Caccia alle sciocchezze

2 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

Difetti – Negli ultimi due post siamo partiti da un mio difetto per analizzare alcuni aspetti del momento attuale del Milan. Ne ho talmente tanti (di difetti) che non c’è motivo per interrompere la serie. Uno dei miei preferiti è la (quasi) patologica capacità del mio cervello di immagazzinare informazioni inutili. È una cosa patologica, probabilmente genetica. Quanto più un’informazione è inutile tanto più è probabile che venga immagazzinata in quell’organo spugnoso che alberga nella mia scatola cranica. A parte vincere tutte le partite di Trivial Pursuit (in italiano, per l’appunto, caccia alle sciocchezze) cui ho preso parte non ho avuto vantaggi diretti da questa discutibile dote. “Compra il pane”: dimenticato. “I maiali dormono sempre su un fianco, quindi un prosciutto è più buono dell’altro”: bam! Memorizzato. Capirete che con la prima informazione alla sera si mangia, con la seconda decisamente meno. Ma tant’è.

Effetti collaterali – Per saziare questa inesauribile sete di cazzate ho dovuto imparare a leggere tantissimo e ad ascoltare tutti. Nessuna voglia di democrazia, si tratta di imparare cose che poi non serviranno ad una mazza. Ovvio che, avendo l’età dei datteri, qualcosa l’ho imparata e riesco per lo meno a trattenere le cose relative al lavoro. Per lo meno mi trovo a mio agio con uno degli scopi istitutivi di radio rossonera che è quello di dare più spazio possibile a più milanisti possibile. Solito giro inutile per dire che settimana scorsa abbiamo avuto a radio rossonera un sacco di ospiti illustri. Due di questi hanno dato una risposta che mi ha lasciato perplesso in quanto totalmente diversa dalla mia alla domanda: a chi dareste la fascia da capitano?

Anzianità disservizio – Gianmarco Tognazzi e Pietro Aradori sono un attore ed un cestista famosi con background e sensibilità diverse ma entrambi darebbero la fascia a Montolivo perché è il giocatore con maggiore anzianità di servizio nel milan. Ad entrambi abbiamo obiettato che potrebbe non giocare è la risposta è stata per entrambi Abate o, nel caso non giocasse nemmeno il vice capitano, Bonaventura. Sempre per anzianità di servizio. Al netto del fatto che è Abate che ha più anni in rossonero per entrambi la percezione è quella. Nel Milan è quasi sempre stato così. La trasmissione del grado di capitano avveniva quasi sempre per militanza. Rivera, Baresi e Maldini hanno preso il simbolo del ruolo perché univano alla loro anzianità anche classe e carisma inarrivabili. Dopo Paolo la scelta è ricaduta sulla coppia Ambrosini Gattuso che sono riusciti nell’arduo compito di portare con onore il simbolo portato in precedenza da tre miti.

Orgoglioso di Montolivo – Nella sua prima stagione milanista Riccardo Montolivo ebbe l’onore di mettere la fascia il giorno del suo contestatissimo ritorno a Firenze. Società e gruppo decisero di dare il grado al neo arrivato per dare un segnale forte al pubblico di Firenze. Confesso, ne fui orgoglioso. Da lì in poi purtroppo è tutta discesa. Discesa nel corso della quale il ragazzo di Caravaggio ha dimostrato ampiamente di non avere il carisma necessario per il ruolo. Resta scolpita nella memoria la sentenza del nostro Andrea a proposito della fascia: piuttosto la inchiodo al palo e gioco senza. Fortunatamente il problema a mio avviso verrà risolto da Biglia e Conti che metteranno in panchina i due attuali graduati. Resta il punto: a chi diamo quel pezzettino di stoffa così carico di significato?

Soluzione interna – Confesso di essermi baloccato per diverso tempo con l’idea di dare la fascia al numero 99 prima che “4 stagioni” mettesse a nudo tutte le debolezza caratteriali di un ragazzo che ci aveva ingannato con la una maturità tecnica e atletica che non ha rispondenza con quella caratteriale. Maledetta quella partita a Torino! Quegli insulti alla gobbaglia, quei baci alla maglia mi avevano fatto assaporare una possibile bandiera, un probabile capitano di lungo corso. Anche se il portiere è il meno adatto a ricoprire quel ruolo, nonostante l’odioso agente. Ora è improponibile e, forse, lo sarà per molti anni. L’altra pista percorribile in caso di scelta tra i giocatori della scorsa stagione è Bonaventura che negli ultimi anni è stato il più continuo e positivo dei rossoneri. Continuità, esperienza, conoscenza dell’ambiente sono i suoi “pro”. Ahimè, o per fortuna, ancora non sappiamo se l’ex Atalanta sarà titolare inamovibile del nuovo Milan. Altri candidati non sembrano esserci perché Romagnoli non brilla per carisma così come Suso.

I nuovi – Tra i nuovi acquisti invece ci sono due possibili capitani, Biglia e Bonucci. Titolari inamovibili nei rispettivi ruoli, hanno carisma (pure troppo nel caso dell’italiano) e tantissima esperienza anche in campo internazionale. Niente di più lontano dalla tradizione milanista dell’anzianità di maglia ma due garanzie in termini di tenuta dello spogliatoio e capacità di rappresentare la squadra davanti all’ arbitro. Milan nuovo, società nuova, capitano nuovo. Chissà che la nuova dirigenza non voglia lanciare questo messaggio: comanda gente nuova ad ogni livello, anche nello spogliatoio. Alla vigilia del primo match decisivo della stagione il problema non si pone, procrastinato dalle lentezze burocratiche sulle fideiussioni. Ma già dai prossimi impegni ufficiali dovrà essere presa una decisione. Il mio voto va al capitano della nazionale albiceleste perché meno impetuoso e più diplomatico del nuovo numero 19

Di sicuro chiunque sarà prescelto per un ruolo tanto delicato dovrà sempre ricordare che quella fascia si porta con l’orgoglio e la dignità dovuti ad un pezzo di stoffa indossato da Nils Liedholm, Cesare Maldini, Gianni Rivera, Franco Baresi e Paolo Maldini. E questa non è una cosa da Trivial Pursuit ma riuscirei a non dimenticarla perfino io.

Pier

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Categoria: Giocatori, Squadra

Sull'autore ()

La prima volta che sono entrato a San Siro il Milan vinceva il suo decimo scudetto. Ai miei occhi di bambino con la mano nella mano di suo nonno quello era il paradiso. Migliaia di persone in delirio, i colori accesi di una maglia meravigliosa e di un campo verde come gli smeraldi. I miei occhi sulla curva e quello striscione "Fossa dei leoni" che diceva al mondo come noi eravamo diversi dagli altri, leoni in un mondo di pecore. Da allora ogni volta, fosse allo stadio, con la radiolina incollata all'orecchio o davanti alla televisione la magia è stata sempre la stessa.