Mescite

11 marzo 2017 | Di | Rispondi Di più

Bacca ha dedicato il gol a Pesh, complimentandosi per la sua laurea

Rigore dubbio a recupero scaduto al Gobbentus stadium. Ce n’è più che a sufficienza per farmi salire l’adrenalina. A prescindere dalla piena consapevolezza dell’inferiorità della mia squadra rispetto ai rivali. Quando l’adrenalina sale, l’educazione scende.  I vasi comunicanti mi fanno un baffo in questi casi. Così m’esce un un’imprecazione, un robusto e diretto riferimento al fertilizzante organico.  Sarà forse perché mi interessano le sorti dell’agricoltura…  M’esce pure una bella litigata con il mio piccolo mostro juventino, sublimata da una similitudine alata. Una roba originale e poetica da far invidia ad Omero. Le dico che i Gobbi sono dei sacchi. E, siccome non mi piace restare sul vago, specifico anche la natura della materia, dalle discutibili proprietà organolettiche, che tracima da questi sacchi. Poi mi calmo. A forza di “M’esce” vado a  mescere il vino aspro della partita. Riconosco la netta superiorità delle zebre. Insomma, loro hanno una Società che è una macchina da guerra. Noi una Corte dei Miracoli. Loro hanno una squadra forte e ben assortita. Noi siamo forti nello scouting dei ristoranti. E adesso non disdegniamo neppure McDonald’s e pizzerie, eh! Sommando i distacchi che ci infliggono da anni, andiamo ben oltre le capacità di calcolo di un normale pallottoliere. Però….. Gli auguro di uscire dalla Champions con un rigore dubbio a tempo scaduto. Magari dopo che non gli è stato convalidato un gol con palla entrata di un metro.  Noi siamo poca cosa, per carità. Ma neppure Davide avrebbe battuto Golia, se lo avesse incontrato al Gobbentus Stadium. Gli si sarebbe inceppata la fionda. O forse qualcuno gli avrebbe rubato il sasso.

Cosa mi resta della partita? Ho gli occhi, il cuore, l’anima pieni di Gigio. L’idea che se ne possa andare, magari proprio a Torino, mi provoca un dolore lacerante, anche fisico. Cerco di aggrapparmi alle sue lacrime, alla sua rabbia, al bacio alla maglia. Tutte cose che mi hanno commosso. Gigio, tu non hai una faccia da Juve. Bonucci, Pjanic, Dybala ce l’hanno. Tu no! Mi tiro un po’ su. Poi penso malinconicamente alla nostra Società di pagliacci . L’unico modo di liberarcene sembra quello di cadere in mano ad altri pagliacci in salsa orientale. E mi corrono lunghi, terribili, gelidi brividi giù per la schiena.  Il Condor si è ringalluzzito. Pare lui il padrone del vapore. E la caldaia delle mie ribollenti frustrazioni non ha neppure più la valvola di sfogo di un closing ormai diventato una barzelletta. La stella Trappist-1 con i suoi sette pianeti, tre dei quali abitabili, si trova a soli 39 anni luce da noi. Supponiamo che uno sia tornato sulla Terra da lì. Sentendo certe dichiarazioni, penserebbe che, oltre a una proprietà encomiabile, abbiamo una dirigenza bravissima. Sempre a caccia di campioni. L’ultimo scovato con mirabile intuito è Sosa. Un fulmine di guerra, al quale dobbiamo chiedere scusa. Ora, io sarò anche un’anima semplice, venata di ignorante cafonaggine. Ma, se il migliore dei centrocampisti è il sincopato Ualla, vuol dire semplicemente che il nostro reparto centrale fa schifo. O no? La magnifica gestione societaria produce ottavi, decimi, settimi posti, con costi enormemente superiori a quelli di squadre che ci bagnano regolarmente il naso. Chi dovrebbe chiedere scusa? Ma andate nel sistema di Trappist-1! E portate con voi anche Yanghong Li, le sue caparre e i suoi ineffabili finanziatori! Che sciocca sono.  Anche volendo, non sapreste proprio dove andare a recuperare i misteriosi componenti della cordata.

