Senza le allucinazioni di Fantomas

27 settembre 2016 | Di | Rispondi Di più
In fondo a destra c'è la scatola con i pezzi per montare Pasalic...

In fondo a destra c’è la scatola con i pezzi per montare Pasalic…

Vincere con questa Fiorentina non era impossibile, ma è anche vero che avrebbero potuto segnare nel primo tempo su rigore e su qualche altra occasione avuta e la partita avrebbe avuto tutta un’altra storia. Il punto è prezioso e arricchisce una striscia che non ci vedeva affatto favoriti. Ne siamo usciti molto bene nei risultati e quindi nei punti, ma ne usciamo, soprattutto, con molte certezze rispetto alla disastrosa sconfitta casalinga contro l’Udinese. In classifica siamo messi benino, con la possibilità attuale di lottare per essere tra i protagonisti e non tra i comprimari. Chiaramente intendo dal terzo posto in giù. Se avessimo vinto a Firenze avremmo fatto un salto qualitativo enorme, terza vittoria di fila e l’ultima su un campo ostico.

La buona sorte continua a servire assist e protezione, ma fino a quando? Fino a quando dovremo sperare nell’assist di un difensore a Bacca o in uno svarione? Questo non è un calcio causale, ma casuale, dove l’errore non è stato indotto, ma bensì dettato dalla pochezza di avversari dediti al suicidio. Quando ci sarà un gol di Bacca con una manovra bella, veloce e corale come quella del Napoli? Quante altre volte Donnarumma parerà un rigore o il palo si sostituirà a lui? Non è accettabile subire sempre per un tempo e svegliarsi solo nel secondo, non sempre sarà sufficiente e allora ci dovremo confrontare con i nostri evidenti limiti. Stavolta il centrocampo non è stato vomitevole come al solito, ma anzi è emersa tutta la capacità di Montella di ribellarsi ad un destino crudele che gli ha dato una manica di pippe a centrocampo; ha capito di dover togliere da compiti di regia Capitan Ricotta e di rimetterlo più avanzato, dove peraltro non ha sfigurato. Niente di sensazionale, ma non è stato il peggiore come suo solito.

Il fatto è che il pressing dei toscani del primo tempo è stato arrembante e molto dispendioso, pressing che ci ha sempre impedito di sviluppare una manovra degna di tal nome; fortunatamente la Fiorentina ha perso smalto con l’andare dei minuti e noi siamo usciti proponendo azioni sempre più ficcanti. Disgrazia vuole che Bacca e Niang non facciano mai pressing; il primo passa il tempo ad aspettare l’errore avversario e che il campo diventi una palude di saliva…, il secondo non si sa dove abbia passato il suo tempo. I difensori viola gli hanno concesso solo il fondo per cross rasoterra inoffensivi, se poi, malauguratamente, rientra verso il centro gli spettatori in tribuna mettono l’elmetto per evitare una pallonata sul volto. Niang nel primo tempo è totalmente inutile, magari potrebbe entrare nel secondo tempo per scalciare imbizzarrito per il campo.

Nonostante una prova di De Sciglio, degna del peggior Muntari, con una serie di passaggi sbagliati e sviste inenarrabili, forse Montella ha fatto bene a non toglierlo dal campo, sarebbe stata una bocciatura e si sarebbe corso il rischio di rivedere ancora una volta quella pippa di Abate. Tanto Abate lo conosciamo, quello è scarso, non può migliorare, non può crescere, non può fare nulla se non danni. È un calciatore da allontanare il più possibile dal campo e lasciarlo correre in aperta campagna dove può correre libero e senza limiti. Qui può finalmente dedicarsi a quella che è la sua reale destinazione: la corsa campestre. Abate infatti deve correre tra il fango e le buche, saltare ostacoli, saltare i rami e fermarsi a raccogliere frutta secca per perdere tempo…, così fino a quando il calcio si dimenticherà di lui.

Altro aspetto da non sottovalutare è la possibilità che ha Montella di lavorare in santa pace, senza sentire la pressione delle stupidaggini dettate da Fantômas, il nostro presidente che si è scordato completamente di essere un presidente. E per fortuna aggiungo io, altrimenti avremmo sentito tutte quelle stupidaggini del suo campionario che lo portano a favoleggiare schemi, azioni mirabolanti, tattiche avveniristiche che risiedono soltanto nella sua mente all’ora delle allucinazioni quotidiane. Sembra poco e invece è un aspetto importantissimo…che permette al nostro allenatore di pensare calcio scevro da ogni condizionamento. Micione Arkan non ha goduto di questa serenità, dovendo lavorare con lo spettro di essere sostituito da un incapace come il Brokkhobbit della Compagnia dello Sgabello.

Ora sotto con il Sassuolo, nostra bestia nera. Speriamo di essere concentrati e di fare la partita, di non aspettare il regalino o il miracolo, ma di essere propositivi e dominanti. Purtroppo non c’è da fidarsi, la performance non è tale da lasciare tranquilli e in fin dei conti siamo a pari punti anche con Bologna e Chievo. In ultimo concludiamo con il solito aggiornamento sull’ultima campagna acquisti: la Uallamummia è sempre in panchina, Fernandez si sta rimontando la gamba, Gomez è un difensore che entra per perdere tempo, ma a Firenze non serviva. La Padula non pervenuto e Vangioni sta girando con Roberto Giacobbo, il fantacazzaro, una puntata di Voyager sui misteri dei templari e dei terzini. La statua di cera di Pasalic era in tribuna a Firenze, l’originale era ancora all’Ikea, corridoio 24, scaffale 8. Aiuto.

Gianclint

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Categoria: Sermoni

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.