La fine di un’era

28 febbraio 2017 | Di | Rispondi Di più

I numeri parlano chiaro, leggete bene…

Dopo aver espugnato i più grandi campi del mondo calcistico, il tramonto cala sull’ultima impresa del Milan berlusconiano: la presa del Mapei Stadium. Questo dimostra il crepuscolo, la notte buia caduta sul Milan trasformatosi in Giannino, una squadra mediocre e scarsa, una squadra imbottita di prestiti e di giocatori strapagati che fanno schifo. Ho sentito e letto di orgasmi multipli dopo questa leggendaria vittoria, una partita che ha tenuto collegato mezzo pianeta; urla di piacere per aver spezzato le reni alla squadra di un paese che non fa provincia e che gioca a Reggio Emilia. Addirittura il solito Muezzin, insieme ad una gloria del passato come Antonini, ha lanciato dei latrati finali per la vittoria contro il Real Sassuolo, roba che si sono messi ad abbaiare tutti i cani di Reggio Emilia e dintorni. Per anni abbiamo scopato Charlize Theron, ma adesso eiaculano mentre tirano possenti e massicce pisellate alla moglie di Fantozzi con i bigodini! Ah Luca aaaaaaaahhhhhhhhh ooooooooooohhhhhhhh come godo, aaaaaahhhhhh i bigodini ooooooooooohhhhhhhhhh le mollette con la retina aaaaaaaaaahhhhhhhh ooooooooohhhhhhh . Il dio del calcio mette la parole fine su questo periodo irripetibile (soprattutto nel bene) facendo segnare Bacca: per fare un gol di sinistro è dovuto scivolare su un rigore. Non aggiungo altro. Da Virdis e Van Basten…a Bacca: è giusto chiudere qui.

Sono stati anni fantastici e il presidente Berlusconi va ringraziato per averci portato sul tetto del mondo più volte. A differenza dell’Inter di Moratti e Mourinho, noi siamo saliti sul tetto del mondo cambiando il calcio, sport che ha avuto due epoche, prima e dopo Arrigo Sacchi. Nessuno avrebbe fatto una simile scelta, il primo Berlusconi la fece, intuì che era qualcosa di diverso. Ed ebbe ragione. Aspettavamo le partite con il conto alla rovescia, le aspettavamo alla radio perchè non c’era la televisione in diretta. Le sentivamo e le immaginavamo, le seguivamo con ansia, speranza, fede e passione: per poi aspettare i gol a novantesimo minuto. Ricordo ancora un Milan Napoli in cui, su un campo impossibile, ricamammo un calcio celestiale nel primo e, uscendo sullo 0-0, sentivo gli applausi di un San Siro in visibilio. Nel secondo tempo li rademmo letteralmente al suolo. Emozioni indescrivibili per chi non le ha vissute, irripetibili, inarrivabili. Il mio grazie per quelle emozioni è indelebile e negli anni che seguirono rimanemmo un punto di riferimento nel calcio mondiale.

Sono arrivati campioni che hanno vinto palloni d’oro e con le loro nazionali, grandi tecnici e anche dolorose sconfitte che mi hanno fatto piangere lacrime amare, ma dopo ogni sconfitta sapevo che saremmo risorti: e così è stato. Ma le cose belle finiscono, in un modo o nell’altro e così il grande sogno di avere la squadra perfetta è finito amaramente, ma non di botto, è finito lentamente in un’orribile agonia, quasi un’eutanasia. Lo ringrazio Berlusconi, di tutto, anche degli errori e dei suoi innamoramenti calcistici, è un passionale e ci sta. Una cosa sola non gli perdono, averci abbandonati nelle grinfie di Galliani, il più incapace dirigente sportivo di sempre. Costui, in collaborazione stretta con la proprietà, ha smantellato la squadra nei valori morali e sportivi, facendo affari con i peggiori procuratori in circolazione. Tutto è diventato uno sudiciume gastronomico mediatico, impoverendo Milanello, non più centro di produzione di calcio, ma un luogo dove si ritrovavano sciancati, morti, stramorti, cadaveri, mummie, salme, crestati, mesciati, bigodinati, puttanieri, mignottari, bonghisti, piloti sfascia pali, pippe, scarsi, cazzoni inutili e pantagonnati: la peggiore feccia calcistica strapagata con stipendi vergognosi.

