Milan-Empoli Serie A 2016/2017: presentazione

22 aprile 2017 | Di | Rispondi Di più

Come avrete potuto intuire dai miei ultimi articoli di presentazione… ai cinesi non credevo più. Non credevo sarebbero mai arrivati, trovavo molto più plausibile la storiella di Berlusconi che era impegnato nel far rientrare in Italia i capitali esteri. Dopo decine di tira e molla, closing saltati, domande schivate e identità mai confermate, posso dire felicemente di essere stato nel torto. Sono però più che mai consapevole del fatto che il closing sarà inutile se la nuova proprietà non deciderà di rompere con il modus operandi della precedente. In parole povere, il passaggio di mano non deve essere fine a se stesso e noi non dobbiamo esultare solo per il cambiamento delle facce che vedremo da oggi in poi (che rimane comunque una gran bella notizia, intendiamoci). Ciò che dovremo fare – e faremo – sarà vigilare sui nuovi proprietari e dirigenti, su cui nutriamo grandi aspettative. L’euforia vissuta giovedì scorso in me ha già lasciato il posto alla razionalità, che mi dice che i cinesi, Fassone e Mirabelli avranno un solo, vero modo per renderci felici del passaggio di mano: lavorare bene.

Per lavorare bene servono soldi, certo, ma servono idee chiare e serve saperle mettere in pratica nel modo più produttivo. Dal punto di vista sportivo il compito di Mirabelli non sarà una passeggiata, ma certo non potrà svolgere il proprio delicato compito peggio di quanto non facesse il suo predecessore. I giocatori si giudicano guardandoli giocare, non tramite l’album delle figurine Panini. Lo stadio non è il luogo dove fare passerella sperando di essere intervistati e inquadrati. Le trattative non si portano avanti sempre e solo a cena da Giannino e davanti a uno spezzatino di orango tango con patate: una tavola imbandita non può essere la scrivania dell’ufficio di un dirigente calcistico. Le interviste si rilasciano quando si vince, ma anche quando si perde: se una partita va male non si nasconde la testa sotto la sabbia, negandosi. Ma soprattutto, il Milan non deve essere vilipeso tramite comportamenti clowneschi o da arrogante con deliri di onnipotenza: il Milan va rispettato e ogni dirigente, giocatore, allenatore, magazziniere che si avvicenda nel corso del tempo è al suo servizio, non viceversa. Il Milan non serve per aumentare le proprie ricchezze personali o il proprio potere. La Chiesa, dopo troppi anni, va finalmente rimessa al centro del villaggio.

Il Derby di una settimana fa è stato probabilmente il più bello degli ultimi anni. Certamente sono lontani i tempi in cui Milan e Inter avevano due squadroni e si affrontavano nelle semifinali di Champions League, ma la partita è stata senza esclusione di colpi, spettacolare e il risultato ha sorriso più al Milan che all’Inter, il che non guasta mai. Il campo ha dato comunque alcune indicazioni che sarebbe il caso di non trascurare, per quanto non siano esattamente inedite. La prima: si dovranno fare tutti gli sforzi possibili per trattenere Deulofeu. Ha avuto la possibilità di esplodere anche in concomitanza con l’infortunio di Bonaventura, ma il suo valore è indiscutibile, e pare essersi ambientato molto bene nel campionato italiano. Dio solo sa cosa se ne potrebbe fare il Barcellona, stracolmo di ali e attaccanti com’è: panchinerebbe Neymar per far giocare lui? Questo non credo…

La seconda indicazione, ormai palese ai più da diversi mesi, è che Bacca è tecnicamente un sacco di merda. Segna? Non mi interessa, anche Falcinelli segna (e più di Bacca). Ha una media tiri-gol altissima? Me ne sbatto il belino. Ha vinto due Europa League da protagonista? Esticazzi non ce li piazzi? Mettetevi l’anima in pace: è un giocatore mediocre, un miracolato, un pescatore prestato al gioco del calcio. Se dovete difenderlo blaterando ancora l’idiozia secondo cui “non è servito bene” fatevi un piacere: tacete. Ricordate il vecchio adagio che recita “meglio stare zitti e dare l’impressione di essere scemi che aprire bocca e togliere ogni dubbio”. Falcinelli ha segnato più gol su azione di Bacca, com’è possibile? Stoian e Rhodien sono migliori assistmen di Suso e Deulofeu? Non scherziamo. Bacca, semplicemente, non sa giocare a calcio. Non sa stoppare un pallone. Non sa evitare di finire in fuorigioco. Il fatto che a volte segni, ripeto, non può essere il motivo che ci spinge a puntare ancora su di lui per il futuro. Un attaccante vero, normodotato, che sia un calciatore e non un pescatore di saraghi, che non sputi come un lama, ma soprattutto che sia un valore per la squadra e non una zavorra, deve essere il primo acquisto in assoluto del Milan cinese. Non si scappa da questo.
(Dovesse segnare contro l’Empoli non prendetevi la briga di rinfacciarmelo: la risposta è sempre la stessa, me ne sbatto il belino e non sono certo uno, due, tre o dieci contro Skorupski a farmi cambiare idea. Bacioni)

Fabio

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Categoria: Serie A, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.