Tempi e modi verbali

9 febbraio 2017 | Di | Rispondi Di più

Rosa Milan 1985-86

Sììììì!!!!!! Sul gol ho urlato alla grandissima, come non accadeva da anni. Manco stessimo vincendo una finale di Champions. Un’esultanza profonda, selvaggia, eruttata da un vulcano di rabbia in faccia a Doveri. Insomma, saremo anche nervosi, scarsi e polli. Non discuto. Ma è possibile che agli altri sia sempre concesso di tutto e di più e che sui nostri si aprano puntualmente cateratte da cui piovono fiumi di cartellini gialli?  Non ho ancora digerito la brutta, beffarda faccenda De Paul e mi trovo in nove contro undici al Dall’Ara. Già in dieci sarebbe stata dura. A maggior ragione, considerando l’infortunio di Romagnoli. Lo sostituisce Zapata. Brrr!!!!! Sul secondo giallo di Paletta il dubbio che Gabriel non abbia toccato l’avversario è concreto. Diventa certezza, vedendo i replay. A velocità normale ci sta che l’arbitro dia credito al tuffo del Bolognese, mi dico. E Kucka doveva stare più attento, visto che aveva ricevuto da poco un severissimo giallo, d’accordo. Però….. Doveri poteva anche lasciar correre. Il sospetto che altre squadre in identiche situazioni non sarebbero rimaste in nove è forte. E allora divengo preda di un tumulto interiore. All’improvviso la partita mi coinvolge emotivamente in modo pazzesco. L’avvilita, apatica frustrazione di tante altre volte lascia il posto a una tempesta di passioni.

Non penso neanche più al closing, che per noi è la madre di ogni cosa, ormai. Schiumo. Ribollo. Dai, ragazzi! Andiamo a vincerla contro tutto e contro tutti. Anche contro il buon senso. Vincenzo, togli Bacca. Tanto con lui giochiamo sempre e comunque in dieci. Anzi, ancora peggio. Carlitos nostro sembra schierato con gli avversari. Non tiene mai una palla e spesso innesca le loro ripartenze, come nell’occasione in cui Krejci si presenta solo davanti a Donnarumma. Gigio si supera in una splendida uscita bassa e devia il tiro in angolo. Bacca è un uomo d’area? Non più, purtroppo. Si nasconde dietro i difensori. Non è mai al posto giusto al momento giusto. Nel bell’inizio, in cui sembra che possiamo fare un boccone del Bologna, lui risulta non pervenuto. Sul guizzo di Deu, che si impadronisce di  un loro retropassaggio al portiere, non si fa vedere. Così Geri tira da posizione ravvicinata ma defilata su Da Costa. La respinta viene raccolta da Pasalic che spara alto da due passi. Noooo!!!!!! Io impalerei il ragazzo, ma Bacca dov’era? Bah!

Il secondo tempo inizia con Gomez al posto di Loca, che era stato spostato a centrale di difesa. Deu va via molto bene. Il tiro, purtroppo, è debole. L’espulsione di Kucka mi incendia l’anima e il cuore. Mi proietta direttamente al Dall’Ara. Mi sento un tutt’uno con la squadra. Vorrei aiutarla, darle forza. Mangerei l’erba  del campo. Credo che i nostri ragazzi abbiano la stessa, furente reazione emotiva. Poli sostituisce Bacca. Perlomeno stavolta la mediocrità fatta calciatore non ci regala scene isteriche. Gigio fa un incredibile miracolo su Krejci. Può capitare a tutti di sbagliare, ma chi non vede in lui le stimmate del campione è cieco. Deu se ne va alla sua maniera e mette sui piedi di Pasalic un’ enorme palla gol. Lui la spara su Da Costa. Noooo!!!!!! Noooooo!!!! Nooooo!!!!! Pasalic porta via una bella palla e parte in contropiede. Cicca il passaggio finale. Il ragazzo si dà da fare, ma, purtroppo, non c’è mai nei momenti decisivi. E’ un fondista privo di guizzi. Non diventerà sicuramente un campione. Destro la mette alta sul primo palo su invitante cross di Verdi. Si infortuna anche Poli. Noooo!!!!! Siamo in otto. Andrea rientra, ma zoppica vistosamente. Poi magia di Deu sulla linea di fondo. Tunnel al difensore. Splendida palla radente che attraversa la luce della porta. Arriva Pasalic! Gooooollllllll!!!!!!! Incredibile! Siamo in nove, noi! Non capisco più niente. Cinque minuti di recupero, mannaggia. Una punizione concessa a loro al limite dell’area, dopo che ci avevano sottratto la palla con un intervento analogo a quello di Zapata, mi fa imbufalire. Come l’inversione di una rimessa laterale che, secondo Doveri, abbiamo eseguito male. La partita finisce. Sìììììììì!!!!! Sono esausta e felice.

