Quarantaquattro virgola uno

29 gennaio 2014 | Di | 144 risposte Di più
"Calma, calma! Ce n'è per tutti!"

“Calma, calma! Ce n’è per tutti!”

Quarantaquattro virgola uno come diciotto virgola due? Possibile. Se il post dello scorso ventidue luglio oltre ad avere un seguito importante ha fatto più o meno luce sull’enorme dimensione del monte ingaggi del Milan, ingiustificatamente sproporzionato rispetto al valore della rosa, quello di oggi vuole dare una piccola idea del peso che determinate personalità hanno sul mercato del Milan, alcune volte negativamente, altre positivamente. Il calciomercato dovrebbe essere portato avanti per il bene esclusivo della squadra? Con il fine ultimo di provare a vincere, o per lo meno di fornire all’allenatore i migliori giocatori possibili, limitatamente alle risorse a propria disposizione? Insomma, mica sempre. Le ultime sessioni di calciomercato hanno visto diverse figure avvicinarsi alla dirigenza milanista, tre in particolare. La prima è quella di Enrico Preziosi, il presidente ombra, vero e proprio demiurgo, insieme ad Adriano Galliani, di tanti affari. Da Boateng a El Shaarawy, da Birsa ad Amelia, in molti arrivi c’è il suo zampino. La seconda è quella di Oscar Damiani, ex giocatore del Milan, il cui peso – relativamente modesto – ha fatto comunque sì che Galliani arraffasse tre suoi assistiti, purtroppo con fortune sportive trascurabili. La terza figura è quella di colui che è stato definito nel 2011 da Federico Buffa “il Richelieu” del mercato milanista, Mino Raiola, uno che se ti prende per la collottola ti lascia andare solo dopo averti succhiato più denaro possibile, come i bulli delle scuole americane che rubano i soldi della merenda ai compagni sfigatelli. In decine di post ci siamo tutti chiesti quanti fossero complessivamente gli affari conclusi dal Milan con questi soggetti negli ultimi anni, e oggi avremo la risposta a questa domanda. Una risposta che a me, personalmente, non piace affatto, una risposta che, a ben vedere, spiegherebbe il perché della volontà di Barbara Berlusconi di smantellare questa rete poco virtuosa in cui il mercato del Milan e il suo amministratore delegato-direttore sportivo sono caduti ormai da quattro anni.

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Prima di cominciare un paio di precisazioni.
– So cosa state pensando: manca un altro immancabile protagonista delle sessioni di mercato del Milan, il nostro amato Ernesto Bronzetti. Purtroppo rintracciare la sua lunga mano sulle trattative del Milan è abbastanza arduo, quindi ho a malincuore lasciato perdere e proceduto a compilare la statistica senza tenere in considerazione il suo straordinario apporto.
– Le procure si riferiscono al periodo d’acquisto dei vari giocatori. Le operazioni di mercato prese in esame sono state esclusivamente quelle in entrata per quanto riguarda la prima squadra.

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Stagione 2013/2014.

Giocatori fuori dal giro Preziosi-Damiani-Raiola (9): Essien, Rami, Honda, Kakà, Matri, Silvestre, Poli, Saponara, Vergara.
Giocatori del giro Preziosi-Damiani-Raiola (1): Birsa (Preziosi).

Stagione 2012/2013.

Giocatori fuori dal giro Preziosi-Damiani-Raiola (5): Zaccardo, Bojan, Pazzini, Zapata, Montolivo.
Giocatori del giro Preziosi-Damiani-Raiola (8): Balotelli (Raiola), Salamon (Raiola), Constant (Preziosi e Damiani), de Jong (procura affidata a Rodger Linse, mediazione/procura per l’Italia Raiola), Niang (Damiani, ora Raiola), Acerbi (Preziosi), Gabriel (non ho potuto rintracciare il procuratore del brasiliano, mediazione/procura per l’Italia Raiola), Traoré (Damiani).

