C’è Angola e Angola

14 dicembre 2016 | Di | Rispondi Di più

Mi tocca un sermone difficile, perché devo scrivere sia della sconfitta di Roma che dell’ennesima pagliacciata andata in scena presso il circo Giannino. Non che non ci siano gli argomenti, anzi il contrario; mi perdonerete quindi se non sarò esaustivo, ma se scrivo di una cosa, mi accusano di evitare l’altra. Andiamo per ordine cronologico e quindi parliamo della partita di lunedì sera in quel dell’Olimpico. Per quanto possa sembrare paradossale è una sconfitta di cui andare fieri, visto che è maturata su un campo difficile, quasi inespugnabile dove abbiamo fatto una bellissima figura e dove la quasi totalità dei giocatori ha indossato con onore e dignità la nostra maglia, fregiandosi di una prestazione encomiabile, frustrata da alcuni errori comuni esterni ai giocatori. Il primo tempo è stato qualitativamente il più bello di questa stagione, anche se non è sfociato in un ampio bottino di conclusioni. Il centrocampo, che tutti temevamo essere inferiore a quello dei capitolini, si è dimostrato all’altezza della situazione sia per qualità che per corsa. Pasalic, Locatelli e Ventimilionacci non hanno infatti fatto rimpiangere gli assenti e hanno tenuto botta alla grande, dimostrando a tratti di tenere in pugno la partita.

Purtroppo nel secondo tempo sono uscite le magagne di una rosa limitata ed infarcita, nei rincalzi, di pippe invereconde, di mezzi giocatori sopravvalutati e strapagati, di gente smidollata e indegna du calcare i campi della serie A. Per questa gente la serie B angolana dovrebbe essere lo sbocco naturale per una carriera da vera e conclamata pippa. M’Branè Niang si è dimostrato il solito giocatorino, confusionario, stordito, assente ed egoista. Non ha combinato nulla di decente, dimostrando che, come al solito, la fanfara mediatica rossonera lo aveva esaltato a fenomeno. Io conto sempre i gol e alla fine del girone di andata si contano sulle dita della mano di un monco. Si è intestardito in duelli che ha regolarmente perso, di testa, pur essendo alto non ne prende una e dei tiri è meglio non parlarne. L’esecuzione del rigore è stata a quercia, cioè è una quercia che tira il rigore che poi si trasforma in un salice piangente. Avrà cercato lo sguardo di Zapata per emettere suoni gutturali. Tra poco i rigori sbagliati raggiungeranno i gol fatti. Giocatore assolutamente inaffidabile, ma l’errore è stato di Montella, uno così, totalmente scoordinato, fisicamente e mentalmente, non può tirare i rigori.

Rigore che doveva tirare Lapadula, meritevole perché ancora una volta conquistato da lui, meritevole perché ha la giusta cattiveria per sbattere la palla in porta, il tutto mentre M’Branè Nient studia da capitano, leader e pilota da strapazzo. E nella sostituzione di Lapadula che ravvedo il secondo errore esterno, per fare entrare chi poi? Luiz Mandriano? Ma lo avete visto piedi di budino? Palla di prima di Suso e lui addormentato si fa anticipare, non tiene un solo pallone e vaga per il campo in cerca delle sue pecore. Ad un certo punto l’ho visto pensieroso e afflitto, preso dal suo problema di non saper dove mettere i soldi che indegnamente percepisce: “Dove cazzo metto i soldi? La cantina è piena, la soffitta pure, gli armadi scoppiano e la lavatrice sta per esplodere. Adesso vado all’Ikea vicino l’Anagnina e prendo una bella cassettiera Malm! Acquisto vomitevole, mi sembra 3 gol e prestazioni da calcio angolano. Matiz invece, dopo un paio di sterzate, ha rotto il semiasse, e ha dovuto togliere la bombola del Gpl per cucinare a casa la sera. E bisognava andare alla Cosentino Motors per prendere un simile rottame? Ma non era sufficiente recarsi presso uno sfascia carrozze e prendere una Matiz, per giunta verde? Quando alla fine è entrato Honda, la gente sugli spalti ha iniziato ad abbracciarsi e sul sito della federazione hanno scritto “Roma-Milan risultato finale 1-0”.

I grandi commentatori di certi canali…

Questo è il risultato finale di un mercato inverecondo, a cui vanno aggiunti Vangioni, ieri sera su Rai 2 con Giacobbo per una puntata leggendaria di Voyager e la Uallamummia che non ha potuto giocare perché impegnato nella prova del carbonio 14. Soldi buttati, soldi bruciati, risorse andate in fumo per giocatori sportivamente morti. E quando qualcuno lo ha fatto notare ad agosto, Galliani si è inalberato. Del resto ha preso la stella del calcio turco, ma che cazzo pretendiamo? Montella ha avuto la bravura di trovare la quadra con gli 11 decenti, merito suo, ma ora si rischia la debacle perché la squadra è infarcita di cadaveri ambulanti, di stramorti in avanzato stato di decomposizione.

