Milan-Craiova preliminare Europa League 2017/2018: presentazione

2 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

“Eravamo in centomila”, cantava un cantatutore non certo amico dei colori rossoneri. Noi saremo in meno, “solo” sessantamila, ma con un cuore grande così. A volte serve che siano i tifosi a trascinare la squadra, a spingerla oltre i propri limiti, le proprie forze. Un esempio? Milan-Steaua, con quel Camp Nou solo rossonero. O Milan-United, con un San Siro traboccante di entusiasmo e voglia di rivincita. In altre occasioni quest’obbligo – chiamiamolo così – è in capo alla squadra, o in senso lato alla società. Era chiara, lapalissiana a tutti la voglia di stadio, di calcio vero, di profumo dell’erba dei tifosi del Milan. Serviva solo una spintarella. “Madness is like gravity: all it takes is a little push”, diceva il joker di Nolan a Batman nella scena finale de “Il Cavaliere Oscuro”. A suo modo, anche ai rossoneri serviva la spintarella, l’incoraggiamento, il segnale. Semplice dire “io per la mia squadra ci sono sempre stato, chi si abbona oggi c’è solo perché sono tornati i grandi giocatori”: una visione che comporta l’annullamento dello spirito critico, di valutazione, che non prevede il minimo coraggio. La presa di posizione di chi ha disertato lo stadio, al contrario, è stata una dichiarazione forte, un’assenza assordante, ancor più evidente ora che uno scrausissimo preliminare di Europa League ha richiamato le pecorelle smarrite rossonere.

Scommesse sportive.

Parlando di tattica e formazioni, la gara d’andata ha dato le prime indicazioni interessanti per il futuro della stagione. Ricardo Rodriguez, al di là del gol, si è dimostrato essere un acquisto di spessore, a maggior ragione a fronte dei soli 15 milioni spesi per strapparlo al Wolfsburg. Uno stantuffo sulla sinistra, in grado di dare quantità e qualità di calcio. Lo stesso Conti, entrato solo nel finale, ha mostrato le strepitose qualità atletiche che hanno giustificato il caro prezzo a cui è stato acquistato (lo stesso vale per Kessié, che per 90 e più minuti ha titaneggiato). I due nuovi terzini saranno frecce importanti nella faretra di Montella, anche considerata la duttilità tattica che permetterà loro di ricoprire praticamente ogni ruolo possibile sulle fasce, compreso quello di tornante, esterno di un centrocampo a quattro e, nel caso dell’elvetico, di ala. Nota positiva anche Musacchio, mostratosi in tutta la sua imponenza fisica. Certo, il fronte offensivo del Craiova non è esattamente l’HD juventina (Higuain-Dybala), ma nemmeno la forma fisica dell’ex Villarreal può essere considerata attualmente di alto livello, visto che la stagione del Milan è principiata meno di un mese fa. Unica nota stonata tra i nuovi arrivi certamente André Silva, apparso ancora molto lontano dalla sua forma ottimale.

Alcune indicazioni sono arrivate anche per quanto riguarda i nostri amati “vecchi” pionieri del Giannino, su tutti Montolivo. L’avversione del blog nei confronti del Gran Capitan è ormai assodata, ma a prescindere da ciò è sempre più evidente come il 32enne centrocampista ex Atalanta e Fiorentina sia incapace di reggere certi ritmi o livelli anche medi di competitività. Insistere su di lui può essere tollerato solo nel caso in cui sia l’unico mediano materialmente disponibile.

Per domani la formazione dovrebbe vedere l’inserimento dal primo minuto, oltre che di André Silva, anche di Calhanoglu. L’asso turco dovrebbe partire dalla posizione di ala dal lato mancino, a lui più congeniale essendo destrorso. Il numero 10 rossonero potrebbe tuttavia esprimere il proprio massimo potenziale partendo dalla posizione centrale, considerata anche la sua abilità nell’ultimo passaggio. Sul lungo periodo defilarlo potrebbe essere una scelta tutt’altro che lungimirante.

Fabio

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Categoria: Europa League, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.