Schiaparelli e schiapperelle

26 ottobre 2016 | Di | Rispondi Di più
Risolto mistero Schiaparelli: Poli e Honda erano il pilota ed il navigatore

Risolto mistero Schiaparelli: Poli era il pilota Honda il navigatore

Non credo sia giusto dire che siamo tornati sulla terra. Non eravamo saliti in cielo. Conosciamo i limiti della squadra e sapevamo che a Genova sarebbe stata dura. Tanto più dopo il clamore mediatico per gli episodi arbitrali con Sassuolo e Juve. Diciannove punti in dieci partite non sono certo disprezzabili per il valore della rosa. Purtroppo l’undici titolare è scarsino. Ma le riserve sono proprio roba da interregionale. Questa sconfitta non è una tragedia. Loro un Perin. Noi tre pere. Digeriamo in fretta questa macedonia amara e guardiamo avanti. Speriamo di consolidare la nostra classifica con le gare contro Pescara e Palermo. Non illudiamoci che siano facili. La nostra modestia tecnica fa sì che ci troviamo in difficoltà, quando dobbiamo fare la partita. Poi derby e closing. E, a Dio piacendo, ci libereremo dell’eroe del Tiki Taka. Dunque, gli intelligentoni hanno capito anni fa che, non essendo possibile competere con club dai fatturati monstre, bisognava puntare sui giovani. Ipse dixit. Così sono arrivati virgulti alla Essien, alla Torres, alla Sosa. E dove lo mettiamo il lungimirante triennale a Montolivo? Perché poi noi negli ultimi quattro anni siamo sempre arrivati dietro a squadre allestite in economia, è una domanda che nessun giornalista si azzarda mai a fare al Condor.

Mi trafigge un pensiero. Cappero, se non fossimo stati gestiti da un genio, a fronte di fatturati dai 200 ai 270 milioni, saremmo retrocessi con buchi nel bilancio ben superiori ai canonici 90 milioni. Grazie, Silvio! Grazie, Adriano! E dove lo mettiamo l’ultimo Mercato capolavoro? Con la modica spesa di 25 milioni, ci ha portato al secondo posto. Il fatto che gli acquisti estivi non abbiano quasi mai giocato è un dettaglio insignificante. Insomma, una vera fortuna per noi poter contare sui servigi dell’Imperatore del Mercato. Ma, Cinesi miei, la fortuna è femmina e quindi volubile. Non approfittiamone troppo. Dai, facciamo un patto. Noi stringiamo i denti, cerchiamo di arrivare a Gennaio il più possibile vicini ai primi e poi ci pensate voi. Un paio di acquisti ad hoc a centrocampo  e ci prendiamo la qualificazione Uefa. I contratti di Poli e Honda scadono, grazie al cielo, a Giugno. Mi sono spiegata? Donnarumma, invece, va blindato. Certo, è dura liberarsi della collezione di schiappe mirabilmente allestita dal Condor. Voi, però, provateci. E la prossima estate fate le cose per bene, in modo da poter puntare alla zona Champions. Non sono schizzinosa. So che, per poter comprare, a volte si deve anche vendere. Se, per esempio, voleste cedermi Bacca e prendermi Belotti, non avrei niente da obiettare, eh!

Parlo, parlo, ma ho visto solo uno spezzone della partita. Mi sono piazzata davanti alla Tv, quando eravamo sotto di un gol e già in dieci. Come mai? Tutta colpa di una riunione del mio Comitato No Fusione. Non potevo mancare, perché ho un imprescindibile  dovere morale: salvare Solferino. A salvare il Milan ci dovete pensare voi, Cinesi miei. Insomma, mica posso fare tutto io! Eppure, ragazzi, devo confessare che alla partita con il Genoa mi sono avvicinata con qualche fremitino. Il mio pre è racchiuso in pochi pensieri. La sonda Schiaparelli si è schiantata su Marte, il pianeta rosso. Il pianeta rossonero vive un momento felice sul campo, nonostante sia densamente popolato da schiapperelle. Fin che la barca va, io la lascio andare. E mi crogiolo nei rollii e nei beccheggi, pur osservandoli con una punta di preoccupazione. Alle imbardate ci pensa Vincenzino, il nostro nocchiere. Il secondo posto, assolutamente insperato e sicuramente provvisorio, mi attizza. Pur vedendo  le fragilità della squadra, non riesco a impedire a una tremula speranza di fare capolino. Insomma, aspetto il closing e sento pizzicorini e palpitini che non mi sfioravano più da una vita. So che a Genova sarà difficilissimo per noi. Non tanto per la loro forza quanto per la nostra debolezza. Ma niente e nessuno può impedire al mio povero cuore perdutamente rossonero di accarezzare timidamente il sogno di una notte da primi della classe.

Non capisco la doppia scelta di Poli e Honda sulla destra. Turnover per Suso? D’accordo, lui le ha giocate tutte finora e poi non è che mi faccia impazzire. Ma Honda è una sciagura, Vincenzino. E Poli? E’ una iattura. Dio mi perdoni, ma è molto meglio Abate, che, oltretutto, giocherebbe nel suo ruolo. Com’è possibile che uno così scarso abbia fatto cento partite nel Milan? Ah, già, le ha giocate nel Giannino. Comunque nutro fiducia in Montella. Quindi conservo una calma ammirevole. Certo che la fascia destra mi preoccupa. Quelle sono due schiapperelle davvero cosmiche. Non vorrei che ci schiantassimo come la sonda Schiaparelli. Vedremo, dai. Peccato che la riunione con il mio Comitato per il no alla fusione mi impedisca di vedere il primo tempo. Solo il primo, però, eh! L’ho già detto  a quelli che, essendo l’unica donna, chiamo i miei uomini. Devo vedere almeno la ripresa. Loro non si interessano di calcio. Non riescono a capire. Non c’è niente da fare. Parliamo lingue diverse. Del resto, l’aveva detto anche Don Camillo al Gesù, dopo l’ingiusta sconfitta della sua Gagliarda con la Dinamo di Peppone.  Col calcio o si è dentro o si è fuori. Io sono dentro. I miei uomini sono fuori.

Arrivo lunga al secondo tempo. Si capisce che, sotto di un gol e di un uomo, non posso nutrire grandi speranze. Non facciamo neanche malissimo in dieci. Avrei preferito Lapadula a Luiz Adriano. Il buon Luiz è rimasto in Cina. Al suo posto è rientrato il gemello accidioso. Certo, ripensando al suo ingaggio faraonico e a quanto speso per prelevarlo a soli quattro mesi dalla scadenza del contratto, mi sale la pressione. Grazie, Adriano! Poi il crollo finale. Mi spiace per il modo in cui Pavoletti si fa beffe di Romagnoli. Però non crocifiggo Alessio. Sono cose che possono capitare, dai. Ingoio le mie tre pere e sto zitta. Per fortuna mi viene risparmiata la quarta. Era avariata. Mi dicono ci fosse un evidente rigore su Locatelli. Non controllo. Non amo seguire le trasmissioni sportive dopo una sconfitta. La butto lì, tanto per sapere. Quando guariscono Mati e Bertolacci? Che fine ha fatto Pasalic? Bah! Non si può sapere tutto nella vita. E adesso? La povera Schiaparelli si è schiantata definitivamente. Giacerà per sempre su Marte. Tu, Vincenzino, vedi di risollevarci, schierando le meno peggio tra le nostre schiapperelle. Voglio sei punti tra Pescara e Palermo. Senza se e senza ma! Forza Milan!

Chiara

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.