E adesso che la schiumante onda di adrenalina si è trasformata in una risacca tenuemente increspata? Resta la gioia per questi tre punti davvero incredibili, considerando come si erano messe le cose. Niente voli pindarici, per carità. Il nostro obiettivo resta il sesto posto. A Roma, oltretutto falcidiati, sarebbe già un miracolo pareggiare. Dentro mi resta quella profonda empatia che si è creata con la squadra nel secondo tempo. Vincenzo, lascia in panca Bacca, eh! Non ne posso più di iniziare le partite in 10. Vedi tu se partire con Lapa o con Deu falso nueve. Già, Deu. Questo ragazzo ha dei numeri fuori dal comune. Peccato sia un prestito secco.  Come Pasalic e Ocampos, del resto. Ma questi due mi attizzano poco. Geri, invece, mi gusta un sacco. Certo che avere tre giocatori in prestito senza diritto di riscatto è un’altra anomalia che dà l’idea di quello che siamo purtroppo diventati. Vangioni ha giocato discretamente. Non me lo aspettavo proprio. Nel pre pensavo all’ultimo Milan di Farina. In rosa c’erano Maldini, Baresi, Tassotti, Galli, Costacurta, Wilkins, Di Bartolomei, Evani, Icardi, Virdis, Hateley, Rossi. Questi se lo sarebbero mangiato il Giannino. Capito, Silvio? Tu e il tuo plenipotenziario ci avete ridotto a usare due tempi verbali. Uno è  canonico nella lingua italiana. L’altro è un atto creativo. Parlo del passato remoto e del futuro incerto. Con te il diavolo vestiva Prada. Ora neanche Zara veste. Ma…… la speranza closing si rafforza. Oggi il Cda. Il primo o, in seconda battuta, il 3 Marzo l’assemblea dei soci. Sembrerebbe, per noi il condizionale è d’obbligo, che ci siamo. Dai, Cinesi! Finora mi avete fatto solo arrabbiare. Io la storia di questi squallidi Mercati condivisi non l’ho digerita, eh! Adesso fatemi sognare. Mica pretendo investimenti da trecento e passa milioni, per renderci immediatamente competitivi. No. Dovendo rimuovere un sacco di macerie, prima bisogna pensare a costruire le fondamenta e a elaborare un progetto chiaro e sensato. Un centinaio di milioni dati in mano a persone competenti, capaci di ricavarne altri 35 dalle cessioni di Bacca e Niang, potrebbero bastare per il primo mercato. Le priorità? Il rinnovo a Gigio e l’acquisto di Belotti. Questi sarebbero due segnali fondamentali per farmi sognare. Per il Gallo occorrono 100 milioni? Balle. Contatta il ragazzo e vai da Cairo con cinquanta pippi veri. Tratta. Aggiungi alcuni milioni di bonus e ce la fai. Cerca di prendere Deu. Sfianca il Barca, che l’ha già bocciato. A centrocampo gli unici da conservare in rosa sono Loca e Kucka. Su Jack c’è da discutere . Non certo sull’opportunità di tenerlo. Solo sul ruolo da assegnargli. Mezz’ala o esterno d’attacco? Bisogna avere idee chiare sui moduli. 4-3-3 o 4-2-3-1, con Suso in mezzo? La duttilità di Jack potrebbe aiutarci in caso di emergenza e  c’è pure la possibilità di collocazioni diverse per Suso. Ma un progetto primario preciso ci vuole. Come un esterno di riserva, che, valuti Montella, potrebbe pure essere Ocampos.  Montolivo non lo considero neanche. Non è possibile sbolognarlo, visto lo spropositato ingaggio? Rimanga a scaldare la panca. In prima squadra promuoviamo Zanellato e poi lì in mezzo servono due buoni centrocampisti. Ce ne vorrebbero tre? Io non sono schizzinosa. Mi so accontentare. Me ne va bene uno discreto da 8-10 milioni, tipo Badelj. L’altro, però, deve essere davvero forte. E qui entra in gioco il Ds bravo, a cui bisogna dare in mano una trentina di milioni. Già, ma così non ci restano soldi per la difesa, che avrebbe bisogno di robusti interventi? Pazienza. Mi prendo Gonzalo Rodriguez a parametro zero. Il Duomo di Milano non fu mica costruito in pochi mesi, eh!

Insomma, un pallido fac simile di antichi palpiti e frenesie mi è venuto. Inutile negarlo. La passione, l’amore non sono morti, nonostante dei sicari abbiano cercato di assassinarli. Covano sotto la cenere. Basta una scintilla per riattizzarli alla grande. Spero non arrivino secchiate di acqua gelida. Penso ancora ai tempi e ai modi verbali. Il passato remoto non lo considero più. Desidero tanto che il futuro incerto si trasformi in un canonico futuro semplice. E che i condizionali e i congiuntivi diventino dei solidi indicativi. Staremo a vedere. Voglio tornare a sognare. Daje, Cinesi! Forza Milan!

Chiara

 

 

 

 

   

 

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.