La mescita dei miei sentimenti, delle mie emozioni porta a un cocktail amarissimo. Ma io conosco il significato del verbo mescere? Sì. Una maestra lo spiega ai suoi bambini. Poi chiede di fare degli esempi, per vedere se hanno capito. Anna alza la mano. “ La mamma mesce la minestra.” Bravissima!” E’ il turno di Giovanni. “ L’oste mesce il vino.” “ Fantastico! Dai, Pierino, ora tocca a te.” “ La mamma mi ha comprato un paio di mutande nuove. Sono troppo strette. M’esce una palla.” La palla di Higuain, uscita a fil di palo a novantesimo già scoccato, dopo il giusto secondo giallo a Sosa, mi fa tirare un enorme sospiro di sollievo. A dire il vero, qui me la prendo più con Poli che con Ualla. Era lui, entrato da poco e con la fedina penale ancora vergine, a dover stendere Asamoah, invece di ritrarre la gamba. ll successivo, ennesimo miracolo di un meraviglioso Gigio mi strappa un urlo di gioia. Dai, che è fatta! Siamo al novantaquattresimo e i quattro minuti di recupero sono scaduti. La nostra situazione resta quel che è, purtroppo. Ma un pareggio, strappato con le unghie, con i denti e con un po’ di fortuna in casa di quelli lì, non è da buttare via. Guarda che brutte facce hanno! Poi , al novantacinquesimo, il patatrac. Da tempo Romagnoli si poneva davanti agli avversari con le mani dietro la schiena. Sapeva bene che l’arbitro Massa, quello del gol annullato a Pjanic, non aspettava altro che l’occasione per fischiare un rigore. E ti raccomando i suoi assistenti Banti e Doveri, che ricordo con estremo piacere dopo Udine e Bologna. De Sciglio non è così intuitivo. E fornisce il pretesto su un piatto d’argento. Prima con un liscio pauroso aveva dato a Pjaça l’opportunità di rifarsi del gol annullato all’andata. Ora l’arbitro può mettersi in sintonia con il Gobbentus stadium. Tanto noi non abbiamo una Società e domani si parlerà di Sassuolo Milan…

L’animo umano può essere complicato, ma anche semplicissimo. Avessimo pareggiato, avrei fatto la cronaca. Oddio, non è che  ci sia stato molto da parte nostra, eh! Lo splendido gol di Bacca sulla stupenda azione di Deu. Poi i miracoli di un eccezionale Gigio e poco altro. Ma quel rigore maledetto a tempo scaduto mi ha tolto ogni voglia. Ripensando al mio pre, trovo una donna rassegnata alla sconfitta. La designazione di Massa mi dà un po’ fastidio.  Non me la piglio, comunque, più di tanto, preoccupata come sono dal nostro centrocampo. Sosa, Pasalic, Bertolacci, Vincenzino? Dimmi che non è vero! D’accordo, hai ben poco tra cui scegliere. Ma non era meglio partire con Kucka e Locatelli? Vengo a sapere che Manuel è tornato a Milanello per via della febbre. Almeno Juraj, però, dai! Suso non ce la fa. Pazienza. Dai, che anche Einstein è con noi! La Massa moltiplicata per il quadrato della velocità della luce ci darà un sacco di energia. Poi penso alla velocità di Sosa e Pasalic e l’ondata di ottimismo scema in una mortificata risacca. E l’energia di Bertolacci? Te la raccomando. La partita? Stop. Non ne parlo. Dico solo una cosa. Vincenzino, cosa ti ha fatto Lapa?

E adesso? Solita, stucchevole, pantomima su questo surreale closing. Solito, maledetto stallo e avanti così, farneticando su 150 milioni in acquisti da parte di gente di cui si sa una sola cosa. Ammesso che esista, non riesce a mettere insieme i soldi per chiudere la trattativa. Ad Aprile ci sarà un altro rinvio, giusto per compromettere definitivamente il rinnovo di Donnarumma e il Mercato estivo. Condor baldanzoso, Berlusconi al McDonald’s, Cinesi assenti come Fassone e Mirabelli. Maiorino sugli scudi. Le altre pensano a rinforzarsi e noi fermi, a guardare le ombre cinesi. Neanche mi posso godere il mio fantastico Gigio. Neppure voglio più interessarmi di closing, di caparre e di scemenze su recenti verifiche sulla provenienza del denaro. Solo adesso dovrebbero averle fatte? Chi ha seguito trattativa? Fior di professionisti o Qui, Quo e Qua? Che i pagliacci che ci guidano siano nostrani o vengano da Oriente, poco cambia. Neanche so quale sia la prossima partita. Incredibile per una come me che viveva di Milan e sulle gare del Milan parametrava i suoi impegni. A questo mi hanno ridotto. Sei contento, Silvio? Va’ pure a mescere le tue caparre. Io? M’esce una rabbia, ragazzi…. Vorrei mettere a ferro e fuoco Casa Milan e via Paleocapa. Vorrei distruggere la muraglia cinese. Vorrei che nascesse un azionariato popolare. Vorrei un po’ di rispetto per il luogo dell’anima chiamato Milan. La squadra, per poco che valga, non l’abbandono. Deu ha dei numeri da campione. Peccato solo per un dettaglio insignificante. E’ un prestito secco. Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi. Come può lo scoglio di una Società ridicola e imbarazzante arginare il mare della nostra passione? Lo può fare, purtroppo, se non riusciamo, curva o non curva, a far tracimare questo mare in contestazioni  poderose, che conquistino la ribalta delle cronache nazionali. Meno male che Kundera non è nato in questi anni. Ha evitato il  terribile rischio di chiamarsi Giannino. E di scrivere “ L’insostenibile pesantezza dell’essere.” Chiudo qui. Altrimenti m’esce di tutto. Almeno i nostri ragazzi, per modesti che siano,ce la mettono tutta e non hanno facce da Gobbi. Speriamo che il più bravo non abbia un futuro in bianco e nero. Per De Sciglio, se ben pagato, si potrebbe anche discutere. Forza Milan!

Chiara

 

 

 

 

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.