I Bronzi di Riace

20 febbraio 2017 | Di | Rispondi Di più

Dovevamo vincere contro un’avversaria diretta. Missione compiuta. In questi casi importa poco come. Nel primo tempo abbiamo mostrato qualche bello sprazzo di gioco. Nel secondo no. La Fiorentina ci ha schiacciato nella nostra trequarti, creando, però, una sola vera occasione da gol. Quella sprecata da Sanchez  con il tiraccio da due passi finito sopra la traversa. Che siamo modesti lo sappiamo. Non avessero vinto gli Orrendi, sarebbe stata una splendida Domenica. Cappero, pure Gabigol ci si è messo! Pazienza. Delizioso il gioiello di Deu. Purtroppo giochiamo senza centravanti. Mi spiace per Peshu, che è un simpaticissimo ragazzo, ma Bacca quest’anno è veramente nullo. Non che sia mai impazzita per lui. L’abbiamo pagato e stipendiato a peso d’oro, regalando, oltretutto Rami al Siviglia. Questi sono i tipici affari del Condor. Ma la stagione scorsa Carlos era più vivo in zona gol. Tenendo conto del centrocampo e del vero nueve, non credevo che avremmo vinto. Anche perché immaginavo che la catena di sinistra avrebbe avuto seri problemi. E in effetti… Insomma, con Vangioni reduce dalla sbornia Felipe Anderson, supportato in fase difensiva da Deu….. Invece l’abbiamo sfangata. E neanche in modo immeritato, considerando che abbiamo avuto più occasioni di loro. Il gol di Kalinic è pure viziato dal fuorigioco di Chiesa, un tipetto sveglio che mi piace un sacco. Sosa, finchè ha avuto un po’ di benzina, non è stato malaccio. Belle aperture e anche qualche buon pallone recuperato, come quello che ha innescato il cammeo di Geri.

Ho sorriso, quando Suma, esaltato da Ualla, se l’è presa con i “criticonzi”. Qual è l’etimologia del neologismo? Be’, la prima parte è facile. Il tifo rossonero è infestato da maledetti criticoni che hanno duramente contestato l’acquisto di Sosa. Somari! Questa è stata una geniale intuizione dell’Imperatore del Mercato. Ma la seconda parte? Difficile interpretarla. Ci sono le cose vere e quelle supposte, diceva Totò. Lasciamo da parte le prime. Ma dove mettiamo le supposte? Bah! Comunque una supposizione sono in  grado di farla. Sì, certo!   “ Onzi” deriva da “bronzi”. Io me lo vedo qualche disgraziato non evoluto, impregnato del suo smisurato ego.  Eccolo lì, il tapino. Si crede più intelligente e perfino più bello di Galliani. Prende in prestito il cartonato di Ruiu, e, invece di “ E chi ce l’ha portato?”, gli urla : “ Sono un Bronzo di Riace. Quale sono? Quel che più ti piace.” Il Condor, nella magnificenza giustamente cantata dai suoi aedi, potrebbe tranquillamente stenderlo, ribattendo: “ E io fatto paio da Fidia. Anche ai Bronzi faccio invidia.” Ma Adriano nostro, modesto com’è, non lo farà mai. Leonardo dice che Galliani è l’Università del calcio. Tutte le opinioni sono rispettabili, per carità. Ehi, Leo, vorrei dirti una cosa. Ripensa alla tua “promozione” ad allenatore. Non è che lui temesse che tu, da dirigente, potessi fargli ombra? Il “promoveatur ut amoveatur” mica l’ho inventato io, eh!