Stagione 2011/2012.

Giocatori fuori dal giro Preziosi-Damiani-Raiola (6): Muntari, Maxi Lopez, Nocerino, Aquilani, Mesbah, Mexes.
Giocatori del giro Preziosi-Damiani-Raiola (2): El Shaarawy (Preziosi), Taiwo (Damiani).

Stagione 2010/2011.

Giocatori fuori dal giro Preziosi-Damiani-Raiola (4): Legrottaglie, Cassano, Montelongo, Yepes.
Giocatori del giro Preziosi-Damiani-Raiola (8): Didac (Raiola), van Bommel (Raiola), Emanuelson (procura affidata a Brian Berkleef, mediazione/procura per l’Italia Raiola), Robinho (procura affidata a Marisa Ramos, mediazione/procura per l’Italia Raiola), Ibrahimovic (Raiola), Papastathopoulos (Preziosi), Boateng (Preziosi), Amelia (Preziosi).

Quindi, ricapitolando, di 43 giocatori che hanno fatto parte della prima squadra acquistati con le più fantasiose modalità dal 2010 a oggi, 19 sono giunti al Milan grazie a Preziosi, Raiola o Damiani. Parliamo del 44,18% (percentuale abbassatasi nell’ultimo anno e che nei mercati 2010, 2011 e 2012 era invece del 54,54%). In poche parole, il 44,1% del mercato in entrata del Milan, la decima società calcistica europea e seconda italiana per fatturato (insomma, mica cotiche), è in mano a tre persone, a voler restringere il campo a due: Preziosi (7 operazioni in entrata) e Raiola (9). Escludendo Oscar Damiani, fermo a 4 trasferimenti completati, la percentuale si abbassa al 37,20%, ma comunque ben oltre un terzo del totale. Ribadisco quanto espresso nell’introduzione. Alcuni di questi affari sono stati importanti per il passato e lo saranno per il futuro (su tutti Ibrahimovic, van Bommel, El Shaarawy e Balotelli, volendo essere di manica larga anche de Jong), altri, la maggior parte, deleteri, dannosi.

“Così fan tutti”? Sfido chiunque a trovare un’altra società che agisca in questo modo, con queste modalità e in questa misura. “Raiola lo conosciamo, questi sono i suoi metodi: se vuoi un suo giocatore te ne ritrovi un altro sul groppone”. Ibrahimovic, van Bommel e Balotelli valgon bene un Didac, ma affidarsi in maniera tanto cieca e spregiudicata a un procuratore (tradotto: una persona che cura – giustamente – i propri interessi e quelli del proprio assistito e che della squadra se ne sbatte altamente) a lungo termine non può che avere ripercussioni di vario tipo (economiche, sportive, gestionali). Ho esultato, festeggiato, gioito per lo Scudetto e la Supercoppa 2011, ma è stato per questi due titoli che il Milan si è svenduto al Minone nazionale e all’Enrico nostro? Due trofei per una buona fetta del mercato di uno dei dieci club più ricchi d’Europa? Vi apro un mondo di possibilità: si può vincere anche senza essere ostaggio di procuratori o presidenti di altre società, lo abbiamo fatto in passato, lo stesso Galliani lo ha fatto in passato. I soldi non ci sono non solo e non tanto perché il proprietario “ha chiuso i rubinetti”, ma perché milioni e milioni di Euro si perdono nelle pieghe di rapporti clientelari, tra commissioni, plusvalenze e ingaggi senza diritto di cittadinanza in una delle società più vincenti, gloriose e potenti del calcio mondiale. Ma se è così che a tanti piace, chi sono io per far cambiare loro idea? Avanti così! A questo punto non ci resta che sperare che Messi venga comprato da Preziosi e che Suarez e Ronaldo prendano Raiola e Damiani come procuratori. Oh, non si sa mai… sognare è lecito.

Fabio

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Categoria: Squadra

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.