Il secondo accadimento è stata l’odierna buffonata messa in atto dalla Compagnia Stabile del Portello. L’ennesima assemblea in cui hanno rimediato una figuraccia vergognosa. Prima convocano un’assemblea, poi dicono che sulla stessa non si delibera e poi fanno sapere, attraverso i loro amichetti di merende, che è un’assemblea senza senso, che sarebbe durata meno di due minuti e altre amenità del genere. Era evidente una paura fottuta di essere umiliati e sbeffeggiati dalle domande dell’avvocato La Scala, memori della figuraccia meschina di quella precedente, macchiata da una fuga tattica e da un ritorno nel quale non si è data alcuna risposta. La cosa bella è che l’assemblea del club più titolato al mondo è popolata da personaggi pittoreschi e ridicoli, un circo con tanto di pagliacci che fanno ridere a crepapelle. Giornalisti azionisti che fanno il contrario di quello che dovrebbero fare, dimostrando ancora una volta che non hanno nulla a che fare con il giornalismo. L’AD alle abbuffate, nonostante si sapesse da tempo quali sarebbero state le domande…, non sa assolutamente nulla, un ignorante a tutto tondo, buono per strapagare pippe con i suoi amici procuratori, ingozzandosi di ogni bestia che calca il terreno del pianeta.

Addirittura fuori ci sono i cecchini degli amichetti in assemblea che sono pronti a vendicare i torti subiti dagli ignoranti. Gente che in assemblea è stata zitta e muta, con il capo chino, incapace di belare due vocali. Una totale impreparazione, il Milan, oggi scaduto a Giannino, è in mano ad un branco di incompetenti improvvisati che vanno in assemblea con la stessa leggerezza con cui vanno ad ingozzarsi dal loro amico ristoratore, gestore, confidente e crediamo anche ideologo di questa società ormai allo sbando. Anche un bambino della prima elementare ripassa l’alfabeto, sapendo che il giorno dopo ci sarà il dettato. Le testate giornalistiche hanno omesso l’accaduto, raccontando la loro verità di comodo, ma noi avevamo in mano tutto, proprio perché sappiamo quanto siano falsi, venduti, corrotti e asini certi pseudo giornalisti. Il Milan è in mano a dei personaggi che rantolano in certi canili e io mi vergogno di tifare una squadra che annovera tra le sue fila certi esemplari.

I SERVI ALL’IBINDA I SERVI ALL’IBINDA!

Il giornalismo è morto, è ridotto ad una serie di guitti che portano avanti gli affaracci loro e c’è ancora chi li ascolta, chi li venera e non si rende conto che prendono per il culo i tifosi. Questa è gente che dovrebbe lavorare per la stampa angolana. Fortunatamente parliamo di cretini conclamati innamorati di vegliardi che se ne fottono di loro e di servi indegni. Ancora una volta il Delegatodifantomas è scappato, sarà andato a chiedere di cosa parlavano in assemblea e avrà ordinato un barbagianni take away. Ingozzarsi fino allo sfinimento è il suo vero compito, il resto è totale assenza di pensiero, non sa nemmeno contro chi abbiamo giocato. Il Milan, ora Giannino, è in mano a gente così, gente che di calcio non ne mastica affatto, intenta a masticare barbagianni, gnu, giraffe, montoni, rinoceronti e altre bestie.

A me non frega un cazzo di cinesi, giapponesi, turchi, afgani, filippini, lapponi e armeni; a me basta che arrivi qualcuno che abbia un po’ di sale in zucca, e non ci vuole molto, anzi nulla, visto che parliamo di decerebrati totali. A me basta che arrivi un qualcuno che spazzi via questo sudiciume, che sparisca questa classe giornalistica cresciuta nel leccaculismo e nel servilismo, che spariscano i guitti, i ruffiani, i parvenu, i leccaculo, i portaborse, i portavoce e i servi dei servi. Vedere oggi l’avvocato annichilire le truppe cammellate di Sauron è stato godimento puro. Adesso andranno nei loro canili a urlare e sparlare, ma tanto avete già fatto una figura di merda. Ora aspettiamo anche sabato per sentire le solite stupidaggini di regime, sentiremo il Muezzin che contrattacca, ma noi saremo pronti a rendere la pariglia. Questa è gente cresciuta nell’assoluta assenza di contrapposizione, ma il Night con i suoi due milioni di contatti è un colosso, li faremo a pezzi come al solito. Ringrazio tutti gli amici che affollano questo blog, i numeri sono impressionanti, ogni post ottiene migliaia di commenti. Forza amici, presto finirà tutto questo orribile scempio, presto finirà il Giannino con tutti i suoi sciocchi servi, presto faremo le liste degne di McArthur, spiegheremo ai nuovi prossimi azionisti chi sono i servi da cui tenersi lontani, in attesa che una nuova classe giornalistica si formi e in attesa che quella attuale si estingua come i dinosauri. Quello sarà un momento SONTUOSO.

Gianclint

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Categoria: Sermoni

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.