Nonostante 130 milioni

15 febbraio 2017 | Di | Rispondi Di più

La costellazione del Vangio…ciaooooooo Lionel

Nonostante 130 milioni spesi nelle due ultime sessioni di mercato, siamo settimi (per ora) dietro l’Atalanta, alla solita distanza siderale dalla vetta. Questo è un dato di fatto inconfutabile. Per come si era messa a Roma si deve essere pure soddisfatti, visto che si è strappato un punticino quando ormai sembrava che fosse finita. Il tutto si deve al solito Suso che, assistito da Sosa, ha letteralmente inventato un gol di “messiana” qualità. La partita non può far testo a livello di gioco, visto che si aveva difronte la Lazio tra le mura amiche; senza molti titolari, con un centrocampo di fortuna, una difesa di disperati e un attacco inventato dal nulla è già tanto non aver preso una bella randellata e aver limitato i danni ad un pareggio.

Eh si, se tutte le dirette concorrenti non avessero vinto, magari questo punto aveva un sapore migliore. La Lazio ha dominato per buona parte della partita, sprecando moltissime situazioni favorevoli, sfociate in tiri non proprio pericolosissimi, neutralizzati dal sempre sicuro Donnarumma. Il rigore non mi è sembrato proprio solare e uno lo avanziamo noi, ma sapete che queste cose non cambiano il mio giudizio. In ogni caso, verso la fine, il nostro portiere ha sfoderato una parata formidabile che ha salvato il risultato, consentendo a Suso di fare il miracolo.

Di certo la Lazio ha fatto moltissimo, ma la mira sbilenca dei suoi avanti ci ha tenuto in partita; poi, si sa, noi alla fine non molliamo, costituendo questa una caratteristica straordinaria che ricorre spesso. Chiaramente, la difesa è rimasta esposta alle scorribande biancocelesti con un centrocampo, il nostro, composto da marionette. Poli è incommentabile, Pasalic passa la partita in luoghi sconosciuti ai più e a lui stesso e Locatelli si sta dimostrando molto, molto acerbo in evidente calo fisico. Purtroppo l’averci propinato un Montolivo come centrocampista di questa squadra, ha fatto si che intravvedessimo in questo ragazzo un calciatore bello e finito. Purtroppo non è così, è giovane e in questo momento mi sembra in netto calo.

I fratelli Inzaghi sono due allenatori da Lega Pro, una l’ha capito e l’altro no; cosa voglio dire, voglio dire che Simone, levando Anderson e Keita si è consegnato a noi che invece abbiamo fatto entrare il redivivo, una Uallamummia in gran spolvero che ha preso in mano il pallino del gioco e ha verticalizzato molto. Sosa ci ha cambiato, non si può negare. Chiaramente parliamo di uno spezzone di partita, parliamo di metà febbraio, parliamo di episodi…, prima che la fanfara lo trasformi nella solita grande intuizione del Condorasino. La panchina era popolata di queste grandi intuizioni, con Bacca, Lapadula, Bertolacci e lo stordito giapponese. Circa un’ottantina di milioni e meno male che il mandriano lo abbiamo regalato…, altrimenti chissà a quanto si arrivava.

Ma i grandi cantori dell’epopea rossonera hanno preferito gingillarsi con le solite stupidaggini che inventano per trasformare gli escrementi mercantili del Re del mercato in cibi di elevata qualità: e che si sono inventati questa volta? Beh…che l’attacco costava pochissimo! Due prestiti e un’elemosina. L’esperimento di questo attacco leggero e senza centravanti è da ripetere, anche se DioceneOscamposeliberi è stato inquietante. Giochiamo con Prestigol e loro festeggiano, del resto deve averglielo detto il loro padrone che è fiero del mercato invernale. Mercato dove ha preso rifiuti a voce e in giocatori. Dove si è ingozzato in cene pantagrueliche per riportare Storari e dare Gabriel al Cagliari per fare panchina al mare. Mercato nel quale ha regalato Mandriano pur di levarselo dai coglioni. E lui si vanta. Ridicolo lui e chi gli va dietro.

Vangioni, in gita scolastica a Roma, non ha sfigurato nel primo tempo, anzi…, salvo poi sparire nel secondo tempo, rapito dagli alieni che lo hanno riportato sul pianeta Vangio durante l’intervallo. La Uallamummia ha invece stupito, giocando bene e senza le bende che lo tengono insieme nel sarcofago. Pasalic ha problemi con le batterie, va ad intermittenza e spesso va in contrasto con la centralina di Matiz che in settimana ha fatto il tagliando dei 45.000 infortuni. Di Bacca non si è sentita la mancanza, non si tirava con lui, non si è tirato nemmeno questa volta senza di lui; può rimanere in panchina a ricaricare le ghiandole salivari. Honda invece è in difficoltà; questo campionato russo non gli piace affatto, vorrebbe giocare nel Milan di Brocchi, il Brokkhobbit della Compagnia dello Sgabello. Pare che anche Fantomas voglia ricostituire l’idillio tra un delirio e un’allucinazione, magari consigliando a Donnarumma di giocare più vicino alla porta. Gomez e Zapata sono sempre pronti alla vaccata, specialmente il colombiano che passa notevoli periodi di forte stordimento durante la partita: dal 5° minuto al 44° e dal 47° fino all’89°; poi è perfettamente attento. In ultimo Ventimilionacci. Altro gioiello del Re del mercato; vive in panchina dove si è trasferito armi e bagagli. L’Angola sembra una destinazione molto plausibile. In attesa che a Marzo finisca questo strazio societario, torniamo tra le mura amiche per battere la Fiorentina: ultima chiamata.

Gianclint

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Categoria: Sermoni

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Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.