Gli sperperi a centrocampo causa della pochezza attuale

23 gennaio 2017 | Di | Rispondi Di più

L’ennesima pippa strapagata dal condor

I soldi sono importanti? Sicuramente. Ma é piú importante come si spendono di quanto lo si fa. La rosa del Milan, e né lo scopriamo né – soprattutto – lo diciamo oggi, é una rosa incompleta e fatta male. Una squadra con un minimo di ambizione non puó presentarsi in campo costantemente con almeno un giocatore adattato. Infortuni e squalifiche sono un alibi fino ad un certo punto. Tra l’altro – e lo scriviamo da tempo immemore – non si é mai (VOLUTO) operare seriamente a centrocampo, onde evitare che la leadership di Montolivo fosse messa in discussione. E questa stagione non é diversa dalle precedenti: anche nell’estate 2016 infatti a centrocampo si é puntato sul modesto Sosa (voluto da Montella addirittura 2 mesi prima del suo arrivo al Milan… ) e Pasalic IN PRESTITO. Controprova: rotto Montolivo, unico sostituto della squadra é Locatelli; il 1 di gennaio una societá SERIA la prima cosa che fá é andare a prendere un mediano centrale per far rifiatare il giovane centrocampista. Qui invece ci si deve adattare alla pochezza di Bertolacci o al ritmo da dopolavorista del Principito Sosa – entrambi, tra l’altro, FUORIRUOLO. D’altronde meglio vivacchiare mesi sperando di non essere risucchiati troppo in basso nella lotta all’Europa League che creare traffico intorno al rientro primaverile di Capitan Ricotta.

Anche Deulofeu arriverá (?) in prestito, e se quanto intravisto online é anche solo la metá del suo potenziale, la sua maglia da titolare é pressoché garantita, con il ritorno di Bonaventura in mediana. O quantomeno scavalcato ulteriormente Niang (quello che fino al mese scorso era un imprescindibile tassello del Milan per i prossimi 10 anni, nonché futuro capitano…) nelle gerarchie offensive. E qui il secondo punto, cioé oltre ad avere almeno un adattato per ruolo a partita, vi sembra possibile che il Milan abbia due (DUE) potenziali titolare in prestito puro? Roba da squadra con obiettivo la lotta salvezza…

Veniamo al reparto appunto piú indiziato: il centrocampo. Le partite si vincono e si perdono spesso in mediana, la zona che ha il compito di produrre le azioni offensive e proteggere la difesa. Che centrocampo ha il Milan? Un centrocampo fatto di buoni mestieranti (pochi), qualche adattato, gente mediocre (tanti), e nessun fuoriclasse. Nel corso degli anni in questo reparto abbiamo visto Rijkaard, Ancelotti, Albertini, Desailly, Boban, Savicevic, Gattuso, Pirlo, Rui Costa, Seedorf, Ambrosini, van Bommel… oggi se si fa male Locatelli (!), per quotare l’Accademia della Crusca, siamo nella merda. Siamo anche all’imprescindibilitá di Kucka e a pregare che Pasalic vinca sempre il ballottaggio con i vari Bertolacci… o Poli… Mon Dieu!

Il centrocampo attuale del Napoli é composto da Allan, Zielinski, Jorginho e Hamsik. I primi 3 sono costati complessivamente 34 milioni. Bertolacci, Sosa e Poli – cioé tre giocatori che o sono delle riserve, o sono riserve delle riserve – a bilancio sono 33 milioni. Hamsik nella stagione 2007/08 arriva a Napoli per 5.5 milioni, un milione in piú di quanto il Milan diede al Rennes per Gourcuff. Stessa cifra spesa, risultati completamente diversi. Un Biglia – che prende 300 mila euro in meno di Zapata e solo 100 mila euro in piú di Mati Fernandez – alla Lazio costó 8 milioni di euro nella stagione 2013/14, anno in cui il Milan prelevó Poli dalla Sampdoria per 6 milioni piú Salamon (cartellino valutato 3.5 milioni). Anche qui, stessa cifra, risultati ben diversi.

Immaginatevi un Milan che a centrocampo avesse, per dire, Biglia, Zielinski e Borja Valero (7 milioni dal Villareal alla Fiorentina,) al posto di Sosa, Bertolacci e Poli. Sarebbe un centrocampo dalla qualitá indiscutibilmente piú elevata, e – UDITE, UDITE –  sarebbe costato pure meno in termini di cartellini (29 milioni VS 33). I soldi sono sempre stati spesi, ma spesi male. Ma le altre societá non hanno dirigenti in vacanza fino all’8 gennaio, che non fanno affari al ristornate d’inverno o sotto l’ombrellone d’estate. E i punti persi contro Napoli (29 su 36 nelle ultime 12 sfide – ringraziamo Larry per la statistica) e Roma in questi anni non dipendono da petroldollari e altre panzane che la stampa azzerbinata non solo non ha il polso di controbattere, ma addirittura si eccitta creando hashtag come #chespettacologallianiallavoro. 

Andrea

Tags: ,

Categoria: Squadra

Sull'autore ()

Virdis e van Basten espugnare il San Paolo rappresentano il mio primo nitido ricordo rossonero. Milanista sacchiano ed esteta del calcio, rimpiango la Serie A a 18 squadre, le maglie dall'1 all'11, e quel numero 6 col braccio alzato che chiamava il fuorigioco.