Vaffanclosing!

18 dicembre 2016 | Di | Rispondi Di più

Anche Chiara si aggiunge a quelli che ringraziano Giuseppe La Scala

A Roma abbiamo salutato il secondo posto. Con l’Atalanta, bye bye al terzo. La buona sorte ci ha voltato le spalle. Un punto in due partite neanche giocate male. Ho visto solo gli ultimi dieci minuti di quella con la Dea. Colpa, o merito, di un blitz torinese illuminato da una sontuosa bagna cauda. Che dire? Tante sono le mortificazioni che mi dà il calcio. Così, da tempo immemorabile, il mio preferito tra i metalli alcalini è lo stronzio. Mi sembra, comunque, che abbiamo trovato una squadra. Modesta ma squadra. Magra consolazione. Non abbiamo trovato, invece, una Società. La nostra situazione  è tragicamente ridicola. Due “proprietà” assenti.  Un amministratore delegato che durante ogni assemblea si dilegua in pensoso ritiro per elaborare risposte a domande scomode e intelligenti. Poi torna bello bello e non risponde. Lui, che fa immortalare le  sue gozzoviglie da un codazzo di “giornalisti” al seguito, accusa chi si preoccupa del bene del Milan di cercare visibilità mediatica. Pazzesco! Rivoltante! Che squallido spettacolo i menestrelli del Condor al lavoro. Meno male che esiste l’avvocato La Scala. Grazie, Giuseppe. Anche per l’acquisto dello Statuto, che per noi ha un significato paragonabile a quello del Sacro Graal. Per loro è solo un pezzo di carta. Vale meno di un menu. Grazie, Giuseppe. Le tue battaglie danno un senso al nostro sentirci milanisti nel cuore, nella mente, nell’anima. In ogni fibra del nostro essere. Buon compleanno, Milan. Caro Herbert, i nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo ai nostri avversari? E’ stato così. Ma da lungo tempo, purtroppo,  il rosso è quello della vergogna e nero è il nuvolone che si addensa sul nostro futuro.

Closing per me è diventata una parolaccia. Rientrando da Torino, un camion si è inserito all’improvviso sulla corsia di sorpasso, proprio mentre stavo arrivando io. Dopo una brusca frenata, ho urlato. “ Ma  vaffanclosing!”.Cappero, con un insulto così l’ho steso. Se lo meritava proprio quell’imbecille di camionista. Adesso mi allargo. Adriano, vaffanclosing! Silvio, vaffanclosing! Cordata cinese, vaffanclosing! Invece…. Altro che closing. Noi andiamo avanti a colpi di caparre. Sono arrivati altri cento milioni e quindi devo stare tranquilla? I Cinesi sono investitori che possiedono millanta miliardi di euro e quindi devo stare tranquilla? Tranquilla un cappero! Per esserlo, vorrei una caparrina sul Mercato di Gennaio. Una caparrina che si trasformi negli acquisti non di Messi, Modric e Cristiano Ronaldo. No. A me basterebbero, per esempio, Badelj, Keita, Gabbiadini. E fuori dalle scatole tanta paccottiglia inutile e dannosa che zavorra la rosa. Guarda caso, non si farà niente.  Non si può, perbacco, perché i Cinesi non sono ancora proprietari. Ma il punto è proprio questo. Perché continuano a rinviare questo maledetto closing? Perché, maledizione al secchio? La faccenda delle autorizzazioni è surreale. Insomma, io non ho mai visto una cosa del genere. Mai! E non venitemi a dire: “ Ma tu metteresti dei soldi in mano a Galliani?” Certo che no! Mica sono scema. E non mi chiamo Silvio. Se avessi davvero delle grosse risorse economiche e fossi frenata solo da problemi burocratici, costringerei il Condor a fare gli acquisti che voglio alle condizioni che ritengo opportune. Magari operando sulla base di prestiti con obbligo di riscatto. Tutti capiscono che questa squadra con qualche intelligente rinforzo a Gennaio potrebbe competere per il terzo posto. Come  fa un acquirente credibile a non cercare di cogliere un’opportunità del genere? Come fa, se davvero ha la volontà e la capacità di rilanciare il Milan a grandi livelli? Nessuno butta duecento milioni? Magari fra tre, sei mesi, un anno o due arriveranno a raggranellare faticosamente l’intera cifra. Però che facciamo noi nel frattempo? Moriamo di inedia? E chi mi garantisce che, una volta partorito tra stenti e pene il closing, ci siano le risorse economiche per fare investimenti? Nessuno ha risposto a Giuseppe, dicendogli che il Milan si è premurato di accettare la clausola citata da Fininvest, secondo la quale gli acquirenti si impegnavano a investire 350 Milioni in tre anni.

