Juventus-Milan Coppa Italia 2016/2017: presentazione

25 gennaio 2017 | Di | Rispondi Di più

Milan-Juve atto terzo, il primo della stagione allo Juventus Stadium. La partita più difficile in Italia giunge nel momento meno semplice dei rossoneri, e per quanto possa essere grande la rivalità tra le due squadre e tifoserie dovremo cercare nel limite del possibile di caricarla di poche aspettative. Questo non vuol dire partire battuti, ma essere consci di quanto possiamo o non possiamo dare in un frangente così delicato. Il paragone non sarà perfettamente calzante, ma non dimentichiamo ciò che successe cinque anni fa, quando l’attuale allenatore dei piemontesi sedeva sulla panchina del Milan e pensò bene di giocarsi il tutto per tutto nella sfida di Coppa Italia di Torino, forzando dal primo minuto il miglior giocatore della rosa che da allora non mise più piede in campo, eccezion fatta per qualche minuto contro la Roma. Montella dovrà cercare di operare le scelte perfette per ottenere contemporaneamente due risultati: il primo quello di giocarsi le proprie carte al meglio; il secondo quello di non compromettere il cammino nell’immediato futuro in Serie A, che vedrà il Milan impegnato in tre sfide che saranno di cruciale importanza per le ambizioni europee.

Se le dichiarazioni del pre partita possono essere indicative dell’atteggiamento mentale del gruppo, allora le parole di Montella vanno nella direzione corretta.

Ci andiamo a giocare una competizione contro un avversario forte per cui non la vedo come un crocevia la partita di domani.

Corretto: il crocevia è rappresentato piuttosto dai prossimi tre incontri in campionato, non certo da questa sfida dentro-fuori. La stessa finale di Doha non è stata decisiva per la stagione, non si capisce dunque perché dovrebbe esserlo la partita odierna.

Questo Juve-Milan vedrà probabilmente l’esordio con la maglia rossonera dell’ultimo arrivato a Milanello, Gerard Deulofeu. Giocatore molto giovane e molto chiacchierato nel recente passato per le sue doti tecniche, il canterano blaugrana non ha vissuto in Inghilterra periodi particolarmente felici per la sua carriera, e cerca perciò in Italia il rilancio della sua carriera. Per chi non lo conoscesse, una breve descrizione delle sue qualità. Se volessimo essere al limite dell’insolenza lo potremmo accostare a Bojan Krkic, anche lui ex Barca, che al Milan non ha lasciato ricordi indelebili. Guizzante, rapido e dotato di buon dribbling, Deulofeu può occupare le due posizioni esterne del tridente di Montella, e al limite anche la posizione di centravanti come falso nueve, idea a detta dell’allenatore interessante. È però sugli esterni che l’ex Everton dà il meglio di sé, specie a sinistra, da dove può rientrare sul piede preferito, il destro. Come interpretazione del ruolo è più vicino allo stile di Bonaventura piuttosto che a quello di Niang (o Suso, allargando il confronto anche al lato opposto). Ha una buonissima tecnica di base e non è disprezzabile nella visione di gioco, che gli permette di essere efficace anche come uomo assist. Staremo a vedere su come si ambienterà in Italia, ma sarà una freccia in più nella faretra di Montella, che non nasconde la stima nei suoi confronti.

È un calciatore che conosco molto bene, perchè lo seguo da tempo. Ha un talento infinito e che non l’ha espresso pienamente. Sarà uno dei miei compiti capire il perché, visto che è un giocatore molto forte. L’abbiamo preso per farlo giocare. L’impatto è stato ottimo, così come l’approccio. Vediamo come sta dal punto di vista fisico, ha voglia di mettersi in mostra.

In conclusione, la Juve. Nella scorsa sessione di mercato la società bianconera non ha fatto i conti con l’elefante nella stanza: il centrocampo. Senza dubbio importante l’acquisto di Pjanic, ma in due stagioni il reparto ha visto le partenze di Pirlo, Pogba e Vidal, una linea a tre di enorme valore e soprattutto di rara completezza. I sostituti (Sturaro, Khedira e lo stesso Pjanic) non si sono rivelati per diverse ragioni all’altezza dei predecessori, e l’infortunio di Marchisio non ha fatto che rendere più evidente il problema. La mediana bianconera ha subito in poco tempo una drastica diminuzione in creatività e “passo”, così come nella capacità di fare da raccordo tra difesa e attacco. La Juve si è messa di fatto nella mani di Dybala, unico vero giocatore totale in grado indifferentemente di rifinire, segnare, saltare l’uomo e creare gioco. Con un centrocampo dinamico e un’attenta marcatura sul funambolo argentino (nelle due precedenti sfide di fatto assente per diverse ragioni) il Milan potrebbe creare qualche difficoltà ai padroni di casa.

Fabio

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Categoria: Coppa Italia, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.