Cancelli

26 settembre 2016 | Di | Rispondi Di più
Per il momento resta in frigo, ma piano piano...

Per il momento resta in frigo, ma piano piano…

Ritorno dopo un po’ a scrivere di Milan. La mia assenza è dovuta alla perdita di un’amica. Non ho visto la partita con la Samp. Ho guardato, invece, quelle con Lazio e Fiore. Le voci sulla consistenza dei “nostri” Cinesi mi hanno sfiorato solo da lontano, come accade a chi è provato psicologicamente per motivi personali. Su un piatto della bilancia stanno i 100 milioni di caparra, che non sono propriamente dei bruscolini. Sull’altro un inverecondo mercato in puro stile Giannino e quell’aura di mistero sulla cordata, che stimola le maldicenze di chi vuole male al Milan e le paure di chi gli vuole bene. Sarebbe bastato un solo prestito, di quelli giusti, con obbligo di riscatto, per avviarmi decisamente sulla strada dell’ottimismo. Vorrei tanto conoscere i nomi di chi ci acquista. Amen. Non ho stappato la mia bottiglia di Prosecco. Neanche l’ho tolta dal frigo. Staremo a vedere.  Da noi mai niente è chiaro e trasparente. Pur arrovellandomi, non ho capito le ragioni per cui siamo passati dall’essere un grandissimo club al diventare una grottesca macchietta. Ormai da tempo non mi faccio più la solita domanda. Perché? Perché? Perché, maledizione al secchio? Mi viene in mente la faccenda della maestra che chiede al bambino: “ Dimmi una cosa trasparente.” “Un cancello.” “ Ancora più trasparente.” “ Un cancello aperto.” Ecco il nostro cancello si è da tempo chiuso e non ha spazi vuoti tra le sue sbarre. Ieri sera, per esempio, vedendo entrare alla fine Luiz Adriano, ho pensato una cosa. Perché acquistarlo per 8 milioni, quando sarebbe andato a scadenza di lì a 4 mesi? E perché il buon Luiz è stato l’unico giocatore, e dico l’unico, ad andare in Cina, per poi tornare dopo un paio di giorni? Insomma, l’Atletico Madrid ha sbagliato l’acquisto di Jackson Martinez? Hanno rimediato alla prima sessione di Mercato utile, spedendolo lungo la Via della Seta. E non ci hanno rimesso un euro. Anzi, forse hanno guadagnato pure qualcosa. Da noi, invece, sempre disastri tecnici ed economici.  Va bene. Speriamo che i raggi del Sol Levante penetrino presto tra le nuvole che ricoprono il nostro cielo.

Veniamo alla squadra e alla partita. Il primo tempo è stato desolante. Un’assoluta incapacità di far gioco, di uscire con un minimo di autorità dalla nostra metà campo. Sempre braccati dal pressing degli avversari. Sempre incapaci di farlo noi il pressing. La colpa non è certo dell’allenatore ma della rosa messagli a disposizione. Solo un paio di buoni contropiedi , vanificati da una cronica mancanza di determinazione, classe, cattiveria sotto porta. Meno male che la Fiore, assoluta padrona del campo, si è inceppata nel momento della finalizzazione, sbagliando pure un rigore. Meglio nella ripresa, in cui siamo stati decisamente più pericolosi. Per loro solo una vera, ghiotta occasione da gol, sventata alla grande da Gigio su Borja Valero. Per noi alcuni rimpianti. Per il tiro di Suso, che ha superato Tatarusanu ma non Badelj. Per la splendida girata di Bacca finita a lato di un soffio. Per le numerose palle in area viola che hanno, purtroppo, creato solo paura e rimpalli trafelati. Per l’enorme fallo su Luiz Adriano, su cui Orsato ha incredibilmente sorvolato. D’accordo, era punizione dal limite  con espulsione. Non rigore, come poteva sembrare in un primo momento. Ma non si può non fischiare nulla in un caso del genere. Non si può!

Per quel che concerne le prestazioni dei giocatori, devo dire che, per una volta, Montolivo ha dato il suo contributo. Niente sfracelli, per carità, ma si è visto più del solito. Giusto dargliene atto. Bella, per esempio, l’imbucata per Bacca. Peccato che Carlos si sia fatto rimpallare il tiro dal difensore. Pregevoli un paio di recuperi con tanto di scivolate a respingere conclusioni potenzialmente molto pericolose degli avversari. Insomma, nel complesso una prestazione più brillante dell’usuale. Calabria commette errori anche marchiani. Però è vivo. De Sciglio continua a non piacermi per niente. Sembra un uomo morto. Niang è il solito pasticcione. Se non va via in progressione lui, comunque, non si vede chi lo possa fare. Suso? Non mi fa di certo impazzire.

I 10 punti vanno bene, considerate le potenzialità della squadra. Per crescere, avremmo bisogno di un paio di innesti ad hoc a centrocampo.  Giusto per dare un po’ di geometrie e di cambio di passo. Capito, Fassone? Capito, Cinesi? Facciamo questo closing e cacciamo il Condor, maledizione al secchio! Ma poi bisogna investire cum grano salis, eh! Ne avete la capacità? Speriamo….. Ci sono stagioni della vita in cui non si sa se aprire le finestre, per fare entrare la frizzante brezza mattutina, o chiuderle al vento della sera. Con la vecchia Società io ero sintonizzata sulla seconda opzione. Ora vorrei tanto indirizzarmi verso la prima. Ma non posso farlo, se non sento i venticelli primaverili. Non vedo l’ora che i nostri cancelli vengano aperti sui prati verdi di una gestione intelligente, sul cielo azzurro dei sogni. Per il momento, però, continuo a nutrire una certa diffidenza. Speranze e paure si alternano e guizzano nel mio cuore come i colori in un caleidoscopio. Non vedo l’ora che le tinte chiare, scintillanti prendano il sopravvento su quelle scure, opache. Ora ci aspetta il Sassuolo, una bestia nera. Scommettiamo che Berardi rientra? Sulla nostra vittoria, invece, non scommetto. Purtroppo abbiamo dei limiti evidenti e possiamo andare in difficoltà con tutti. A maggior ragione con i Piastrellati, che ci sopravanzano almeno di due spanne sul piano del gioco. Però lascio i miei cancelli socchiusi di fronte alla speranza. Forza Milan!  

Chiara

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Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.