Crotone-Milan Serie A 2016/2017: presentazione

29 aprile 2017 | Di | Rispondi Di più

Partiamo da un dato: nelle ultime sei stagioni chi ha concluso il campionato in sesta posizione, qualificandosi così per i turni preliminari di Europa League, ha chiuso la stagione successiva vedendo il proprio rendimento peggiorato. Detta terra terra, le nostre alternative sono: raggiungere l’Europa, ma rischiando di compromettere la prossima stagione (vedi Inter e Sassuolo), o scegliere deliberatamente di non qualificarci alla competizione continentale. Una mancata qualificazione europea non comporterebbe gravi ripercussioni dal punto di vista economico, ma a livello sportivo potrebbe comportare dei vantaggi. Sono sempre stato del partito di quelli che sostenevano quanto fosse importante tornare in Europa quanto prima, a prescindere dal modo, ma la domanda a cui dobbiamo rispondere è: anche dopo l’auspicato e auspicabile rafforzamento in sede di mercato, avremo davvero la profondità di rosa necessaria per sostenere due impegni stagionali? Il rischio sarebbe quello di fare il passo più lungo della gamba, a maggior ragione considerando che in caso di arrivo in sesta posizione, dovremmo sostenere i primi impegni ufficiali già in luglio. Per questa ragione, credo che le ultime giornate di campionato saranno importanti per la nuova proprietà per valutare giocatori e staff tecnico. Se dobbiamo ricominciare da zero, che sia davvero così, senza rincorse poco sensate a un impegno europeo che non potremmo onorare, ma che anzi sarebbe per noi una zavorra.

Il Corriere dello Sport di stamattina ha dato il via all’opera di terrorismo mediatico il cui mandante possiamo serenamente intuire. Sul giornale sportivo campeggia uno speciale sul rinnovo di Donnarumma: il quotidiano sostiene che Mino Raiola, procuratore del portiere, avrebbe offerto il 99 all’Inter. Sperando ardentemente che sia la mia ennesima previsione sbagliata, credo altresì che l’affaire Donnarumma si chiuderà per noi in maniera negativa. Sulle pagine del Corriere si legge infatti che la nuova proprietà cinese sarebbe stizzita dal comportamento dell’ex pizzaiolo campano al punto da avergli esposto un aut aut: rinnovo o cessione immediata. Come dare loro torto? Non credo sia peregrino affermare che, anche considerata la stretta collaborazione di Raiola con Galliani, questa possa essere l’ultima polpetta avvelenata del fu amministratore delegato rossonero. Trattasi solo di una speculazione, una mera ipotesi campata in aria, ma costringere il nuovo direttore sportivo e il nuovo amministratore delegato a presentarsi con una cocente umiliazione, farebbe risaltare in maniera innaturale la figura e l’operato del recente passato del satrapo brianzolo. Va comunque constatato che, pur con tutta l’ammirazione che possiamo nutrire per Donnarumma, e rimanendo lui naturalmente libero di operare le scelte che più gli aggradano, avvalersi dei servizi di un disinvolto procuratore come Mino Raiola non fa passare esattamente il messaggio di voler rimanere ancora a lungo al Milan. Abbiamo tutti amato le immagini in cui baciava lo stemma del club dopo la beffa dello Juventus Stadium, ma la logica e il più spietato realismo ci dicono che se non volesse prima o poi abbandonare il Milan per raggiungere lidi più munifici, non avrebbe scelto come procuratore uno come Raiola.

Il killer instinct del bomber di razza (musica di Benny Hill in sottofondo)

Bacca è un cesso a pedali. L’errore commesso a porta vuota nell’incontro casalingo perso contro l’Empoli, dovrebbe aver offeso i suoi estimatori molto più di quanto non possa aver fatto io la scorsa settimana. Il patetico svarione del patetico attaccante (ribadisco nuovamente, a porta sguarnita) ha inoltre confermato anche con maggiore forza quanto sostenuto sette giorni fa: difendere Bacca affermando che non segna perché servito male è, e ora cerco di non urtare la vostra sensibilità, una discreta dabbenaggine, che rischia di far sembrare chiunque la ripeta non un eccelso masticatore di calcio. Ma dirò di più: le difese a Bacca mi sembrano assurde anche se contestualizzate al momento in cui segnava. Per un attaccante l’importate è fare gol? Forse trent’anni fa funzionava così, non più oggi. Una punta deve essere in grado di fare gioco, sponde, assist e movimenti che possano liberare i propri compagni di squadra. Mi fa specie leggere difese di Bacca da parte di chi osanna Ibrahimovic, il numero 9 più completo, delizioso e soprattutto utile degli ultimi vent’anni. Continuo a pensare che la questione che riguarda il colombiano sia al momento vista in maniera capovolta: non è tanto lui a non rendere per colpa della squadra, ma è piuttosto la squadra (e nello specifico il reparto offensivo) a non rendere per sue responsabilità. Non a caso il Milan di Montella ha vissuto il suo miglior periodo in concomitanza con la purtroppo momentanea esclusione dagli undici titolari del lama sudamericano. È bastato infatti un onesto mestierante da Serie B come Lapadula per far girare l’attacco rossonero con maggiore fluidità. Spero che queste mie verità non abbiano urtato la vostra sensibilità. Bacca continua a essere un sacco di merda, sebbene io speri che, per il bene del Milan, anche solo per sbaglio, segni.

Fabio

Tags:

Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.