Honda vaffanzum

23 maggio 2017 | Di | Rispondi Di più

Sembrava il bigliettino da visita di un parrucchiere

Ragioniamo con il solito triste e misero relativismo in cui siamo inopinatamente scaduti e diciamo che, rispetto alle terribili e indegne ultime stagioni, questo sesto posto, con conseguente qualificazione ai preliminari Uefa, è un passo avanti, un brodino caldo con una temperatura corporea di 39,5° e pioggia autunnale addosso. Non basta, ma aiuta. Se invece poi consideriamo la nostra storia e gli investimenti…siamo all’ennesima stagione disastrosa, con più lati oscuri che luci abbaglianti. Chiaramente ognuno di noi la veda come vuole, ma rimane sempre il sapore amaro di una stagione che non ci ha visto protagonisti e con l’ennesimo trionfo bianconero. Se qualcuno è soddisfatto, buon per lui. Io no. Specie se guardo al gioco, praticamente inesistente, con una squadra che nelle ultime settimane è stata irrisa ed umiliata dalle pericolanti, da squadre messe insieme con lo sputo. Partite noiose, nonostante 330 milioni in due anni tra mercato e stipendi. 330 milioni per vedere due ripugnanti attaccanti come Bacca e Lapadula che sono i due peggiori d’Europa.

Quale squadra può annoverare due simili incapaci? Uno è stato esaltato perché…”se teniamo conto delle palle che gioca…”, l’altro perché “…si impegna e si sbatte”! Poveri milanisti, la fame di vittorie, il gianninismo e le umiliazioni hanno finito per ottenebrare la mente, tanto da considerare Kuco Muco un calciatore degno della nostra maglia, per non parlare del resto su cui è meglio sorvolare per motivi intestinali. Anche ieri le solite pippe hanno fatto la loro parte contro dei villeggianti venuti da Bologna; partita squallida con gesti tecnici da ghigliottina. Un’accozzaglia di pedestri a cui mancava il vero attrezzo, non la palla, ma un aratro in legno con cui affondare nella terra prima di seminare l’anticalcio che portano nello sperma. Andrebbero resi calcisticamente sterili con una castrazione a priori: tu non devi più giocare a calcio e per impedirtelo ti mettiamo lo scarpino rovesciato, simbolo dell’anticalcio, inchiodato come i ferri di un cavallo con lunghissimi chiodi. Alla fine i villeggianti emiliani hanno preso tre gol, fatti da due dei peggiori in campo: uno è quel Delocoso che ieri non ne ha azzeccata una, riabilitando Koeman, l’altro è quel Lapadula che ha scritto una delle pagine più ingloriose della storia del calcio. Ieri però c’è stato, contro i villeggianti, il risveglio dei morti, con due assist di Matiz e un gol di Honda. Chiaramente i due lo hanno fatto alla fine, dopo che tutto il mondo calcistico ha compreso che non servono ad una beata minkia.

Lo stordito giapponese incarna uno dei tipici acquisti dell’incapace che ha da poco liberato la stanza a Casa Milan. Honda è un esponente straordinario del modus operandi del Giannino, un giocatore ridicolo dalla testa ai piedi, dall’inizio alla fine, quella di ieri. Honda è stato un acquisto, uno dei tantissimi, inutile ed incomprensibile se uno si pone dalla parte della razione e della logica, corroborate da una decente conoscenza del calcio; se uno si pone dalla parte delle logiche del Giannino…è uno dei tanti pipponi, mentalmente labili e tecnicamente peggiori, che hanno insudiciato la nostra maglia, con l’aggravante che questa era la maglia numero 10. Chi gli ha dato questa maglia merita le emorroidi a vita a grappoli a sei stadi con ritorno di fiamma, intervallate da fuoriuscita delle stesse. Uno scempio senza fine, fin dall’inizio.

Come cominciò questa ennesima stazione di un calvario mercantile che ci ha visto finire nella polvere del calcio professionistico? Ma allo stesso modo di sempre. L’asino era come al solito a secco di liquidità perché doveva pagare i feretri zero che infestavano la rosa e allora si decise di puntare su questo asiatico slavato; si decise? Ma no, ci furono i buoni uffici e i relativi salami della buonanima del Salsicciaro, non pago dei 300 milioni che ci ha fatto buttare negli anni per tutti gli stramorti che ci ha rifilato. Anche qui ha fatto comunella con il fratello della pippa e ce lo ha appioppato. Anzi, talmente era forte questo cazzone che non si poteva aspettare gennaio, bisognava portarlo subito a Milanello ed iniziò la solita questua per averlo prima gratis. Se non facciamo queste figure da pezzenti, da miserabili non siamo contenti. Il CSKA, grandioso club russo dove aveva svernato il giallo dai capelli gialli, voleva 5 milioni con la scritta “magari ce cascano” e ci sarebbero cascati se li avessero avuti, ma si dovette aspettare gennaio per indigenza. Ma dove aveva giocato questo fenomeno? In Giappone, nella serie B olandese e nel CSKA! Me cojoini!

