Il 20 Novembre

14 novembre 2016 | Di | Rispondi Di più

"Minchia che bel giuoco!"

Spruzzi d’azzurro in questo weekend. Non mi hanno colpito neanche di striscio, perché non ho guardato la partita. Non si è trattato, però, di cosa voluta, anche se la Nazionale non mi entusiasma. Mica vero che non vedo i programmi Rai dal digitale? E sulla parabola Rai 1 era criptata. Si sarà spostata l’antenna? Bah! L’importante è che non si sposti il closing. Ora pare esserci una data certa. E ne è prevista pure una di riserva. I voli dei Condor mi fanno meno paura. E anche la “ Guirlande d’honneur” non mi dà fastidio. Considerano grande dirigente uno che ha mortificato il patrimonio tecnico ed economico di un club? Uno che ha buttato al vento fatturati ragguardevoli e creato voragini di bilancio, per allestire squadre regolarmente superate da altre assemblate in economia ma con criterio?  Opinioni loro. Non mi lascio certo turbare da divergenze, che possono essere anche di carattere grammaticale o di semplice punteggiatura. C’è chi pensa che dirigente sia un participio presente e chi lo ritiene un idiota imperfetto. C’è chi scrive: “ Il Milan, senza Galliani, è nulla.” E chi : “ Il Milan! Senza, Galliani è nulla.” A parte gli scherzi, non credo che la defenestrazione del Condor sia la condizione sufficiente per la rinascita del Milan. E’, però, una condizione necessaria. Anche per il mio umore. Sono nauseata da “ Siamo a posto così”, “ Se non esce nessuno, non entra nessuno”, “ Siamo numericamente ultracompetitivi”,” I tifosi non fanno mercato” et similia.

E intanto penso al 20 Novembre…

Mi spiace per te, caro Darwin, ma l’evoluzione della specie non è un dogma. I non evoluti possono tranquillamente resistere a condizioni ambientali molto sfavorevoli. Tu ti trastullavi a bordo del tuo Beagle. Noi, invece, qui a soffrire, imbarcati su un transatlantico inesorabilmente trasformatosi in una bagnarola. Con un nocchiere incapace, tollerato o supportato da un armatore assente. Quante tempeste ci hanno flagellato. Quante amarezze. Quante frustrazioni. Non so se tu, caro Charles, quando scendevi a terra, potevi salire su un carro. Noi no, eh! Al massimo ci venivano concesse delle ceste. Ma la tristezza più grande non è mai stata il presente, sempre avvilente da anni e annorum. No. Noi siamo stati straziati, annichiliti dalla prospettiva di non avere un futuro. Zero programmazione. Zero intelligenza. Queste, e non la mancanza di soldi, sono state le spine del nostro calvario. E ora? Lungi da me fare proclami. Non è il caso. Non c’è ancora chiarezza su ciò che ci aspetta. Ma almeno possiamo sperare. Closing, presentazione dei nuovi proprietari e Mercato di Gennaio. Ecco le prossime tappe del percorso. Dopo averle superate, avremo gli elementi per fare le nostre valutazioni. E decidere se dare la stura ai nostri sogni. Nel frattempo ci godiamo una classifica insperata e aiutata, lo dobbiamo ammettere, anche dalla fortuna. Cinesi miei, dovete blindarmi Donnarumma. E’ l’unico fuoriclasse, o aspirante tale, che abbiamo in rosa. E poi, a Gennaio, un paio di buoni centrocampisti.  Badelj e Kessié, per esempio, mi andrebbero bene, eh! E Keita sarebbe un ottimo esterno offensivo. Fosse possibile liberarsi di zavorre alla Honda e alla Luiz Adriano …. Come sarebbe bello avere una proprietà attiva, che mette a disposizione risorse economiche, e un Ds capace, che lavora in sintonia con un bravo allenatore. Insomma, che meraviglia poter contare finalmente su un progetto in cui credere.

E intanto penso al 20 Novembre…

Silvio, io non sono un’antiberlusconiana come tanti. Guarda, mi sarebbe anche andato bene liberarmi di Galliani e continuare con te e con una dirigenza competente. Ci ho pure sperato ai tempi della sacrosanta esternazione di Barbara. Niente da fare. Sei stato tu, non certo Adriano nostro, a fare del Milan un sogno fantastico. Per questo sei più colpevole di lui per l’incredibile decadenza in cui  siamo precipitati. La riconoscenza è un buon sentimento, ma non può essere un laccio che strangola la gente. Ho gioito alla grandissima in passato. Mi hai fatto vivere tanti momento di delirio, apoteosi, catarsi. Vertigini mozzafiato. Brividi a fior di pelle. Ho sofferto molto in questi anni. E non per la mancanza di vittorie. E’ mancato il buon senso da parte della Società. Altro che fiscalità spagnola e petrodollari. Siamo stati affondati tecnicamente ed economicamente da un’impressionante e arruffata collezione di pippe e cariatidi con i procuratori giusti. Ora, nel momento dell’addio, ti ringrazio, Silvio. E sui miei occhi scende un velo di malinconia. Ma così non si poteva andare avanti.  Non si poteva proprio.

E intanto penso al 20 Novembre…

Adesso il primo appuntamento è di quelli tosti. Il derby. Gli Orrendi sono indietro di otto punti. La cosa mi sembra incredibile, perché penso che il loro organico sia ben più forte del nostro. Quindi ho paura. Un pareggio mi starebbe bene. Bacca o Lapadula? Io sceglierei Gianluca. E a centrocampo? Kucka, Loca e… non Jack, che schiererei nel tridente, al posto di Suso. Ma come? Suso è stato il migliore a Palermo. Sì. Io, però, Maiorino mi perdonerà, non ne sono innamorata. E lo farei partire dalla panca. I terzini? Se Calabria e Antonelli sono a disposizione e in buone condizioni, si può fare qualche pensierino. Meno male che non sono Montella? Può darsi. Vincenzino, pensaci tu, dai.  

Per me il 20 Novembre è un giorno davvero speciale. Oltre al derby, c’è il referendum regionale per la fusione con Castiglione. Sono già in fibrillazione. Salterò il mio post. Qualcuno diceva che la Domenica è come il Purgatorio, tra il Paradiso del Sabato e l’inferno del Lunedì. Ecco, io spero, invece, che la prossima Domenica sia il Paradiso. In ogni senso. Allora sì che il Lunedì sarebbe da sballo! Forza Milan!  

Chiara

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.