Il crollo dei risultati è stato verticale, conclusosi con un triennio fuori dalle coppe, dal ranking e da tutto: nonostante oltre un miliardo di fatturato negli ultimi 5 anni e 130 milioni buttati sul mercato. La verità è una sola: a Casa Milan l’ignoranza regna sovrana. Ignoranza protetta ed esaltata da una stampa servile che è stata peggiore di quella feccia calcistica che ha insudiciato la nostra maglia in questi anni, i menestrelli della sala stampa si sono venduti a questa dirigenza, senza mai criticare ed esaltando il nulla: l’ultimo esempio è stato l’esaltazione in queste settimane di un Condorasino che sa scegliere i prestiti; addirittura un menestrello ha fermato Galliani all’uscita da un…ristorante, chiedendogli di Deulofeu. Ahahahahahahah il Delegatodifantomas si è vantato di aver seguito lo spagnolo dalla culla; in pratica i prestiti li segue da sempre, i Bertolacci e i Bacca (insieme a centinaia di luride pippe) che ha strapagato non li ha mai visti.

Fortunatamente ci siamo stati noi che abbiamo massacrato questa stampa grassa e corrotta, li abbiamo da sempre bastonati ed umiliati, ribattendo colpo su colpo e mettendoli in ridicolo. Dei senza cervello che non hanno mai avuto i coglioni in mezzo alle gambe per contrastarci; magari lo hanno fatto in maniera subdola, come l’esperto di editoria sportiva nei giusti toni e il suo miserabile drappello di seguaci. Milan Channel ha chiuso e noi siamo primi da sempre. Google Analytics con noi si masturba, con altri blog muore di fame divorato dalla tenia. Anni fa uno che non capisce niente di calcio e di web sentenziò che alle prime vittorie ci saremmo sciolti come neve al sole: lo scudetto di Allegri ha visto il nostro server crollare più volte, costringendoci a spendere di tasca nostra non so quante volte. Ma come, vincevamo e la gente veniva da noi? Inutile dire che quello che si è liquefatto è il blog del veggente in questione, ormai ridotto allo stato gassoso. Ogni anno c’è stato qualcuno che ha detto che avremmo chiuso e noi cresciamo sempre in doppia cifra.

Qualche psicopatico sfuggito al manicomio sostiene che con l’arrivo dei cinesi noi dovremmo chiudere: fantastico, non aspettavo altro, vuol dire che dovremo mettere mano al salvadanaio e comprare l’ennesimo server. Se ne va il Giannino che noi abbiamo combattuto e dovremmo essere noi a perdere? Ahahahahahahah ma certe minkiate come si fanno a scrivere? Se ne va un vegliardo adorato da certi gerontofili e quelli sconfitti siamo noi? Ma io voglio dieci cinesi inespressivi in tribuna anziché un ex dirigente di calcio scopritore di Traorè e Bertolacci. Noi rimaniamo qui, aspetteremo di vedere come si muoveranno i nuovi proprietari, ma senza aspettare il miracolo dopo un decennio di schifo e di nulla. I critici a prescindere saranno le vedove inconsolabili del Giannino, noi valuteremo, ben sapendo che nel calcio non si vince solo con i grandi investimenti. A chi si preoccupa dei nostri numeri pensasse ai propri che non sono ancora misurabili con i sistemi matematici attuali. Il Night stravince da anni, il Night fa opinione e non ci mettiamo paura del nulla e della stupidità. Questi li lasciamo volentieri ai loro idoli del servilismo giornalistico, con la grande soddisfazione che quando noi smerdiamo qualcuno, moltissimi lo leggono, al contrario invece…

Gianclint

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Categoria: Sermoni

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.