Chi ama il calcio odia i gobbi

15 marzo 2017 | Di | Rispondi Di più

Con una piccola ricerca, si scopre che proprio la Juventus nel 2010 fu artefice più o meno della stessa cosa, proprio a San Siro. Al termine del match di ritorno del campionato 2009/10 contro l’Inter perso dai bianconeri, lo spogliatoio degli ospiti è stato danneggiato in modo probabilmente più consistente di quanto fatto venerdì: “tacchetti conficcati”, “porte distrutte e da sostituire”, “un muro senza più intonaco”, riportava il Corriere della Sera. I danni ammontavano a “qualche migliaia di euro”. Addirittura il responsabile del Consorzio San Siro disse “di non aver mai assistito a una scena simile in 10 anni di attività presso la struttura” (pianetamilan.it)

Le riproduzioni dei titoli della Juventus, scriveva questa mattina La Gazzetta dello Sport, sono state prese a pugni da alcuni rossoneri e pare che anche uno sgabello sia stato rotto. Inoltre è stata riprodotta la scritta “ladri” sui simboli dei campionati 2004-2005 e 2005-2006, gli anni di Calciopoli. Una situazione simile, secondo quanto raccolto in esclusiva da Violanews.com, si è verificata allo stadio Franchi lo scorso 15 gennaio. I protagonisti? Alcuni giocatori della Juventus. La Fiorentina, in una delle migliori serate della stagione, trionfò per 2-1. Nel post partita, lo spogliatoio dello stadio Franchi destinato alle squadre ospiti, è stato sporcato con scritte a pennarelli neri. Nella fattispecie è stata disegnata una croce nera sul simbolo della società viola all’ingresso della stanza. E anche all’interno, dove sono riprodotti alcuni stemmi viola, sono state fatti altri antipatici e poco eleganti scarabocchi. La società dei fratelli Della Valle, per ripulire le opere vandaliche, è stata costretta a ricorrere ad alcuni adesivi – sono stati usati quelli della Festa dei 90 anni – per coprire gli autografi anonimi. (violanews.it)

Sono tre giorni che imperversano su ogni media, e intanto da uno spogliatoio distrutto siamo passati ad uno sgabello rotto e una anta di un armadietto incrinata; poi il fatto che nello spoglatoio ospite poi ci siano rappresentazioni dei propri trofei, compreso quelli revocati da Calciopoli, é autoesplicativa… e tu guarda un po’ cosa salta fuori? Che anche loro hanno vandalizzato gli spogliatoi degli altri…

Penso sia stato il pallone più pesante della mia carriera, sia per il momento della partita che per quanto è accaduto a Doha in Supercoppa”. Lo ha detto l’attaccante della Juventus, Paulo Dybala in merito al rigore decisivo segnato venerdì scorso contro il Milan al 96′. (repubblica.it)

Questo per dire che gran carriera hai avuto… ti facciamo rivedere il rigore di Shevchenko a Manchester?

“Il calcio italiano deve prendere un indirizzo completamente diverso, al momento non è un buon esempio. Nella vita serve educazione e rispetto, ci sono regole. Anche per i bambini che vedono succedere certe cose, quella di venerdì è solo l’ultimo episodio di una lunga serie.” (gazzetta.it)

Esempio per i bambini? Guarda che esempio hai dato tu:

(…) Inzaghi come tutti i giorni era al Vismara; Allegri, invece, fresco di pareggio con l’Anderlecht in Champions League, ha deciso di andare ad assistere all’incontro tra giovani allenatori e di osservare gli Allievi del Milan. Il pomeriggio stava scorrendo tranquillo fino a quando l’ex giocatore e il tecnico si sono incrociati. La scintilla si è accesa e il fuoco è divampato. Che cosa è successo? Allegri ha incontrato Inzaghi salutandolo, ma senza ricevere risposta e così, stupito per il comportamento dell’ex centravanti, il tecnico ha chiesto spiegazioni ricevendo più o meno questa replica: «Per me non esisti». Non solo, Inzaghi avrebbe accusato il tecnico di essere una persona poco seria. Parole che hanno gelato ragazzi e genitori presenti e che, ovviamente, hanno fatto andare su tutte le furie Allegri. L’allenatore dopo aver rovesciato su Inzaghi parole pesanti, si è rivolto ai ragazzi allenati dall’ex calciatore in modo decisamente inequivocabile: «Il vostro tecnico è un pezzo di m…a». E non era malta. (lastampa.it)’

CHI AMA IL CALCIO ODIA LA JUVE

 

Categoria: Rassegnazione Stampa

Sull'autore ()

Virdis e van Basten espugnare il San Paolo rappresentano il mio primo nitido ricordo rossonero. Milanista sacchiano ed esteta del calcio, rimpiango la Serie A a 18 squadre, le maglie dall'1 all'11, e quel numero 6 col braccio alzato che chiamava il fuorigioco.