Moduli e numeri

20 luglio 2017 | Di | Rispondi Di più

Non amo le amichevoli estive, non fanno testo secondo me, del resto quando giochi con Mauri, Niang e Zapata è meglio disinteressarsi completamente o il rischio di rovinarsi l’estate è davvero alto. I conti si inizieranno a fare dopo Craiova, in Romania bisognerà schierare una formazione vera e competitiva, i nuovi acquisti come Biglia e Bonucci, anche se indietro di preparazione, andranno schierati dall’inizio, avremo bisogno di personalità a costo di andare un po’ sotto nel ritmo, ma quando sei più forte tecnicamente il ritmo alla partita lo devi imporre e non subire. Non importa se ci chiamiamo il Milan, non dobbiamo sottovalutarli perché se giochiamo contro loro a fine luglio un motivo c’è. Chiaro, il Craiova di Mangia si dovrebbe riuscire a battere anche schierando Niang e Zapata ma non si sa mai, nel dubbio meglio far accomodare le loro natiche sulle comodissime panchine rumene.
Il nostro mercato è stato finora eccezionale, ma non è finito. Si stanno cercando giocatori adatti al modulo che ha in testa Montella, ecco: quale modulo ha in testa il nostro mister? Quando un allenatore dice che i numeri non contano sta dicendo una balla, si parte da un modulo e poi durante la partita si coprono spazi diversi, si varia il modulo sia in fase difensiva che in fase offensiva, capita infatti che uno dei terzini possa giocare più alto passando così ad una difesa a tre oppure che il trequartista possa partire da sinistra trasformando un 442 in un 4312.
L’ordine però di partenza esiste ed è dettato dai numeri.
Una grande squadra deve avere una spina dorsale forte: un portiere(Donnarumma), un centrale difensivo (Bonucci), un centrale di centrocampo (Biglia) ed un attaccante: chi sarà? A costo di risultare impopolare io ve lo dico non “impazzisco” per Belotti, a me la punta piace tecnica soprattutto quando intorno al tuo “9” stai costruendo una squadra che sa e vuole giocare la palla. Il centravanti ingobbito, un po’ grezzo, al Milan non ha mai avuto fortuna; intendiamoci, se arriva bene, ma a mio parere non vale quelle cifre.
Tornando al modulo cerchiamo di analizzare il tutto: se prendi Conti e Bonucci viene spontaneo pensare ad una difesa a tre formata dallo stesso Bonucci al centro, con Musacchio e Romagnoli ai lati e Conti libero di fare le due fasi in un centrocampo a cinque. A mio parere però se il Milan non avesse preso Bonucci poi un altro difensore top lo avrebbe acquistato perché le condizioni fisiche di Romagnoli destano qualche preoccupazione. A quel punto, dato per scontato che ci schiereremo a tre dietro, Kessie e Biglia farebbero i centrali a metà campo e potremmo giocare con due tra Suso, Jack e Calhanoglu dietro alla punta che andremo ad acquistare. Mi auguro di non vedere mai un 433 con il turco esterno alto perché non ha il passo da ala e perché uno col suo piede e la sua visione di gioco deve dare idee alla squadra giocando nel cuore della squadra stessa. Il 4231 sarebbe un modulo interessante ma a quel punto uno tra Musacchio e Romagnoli starebbe fuori e dovremmo acquistare un altra ala sinistra capace di fare le due fasi e che possa dare il cambio a Jack Bonaventura. Credo che avremmo bisogno anche di quattro punte, Andre Silva, Borini, (Belotti o Aubameyang) e un quarto attaccante. L’Europa League è dispendiosa, e se vuoi avere la possibilità di variare il tuo modo di giocare quattro punte in rosa sono basilari. Per tutti questi motivi credo che il nostro calciomercato sia tutt’altro che finito, necessitiamo anche di un vice Kessie, per quanto strapotente fisicamente è impensabile che l’ivoriano le possa giocare tutte.
Il Milan comunque il colpo dell’estate lo ha messo a segno ieri, la cessione per 12 milioni di De Sciglio alla Juve con contratto che era in scadenza 2018 è qualcosa di eccezionale.
Giocatore perfetto per Allegri, soldatino senza grinta e personalità che prenderà il posto di Dani Alves. Auguri.
Personalmente ho sofferto di più quando cedemmo Steinar Nilsen al Napoli…

MattLeTiss

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Categoria: Allenatori, Giocatori, Squadra

Sull'autore ()

"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione". Per questo ho amato alla follia Dejan Savicevic e Matt Le Tissier. Milanista da generazioni, cuore Saints grazie a "Le God". Sacchi mi ha aperto un mondo, Allegri me lo ha chiuso. Sono cresciuto col Milan di Arrigo, quello per me era il gioco del calcio, tutti gli altri prendono a calci un pallone.