Scherzo. Un po’ perché sono una baluba, d’accordo. Ma anche perché, ho quasi paura a dirlo, spero che il mio caro, vecchio Milan possa avere un futuro. Insomma, una lucina in fondo al tunnel. Basta. Taccio. Le delusioni possono essere dietro l’angolo e il confine tra speranza e illusione è labile. Ripenso ai “criticonzi”. Mi viene ancora da ridere. Qualcuno, credo Leopardi, diceva che un sorriso aggiunge un filo alla trama della vita. Aggiungiamolo, dai! Mi torna in mente un proverbio persiano. A poco a poco un filo di lana diventa un tappeto. Ecco, Silvio. Tu avevi creato uno splendido tappeto. E noi volavamo felici, sulle ali di un sogno chiamato Milan. Mai avrei immaginato che sarebbe finita così. Intendiamoci, io non pretendevo di avere sempre il meglio. Mi sarei accontentata di scendere dal tappeto e di tessere a poco a poco un altro filo. Ma tu l’hai brutalmente reciso con una cesoia di nome Adriano. Sarebbe bastato gestire con intelligenza le risorse, per continuare ad essere competitivi almeno in Italia. Abbiamo vissuto infelici e scontenti non perché costasse meno. Semplicemente perché i soldi sono stati gettati in un vortice di acquisti senza senso. Le guide dei nostri Mercati? L’album Panini e gli interessi di alcuni procuratori. Nessuna competenza tecnica. Pure Barbara l’aveva detto con chiarezza. Per un attimo mi sono illusa. Niente da fare.  E adesso?  Spero nei filati cinesi, pensando alla Via della Seta.

Torniamo alla partita. Il mio pre è tranquillo. Peccato per il finale di Bologna. Si stava mettendo così bene… La formazione ormai mi interessa poco. Non è che le scelte a disposizione di Montella siano intriganti. Vincenzo, io avrei messo Bertolacci e Loca al posto di Pasalic e Sosa. Che vuoi, Pasa è un prestito secco e Ualla, che pure ha fatto discretamente a Roma, non profuma certo d presente e di futuro. Dipendesse da me, giocherebbe Lapa e non Bacca. Ma si tratta di quisquilie. Il primo tempo scorre via abbastanza gradevole. Sussulto tre volte. Due per i gol e una sul palo di Pasalic. La perla di Deu riscalda il mio cuore.  Mi arrabbio un po’ sul fuorigioco ingiustamente fischiato a Bacca, con Geri liberato davanti a Tatarusanu. Torniamo negli spogliatoi con un risultato meritato e una prestazione tutto sommato positiva. Devo onestamente ammettere che il migliore è stato Sosa. Questo dice tutto. La ripresa è una sofferenza. La Fiore ci schiaccia all’indietro e noi non riusciamo a ripartire. Sembra che a giocare Giovedì in Uefa League siamo stati noi. Però  mi sento davvero persa solo una volta. Sanchez, per fortuna, ci grazia. Alla fine riusciamo pure a creare una clamorosa palla gol, che Abate spara su Tatarusanu. Bella l’imbucata di Bertolacci. Lui ha nelle sue corde la verticalizzazione filtrante. Peccato non possieda tante altre qualità. Quando, appena entrato e quindi freschissimo, ha tentato una fiacca ripartenza e si è fatto recuperare da dietro, l’avrei impalato. Vincenzino, mi è piaciuto il passaggio alla difesa a tre, anche se per farlo hai dovuto mettere per forza Zapata. Preferisco la concretezza ai voli pindarici. E mi tengo stretti questi tre punti.

Aspettando il closing, il rinnovo a Gigio e il blitz su Belotti, fantastico su quello che dovrebbe essere il futuro centrocampo. Appena appena, però. Mica mi fido troppo della nuova proprietà. Intendiamoci, farebbe presto a conquistarmi. Come sarebbe bello poter contare su un Mercato estivo fatto bene. Con disponibilità economica, certo. Ma anche con intelligenza. Come sarebbe bello avere finalmente una Società all’altezza, pensando alla quale “io e lei” torni a trasformarsi in “noi”. Voliamo basso, dai. Adesso ci aspetta un’insidiosa marcia su piastrelle che si sono dimostrate spesso ostiche. Speriamo di non incorrere nell’ennesimo scivolone. Prima vedremo la Champions degli altri. E poi…
Mercoledì so bene per chi tifare. Quando non ci sono di mezzo Gobbi e Orrendi, io mi schiero sempre con le squadre italiane. Però ho qualche dubbio sul Napoli. Intendiamoci, andrei di azzurro senza remore, non fosse per il timore di facilitare, con l’eliminazione del Real, il cammino bianconero verso il triplete. Il Barça è già è praticamente fuori …. Chissà quando anche noi….. Tengo a freno l’immaginazione. Mi godo il mio Gigio quasi maggiorenne e non prendo in considerazione l’eventualità che me lo possano portare via. Per me sarebbe un colpo mortale. Lui è il mio Bronzo di Riace. Quale? Quello che più mi piace! Forza Milan!

Chiara

 

 

 

 

 

 

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.