Inferni e dintorni

5 marzo 2017 | Di | Rispondi Di più

Bacca ha dedicato la sua doppietta a Pes!

Fatto il Chievosing! Mentre una banda di matti imperversava sul Night, fregandosene della partita, la squadra dell’ottimo Maiorino e del divino Imperatore dei Mercati tutti massacrava i Pandori. E io c’ero. Ho visto e udito cose che voi Nightiani….. Bacca due gol, claro? E una meta su rigore. Silvio nostro dice che i Cinesi, gente affidabilissima, hanno chiesto una piccola, normalissima proroga. Che sarà mai? Perché tanti buzzurri si sono imbufaliti? Facciano come i gentiluomini della curva. Stiano ad osservare. Ad ammirare lo spettacolo di Galliani al lavoro e ad applaudire la genialità con cui viene condotta la trattativa della vendita. Ora io non so più se i Cinesi esistano oppure no, anche se sono ancora orientata sulla prima ipotesi. E’ fuor di dubbio, però, che, ammesso che esistano, sono squattrinati. Se non riescono a raccogliere i soldi per l’acquisto, come potrebbero avere quelli per rinforzare la squadra? Ma, secondo Silvio nostro, Fininvest e i tifosi devono stare tranquilli. Tranquilli? Di più. State sereni, tifosotti.  

Si narra che Mosè, dopo aver ricevuto le tavole dei Dieci Comandamenti, esclamò: “ Ma allora dillo, che non si può fare niente!” Si narra che Chiara, dopo aver sentito certe dichiarazioni, esclamasse : “ Ma allora dillo, che sei deficiente!” Io credo che nessuno nell’intero orbe terracqueo sia messo male come noi. La nostra surreale situazione è analoga a quella del tipo che muore e si presenta davanti a S. Pietro. “ Caro, tu sei un simpatico mascalzone. Mi spiace, ma ne hai combinate troppe. Ti devo inviare all’Inferno.” “ No, S. Pietro, dai. Ti prego, mandami in Purgatorio.” “ Non posso proprio. Però ti do la possibilità di scegliere tra l’inferno italiano e quello cinese. Vieni con me.” I due si avviano verso l’inferno italiano. I condannati si dibattono in un mare di m…. Quando cercano di tirar fuori la testa, un diavolo tira loro una martellata e li ricaccia sotto. “ Ma che schifo, S. Pietro! E’ orribile. Portami all’inferno cinese. Speriamo bene…” Arrivano e si ripresenta la stessa scena. “ Per fortuna che ti sono simpatico! Mi hai preso per in giro, S. Pietro! Ma che razza di scelta, è?” “ No, caro. Dammi retta. Scegli l’inferno italiano e starai meglio.” “ Perché, di grazia?” “ Eh, nell’inferno italiano una volta non ci sono i martelli, un’altra scioperano i diavoli, un’altra ancora manca la m……”

Insomma, ragazzi, cerchiamo di sorridere, ma il nostro cuore è pieno di amarezza. Mai al mondo si sono viste squallide farse del genere. Mai! Tutti ci pigliano per i fondelli. L’ironia è il porto in cui ci rifugiamo, per sfuggire alle tempeste di ira e di frustrazione che ci flagellano il cuore e l’anima. Anche i risultati della squadra fungono un po’ da placebo. Molti di noi sono anime semplici , che, volenti o nolenti, guardano la partita, soggiogati da una maledetta attrazione fatale per le maglie rossonere. Fino a quando, però, la rabbia che ci pervade troverà un argine nella risata, a volte sguaiata, ma sempre amarissima? Lorsignori credono di aver risolto il problema, tenendo al guinzaglio una curva ridicola almeno quanto la Società. Noi ci sentiamo rappresentati dall’Avvocato La Scala. Gli imbecilli che ci guidano dovrebbero ringraziare Giuseppe. Lui, con la sua passione, con la sua intelligenza, dà un senso al nostro essere profondamente rossoneri. I buzzurri non evoluti non si sentono rappresentati da questa sottomarca di Società, che ha creato un essere deforme e vorace di nome Giannino. La vivono come il principale nemico del Milan. A questo punto siamo arrivati, dopo un percorso lungo, doloroso, martoriato. Galliani non lo prendo neanche in considerazione. Emblematica la risposta spocchiosa e sprezzante data al piccolo azionista, che parlava, preoccupato, di Donnarumma. Qui siamo in assemblea e non si fanno chiacchiere da bar. Io sarei uscita dalle grazie di Dio. “ Ah, già, lei snobba i bar. Gli affari li tratta al ristorante. Ma non si vergogna? Negli ultimi 10 anni, tra fatturati e buchi di bilancio, ha speso, contati a spanne, circa tre miliardi di euro. Risultati? Uno scudetto e due Supercoppe italiane, l’ultima delle quali miracolosa. Una proprietà che supporta una tale gestione è imbarazzante. Fosse dipeso da me, lei al ristorante andrebbe da anni e annorum a spese sue, a trattare gli affaracci suoi.”

