponibilità ed educazione alle domande. Incredibilmente bello e incredibilmente insolito per noi, tristemente abituati a ben altro. Io gioisco per quella che è una cosa normale. Avevo un’incredibile voglia di normalità, chiarezza, trasparenza. La mancanza di queste semplici cose mi spegneva dentro. C’erano momenti in cui non provavo nessuna pulsione. Nessuna passione. O forse mi stancavo di rimanerci male e fingevo che non mi interessasse più. La nuova Società considera i tifosi come una risorsa e non come nemici da dividere, da irridere, da turlupinare. Di conseguenza io non vedo più un nemico nella proprietà e nella dirigenza. Io e loro stiamo tornando “ noi”. E questa è una sensazione che mi rende felice. Chi tifa per altre squadre non può capire quel che provo. Nessuno ha vissuto un’esperienza brutta e devastante come la nostra. Per fortuna è finita. E io…. coltivo il fiore della speranza. A me i nostri Cinesi non piacevano. Troppi slittamenti e Mercati condivisi da schifo. Mi aveva messo in allarme pure il rifiuto di Maldini. Questi non hanno i soldi, mi dicevo. E, senza grana, che cappero vogliono fare? Certo, peggio di come siamo messi non possiamo andare. Meglio un salto nel buio del fatiscente Ancien Regime. C’era chi, come Lory, Gio e altri, rimaneva incrollabilmente ottimista. Io, lo confesso, ci credevo poco. Solo una timida, timidissima speranziella, che annegava in un mare di dubbi e di paure. Le angosce, i timori erano alimentati dalla brutta visione di un Condor sempre baldanzosamente in sella.

E ora? Ora spero, ragazzi. Anche se ho paura di farlo. Le notizie su Ricardo Rodriguez e Kessie sono musica per le mie orecchie. Temo, però, che gli acquisti alla fine sfumino. La mia anima, martoriata da lunghissimi anni di mancanza di speranza, sta sempre sul chi vive. A proposito di mancanze, Montolivo ha avuto il coraggio di dire che la sua si è sentita poco per le buone prestazioni di Loca prima e di Sosa (??!!) poi. Caro Riccardo, mi sei mancato così tanto che, quando sei tornato, ho avuto nostalgia della tua assenza. Mi sono piaciute molto, invece, le parole di Ambrosini. Io considero Massimo l’ultimo nostro, vero capitano. Ritengo chiusa l’avvilente era del Giannino. La prova? I nostri dirigenti lavorano in sede e non al ristorante. Certo che noi tifosi rischiamo di andare in crisi di anoressia, eh!

Anche se non voglio, mi trovo a sognare per il Mercato. Non so se ho capito bene, perché lui è sempre cripticamente suggestivo nella sua asciutta semplicità. Mi pare, comunque, che gre_no_li sogni Belotti e Nainggolan. Magara! Impazzirei di gioia per quei due. C’è chi parla addirittura di Modric, un campione per il quale sarei disposta a chiudere tutti e due gli occhi su età e fragilità fisica. Francamente mi sembra troppo. Dovendo costruire sulle macerie, non possiamo colmare subito tutti i buchi del nostro organico. Oltre al tempo, occorrono soldi e capacità. Pare che non manchino né gli uni né le altre. Lu Bo, Haixia rendono più lievi i miei timori sul prestito di Elliot. Comincio a sentire pruriti, pizzicorini di cui non ricordavo nemmeno più il sapore. Neanche mi ha fatto male la vittoria dei Gobbi in Coppa Italia. Cappero, sono furie scatenate. Braccano in continuazione l’avversario in ogni zona del campo. Oltre alle doti tecniche possiedono una determinazione, una cattiveria agonistica davvero impressionanti. Allegri ha subito una trasformazione caratteriale simil Pirlo. In ogni caso, io spero nel Real, anche se sarà dura. Ma ora mi interessa il Milan, che è un luogo dell’anima e una parte importante della mia vita. La voglia matta di Milan tracima da ogni fibra del mio essere. Desidero tornare a calibrare i miei impegni su quelli della squadra. Già mi vedo a palpitare, soffrire, gioire. Eccomi lì ad emozionarmi, ad ubriacarmi di Milan.  Comincio ad acquisire fiducia in Fassone e Mirabelli. Checchè ne pensi il buon Riccardo, non credo assolutamente che mirino a partire con Montolivo titolare. Tutto mi sembrano, fuorchè deficienti. E vale lo stesso discorso per Montella. Musacchio, sinceramente, non mi entusiasma. Oltre ai tanti infortuni, è troppo viva nella mia mente la figuraccia rimediata dal ragazzo con Dzeko. D’accordo, poi l’ho seguito ben poco. E, se uno avesse giudicato Nesta sulla base di quel derby in cui Montella gli fece vedere i sorci verdi, segnando 4 gol…. Paragonare, però, Musacchio a Nesta è blasfemo. Punto. Se lo prendessero, comunque, me lo farei andare bene. Sono curiosa pure di vedere quante pippe riusciamo a sbolognare. L’impresa, considerati gli ingaggi elevati, si presenta davvero ardua.

E ora pensiamo al Bologna. Credo che il Napoli faccia il suo dovere e voglio guadagnare subito i preliminari di Uefa, senza correre rischi a Cagliari. E poi è ora che la squadra regali la prima vittoria alla nuova Società. Ma sarà dura, perché siamo quel che siamo e non c’è Suso. La sua mancanza si farà sentire, vista la povertà tecnica della nostra rosa. La mancanza che mi ha fatto più soffrire è quella del Milan. Da lunghi anni si è perso nei gorghi del Giannino. E’ giunta l’ora che ritorni. Vedere la Società che a Maggio lavora alacremente per il Mercato  mi elettrizza. E mi dà una grande fiducia. Mamma mia, come ci avevano ridotto. L’odio verso chi ci ha distrutto era amore per i nostri colori. Un amore immenso che non è mai morto e che non morirà mai. Un grande grazie a Giuseppe La Scala e all’Apa. I nostri cuori battono all’unisono con i loro. Da una vita non aspettavo il Mercato con una certa frenesia. Questo mi sembra già un miracolo. Forza Milan!

Chiara

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.