Il funerale di loro stessi

12 luglio 2017 | Di | Rispondi Di più

Ecco alcuni zombie che si recano in sala stampa…

E alla fine ha rinnovato ed è il portiere di questo nuovo Milan. Un portiere talentuoso e promettente, la cui immagine è fortemente scaduta agli occhi della tifoseria per gli atteggiamenti mercantili del suo mentore. Il talento serve, ma la costanza, gli allenamenti duri e le prestazioni sono le cose che contano, mi auguro per noi e per lui che vada tutto per il meglio, altrimenti non gli verrà perdonato nulla. Dello sciacallo che lo consiglia non dico più nulla, lo lascio all’esaltazione di altri sciacalli prezzolati che prendono spunto dal contratto per mettere in evidenza eventuali errori della società. Avrei voluto leggere i commenti di questi esseri inutili in caso di mancato rinnovo. Per mesi, oltre alla litania vergognosa e stupida, circa l’esistenza o meno dei cinesi…, ho letto che il primo obiettivo di questa società doveva essere il rinnovo di Donnarumma. L’obiettivo è stato raggiunto, ma i soliti cretini diranno il contrario, ma non fa nulla…, raglio d’asino non arriva in paradiso.

A proposito di asini, ma vogliamo parlare della conferenza stampa del giorno del raduno? Un panorama spettrale; un branco di morti che è andato al proprio funerale. Facce emaciate e smunte, voci tremule e sconcertanti; la tifoseria è un trasbordo di emozioni, una valanga di gioia e sogni, si fanno nomi incredibili, solo 12 mesi fa impensabili anche a causa delle fiscalità spagnola…e altre cretinate date in pasto ad amici giornalisti proni. E loro? Ormai in avanzato stato di decomposizione, come Sosa dopo 20 minuti di pressing avversario, hanno espresso capacità scarsissime. Guadagnini chiede velocità e non tre domande, e loro? Imperterriti, tre domande… Io credo che non ci arrivino proprio, hanno veramente grossi problemi di comprendonio. Dopo le prime domande, tutti a lamentarsi che non avevano più nulla da chiedere se non dove fosse il tanto agognato buffet, vero scopo della giornata. Alcune cariatidi non hanno perso tempo a difendere il vecchio regime, quello tanto a cuore a Ruietti & Reietti del web. Poveretti, con qualunque dirigenza sono sempre allo stesso punto: il niente. Purtroppo c’è tutto un mondo che non li capisce, geni incompresi di questo tempo.

I cadaveri della sala stampa non hanno capito che tv e giornali sono stati completamente superati, la gente li usa per sbertucciarli, per percularli…, con una masnada di vedove inconsolabili che spaziano dai canali Sky alla Domenica Sportiva, vera fucina per aspiranti primari di anestesia. Se sentite nella notte un bambino che piange, intervenite subito, dite alla madre di far vedere al bimbo qualche puntata della DS, il sonno dell’infante sarà immediato. Altre vedove, rigorosamente in nero, si aggirano sui principali giornali sportivi italiani, ma siccome trattasi di gente che ha ormai perso ogni autorevolezza, raccolgono contumelie di ogni tipo, con lettori squali che attaccano ferocemente. La sconfitta della stampa, specie quella servile è eclatante, dopo aver petulato per mesi di inesistenze anche di carattere finanziario, adesso sono lì pronti a cogliere la minima sbavatura per poter finalmente alleviare le emorroidi al napalm che arrecano dolori indicibili ogni volta che scalano dalla terza alla seconda prima di un dosso cittadino…

Purtroppo è andata male, malissimo, non potevano immaginare che in un mese e poco più Fassone e Mirabelli facessero mercato in maniera intensiva e seria, senza pagliacciate, senza buffonate mediatiche, senza mettere su il solito circo di cretinate gastronomico mercantili che hanno coperto di ridicolo i nostri colori. E’ stato un colpo per i vegliardi nostalgici delle gite e delle crociere dell’amore; belli quei tempi in cui si partiva per ingozzarsi, con il geometra, fino all’implosione dello stomaco; se ne potrebbe fare un libro ed un film: “Caccia all’Intestino Crasso”. Addirittura il guardiano di certi scantinati televisivi lombardi ha avuto il coraggio di dire, in una radio romana, che il Milan ha sbagliato a comunicare che Donnarumma non firmava e che non bisogna comunicare con i tifosi. Questa è la negazione del giornalismo, ma è bastato uno splendido Xavier Jacobelli per una lectio magistralis sul giornalismo. Non seguo tali scantinati televisivi lombardi, il mio televisore si rifiuta e invito tutti a non guardare più nulla, lasciateli latrare tra loro, lasciate che si azzannino, l’estinzione è vicina. Tra tanti anni troveranno delle protesi e delle dentiere, il livello è quello.

Il mercato è ancora in corso, non entro nel merito, lo lascio a chi è molto più informato di me, ma non pecchiamo di superficialità, stanno arrivando bei giocatori e godiamoceli tutti. Sto con i piedi per terra, non sto a sognare giocatori inarrivabili dai costi proibitivi che faranno le coppe; oggi sogno una qualità medio alta che elevi questa squadra infestata di pippe. Soprattutto aspetto le dismissioni per una disinfestazione totale, ci sono troppi giocatori indecenti dallo stipendio vergognoso che sarà difficile appioppare a qualcuno dotato della normale diligenza del buon padre di famiglia. Ma le vie della Turchia sono infinite e vedrete che si troverà una soluzione, nonostante alcuni rinnovi scellerati che costringono Mirabelli a degli autentici miracoli. Sono rottami calcistici che è quasi impossibile collocare, scarti che se osavamo criticare eravamo dei blasfemi. Come se certi crestati fossero dei calciatori. Adesso però c’è ancora una guerra, con alcune enclavi di nostalgici che stanno facendo di tutto, anche perchè certe economie di scala sono finite. Il sudiciume non c’è più.

Permettetemi di salutare Pippo Sapienza che ha lasciato il Milan; aldilà delle motivazioni che non conosco, gli rendo onore per la sua passione e per l’ironia che ha sempre dimostrato, anche quando lo mettevo al centro della mia feroce dialettica; la sua ironia è sintomo di grande intelligenza, ironia che purtroppo non hanno avuto alcuni miserabili sempre pronti alla minaccia. Spiace per lui, in bocca al lupo.

Gianclint

 

 

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Categoria: Sermoni

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.