Milan-Bologna Serie A 2016/2017: presentazione

20 maggio 2017 | Di | Rispondi Di più

Meno due partite alla fine dell’ennesima stagione incolore e con poco senso della storia recente del Milan. Ad onor del vero la partita a cui anche i tifosi milanisti guarderanno con maggior interesse non vedrà in campo colori rossoneri. Il 3 giugno 2017 si gioca a Cardiff la finale di Champions League, Real Madrid-Juventus. Ripercorriamo velocissimamente la cronologia degli ultimi dieci anni. Nel 2007 la Juventus veniva promossa dalla Serie B alla Serie A. Sempre lo stesso anno, il Milan vinceva la sua settima Champions League. Due lustri più tardi, il bottino conquistato dal Milan racconta di uno Scudetto e due Supercoppe Italiane, quello della Juve di sei Scudetti, qualche Coppa Italia e diverse Supercoppe Italiane, più una finale di Champions League disputata (e persa). Insomma, in dieci anni è stato più facile tornare a vincere dopo la Serie B che sopportare Berlusconi e Galliani, evidentemente diecimila volte peggio di una retrocessione.

Non è questione di arbitri comprati, vertici della FIGC corrotti o giornalisti compiacenti: la Juventus ha lavorato meglio del Milan e di chiunque altro in Italia (oltre che della maggioranza delle squadre in Europa). Non ha mai avuto soldi di sceicchi da utilizzare e certo ha sperperato qua e là qualche milioncino, ma sono più gli affari che hanno reso di quelli che sono stati improduttivi. Io firmerei con il sangue per essere dov’è ora la Juve e per avere la squadra che ha ora la Juve. Essere anti juventini purtroppo coincide troppo spesso con l’essere ottusi, altrimenti la maggior parte dei tifosi di Milan, Inter, Roma, Napoli, Fiorentina, Torino, eccetera, si chiederebbe più spesso come fare a copiare un esempio vincente invece di denigrarlo. Il tutto, ironia della sorte, con vantaggio per la stessa Juventus, che può così semi indisturbata continuare ad avere la meglio di avversari inesistenti, livorosi e, appunto, ottusi.

Nella vita copiare non deve essere considerato un’onta. Non tutti possono innovare, e non sempre lo si può fare. Certo, chi vince innovando (Ajax di Cujiff, Real di Di Stefano, Milan di Sacchi) rimane nella storia del calcio e non ne uscirà mai più, ma per un tifoso una vittoria ha spesso lo stesso peso, a prescindere da come arrivi. Per questa ragione il nuovo corso rossonero dovrà copiare da chi lavora bene. Sull’altra sponda del Naviglio hanno scelto la stessa strategia, ma prendendo come modello e riferimento analfabeti del calcio come Manchester City e Paris Saint Germain, dimostrando solo di pensare che bastasse staccare qualche assegno per costruire una corazzata (in questo la continuità col precedente ciclo morattiano è certificata). Il Milan non dovrà invece avere fretta di bruciare le tappe, le cose andranno fatte con calma, gradualmente. Per ottenere buoni frutti da qualsiasi lavoro è necessario l’impegno costante, non bastano poche fiammate. Anche per questa ragione non sarebbe (stato?) a mio avviso drammatico non qualificarsi per l’Europa League. Un anno in più di tempo e crescita non avrebbe guastato, e di certo sarebbe stato propedeutico a un vero progetto, non alle chiacchiere cui ci avevano abituato.

La partita con il Bologna chiaramente non ispira particolari interessi, né potrà mai essere decisiva per la stagione del Milan. Piuttosto fornisce l’occasione per postare una ricetta coi controfiocchi, per quanto fuori stagione: il Certosino di Bologna.

La ricetta

Ingredienti (per 12 persone):
farina 350gr.
miele 300 gr.
frutta candita intera 125 gr. (scorzoni d’arancia e di cedro, ciliege rosse e verdi, pere rosse, fichi, albicocche)
frutta cotta a marmellata o mostarda 250 gr.
mandorle sgusciate o con la buccia 200 gr.
pinoli sgusciati 50 gr.
cacao in polvere 50 gr.
cioccolato fondente a pezzi 500 gr.
canella 1 gr.
carbonato di ammoniaca 15 gr.
sciroppo di vino o Marsala 75 gr.
burro 15 gr.

Preparazione:

Tagliare a dadini metà della frutta candita; mettere il miele sul fuoco in una casseruola ed aggiungervi la frutta tagliata quando è caldo. Disporre la farina sul tavolo a fontana e al centro mettere le mandorle, il pinoli, il cacao, la frutta cotta a marmellata o mostarda, la cannella, il carbonato di ammoniaca, lo sciroppo di vino o il marsala, il miele con i canditi e impastare. Dare al composto la forma di ciambella, metterla in una teglia unta di burro e quindi riportarla in luogo tiepido per 3-4 ore. Nel momento di infornare, guarnire la superficie con la frutta candita rimasta e le mandorle precedentemente caramellate e cuocere per 40 minuti a fuoco moderato.
Quando il Certosino sarà cotto e freddo, spennellare con miele fatto sciogliere sul fuoco. È bene consumarlo almeno dopo una decina di giorni.
A prodotto stagionato, per conservarlo più a lungo, avvolgerlo in stagnola o carta pergamena.

Buon appetito!

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.