L’arrivo a Milano è stato da manuale del Giannino: prima un’attesa mediatica messa su dai soliti servi esperti in buffet e dettato, i soliti giornalisti amichetti del Condorasino che infestano la sala stampa. Articoli su articoli in attesa di questa pippa. Tutto organizzato con il solito Delegatodifantomas che si pavoneggiava ai microfoni degli smidollati amichetti suoi. Addirittura uscì un temino adolescenziale di questo stordito in cui scriveva che sognava di indossare la numero 10. Il cielo si oscurò, la terra si aprì e sentimmo tutti indistintamente il centurione urlare che costui era veramente il figlio di Dio. Ma la Dieci gliela diedero lo stesso, contra naturam. Per l’occasione i soliti menestrelli fomentarono la leggenda parlando del suo soprannome:”Ghin Ro”, il Lupo d’Argento!

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA

Ma quale lupo, questo al massimo è un cocker da salotto a cui tiri un biscotto per svegliarlo. Anzi…lo puoi usare proprio in salotto, lo metti a palleggiare durante una riunione della Stanhome, mentre le casalinghe discettano sul miglior detersivo per trattare le piastrelle imbevute di olio dopo l’esplosione della padella con le patate. Poi lo prendi e lo metti a correre nel corridoio con una tartaruga…per poi scoprire che la tartaruga lo batte regolarmente. Arrivò in una triste serata di gennaio, lo portarono allo stadio dove guardò Ruttari e compagni con gli occhiali da sole e poi, naturalmente, da Giannino per fargli vedere gli uffici e il tavolo delle trattative. Certo, dovettero anche spiegargli che la tradizione prevede il lancio del Langhirano sotto il tavolo ai giornalisti morti di fame. Fuori i soliti orchi a festeggiare l’arrivo dell’ennesimo scarpone. Alcuni servi favoleggiarono perfino sul fatto che porta due orologi, senza però capire che gli serve la sveglia al collo.

In campo ha fatto schifo, indecente, lento, abulico ed inesistente. Il nulla calcistico. Per mesi ho sentito che non giocava nel suo vero ruolo, e quale sarebbe? Come per Cretinuelson, il figlio cretino di Emanuelle, nessuno lo ha ancora capito. Nemmeno lui. Sempre distratto, non ha mai capito dove fosse. Come Niang non ha mai saputo il vero risultato della partita, tanto da chiedere negli spogliatoi come fosse finita. Presto il campo e gli allenatori che si sono succeduti lo hanno giustamente allontanato dal terreno di gioco. Spesso, quando entrava a partita iniziata, era il classico colpo di grazia e in alcuni casi l’allenatore avversario capiva che era un nostro segnale di resa. In quel di Frosinone segnò e fece outing:”Non sono un numero 10 come lo intendete voi!”

Ah cazzo, e ce lo dici adesso? E il temino? E li mortacci di chi ti ha messo addosso la sacra maglia? Perchè dalle sue parti come si intende la 10? Come la maglia del portiere? Ma basta, solo un asino poteva portare un simile cancro calcistico. Ma il Frosinone non fu un caso isolato, ben presto i suoi gol annientarono corazzate calcistiche come Laos, Vietnam, Cambogia, Corea del Sud, Thailandia, Filippine e Ischia Calcio. Appena tornava in patria però belava contro il calcio italiano, contro Micione Arkan e contro i tifosi rossoneri che non lo capivano. Persona educata e generosa (dona una bella cifra ai terremotati) perde però la bussola e ci fa sapere che si sta impegnando per debellare i terremoti. Da quel momento iniziammo a chiedergli pareri su tutto, visto che faceva il tuttologo. Io stesso gli chiesi se in Giappone c’è un gruppo peggiore dei Pooh. Mi disse di no.

Adesso finalmente vedremo andarsene anche questo scherzo del calcio, questo mediocre pedatore che ha tenuto la maglia numero 10 per tre anni a 2,5 milioni netti. Tre anni con la 10, ma ci pensate? Inaccettabile, come anche la cantilena che è un bravo professionista. Ma scusate, chi fa il suo, chi fa quello per cui è pagato deve essere osannato? Cosa ha di così speciale? Non ha giocato perchè è pippa, molto di più di quelle che abbiamo in campo, si allena come un monaco buddista e non combina un cazzo; però siamo alle solite: Bacca con i pochi palloni, Lapadula si sbatte e Honda si allena. E infatti dove andrà questo fenomeno? America o Australia…Ma vaffanzum.

Gianclint

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Categoria: Sermoni

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.