Pretendo troppo? In fondo Marco Polo ci mise più di vent’anni per andare e tornare dalla Cina. E ne cavò fuori solo un misero Milione. Noi siamo già a duecento…..  Un bijou. Forse ci sono difficoltà di comunicazione. Ci troviamo di fronte a un problema linguistico. Insomma, una questione lessicale. Sintattica. La situazione è grammatica. Cerco di scherzare, ma sono molto amareggiata e preoccupata. Già, perchè l’alternativa ai Cinesi è restare….. Brrrrr!!!!!!!!   Il mio livello di disgusto verso la “vecchia” Società è ormai arrivato a livelli indescrivibili. Fininvest è costretta a vendere, perché il Milan, anzi il Giannino, è un’insostenibile fabbrica di debiti? E brava! Ma la colpa di un tale sfacelo è del destino cinico e baro o di una gestione scellerata? Siamo da anni e annorum ben oltre i limiti del buon senso, del buon gusto. Anche di una normale demenza. E l’amministratore delegato a distruggere il Milan è ancora ben saldo in sella, idolatrato dalla proprietà e da una parte di tifosi o pseudo tali. E ‘sti Cinesi su cui siamo costretti a riporre le nostre speranze che fanno? Slittano. Sarebbe bastato avere in rosa uno Zielinski per aggrapparci a un piccolo ma significativo segnale di cambiamento. Hanno avallato Sosa, decretando il trionfo del Giannino.

Questione Raiola. L’ex pizzaiolo è scafato. Persegue gli interessi propri, dei suoi assistiti e di chi può dare loro una mano. Bonaventura è un buon giocatore. Tanta manna per noi. Arrivato nel pieno della sua maturità agonistica, può stare tranquillamente  con uno stipendio alto in un club di livello medio come il Milan. Gigio, invece, è il potenziale crack. Gli squadroni, che non si muovono per Jack, farebbero carte false per Donnarumma. Ecco quindi che al buon Mino si aprono scenari entusiasmanti. Lui vede lo scintillante luccichio di montagne d’oro. E va in fregola. E allora? Bisogna arrivare alla firma di questo contratto. Stop. Più avanti, quando ci sarà chiarezza sulle prospettive del ragazzo e su quelle societarie,   si deciderà il da farsi. Perderlo a costo zero sarebbe una scelleratezza in lingua sia italiana che cinese. Raiola non è certo un amore sacro. Può essere, però, l’amor profano. Inutile scandalizzarsi. Qualche sveltina ben pagata e via. Come fanno i Gobbi. Solo noi ci siamo riempiti di Lucas Roggia, Rodrigo Ey, Didac Vilà, Salamon, Emanuelson e compagnia cantante. Uno stillicidio targato Adriano, l’imperatore del Mercato.

Capitolo squadra. Fa quel che può. Si batte con impegno e per questo merita rispetto e amore. E’ debole, mal costruita. Lo sapevamo. Ma, a differenza della Società, ha dignità. Si può amare chi si batte con umiltà per andare oltre i propri limiti. Non ce la farà a Doha. I Gobbi sono troppo superiori.   Ma provaci, Milan! Vincenzino, quando a Roma hai permesso che Niang tirasse il rigore ed hai sostituito Lapa, ti avrei impalato. Uno scatto d’ira momentaneo. Ho mandato affanclosing pure te. Non devo cadere nell’errore. I tuoi errori profumano di bucato, di disperazione per mancanza di alternative. Quelli della Società odorano di fogna. Grazie, comunque, per aver costruito una squadra. Ti stessero a sentire a Gennaio, potresti giocarti il terzo posto. Non sarà così, purtroppo. Per completare l’opera, dopo i Gobbi, tanto cari al nostro impareggiabile Ad, vinceranno pure gli Orrendi. Un bellissimo weekend di calcio. Forza Vincenzo! Forza Milan!

 

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.