Ma il Condor, a ‘sto punto, non mi interessa. Perché, Silvio, hai lasciato che ci riducessimo così? Perché, maledizione al secchio? Siamo una barzelletta sulla bocca di tutti. A cosa ti è giovato? Non ti rendi conto che sarai ricordato più per i disastri che per le meraviglie? Proprio quel che sei stato rende incomprensibile e amarissimo ciò che sei diventato. Se tu non hai rispetto di te stesso, come puoi pretendere che ce l’abbiano gli altri? Tanto più se soffrono da cani, vedendo che calpesti un luogo dell’anima, che avevi reso stupendo. Come puoi portare in pompa magna un amministratore delegato così palesemente inadeguato? E’ inutile girarci intorno. Il principale colpevole sei tu, Silvio. Chi credi di tranquillizzare con le surreali rassicurazioni sulla solidità di questa misteriosa e scalcinata cordata cinese? Sei dissociato dalla realtà? Ma dai, su! Non fai che affogare sempre più nel ricolo. Un pozzo senza fondo, purtroppo.

Non so quale sarà la prossima puntata della pantomima, ragazzi. E non so neppure cosa augurarmi. A questo sono ridotta. Qui si è tra la brace e… la brace. Io, sinceramente, non ci ho capito un cappero. Ogni possibile teoria ha alcuni elementi a favore e altri contro. Inutile spremersi il cervello. La logica qui non ha cittadinanza. Penso che navighiamo in un mare di menefreghismo e incompetenza. Ma, se molti tifosi rossoneri sono nauseati e pensano che l’incapacità, da sola, non possa spiegare tutto, chi di dovere dovrebbe riflettere. Figuriamoci. Che fare? Ci vorrebbe una contestazione dura sotto Casa Milan, che prosegua fuori e dentro lo stadio. Sapremmo bene cosa dire. Supporteremmo con  proprietà di linguaggio concetti, argomentazioni, ragioni, che sono tutte dalla nostra parte. Già, ma in questi casi, per avere efficacia, per suscitare un clamore mediatico, per mettere paura a lorsignori, bisogna essere in tanti. Fossimo quattro gatti, sai che risate si farebbero? E quindi ci vuole una capacità organizzativa che noi non abbiamo. Questa è la realtà. Le possibilità per muoversi in questo senso le avrebbe la curva. E noi le andremmo dietro. Purtroppo, però, i suoi capi sono foraggiati dalla Società e con lei dividono colpe e vergogna. Stanno ad osservare, loro… Pagliacci!

Come dicevo all’inizio, io la gara l’ho vista. Penso che l’abbiano fatto anche altri utenti, magari in incognito, considerata la serata particolare del night. Molti, però, probabilmente non l’hanno seguita, impegnati e divertiti in una serata che voleva essere demenziale proprio come la nostra Società. E allora vi dico che la partita è stata un po’ maleducata. Insomma, ha voluto cominciare senza di noi.  Non poteva aspettarci? Per una ventina di minuti c’è stato solo il Chievo. Poi il gol di Bacca, seguito da un’enorme occasione per loro.Tiro a colpo sicuro nel cuore dell’area bucato alla grande. A questo punto siamo cresciuti, creando qualche bella occasione. Mi spiace un sacco per Suso che deve uscire per un problema muscolare, si spera di non grave entità. Tra capo e collo arriva l’inesistente rigore per il Chievo. Pareggiano. Niente paura. Rigore anche per noi! Bacca realizza una meta. Mannaggia…. La ripresa inizia in modo abbastanza promettente. Bacca fa una cosa bellissima, che non gli avevo mai visto fare. Si libera di un paio di difensori. Si incunea in area, presentandosi davanti a Sorrentino. Tira! Alto. Mannaggia…. Entra Lapa e non per Carlos! E dai, Vincenzino. Finalmente andiamo di 4-2-4! Ma come? Qualcosa non mi torna. Fuori Loca. Insomma, Vincenzino, come possono essere Sosa e Bertolacci i due di centrocampo? Io avrei sostituito loro con Lapa e Kucka. Qui andiamo a perderla. Invece…. Corner. Uno dei nostri la spizza e Bacca la insacca sul secondo palo. Penso all’amico Pes e sono felice anche per lui. Intuizione Birsa fa uno splendido tiro. Fenomeno Gigio compie un prodigio. Kucka sostituisce Bacca, che stavolta esce tra gli applausi. Ocampos si guadagna un rigore, perché una sua zappata sul terreno viene scambiata per un fallo dell’avversario. Lapa lo segna. La traversa trema ancora per una botta di Cacciatore, lasciato inspiegabilmente libero a due passi da Gigio, e la partita finisce. E ora?

Non posso  dire che tiferò per il Cagliari, perché porto male. Quindi non lo dico. La partita che mi interessa, però, si gioca fuori dal campo. E io non so per chi tifare. Nemmeno so con certezza se si tratti davvero di giocatori diversi. In ogni caso, sono entrambi molto scarsi. Cappero, che belle prospettive abbiamo. Ma non dobbiamo cedere alla umanissima tentazione di abbandonare tutto. Non molliamo, ragazzi! A costo di rovinarci il fegato. Noi il Milan lo amiamo! Tu, Sivio, un po’ meno. Che dici, andiamo ancora di caparrina? Fantastico! Silvio, ti sorridono i conti. Silvio, le caparrette ti fanno ciao! C’è poco da ridere. Molti buzzurri, alla cui schiera una persona seria come me non appartiene, pensano che Heidi possa essere un presidente più affidabile di te. E addirittura che Nebbia sia più bello di Dudù. Il diavolo è all’inferno. Non si sa se italiano o cinese. Il Paradiso può attendere. Speriamo di aver vita a sufficienza per veder premiata l’attesa. Gobbi, tremate. Stiamo arrivando! Abbasso il Giannino. Viva il Milan!

Chiara

P. S. Grazie, Giuseppe!

   

 

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.